Spesso le orchidee poste in vendita portano con loro un valore aggiunto quasi sempre sconosciuto: il mito.
Collezione Guido De Vidi – foto 28.11.06 – diritti riservati.
Paphiopedilum wardii Summerhayes 1932
Karasawa & Saito collocano questa specie nel Sottogenere Sigmatopetalum – Sezione Planipetalum
Cribb dispone questa specie nel Sottogenere Paphiopedilum – Sezione Barbata
Il nome è stato dato in onore del botanico inglese Francis Kingdon-Ward, famoso per le sue spedizioni in utte le parti del mondo e scopritore della specie.
La lunga avventura.
Eravamo sul finire del 1922 quando Francis Kingdon-Ward detto Frank, di ritorno dalla sua famosa e poco fortunata spedizione in Cina, mentre stava attraversando una regione montagnosa della Birmania del Nord (ora Myanmar), raccolse un’unica pianta di Paphiopedilum in fiore. La prima.
Il colore scuro del fiore, per la verità tendente al cioccolato, evoca già la scoperta dell’orchidea “nera” e nella spedizione si respira aria di soddisfazione “questa nuova pianta avrebbe suscitato scalpore ed interesse fra i coltivatori inglesi di orchidee, sempre avidi di novità”, ma la nuova orchidea non giungerà mai in Europa e di quella scoperta rimarrà solo un vivo ricordo e qualche vaga annotazione del luogo di ritrovamento.
Nel 1926 ritenta ancora ma nonostante tutto, lungo i pendii della zona montagnosa attraversata anni prima, non c’è traccia di quest’orchidea.
Negli anni successivi Francis Kingdon-Ward ricerca il Paphiopedilum perso, ogni volta che attraversa la regione e finalmente, nel mese di Novembre del 1931 (periodo di fioritura) s’imbatte in una piccola colonia di quel Paphiopedilum tanto agognato.
Estende le ricerche in una zona più ampia ed un mese più tardi, durante il viaggio di ritorno, sono raccolte le piante in procinto di fioritura per essere spedite in Inghilterra, dove alcune sono fiorite nel 1932.
Nell’occasione, la nuova orchidea è registrata con il nome Paphiopedilum wardii e/o (Cyprepedium wardianum), ora accettata con il nome corrente: Paphiopedilum wardii.
Le avventure di questa nuova orchidea non finiscono, in quanto l’esiguo numero di piante giunte in Europa rende il Paphiopedilum wardii molto raro nelle collezioni, condizione resa ancor più evidente dal particolare clima politico determinatosi nel paese dove è endemico, che impedisce, di fatto, per molti anni qualsiasi possibilità di nuove spedizioni.
Trascorrono molti decenni ed il mito dell’orchidea nera nascosta nel lontano nord est asiatico, acquista sempre più i connotati di mistero e passione.
Finalmente sul finire degli anni 70 e precisamente nel dicembre del 1979, un bravissimo botanico ed appassionato d’orchidee Fred Thien Pe, dell’Università di Yangon (Rangoon), organizza una spedizione nel Kachin (Birmania del nord) alla ricerca del Paphiopedilum wardii, che definisce: “still the most coveted treasure among paphiopedilum lovers” (The Orchid Digest, 1981, 98-103).
Organizzare e trovare le risorse economiche per la spedizione non è cosa facile perchè la zona prescelta è impervia, infestata dalla malaria, per certi aspetti quasi inaccessibile in quanto da molti decenni inesplorata da botanici. La sua passione e qualche contributo economico fanno decollare la spedizione, che raggiunge il versante cinese del Kachin.
Fred Thien Pe descrive incisivamente le difficoltà incontrate durante la scalata della zona montagnosa ad ovest verso la Cina “dura e terribile” e racconta di defezioni, privazioni e malattie che anno ridotto all’osso il contingente iniziale della spedizione.
Molti sono stati i tentativi reiterati durante questa spedizione e finalmente dopo aver guadato fiumi le cui rapide incutevano terrore, aver attraversato terreni perfidi, Fred Thien Pe s’imbatte in una nutrita colonia di piante in germoglio o in fiore di Paphiopedilum wardii.
Dopo quattro settimane di “caccia”, la spedizione aveva raccolto una buona scorta di piante pronte per essere inviate alle varie collezioni europee ed americane, ma soprattutto per la gioia di Fred Thien Pe, che poteva finalmente inviare qualche pianta alla sua bellissima moglie e figlio di nome Vanda e Dendro. Sì questi sono i nomi veri di moglie e figlio, tanto è il suo amore per le orchidee.
Intanto Francis Kingdon-Ward, lo scopritore del Paphiopedilum wardii era già morto da oltre due decenni e riposava tranquillamente nel cimitero del piccolo villaggio di Grantchester, vicino a Cambridge accanto ad una pianta di Berberis calliantha.
Ward è stato un botanico e cercatore a tutto tondo; durante la sua avventurosissima vita, ha scoperto e studiato moltissime specie vegetali fra le quali il famoso Papavero azzurro, per la verità segnalato molti anni prima (1886) dal missionario cattolico Pere Delavay: Meconopsis betonicifolia
Note
Cribb è incerto nel considerare il Paphiopedilum wardii specie e si riserva di deciderlo dopo aver potuto studiare più a fondo le piante (forse un modo per lavarsi le mani): lui lo ritiene molto vicino al P. sukkakulii ed al P. venustum.
Birk lo considera nativo del Tamal River Valley e montagne contigue della Birmania del nord, posizioni ombreggiate della foresta in terreni molto drenanti fra i cumuli di foglie vicino agli alberi.
Birk nota ancora che le piante si sviluppano con le radici sistemate per il 75% sopra l’humus delle scogliere e sulle roccie coperte di muschio. E’ trovato a circa 1200-1500 metri di altezza e non desidera luce intensa.
Questo Paphipedilum in natura vive regolato dal clima monsonico che procura due distinte stagioni: il monsone del nord est da metà marzo ad ottobre con alta umidità, nebbia e continue nuvolosità che portano poca pioggia in abbondanza di umidità, il monsone d’estate che comincia da metà novembre fino ad aprile con molta pioggia.
Temperature
Inverno: 17-4.5 gradi centigradi.
Estate: 31- 17 gradi centigradi.
Conclusioni:
Pianta terricola da coltivare in substrati molto drenanti con temperature da serra fredda-intermedia, poca luce e buona umidità pressochè costante durante tutto l’anno.

X Graziano,
a riguardo del paphiopedilum multifolium ho scritto così:
Paphiopedilum multifolium (from Yiunnan)
Questa nuova specie è descritta da Z. Liu e J. Zhang nell’acta Botanica Yunnanica (2002), 24(2), 191-192. E’ esattamente simile al Paphiopedilum wardii, l’unica differenza sostanziale sta tutta nel numero delle foglie: il wardii ne ha 3-5 ed il multifolium invece 7-11 con colore verde pallido. Si possono rilevare altre piccole differenze, per altro utili all’identificazione: brattea più grande nella nuova specie e striolature scure sui petali.
Io ho verificato che il P. wardii in foto ha poche foglie verde scure e maculate….verifica la tua pianta e poi vedremo il fiore.
Troppo buoni, grazie dei complimenti. Alberto
Ciao Guido, bentornato….. molto interessante quello che hai scritto sul paphiopedilum wardii, voglio aprofittare dei consigli sulle temperature e tutto il resto per spostare il mio wardii in un angolo della serra più all’oscuro e più umido.
Non fai menzione nel tuo scritto della somiglianza al paphiopedilum multifolium come già hai avuto modo di scrivere in un’altra occasione e forse fai anche bene viste le scarsissime notizie che si trovano in giro su questa nuova ” specie”. Io sto aspettando la fioritura giorno per giorno della pianta che i Cinesi mi hanno venduto per multifolium, sarà questione di una settimana o quindici giorni al massimo e poi vedremo cosa salterà fuori, resto comunque sempre perplesso perchè il tipo di pianta in questione è veramente molto diversa dal wardii. VEDREMO
Un saluto, Graziano