Spontanee “alpine”

Prosegue la rubrica dedicata alle orchidee spontane del nostro Paese con un paio di specie rinvenute nelle zone pedemontane del Veneto nord-orientale e montane Trentino nord-orientale:

La prima delle due, rinvenuta in zona pedemontana ad un’altitudine di circa 250 m slm nel basso feltrino, è la Cephalanthera longifolia

Cephalanthera longifolia fotografata da Massimo M. diritti riservati

Alcune note relative a questa specie:
Classificatori
(Linnaeus) Fritsch
Etimologia
Il nome del genere deriva dal greco képhalê = “testa”e anthêra = “antera”, cioè la parte del fiore che produce il polline, che ha una forma piuttosto arrotondata e ricorda vagamente una testa.
Longifolia indica la dimensione allungata delle foglie.
Sinonimi
Cephalanthera ensifolia L.C.M. Richard, Cephalanthera xiphophyllum Reichenb., Serapias helleborine L. var. longifolia , Cephalanthera angustifolia Simonk.


Nome volgare
Cefalantera maggiore, Elleborina bianca, Elleborina a foglie lunghe
Descrizione
Pianta alta 15-60 cm. Foglie disposte grossolanamente su due file, quelle inferiori piccole ed ellittiche, le superiori molto lunghe, lineari-lanceolate, spesso erette. Infiorescenza piuttosto lassa, composta da 10-20(30) fiori che solo di rado si dischiudono completamente. Le brattee sono molto piccole, ad eccezione di quella inferiore che è più lunga dell’ovario. Sepali e petali candidi, i primi lanceolati con apice acuto, i secondi poco più corti, con apice ottuso. Labello più corto dei sepali, nettamente concavo, quasi interamente bianco, munito di alcune creste longitudinali di colore giallastro, con l’apice arrotondato, papilloso, di colore giallo-arancio, curvato verso il basso.
Periodo fioritura
Da aprile a luglio.
Distribuzione
Principalmente Eurasiatica, presente anche in Africa settentrionale (Tunisia, Algeria e Marocco).
Habitat
Boschi aperti, radure e cespuglieti, generalmente in situazioni di mezza ombra, fino a 1800 m di altitudine, su suolo calcareo sia asciutto che molto umido.
Status e conservazione
Diffusa in tutte le regioni italiane.

La seconda, rinvenuta invece in una zona montana del trentino ad un’altitudine di circa 1.000 m slm, è la Dactylorhiza sambucina nelle sue due varianti cromatiche, quella rossa e quella bianca:

Dactylorhiza sambucina var. alba fotografata da Massimo M. diritti riservati

Alcune note relative a questa specie:
Classificatori
(Linnaeus) Soó
Etimologia
Dactylorhiza dal greco daktulus = dito e rhiza = radice per le sue parti sotterranee che hanno la forma delle dita della mano; sambucina per l’infiorescenza con odore di sambuco.
Sinonimi
Orchis sambucina L. = Dactylorchis sambucina.
Nome volgare
Giglio sambucino; giglio sambucino giallo.

Dactylorhiza sambucina fotografata da Massimo M. diritti riservati

Sistematica
Orchis latifolia Linnaeus pro parte; Dactylorhiza latifolia (Linnaeus) H. Baumann et Künkele.
Descrizione
Pianta alta 20-30(40) cm. Foglie distribuite lungo tutto il fusto, le inferiori oblungo-obovate con apice ottuso, le superiori lanceolate con apice acuto. Infiorescenza densa, dapprima ovoide e poi cilindrica. Brattee lanceolate, acute, più lunghe dell’ovario, le inferiori più lunghe dell’intero fiore. Sepali ovati, i laterali eretti o suberetti, quello mediano diretto in avanti e formante un casco lasso con i petali. Labello oscuramente trilobo o intero, più o meno convesso, spesso con margini ondulati e dentellati; sprone cilindrico-conico, lungo circa come l’ovario, più o meno incurvato e diretto verso il basso. Il colore dei fiori è giallo o rosso magenta, con macchie e strie porporine più o meno evidenti alla base del labello; più raramente i fiori possono mostrare ambedue i colori o colorazioni intermedie.

Dactylorhiza sambucina part. fiore fotografata da Massimo M. diritti riservati

Periodo fioritura
Dalla metà di aprile ai primi di luglio.
Riproduzione
L’impollinazione è effettuata da bombi.
Distribuzione
Europea.
Habitat
Pascoli montani, cespuglieti e boschi aperti, da 300 a 2000 m, su suoli alcalini o leggermente acidi, asciutti o relativamente umidi.
Status e conservazione
Presente in tutte le regioni italiane con la sola eccezione della Sardegna.

7 pensieri su “Spontanee “alpine”

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