Angraecum magdalenae

La Regina degli Angraecum

E’ una pianta molto compatta a crescita lenta, con 6 – 8 foglie distiche, carnose, coriacee, irregolarmente bilobate agli apici e bracteate.
Gli steli fiorali, corti e rigidi, si formano nella stagione calda, spuntano sotto la prima foglia e sono dotati di 2 e più fiori bianchi, fragranti, grandi e carnosi.
Il profumo dei fiori è delicato, persistente giorno e notte e richiama varie fragranze mescolate insieme: cannella, noce moscata e vaniglia con piglio pepato.
Angraecum magdalenae – foto22.08.06 – collezione Guido De Vidi-diritti riservati


Angraecum magdalenae Schltr. & H. Perrier. (1925)
Sezione: Humblotiangraecum

Questa specie è considerata la regina degli Angraecum.

Un fiore sempre fragrante e molto affascinante, conosciuto anche con il nome popolare di “Fiore bianco della neve”.

Descrizione
Angraecum magdalenae è una specie monopodiale, litofita, endemica nel Madagascar e vive sugli altopiani rocciosi di quarzite a 800-2000 metri d’altitudine.
Questa specie può essere trovata nelle foreste di Uapaca in zona centrale del Madagascar a sud di Antsirabe; Mont Ibity.
Nei luoghi d’origine l’Angraecum magdalenae vive in siti molto ventilati e luminosi, con periodi invernali freddi ed asciutti.
Queste caratteristiche vegetative sono molto importanti per capire l’ambientazione in coltivazione.
Per la verità, questa orchidea pur adattandosi notevolmente a condizioni vegetative diverse dalle originali è abbastanza esigente: gli errori si pagano cari perché è una pianta compatta, riluttante alla stagnazione d’acqua durante il periodo freddo e secco, sia tra le ascelle delle foglie, che nel substrato del composto, inoltre è molto lenta nella sua crescita.

Con il trascorrere degli anni ho notato che nella mia collezione l’Angraecum magdalenae si è facilmente adeguato alle condizioni, per lui, non ideali (luce e temperatura) della serra, ma si è sempre dimostrato molto riluttante alle bagnature invernali (marciume radicale).

Nella fase vegetativa il composto del substrato deve mantenere sempre umide le radici, ma non fradice.
Miscela del composto usato nei miei rinvasi: bark di media pezzatura mescolato con poca torba di sfagno e pezzetti di ghiaia macinata.
E’ molto importante garantire buona ventilazione dell’ambiente circostante, la pianta giovane può essere tenuta anche a media luminosità, ma quando è adulta, per ottenere fioriture copiose è utile trovare un posto più luminoso.
L’alimentazione di questa orchidea non si discosta dalle indicazioni generali: concime equilibrato 20.20.20. con microelementi, 1 grammo per litro d’acqua da somministrare ogni 15 -20 giorni, solamente nella fase vegetativa (sospendere la concimazione durante il freddo secco).
Altro accorgimento utile è quello di garantire alla pianta, un periodo invernale fresco ed asciutto: tenere il substrato appena umido ed evitare bagnature e/o nebulizzazioni alle foglie fino a Gennaio.
Non ho mai coltivato l’Angraecum magdalenae su zattera ma credo che prima o poi proverò.

Pomeriggio (tardo) del 23 Agosto 2006.
Nella foto si vede Christian, di Orchids Club, mentre sta impollinando un fiore della pianta descritta in questa scheda…sperando che le cose vadano per il meglio, ci diamo appuntamento al prossimo anno per le semine.

Il dott. Christian Pozzobon è laureato in biologia e lavora come ricercatore all’Azienda Ospedaliera di Verona.

Annotazione utile per le semine: le capsule seminali (lunghe 7,5 e larghe 2,5 centimetri) maturano in 310 giorni circa ed i semi germinano in 7_8 settimane.

Nota: le notizie e le descrizioni di ogni post del blog sono supportate da ricerche sulla lettratura esistente e sul web, ma si riferiscono esclusivamente a esperienze di coltivazione su orchidee presenti nella mia collezione.
Eventuali errori o incompletezze possono essere rimediati dalla vostra collaborazione.

13 pensieri su “Angraecum magdalenae

  1. Ciao Guido sono ancora io, il 6 Febbraio mi hanno regalato un’altra orchidea phal bianca, bellissima,per evitare che cadano subito i fiori come devo fare?Io vivo in una casa che è caldissima mi rendo conto che questo crea un clima secco, dannoso per le orchidee ma mi piacciono troppo.Dalle foto che ti ho inviato qualche giorno fa hai potuto notare che ho altre due orchidee che però non hanno fatto ancora fiori, sono senza stelo,ho pensato di concimarle con FITO goccia a goccia, lo conosci?Secondo te è un buon concime?oppure dovrei comprare quello bilanciato per le varie fasi di crescita?
    Ti ringrazio anticipatamente.
    Barbara

    • Ciao Barbara… il caldo non è un problema, per sopperire al secco dell’appartamento spruzza spesso le foglie, più volte al giorno. Tieni le piante lontane da fonti di calore e da spifferi d’aria.
      Cerca fertilizzante solubile equilibrato – 20.20.20 oppure 18.18.18 – dosi 1/2 grammo sciolto in un litro d’acqua da spruzzare su foglie e radici ogni settimana.
      Ciao a presto
      Guido

  2. scusami Guido, oggi mi e’ arrivata una piantina piccola con 6 foglioline ed alta 7 cm, la metto insieme ai dendrobium al freddo e secco finche’ non arriva la bella stagione? la luce e’ tanta e la temperatura 10/12

    • Ciao Dilia, questa specie è abbastanza difficile da crescere e da coltivare, soprattutto fuori serra.
      Io penso che la tua piantina sia stata coltivata senza tener conto del periodo secco e fresco… i vivaisti devono farle crescere velocemente, quindi io la terrei un po più al caldo e la manterrei spruzzata (attenta a non far rimanere acqua nelle ascelle delle foglie) e… in bocca al lupo.
      Dalle dimensioni della tua piantina ci vorrà qualche annetto prima di vederla in fiore.
      Mi raccomando, aspetto la foto della prima fioritura 😉
      Ciao
      Guido

  3. il fatto è ke la citrata nn ne vuole sapere d far ripartire le radici… boh avrà caldo…o magari è a vegetazione invernale…la articulata almeno aveva fiorito…aveva fotto uno sforzo notevole… questa nulla invece…

  4. …le aerangis, gioie e dolori, comunque a volte riprendono, importante prenderle quando stanno ripartendo le radici. Per questo su giardinaggio ti ho suonato l’allarme con quella in foto.

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