Laelia? C’è chi preferirebbe considerarla Cattleya.
Laelia purpurata ( gracile x delicata) – collezione Guido De Vidi – foto del 23.06.04
Laelia purpurata Lindley & Paxton 1852-3
Sottogenere: Crispae, sezione Crispae Pfitzer
Sinonimi: Bletia Casperiana Rchb. f. 1862 – Bletia Purpurata Rchb.f 1861 – Lemaire 1852 – Cattleya Casperiana Rchb.f 1854 – Cattleya purpurata- Laelia Casperiana Rchb.f 1859; Laelia Wyattiana Rchb.f 1883 – Sophronitis Purpurata (Lindl. & Paxton) C. Berg & M.w. Chase 2000
La Laelia purpurata è inclusa nella sezione Cattleyodes.
E’ una specie epifita di grande dimensione a sviluppo simpodiale (può raggiungere anche 60 cm), produce pseudobulbi snelli, unifoliati, foglie oblunghe, erette (30 cm.) e vive nelle zone costiere di Rio de Janeiro, Sao Paulo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul.
La Laelia purpurata fiorisce a tarda primavera. I fiori misurano generalmente 10 – 12 cm, ma possono essere anche più grandi. Ogni infiorescenza produce solitamente 4-5 fiori di colore notevolmente variabile.
Questa specie non è molto esigente e può essere coltivata come le Cattleye, sia su zattera che in vaso, predilige temperature da serra intermedia con buona luce ed ambiente ventilato; bagnature e fertilizzazioni regolari nella fase vegetativa, substrato moderatamente secco d’inverno.
La Laelia purpurata ha suscitato e continua a suscitare sempre grande interesse, il motivo principale è forse l’enorme variazione di colore dei fiori all’interno della specie.
foto tratta da www.orchidworks.com

Sono note oltre 100 varietà, ad esempio: lavanda, concolor, semi-alba, bianca, vinicolor, delicata, forme blu e varie tonalità dei labelli.
Anche se tutte queste varianti sono solamente “cultivar” della stessa specie, molti orchidofili trovano motivi sufficenti per creare collezioni esclusive ed Associazioni specifiche.
Sulla Laelia purpurata si può scrivere un libro intero, tante sono le cose da raccontare da quando è stata scoperta (Francois Devos 1847), a partire dal nome Laelia, che molti orchidofili vorrebbero mettere in discussione.
Note storiche
La specie fu scoperta da Francois Devos nel 1847, lungo il litorale interno della provincia di Santa Catarina, in occasione di una grande raccolta di orchidee da esportare in Europa per conto di M. Verschaffelt.
Le prime orchidee raccolte in quella occasione, giunsero in Inghilterra ed in Belgio; fiorirono per la prima volta nelle serre di Backhouse (Inghilterra Contea di York), 5 anni più tardi.
Fu presentata una pianta fiorita nel Luglio del 1852 alla Royal Horticultural Society di Londra per essere classificata e descritta dal botanico e tassonomista Lindley, che la denominò appunto, Laelia purpurata.
Simbolo dello Stato brasiliano di Santa Catarina
La Laelia purpurata vegeta molto bene sugli alberi ed è comune nelle sue zone endemiche, ma questa specie deliziosamente profumata, esprime tutto il suo splendore fra le popolazioni del litorale catarinense, dove è ammirata, tenuta in grande considerazione e nominata fiore simbolo dello Stato di Santa Catarina.
Delibera governativa
Discussioni ed incertezze
Lo spartiacque storico, che ha diviso e che divide tutt’ora il genere Lelia dal genere Cattleya è il numero dei pollinia, 4 nelle Cattleye e 8 nelle Laelie, ma c’è molta parte della scienza botanica, che ritiene poco determinante questo aspetto per poter stabilire con compiutezza un nuovo genere, ancor più oggi, dopo la recente risistemazione della Laelia purpurata (grande di taglia e di fiori) nel genere Sophronitis, composto prevalentemente da miniature (Lindleyana, 15[2]:118).
I problemi per la L. purpurata nascono ancor prima della sua scoperta e cioè nel 1831 quando John Lindley stabilisce il nuovo genere Laelia in “Genera and Species of Orchidaceous Plants” dove descrive come specie tipo la Laelia grandiflora (oggi L. speciosa), rilevando, oltre la diversa struttura degli pseudobulbi e fiori, anche la particolarità sopra esposta (numero doppio di pollinia rispetto alla cugina Cattleya).
Diversità fra Laelie messicane e quelle brasiliane a grandi fiori
Come si è già scritto sopra, nel 1852 Lindley descrive una nuova orchidea che denomina L. purpurata, ma questa specie giunge dal Brasile, non dal Messico ed è molto diversa rispetto alla specie tipo descritta in precedenza, sia nella dimensione che nei fiori: l’unica differenza evidente, rispetto alle piante già descritte nel genere Cattleya è sempre il diverso numero dei pollinia.
Non tutti i tassonomi dell’epoca sono concordi e pertanto emergono diverse opinioni, che si materializzano con altre descrizioni; Lemaire descrive la stessa orchidea con il nome di Cattleya brysiana (Jard. Fleur, p. 275–276) e due anni più tardi, nel1854, J.G. Beer la descrive come Cattleya purpurata (Prak. Stud. Fam. Orch., p. 213).
Lindley stesso in precedenza aveva già classificato due orchidee simili provenienti dal Brasile, con i nomi di Cattleya crispa nel 1828 (Bot. Reg. 14 t 1172) e Cattleya lobata nel 1848 (Gard. Chron., 1848, p. 403).
All’evidenza, fra i botanici tassonomi di quel tempo, prende più importanza il numero dei pollinia dei fiori piuttosto che altre particolarità morfologiche, anche Lindley sposta nel neo genere Laelia, la C. crispa e la C. lobata, già sistemate in precedenza nel genere Cattleya e a quanto è dato da vedere, nessuno si è più sognato di cambiare il nome a quelle Laelie, somiglianti a Cattleye.
A riguardo di questa deriva tassonomica è assai simpatico sottolineare questa annotazione del 1887 di James Veitch nel suo (Manual of Orchidaceous Plants) ” sono molto rammaricato che diversi autori (botanici Bentham e Hooker) non includano tutte le Laelia brasiliane a grandi fiori nel genere Cattleya”
Le Laelie brasiliane a grandi fiori sono raggruppate separatamente all’interno del genere Laelia.
Sono endemiche solamente in Brasile ed includono: L.crispa, L. fidelensis, L. grandis, L. lobata, L. perrinii, L. purpurata, L. tenebrosa, L. virens e L. xanthina, e solitamente sono chiamate “ Cattleyodes„ .
Studi recenti del DNA (Lindleyana, 15 [2]: 96-114) hanno confermato anche scientificamente quello che già era molto chiaro negli ambienti orchidofili da sempre: le Laelie -Cattelyodes, sono assai diverse dalle Laelie messicane.
Tornando per un attimo a Veitch ed alla sua esternazione contro Bentham ed Hooker, forse avrebbe fatto meglio a correggere il problema egli stesso nel suo autorevole manuale, denominando Cattleya la famosa L. purpurata.
Se ciò fosse avvenuto, oggi avremo un problema in meno a districarci nel difficile sentiero della tassonomia.
Conclusioni
Possiamo tranquillamente continuare a chiamare Laelie le Cattleyoides brasiliane…anche e soprattutto per non dover rivoluzionare tutti i nomi degli ibridi creati con loro, basterebbe poter dire che le Cattleye hanno 4 oppure 8 pollinia.
Laeliocattleya Canhamiana (L. purpurata × C. mossiae).
A proposito di ibridi, la Laelia purpurata è il genitore dell’ibrido primario (forse) più famoso della storia orchidofila, Laeliocattleya Canhamiana (L. purpurata × C. mossiae).
Questo incrocio nato negli anni 40 fiorisce in giugno ed è stato per molto tempo il fiore delle spose, si conquistò anche l’onore di una copertina a colori dell’American Orchid Society Bulletin (Dicembre 1946).
Nota:

Stupenda, come sempre le tue piante ci lasciano stupefatti , si potrebbe averne una divisione!
Ciao Guido,
sono anch’ io di nuovo online, meglio di no`io mi sono appassionato piu`con i tipo Beaufort che con piante giganti, pensa che sto ripensando di dar via anche la mia Bc. Green Giant, che sta diventando troppo grande.
si a presto, se va avanti cosi`verro` in italia il 2008.
saluti a tutti
Gianni
Ciao Gianni…non è più grande di una normale Cattleya, vai che ce la puoi fare…anzi, in primavera ti preparo una pianta!!
Lo so che gli orchidofili brasiliani hanno un’associazione specifica e fanno anche mostre esclusivamente con la L. purpurata.
Ciao, scusa se non ti rispondo via e-mail…sono in cambio computer e sto aspettando mio figlio che torni a casa per farmi tutto il trasbordo dei dati.
Ciao a presto.
Guido
Ciao Guido,
peccato che per la sua grandezza imposante sia quasi impossibile coltivarla in casa, e per la sua variabilita` ci si potrebbe riempire una serra solo con la purpurata, lo sapevi che in Brasile esiste un gruppo o club che colleziona “solo” o principalmente Laelia purpurata?
Gianni