Bishopara, una bella miniatura.

Difficile da trovare, questo ibrido intergenerico degli anni 70 è veramente delicato.

Collezione Guido De Vidi – foto 19.03.06
tutti i diritti sono riservati

Nella foto a sinistra potete vedere una pianta di Bishopara, che coltivo da decenni con alterni successi… rimane sempre il ceppo essenziale perchè tende ad auto estinguere le vegetazioni vecchie.
Potete ben capire quanto è difficoltosa la sua sopravvivenza (basta un piccolo errore per mandare in fumo tutto).
Per salvaguardare questo ibrido al quale sono particolarmente affezionato (l’amore delle cose impossibili), ne coltivo tre unità…nella speranza, che una rimanga sempre in vita.

Note sui vari cultivar di Bishopara.
Bishopara = ( Broughtonia x Cattleya x Sophronitis ) (D.Bishop & Greatwood), nome dato dal suo ibridatore David A. Bishop in Orch. Rev. 84(999): p. 7, 10 (Sett. 1976)

Negli anni successivi sono state registrate diverse nuove combinazioni ad esempio:

Bishopara Barellan Point (Ctna. Brandi x Sc. Lana Correll) –Bishopara Distant Vision (Ctna. Splash of Port x Sc. Beaufort) – Bishopara Swill Of Spirit (Ctna. Swill of Brandy x Sc. Lana Correll) D.Neuendorff e Bishopara Dendi’s Ainée ( Dal’s Touch x Sc. Lana Correll) D.Diehm.

Di quest’ibrido intergenerico esiste poca documentazione. E’ un buon esempio di miniaturizzazione, poco presente nelle collezioni, forse per la difficoltà di coltivazione.
Il suo sviluppo è molto lento e pieno d’insidie: richiede temperature intermedie ed ama asciugarsi fra le bagnature.

Consiglio di coltivare quest’orchidea su zattera di legno duro e di collocarla in posizione luminosa.

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