RACCONTI DI ORCHIDEE

LA STORIA SIAMO ANCHE NOI Post II°

Da Hannover, alla vigilia di Ginevra

L’organizzazione dell’E.O.C. del 1994 fu gestita dalla Deutesche Orchideen-Geslellschaft E.V., autorevolmente guidata dal suo Presidente, Gerd Rollke ed ebbe quale scenario, Bewertungs-Sitzung di Hannover.
L’AIO, allestì il suo piccolo stand Italiano e l’evento non fu di poco conto, finalmente una rappresentanza ufficiale del nostro Paese, si cimentò con i mostri sacri Europei e Mondiali.
Con il senno del poi, bisogna dire che i nostri dirigenti di quel tempo, seppero guardare avanti e con una buona dose di coraggio, riuscirono anche a presentare qualche pianta ai giudizi internazionali di quella manifestazione orchidologica Europea.
Lo sparuto gruppetto dei nostri rappresentanti, dopo aver deciso quali piante iscrivere, cominciò a prepararle e pulirle da eventuali imperfezioni, così come si fa, per le grandi occasioni.
I concorsi, nelle esposizioni di orchidee internazionali, prevedono una valutazione al tavolo della giuria ed un’altra allo stand ed in entrambi i casi, vengono valutate le particolarità delle piante in concorso e le loro qualità di coltivazione.
Era l’ora di pranzo, quando suonò il mio telefono , dall’altra parte del filo, sentii la voce di Gianmaria che con un’esclamazione tutta Tevigiana mi comunicò che l’Italia e le mie piante avevano conquistato un grosso successo.
Le orchidee Italiane ricevettero sette medaglie ed altri riconoscimenti li ottenne anche lo stand per la coreografia dell’allestimento, un successo generale.
Tra le simboliche ritualità che questi eventi esprimono, c’è la presentazione di piante meritorie, da parte del Presidente, che richiamando l’attenzione della giuria internazionale, ne descrive le caratteristiche al tavolo. La nostra Laelia lundii fu descritta con questa frase:
Ammirate bene questa pianta, penso che in Europa non n’esista una migliore, io ne ho vista una in Nuova Zelanda.

Ad evento concluso, le piante tornarono in serra dopo qualche giorno, abbastanza stressate. Per qualcuna fu l’ultima grande fioritura, la Laelia lundii rimase in crisi parecchi anni, e non fu l’unica pianta a pagare le conseguenze della trasferta.
Finì così la prima avventura internazionale delle mie orchidee, un po’ di vana gloria, le piante in sofferenza e qualche attestato di merito.

Ad Hannover, lo staff Europeo delle orchidee, si diede appuntamento, nel 1997 a Ginevra-Svizzera.
Il 1997 arrivò presto, troppo presto perché in Italia nel frattempo non successe molto e ci si trovò alla vigilia dell’appuntamento di Ginevra, nonostante l’impegno divulgativo dell’AIO, con pochi segnali di crescita e di collaborazione.
Si seppe che i venditori Italiani di orchidee sarebbero andati per conto loro, soprattutto per “vendere” e “l’Italietta amatoriale delle orchidee”, dovette presentarsi all’arrembaggio, con le piante di qualche collezionista, ancora una volta votato al masochismo.
In quell’occasione, l’incontro con i Dirigenti AIO, per la consegna delle piante, ebbe luogo all’uscita del casello autostradale di Modena nord, nel mese di aprile del 1997, oltre alle mie piante, c’erano quelle della carissima amica Zelinda, dei venditori anche questa volta, neanche l’ombra. Continua

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