Ascocentrum, miniatum o garayi?

by: GuidoOrchids Aggiungi un commento

Brevi note sulle incertezze tassonomiche dell’Ascocentrum miniatum

Ascocentrum miniatum (Lindley) Schlechter 1913 e/o Ascocentrum garayi E.A. Christenson 1992

Ascocentrum garayi ‘Rosetta’ MO (SB) AIO 1998- Copertina di Caesiana n° 10
Specie botanica – Treviso – 16.5.1998 Guido de Vidi – Treviso – 35 infiorescenze con ca. 940 fiori, alti 1,6 X 1,5 cm. Sepali e petali uniformemente arancio 4K. Labello giallo zafferano 3L. fioritura copiosa, colore intenso.
Eravamo nel mese d’Aprile del 1998, quando in Villa Albrizzi-Franchetti a Preganziol di Treviso, fu esposta la mia pianta d’Ascocentrum miniatum, (a sinistra nella foto) che poi vinse la medaglia d’oro AIO.

In quell’occasione però, i giudici presenti decisero che non si trattava dell’Ascocentrum miniatum bensì del garayi.
Le incertezze interpretative sull’esatta specie d’appartenenza degli Ascocentrum sono anche state trattate da Jim Cootes ed Eric A. Christenson sulla rivista “Orchids Australia”, (Volume 7 N°6 Dicembre Del 1995).
Effettivamente c’è molta confusione e non è molto facile identificare con certezza le specie color giallo-arancione del genere Ascocentrum.
Questo problema deriva dalla presenza di molte varietà di Ascocentrum, miniatum compreso.
Colgo quindi l’occasione della bellissima fioritura del mio esemplare di “miniatum?” per attirare l’attenzione dei collezionisti su questo problema tassonomico.
Penso che sia utile partire dalla specie recentemente descritta, “Ascocentrum garayi” ed evidenziare le differenze fra questa specie e le altre due; Ascocentrum aurantiacum ed il vero Ascocentrum miniatum.
Christenson, nel suo articolo evidenzia la diversità dei siti in cui vivono e lega i nomi delle specie ai loro luoghi d’origine.

Collezione Guido de Vidi. Foto 29.04.05
(Ascocentrum garayi, stessa pianta 7 anni dopo)
Diritti riservati
L’”Ascocentrum miniatum” genericamente inteso è endemico in Indocina, dall’Indonesia alle Filippine.
Dall’esame delle piante raccolte nei vari siti e dalle note scientifiche reperite, Jim Cootes ed Eric A. Christenson, hanno interpretato una rivisitazione in chiave più specifica.
Le piante ” del miniatum ” originarie delle Filippine sono effettivamente sottospecie di Ascocentrum aurantiacum“ philippinense”. Le piante ” del miniatum ” provenienti dall’Indocina sono invece Ascocentrum garayi.
Quasi tutte le piante in coltivazione e quelle usate per le ibridazioni sotto il nome ” del miniatum ” sono da considerarsi Ascocentrum garayi.
Il vero “Ascocentrum miniatum” è poco coltivato in Tailandia e raramente presente a Java e Malesia.
Per aggiungere ulteriore confusione ed incertezza va detto che l’Ascocentrum aurantiacum è considerato specie intermedia fra l’Ascocentrum miniatum e l’Ascocentrum curvifolium (fogliame del curvifolium e fiori del miniatum).
In conclusione, pianta grande proveniente dalle filippine corrisponde all’Ascocentrum aurantiacum, se invece la pianta è piccola e proviene dalla Thailandia, probabilmente è l’Ascocentrum garayi.
L’Ascocentrum garayi è di facile coltivazione, le sue dimensioni ridotte e la facilità di sviluppo favorisce la formazione di bellissimi esemplari.
Conviene sistemare la pianta in cestini di legno con corteccia d’abete grossa, con buona luce, temperatura da serra calda, bagnature e fertilizzazioni abbondanti e continue.

18 Responses to “Ascocentrum, miniatum o garayi?”

  1. [...] Leggete anche questo post e per vedere gli sviluppi dell’esemplare, guardate questo vecchio articoletto di due anni fa. [...]

  2. fabio scrive:

    Paola sono d\’accordo con quello che dici ma riguardo all\’etimologia c\’è da specificare che il termine orchis non nasce dalla forma dei fiori ma da quella dei bulbi delle specie selvatiche Italiche e Greche.

  3. guido scrive:

    Ciao Alberto, le impollinazioni vanno, vanno… fra poco avremo piante per tutti!!
    Piuttosto, spiega alle amiche ed amici del blog, come si fa per linKare foto…potrebbe servre a tutti, poi io faccio un post con le spiegazioni, ciao guido.

  4. paola scrive:

    Fabio, La tua ipotesi è interessante, e, a guardare bene, forse anche un po\’ vera, peccato che l\’etimologia della parola orchidfea porti completamente da un\’altra parte!!!! (qualcosa come orchi deis?). Al di là di difficoltà delle difficoltà da superare nella manutenzione o degli altri motivi che attraggono gli uomini in questa passione, resta il fatto che la passione per ciò che è vivo, cresce e di cui prendersi è indice di sensibilità e mi auguro che possa arricchire chi lo pratica, uomini o donne che siano.

  5. alberto scrive:

    così non occupo spazio utile per altre ben più importanti informazioni.
    riciao

  6. alberto scrive:

    complimenti ogni giorno vedo sempre grandi novità. Come vanno le impollinazioni?
    guido, io mi limito alle prime prove
    http://it.geocities.com/orchidcoltura/paginaprova.html

    ciao alberto

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