LAVORARE CON LE ASSOCIAZIONI

LAVORARE INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI

SEMINE, CHE PASSIONE!
Uno dei miti dell’orchidofilo, è la creazione di nuove piantine, attraverso la semina di capsule fecondate, magari tra due specie diverse, per ottenere un nuovo ibrido.
Chi può dire di non averci provato!
Addirittura, qualche appassionato, si cimenta nelle semine, prima di conoscere e saper coltivare le piante stesse, servendosi di semi inviati da amici.
Poter dire agli amici: questa pianta è una mia creazione, è sempre una bella soddisfazione, però, da un po’ di tempo, la semina delle orchidee, ha perso il suo fascino pionieristico e diventa sempre più scienza di laboratorio ed attività professionale, al punto che gli esperimenti artigianali e dilettantistici, creano soltanto confusione e produzioni approssimative.
Ciò che si conosce della genetica delle orchidee, è veramente poco, rispetto ad altre forme di vita.
Il problema è complicato, dall’esistenza di migliaia di tipi d’orchidee, dal fatto che la trasmissione dei caratteri in generi diversi può essere compiuta da vari gruppi di geni e non ultimo, dalla lunghezza del tempo che passa tra la semina e la fioritura.
Si capisce con ciò, che l’avventura di semine occasionali, lascia spesso il tempo che trova ed ottiene l’unico risultato di invadere il mercato con nuove piante, mediocri.

PROPOSTE DI ORCHIDS IT
Nelle collezioni Italiane, ci sono piante di gran valore, sia in termini di rarità, sia d’età.
L’età delle piante, è molto importante, perché segna il periodo della loro nascita e magari della raccolta ex sito, in tempi consentiti, e segnala la possibilità della presenza d’esemplari originali e non già frutto di semine o clonazioni.
Poter avviare la ricerca dell’esistente, assume quindi,valenza storico/scientifica e può essere la base di partenza di un lavoro conservativo, del patrimonio presente nelle varie collezioni Italiane.
Un lavoro di questa portata, non può essere lasciato al caso ed alla buona volontà di qualche collezionista o produttore, penso che se ne debbano far carico, le varie associazioni Italiane che s’interessano d’orchidee.

Ritengo che il primo passo da fare, sia il censimento delle varie collezioni e delle piante importanti, presenti: anche in questo caso, non è un’iniziativa da demandare ai singoli collezionisti, non lo faranno mai, ma lo possono realizzare gli attivisti delle associazioni, previa l’ovvia autorizzazione degli interessati.
Seconda fase importante, attivare a livello Nazionale, (leggi AIO), un laboratorio sperimentale, attrezzato di braccia e di menti che non mancano nel variegato ambiente dell’orchidologia Italiana, dove si possano fare le semine e quant’altro, con i semi delle capsule, impollinate prima, in giro per l’Italia.
Terza fase, le beute, le fiaschette ed altro, potranno tornare nelle varie collezioni, per essere coltivate da chi ne fa richiesta.
Naturalmente, queste sono idee che vanno studiate e perfezionate, se c’è condivisione e la volontà di cominciare un percorso che potrebbe dare spessore a tante attese, non ultima l’EOC del 2006, battete un colpo.

La redazione di orchids it si rivolge a tutti gli appassionati delle orchidee, ma soprattutto, ai vari dirigenti delle Associazioni Italiane ed Europee che leggono quest’articolo, per conoscere la loro opinione; questo sito è a disposizione per qualsiasi forma di divulgazione, con i commenti, con la pubblicazione di articoli,inviati a De Vidi Guido che saranno pubblicati integralmente, in tempo reale, su questa rubrica, chiamata per l’appunto – LAVORARE CON LE ASSOCIAZIONI.

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