Blc. Makaha Gold ‘Carmela’ AM/AOS

Anche le orchidee diventano pezzi d’antiquariato.

Collezione Guido De Vidi – foto 13.11.06 – diritti riservati

Blc. Makaha Gold ‘Carmela’ AM/AOS

Così come capita per i mobili, gli elettrodomestici, l’oggettistica ed altri elementi, anche le piante d’orchidea, soprattutto gli ibridi, dopo un certo tempo diventano pezzi d’antiquariato…escono dal mercato comune per diventare cose rare.
Questo bellissimo incrocio trigenerico, dalle forme perfette, con i fiori concolor “oro-senape” di ottima sostanza e durata…non si trova più nei listini.
Il motivo è meramente commerciale: le sue eccezionali caratteristiche hanno indotto gli ibridatori a farne un grande uso ed ora nei listini dei produttori troviamo la progenie (Blc. Makaha Gold ‘Carmela’ AM/AOS x) di prima e seconda generazione, non migliori, ma da vendere.
Anche nel regno vegetale i nonni vanno messi in casa di riposo!! Meditate gente.
Però sono belli questi fiori giallo oro.

12 pensieri su “Blc. Makaha Gold ‘Carmela’ AM/AOS

  1. Grazie mille Gianni sei stato esaustivo e chiarissimo. Ora ho capito cosa intendevi!! Peccato tu non possa essere con noi domenica, ma sicuramente ci saranno altre occasioni per incontrarci.

    Ciao

  2. Guarda massimo,
    io non intendevo esporre l’ aspetto lucrativo per se`ma la problematica di produrre o riprodurre degli ibridi, se fai una semina di una specie botanica e semini il tutto diciamo su 4 fiasche, sai cosa esce e mettendo le piantine in serra si possono scheglire i primi 100 esemplari che frioriscono e li regali o li vendi nel nostro gruppo tanto per ammortizzare le spese e il resto lo getti nella pattumiera.
    Per gli ibridi ci sono regole severissime di controllo e di registrazione, in america certi incroci vengono anche brevettati per proteggere per legge la riproduzionedi piante famose.

    Cosi` produrre delle semine tanto per farlo e vedere cosa ne esce da questo o quell’ incrocio e`un rischio sia per il risultato genetico che per la situazione finanziaria.

    Per poi tornare alle premiazioni un FCC della AOS americana o della RHS inglese e le medaglie d’ oro della DOG tedesca o dei congressi europei, sono i maggiori premi di riconoscimento per una pianta esposta nelle apposite mostre, percio queste piante vengono riprodotte solo per meristema o come molti anni fa`per divisione della pianta. fino agli anni sessanta prima che il Prof. Maurel scoprisse e perfezionasse la riproduzione per meristema, le divisioni di una pianta premiatissima portavano al possessore della stessa una pioggia in monete d`oro, se pensi che i cloni della Slc. Falcon “alexanderii” o la “Westonbird” venivano
    pagati fino a 10.000 $ al bulbo, negli anni 70 fu riscoperto il Paphiopedilum rotschildianum e c’ era un cinese di singapore che aveva saccheggiato i siti di crescita che li vendeva per 1000 $ al getto ed erano a buon mercato,
    basta vedere cosa costavano alcuni fa`le piante del Pragmipedium Kovachii, o il secolo scorso i bulbi della C. intermedia “Aquinii” di cui ne sono stati scoperti solo due esemplari, agli inizi della mia carriera di fanatico Orchidiota i Paphiopedilun delenatii ( piantine giovanissime di circa 3 cm di spanna) venivano venduti a circa mezzo milione di lire italiane.
    Se poi crei un incrocio di piante con un pedigree di un paio di decine di generazioni e produci diciamo 200.000 piante dove le metti fino alla fioritura? per poi prendere i diciamo 10 cloni migliori e farli registrare
    (costosamente) in inghilterra. come vedi e`sempre una questione di alti costi e di un eventuale profitto e se hai fortuna prendi un AM o un FCC ma
    anche questi riconoscimenti sono un po`rari.
    percio`meglio chiedere se uno puo`fare una divisione e regalarti un paio di bulbi, e`molto piu`semplice.
    Dimenticavo l’ ultima notizia letta il mese scorso, Dennis D’Alessandro (te lo ricordi a Padova?) molti anni fa`ha scoperto in equador una Cattleya maxima forma “alba” e ne regalo`dopo molte domande e preghiere un paio di bulbi ad un botanico svedese che giunto a Göteborg la descrisse come Cattleya maxima “Alba” ” Regina Silvia” in onore della moglie del re`di svezia, un taglio esiste in germania e la pianta originale raccolta in ecudore si e`estinta, al momento ne esistono una diecina di esemplari e non so`perche`ma non riescono a riprodurla ne con semine ne con meritemizzazione, misteri della botanica.

    Spero di aver chiarito un po`le cose perche`e di non averle complicate ma probabilmente Guido porta`spiegarti meglio tutto il resto vista la mia assenza forzata.

    ciao

    Gianni

  3. Un semina derivata da un incrocio non potrà mai essere identica alla pianta madre perchè prevarranno le caratteristiche genetiche o dell’una o dell’altra pianta da cui è derivato l’incrocio o come dice Gianni dei progenirori. Ciao Alberto

  4. Gianni, ho presente la riproduzione meristematica, che dal punto di vista applicativo è più difficile di quella da seme, ma la questione non riguardava l’aspetto lucrativo della cosa.
    FCC e AM presumo siano le votazioni date alle piante alle mostre ufficiali (argomento che spero approfondiremo domenica con Guido) e immagino non vengano dispensate come le caramelle ai bambini.
    Ma la mia domanda non riguardava la qualita delle piante riprodotte ma la possibilità di ottenere da una pianta un “figlio” identico anche se non con il “pedigree”.
    In fondo per il collezionista medio credo non sia importante avere un ibrido selezionatissimo ma quel tipo di pianta.

    Aspetto comunque ultriori lumi in merito (anche con una mail privata se vuoi.

    Ciao

  5. no per ottenere figli o gemelli identici ci vuole un laboratorio universitarie e fare la riproduzione per meristema, anche questa operazione da fare in laboratorio antiseptico e non facile ma quando funziona si puo` guadagnare bene o credi che gli FCC o AM li assegino ad ogni pianta?

    oggi sono un po`sotto pressione ma se vuoi al fine settimana cerco di spiegarmi meglio.

    Gianni

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