Costruiamoci la serra per le orchidee. Post n°2

Le prime importanti scelte

Con il primo Post eravamo rimasti ai problemi burocratici ed architettonici, legati alla costruzione di una serra.
Si affermava che alcune tipologie di serre potevano essere installate senza autorizzazione o concessione urbanistica preventiva.

Questo corrisponde alla realtà, peccato che, come giustamente fa notare Michele nei commenti al post, in Italia non c’è mai nulla di certo che va in aiuto ad iniziative culturali ed amatoriali. Pensate che anni fa, ho subito un decreto penale di condanna per costruzione abusiva ( tunnel in nylon non ancorato al suolo e quindi chiaramente serra mobile) solamente perchè il Tecnico del mio Comune, in una sua relazione inviata in Procura, ha stabilito che essendoci una stufa per il riscaldamento all’interno del tunnel, a suo dire la serra era da considerarsi fissa a tutti gli effetti. Tale valutazione, con opposizione al decreto e richiesta di processo penale sarebbe stata facilmente confutabile, però, una simile reazione sarebbe costata 100 volte il valore della sanzione pecuniaria, nel caso di specie di 150000 lire, che nessuno mi avrebbe poi risarcito, neanche nel caso d’assoluzione.
Vista questa esperienza, prima di iniziare i lavori, è bene sviscerare per benino tutte le pieghe della burocrazia.

Collezione Guido De Vidi. Foto del 1.12.04
Tuti i diritti sono riservati.
Coelogyne fuscescens var. brunnea-sinonimo Coelogyne brunnea Lindl. 1848.

Individuare lo spazio per la serra.
Forse qualcuno di voi, carico di programmi per il futuro e con pochi anni in tasca, sta pensando alla futura dimora da comprare o da costruire. In questo caso vi trovate nella migliore situazione possibile perché potete decidere sin dall’inizio di includere nelle indicazioni da dare al vostro architetto, ( vero Elettra?) anche la realizzazione del vostro giardino d’inverno che noi continueremo a chiamare “SERRA”.
Pochi però, possono avere tanta possibilità di scelta, quasi tutti si devono accontentare di ricavare spazi, a volte rubati all’abitare.

Le scelte praticabili, in genere sono le seguenti:

1)– Disponibilità di ampi spazi esterni, che consente di edificare la serra in un corpo isolato.
Questa soluzione è la più allettante e la più costosa perché, indipendentemente dai materiali e tecnologie adottati, è un corpo architettonico ex novo e quindi tutto va moltiplicato x quattro lati.
Nella fase di studio della serra, va individuata la disponibilità di luce solare, gran parte delle ore del giorno e per questo vanno individuati spazi a non meno di 5 -10 metri a sud, sud-ovest di qualsiasi corpo edificato esistente, e/o alberature d’alto fusto.
Altro punto fondamentale da analizzare in fase di studio è la fattibilità d’allacciamento a fonti energetiche quali: energia elettrica, gas e acqua potabile.

2)– Possibilità di addossare la serra, ad un corpo esistente.
Sicuramente con questa soluzione si ottengono buoni risultati in termini di costi e di consumi. Inoltre, se si studiano delle linee architettoniche in armonia con l’architettura esistente, può diventare veramente la serra dei sogni, in quanto molto godibile anche come propaggine di loggia luminosa.
In questo caso è altrettanto importante che lo spazio deputato alla sistemazione della serra, sia disponibile dai lati sud, sud-ovest della casa.

3)–Piccole soluzioni, ricavate nell’ambiente abitativo già utilizzabile.
Pensando a questi casi, viene subito spontaneo pensare alle abitazioni con tetto piatto ed accessibile. Chi abita in case di questo tipo, qualora sia possibile sotto il profilo urbanistico, può sicuramente realizzare brillantemente il sogno di possedere una serra per le sue orchidee, deve tenere presente che si trova da risolvere un problema in più: la sicura impermeabilizzazione della porzione di tetto che diventa pavimento della serra.
Altre opportunità sfruttabili, sono le ampie terrazze di cui sono dotati certi alloggi, possono essere sempre trovati, spazi soleggiati.
Ci sono poi i terrazzini, perché no! Fatte sempre salve le famose limitazioni urbanistiche, si possono realizzare delle graziose prospicienze, magari a chiusura di una porta finestra.

Per finire la carrellata delle piccole soluzioni, parliamo un po’ delle serre che chiameremo “domestiche”, in quanto spazi domestici, organizzati per coltivare le nostre orchidee.

E’ appena il caso di ricordare la serra domestica messa in commercio dalla SMEG, piccola, bella, funzionale e costosa. Ad ogni buon conto, la serra SMEG è meritoria di plauso perché dà una prima risposta all’esigenza diffusa di piccoli spazi domestici per le piante.

A partire da questa proposta commerciale, possono essere messe in moto tutte le nostre risorse inventive per dare delle risposte più economiche, a tal proposito mi piace ricordare l’amica Eleonora Viscardis, iniziata alle orchidee nel corso primaverile, che ora sta escogitando varie soluzioni “domestiche” per le sue orchidee.

Per dare un’idea di quante sono le possibilità, basta pensare agli acquari. Quanti di voi hanno un acquario dismesso ed accatastato in magazzino: non c’è nulla di più facile che attrezzare un ex acquario, per le orchidee… ma ne parleremo più avanti.

La Serra in giardino.
Allora, abbiamo già individuato la nostra piccola o grande porzione di terreno da destinare a serra, abbiamo fatto un pò di conti in tasca ed abbiamo deciso di costruircene una 4 metri x 6.

Si dirà, ma non sarà troppo grande? In effetti, una copertura di 25 metri quadri, prefigura una bella serra. Noi, prendendo questa decisione ci siamo ricordati delle raccomandazioni dell’amatissima Rebecca Tyson Northen e siccome, pur a distanza di tempo ( quando lei ci raccontava come farci la serra eravamo negli anni sessanta), ancora nessuno meglio di lei può descrivere le emozioni e le aspirazioni del coltivatore d’orchidee: riporto integralmente alcuni punti del suo raccontare.


“ “Una Casa per le vostre orchidee di Rebecca Tyson Northen
Racconto liberamente tratto dal libro “LE ORCHIDEE” edizioni Rizzoli.

Il primo consiglio che ci sentiamo di dare ad un futuro possessore di serra, è di farsene una abbastanza grande da poter contenere il suo hobby in sicuro e costante aumento. Una serra piccola può dare l’impressione di essere immensa, al principio, se la si paragona al piccolo posto che normalmente si concede alle piante da appartamento.

Ma è leggendario che i coltivatori d’orchidee non sono mai soddisfatti: continuano ad aumentare le proprie collezioni. All’inizio, forse, non vi interessate che di una specie o due e vi ritenete contenti con pochi esemplari di ciascuna. Ma è inevitabile che vi innamoriate quanto prima di un’altra specie e poi di un’altra ancora. E allora comprerete due o tre piantine dell’una e poi due o tre piantine dell’altra. E le piantine diventeranno piante adulte, e le piante adulte avranno presto bisogno di essere divise.
Così, in un tempo relativamente breve, i vostri bancali saranno affollatissimi e a questo punto non potrete che unirvi alla generale lamentela: «Oh! se avessi un po’ più di posto!». Vi suggeriamo quindi di non cambiare automobile per qualche anno o di fare una vacanza meno dispendiosa, per potervi così permettere di costruire una serra piuttosto grande per le orchidee.
Vi sono anche altre ragioni per non farsi una serra troppo piccola. Una serra molto piccola è difficile da organizzare; lo scarso volume d’aria si scalda rapidamente e si raffredda rapidamente, creando un forte sbalzo di temperatura.
E lavorare in una serra piccola è difficoltoso. Le infiorescenze grandi si intrecciano le une alle altre, le piante non hanno spazio sufficiente e la mancanza di spazio determina cattive condizioni di coltura. La dimensione minima (che non permetterà la coltivazione di un gran numero di esem¬plari) è di circa 2 metri e mezzo per 3 metri. Questa ampiezza permette di avere due bancali laterali e un passaggio al centro.

Se invece l’ampiezza è di 3 metri e 70 centimetri, potrete avere due bancali ai lati e uno in centro, con due passaggi. Una serra di 4 metri di ampiezza per 5-6 metri di lunghezza vi offre abbastanza spazio per coltivare un numero veramente soddisfacente di piante e, nello stesso tempo, non è troppo grande perché una persona anche con altri impegni non possa occu¬parsene nel suo tempo libero.
Il costo di una serra e dell’equipaggiamento non si raddoppia, quando lo spazio si raddoppia; è di metà o di un terzo in più. In altre parole, potrete avere uno spazio doppio con un costo maggiorato appena di metà o di un terzo.

Per avere un’idea dei tipi e dei costi di una serra, chiedete i cataloghi a diversi rivenditori e fabbricanti; visitate anche qualche serra nella regione dove abitate. Parlate ai proprietari, cercate di scoprire quali sono i difetti di certi tipi di impianti e quali ne sono le caratteristiche interessanti, in modo che possiate evitare i primi e adottare le seconde. Informatevi sull’efficienza dei termosifoni e prendete nota di ogni particolare, controllando quali dei sistemi adottati possono essere adatti per le orchidee.
Esaminate accuratamente il rapporto fra le forme delle serre e lo spazio che ciascuna offre per i bancali. Forse, il tipo di serra più economico, da un punto di vista dello spazio e dell’efficienza del lavoro, è ancora quello che è in uso da molti anni. Alcuni stili moderni possono attrarre per considerazioni di carattere estetico, ma prima dell’estetica vengono i requisiti fondamentali e necessari per una buona conduzione.

Una serra può costituire un’unità a sé, o può essere appoggiata a un fabbricato esistente. In quest’ultimo caso, può essere congiunta a un estremo, con tutta la lunghezza della serra che corre all’esterno, oppure può essere appoggiata al fabbricato per un fianco, con il muro di questo che serve come muro laterale della serra stessa.

Meno opportuna per la coltivazione delle orchidee è un passaggio, coperto e chiuso da vetri, tra due fabbricati, la casa e il garage, ad esempio. Questa soluzione non offre sufficiente luce, ma se si scelgono tipi d’orchidee adatti per questo ambiente, anche questa soluzione può essere accettata e una serra così concepita darvi buone soddisfazioni.
Nello scegliere il luogo per la serra, occorre tenere presente che questa deve poter ricevere tutta la luce possibile, in tutto l’arco del giorno. Se oltre che la serra state facendo i piani di costruzione anche di una nuova casa, allora potrete riservare ad essa un posticino buono; trovare invece una soluzione ideale in uno spazio dove esistono già costruzioni talvolta non è compito facile.” ”

Questa introduzione del capitolo dedicato alle serre, scritto da Rebecca Northen è ancora attuale ed affascinante perché raccontata da una persona che ama e conosce le orchidee.

Continuando il nostro ragionamento sulle scelte preliminari per la costruzione della nostra serra, siamo praticamente arrivati all’individuazione degli spazi ed alla sua dimensione.
Un ultimo importante aspetto, riguarda la scelta dei materiali di costruzione.
In funzione della loro tipologia, possiamo decidere di compiere uno sbancamento interno, anche profondo un metro, che ci consente di guadagnare in altezza ed in risparmio energetico. Inoltre, in base ai materiali scelti si può anche dotare serra di un muretto di cinta, sul quale poggiare l’intera costruzione.

Continua.

2 pensieri su “Costruiamoci la serra per le orchidee. Post n°2

  1. Sentendomi chiamata in causa posso dire che dal punto di vista architettonico sarebbe interessante una visita alla grande struttura vertrata del Tepidario della società di Orticoltura di Firenze … ma se si vuole vedere veramente una bella serra, \”in salute\”, che funziona egregiamente, traboccante di orchidee tu Guido non devi fare molta strada … intanto chi non ha lo spazio per la serra si accontenterà di un surrogato di una cassetta wardiana!

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