Laelia tenebrosa

by: GuidoOrchids Aggiungi un commento

Orchidea arcobaleno

Collezione Guido De Vidi – Foto 09. 06.04 – Tutti i diritti sono riservati
Laelia tenebrosa (Rolfe) Rolfe 1893

John Rolfe, botanico insignito delle maggiori onorificenze Britanniche, fra le quali “Victoria Medal of Honor” e la “Veitch Memorial Medal”, fu una figura molto importante dell’orchidofilia di fine 1800.
Collaborò attivamente come autore e redattore sin dal 1893 in “The Orchid Review” e portò avanti il suo impegno fino al 1921, poco prima della sua morte.
Rolfe ebbe un rapporto molto travagliato con alcune sue affermazioni scientifiche, in particolarmodo con una nuova specie brasiliana: Laelia tenebrosa.

Sbagliare è umano
A differenza di molti suoi “illustri” colleghi del tempo, sempre restii ad ammettere eventuali errori nella classificazione delle orchidee, Rolfe era quasi felice di poter revisionare le sue descrizioni precedenti, quando queste risultavano inadeguate o sbagliate.
Un pomeriggio estivo del 1889, Rolfe iniziò ad analizzare il fiore di un’orchidea speditagli dalla “Liverpool Horticultural Company”, per altro già presentata in “The Gardener’s Chronicle” del 1 giugno 1889 come forma scura e gigantea della Laelia grandis, specie già descritta da Lindley nel 1850 (Paxton’s Flower Garden, pag. 60).

Le conclusioni a cui giunse Rolfe nella sua analisi non lasciavano dubbi che si tratasse di una nuova specie, ma preferì continuare a considerarla una “variazione specifica” della Laelia grandis e quindi solamente una sua “varietà”: Laelia grandis var. tenebrosa.
Due anni più tardi, nel 1891, il Signor A.H. Grimaditch di Clapton Square, Liverpool, inviò uno pseudobulbo fiorito a Rolfe, precisando pure, che era stato raccolto in zone diverse da quelle già conosciute come endemiche della Laelia grandis.

Ciò nonostante, anche in quest’occasione Rolfe descrisse il campione come “Laelia grandis var. tenebrosa”, (Gardener’s Chronicle, 1891, pg. 126) e non rilevò alcuna variazione significativa rispetto alle sue precedenti oservazioni (solamente variazioni geografiche). In tale circostanza Linden pubblicò il disegno del fiore nella sua famosa rivista Lindenia (vol. II, plate ccxc), accompagnato dalle osservazioni di Rolfe.

I fiori di questa nuova pianta, erano abbastanza appariscenti nella forma e colore bronzeo di sepali e petali; in un’ esposizione alla “Royal Horticultural Society”, presente Lord Rothschild, ricevette un “First Class Certificate”, fu anche inclusa nel libro Reichenbachia con questa annotazione “many distinct pecularities in growth, form, and colouring and it is quite probable that we shall ultimately regard it as a species”, ma Rolfe continuò a considerarla ancora come ” Laelia grandis var. tenebrosa .”
Solamente nel 1893 su “The Orchid Review” di Maggio, Rolfe, dopo aver visitato varie collezioni ed averne verificato la costanza nel tempo, con puntigliosa descrizione delle diversità, denominò Laelia tenebrosa, la pianta che presentava grandi fiori bronzei con sepali e petali più piani della Laelia grandis, dall’ enorme labello rosso-acceso e marginato chiaro.

Note
Tranne un breve periodo verso la fine del 1800, la Laelia tenebrosa non è mai stata molto presente nelle collezioni Europee.
La Laelia tenebrosa proviene da una piccola zona a sud dello Stato di Espirito Santo (Brasile), dove ora è considerata virtualmente estinta.
Originariamente era endemica sui grandi alberi di foreste molto fitte, ma oggi le piante disponibili per le collezioni provengono da incroci x self o da meristemi di esemplari già coltivati.

Coltivazione
Questa specie, come si è già detto, vive nelle foreste dense ed ombreggiate ed in coltivazione preferisce zone meno luminose delle altre Laeliae.
La Laelia tenebrosa è un’orchidea molto vigorosa e può essere coltivata con le stesse condizioni delle Cattleya, comprese le temperature: 29-32 gradi max e 15-16 gradi min. Va innaffiata costantemente durante il periodo vegetativo, con un periodo di asciutto dopo la fioritura, fino al nuovo sviluppo.

Nota:

Le notizie e le descrizioni di ogni post del blog sono supportate da ricerche sulla letteratura esistente e sul web, ma si riferiscono esclusivamente a esperienze di coltivazione su orchidee presenti nella mia collezione.
Eventuali errori o incompletezze possono essere rimediati dalla vostra collaborazione.

6 Responses to “Laelia tenebrosa”

  1. rossella scrive:

    ..è una pianta veramente bella, mi sarei decisa all’acquisto, ma coltivando in casa vorrei essere sicura di poterle dare almeno il minimo di cui ha bisogno, l’estate tengo le orchidee sul terrazzo sotto telo ombreggiante e d’inverno le posiziono su un vano scala molto luminoso con sole diretto la mattina dalle 9 alle 11, le temperature vanno dai 13 ai 20 gradi a seconda di quelle esterne e della presenza del sole o meno, può andare? e poi devo concimare e annaffiare la laelia tenebrosa durante la brutta stagione
    grazie rossella

  2. matteo scrive:

    bella la tenebrosa!!! a me piace pure la grandis a dire il vero… peccato sia estinta in natura ma purtroppo capita spesso… lo sapevate che l’echinocactus grusoni, il famoso cuscino della suocera è praticamente estinto in natura? il suo habitat è stato sommerso dalle acque d un lago artificiale…
    ciao
    ps guido prima del freddo facciamo qlc scambio oppure no e aspettiamo primavera?

  3. Alberto scrive:

    Ne ho un pseudobulbo che è “presunto” tenebrosa e sta facendo un getto da mesi senza radici è una tipicità di questa specie emetterle dopo aver completato la nuova vegetazione? Ciao Alberto

  4. Guido scrive:

    Ciao Giulio, inserisci sul tuo sito e/o presenta nel prossimo commento del blog (titoli e sensazioni) dei quadri esposti a Udine …

    così amiche ed amici del blog possono vederli su questo link.
    Ciao a presto
    Guido

  5. giulio scrive:

    dopo un mese di assenza dal blog per mostra di pittura. che mi ha completamente assorbito e di conseguenza non ce l ho fatta ad avvisare il club,ma solo Guido che mi ha fatto molto felice di venire a udine, comunque dura fino al 21.Ecco che apro e vedo la tenebrosa che mi ha sempre ammaliato e rimango fulminato da tale visione, ma amareggiato come Dragon dalla estinzione in natura.Una ragione in piu per amarla e proteggerla,e comprarla bacioni atitti e mi dispiace di essere scomparso Giulio

  6. Dragon scrive:

    E’ un peccato leggere dell’estinzione dal suo paese natio,mi dà un pò di tristezza,credo sarebbe opportuno ripristinare le popolazioni in aree protette….sempre che ne esistano di protette.Allora dico almeno che perpetuare la specie in serra oltre al piacere intrinseco che ne deriva è pure un nobile gesto nei confronti di una pianta che possiede un fiore meraviglioso e che merita di vivere e farsi ammirare.Povere orchidee…..colpevoli solo di essere troppo belle!!!Fantastico in questa orchidea il contrasto di colore fra il labello e i sepali/ petali ,buono sapere che non necessita di tantissima luce come altre sue sorelle,potrebbe essere consigliata a chi coltiva in luoghi non tantissimo esposti alla luce.Grazie Guido anche per questa meraviglia.

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