Orchidea: il fiore degli dei

L’impollinazione
All’apice della colonna c’è l’antera contenente il polline che anziché essere polvere minuta come nei fiori delle altre piante, ha la forma di piccole masse dall’aspetto ceroso, chiamate “pollinia”. Subito sotto l’antera, separato da una sottile membrana c’è l’organo ricettivo femminile, lo “stimma”, una piccola depressione concava e lucida, riempita di un fluido molto collante.Il labello, offre il nettare agli insetti visitatori ma nello stesso tempo gli prepara l’imboscata, poiché la colonna posta sopra è fornita di un congegno capace di farvi aderire i pollinia che poi l’insetto depositerà sul fiore che andrà a visitare successivamente.

Forme di vita
L’affascinante varietà di forme, dimensioni e abitudini dei diversi tipi d’orchidee, aumenta il piacere del collezionista e lo invoglia ad aggiungere sempre nuove piante alla sua collezione, e via via che questa s’ incrementa, agli occhi degli amici, il coltivatore di orchidee diventa un personaggio straordinario.
Le orchidee in generale, presentano due diversi stili di vita.
I nomi di questi due diversi stili vegetativi ne descrivono le caratteristiche. Il tipo che produce getti stagionali dal rizoma è chiamato “simpodiale”, cioè “piedi insieme”.Il tipo che produ­ce un solo fusto è “monopodiale”, ossia “con un solo piede”.

Simpodiale
Produce nuovi germogli o getti ogni anno, che si sviluppano alla base del fusto precedente, con nuove radici e crescita progressiva fino alla fioritura.La struttura di queste orchidee si presenta con un “rizoma”orizzontale alla base, e con dei fusti verticali detti “pseudobulbi” all’apice dei quali ci sono le foglie ed i fiori.
Il termine pseudobulbi, viene usato in botanica per distinguere questi fusti ingrossati dai bulbi veri, che sono molto diversi ed hanno funzioni decisamente differenti.

Monopodiale
Produce un solo fusto eretto che cresce in altezza ogni anno con nuo­ve foglie alla cima, senza sviluppare al­la base nuovi germogli. Questa pianta di orchidea, non possiede rizoma e non è strutturata con pseudobulbi, le radici aeree spuntano tra le foglie lungo il fusto e sempre dalle ascelle superiori crescono gli steli fiorali, in successione anno dopo anno.
Alla sua base, non si formano nuove vegetazioni, però quando la pianta è in buona forma ed incontra condizioni ambientali propizie, attiva le gemme dormienti situate tra le ascelle delle foglie, per produrre nuove piante.
Qualche specie di orchidea, presenta l’apparato fogliare molto atrofizzato, quasi inesistente (solo radici e fiori).
Le orchidee, soprattutto gli ibridi nati nelle coltivazioni, sono resistenti e abbastanza facili da coltivare.

6 pensieri riguardo “Orchidea: il fiore degli dei”

  1. …sbrisson (prima esse dolce, le seconde – esse doppia e dura) dal verbo sbrissar (scivolare)…usato appunto, come scrive Gianni.

    Ciao ragazzi, sono tornato da Pordenone, stanco e felice: grande mostra!!
    Guido

  2. Ciao Salvo,
    te lo traduco io ridendofra me`stesso, sai ogni tanto dimentichiamo che essendo nel nord est, tra di noi ci capiamo ma che il resto del mondo queste parolacce non le conosce, un sbrison significa piu o meno fare una scivolata, o una visitina alle svelte.
    ciao
    Gianni

  3. Caro Guido, grazie mille per questa esaurientissima lezione: ieri non avevo molto tempo per leggerla ma me la sono stampata e “gustata” prima di andare a dormire. Secondo me sai coniugare molto bene la parte scientifica con quella tecnico/empirica che deriva dalle tue personali esperienze. Per me è sempre un arricchimento leggere quanto scrivi…e sono convinta che ti costi non poca fatica!
    Elisa

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