Orchidea: il fiore degli dei

Prime nozioni
Le piante che si trovano in commercio, richiedono alcune specifiche condizioni:
Cymbidium, tanta luce e temperatura 10° minima, 30° massima, ma con l’avvertenza di procurare loro, notti fredde “autunno” per consentire la stimolazione delle gemme da fiore e di rispettare poi, durante lo sviluppo degli steli fiorali, temperature notturne non superiori a 10/12°, pena l’ingiallimento e la caduta dei boccioli in formazione.
Paphiopedilum, ambiente fresco, ombreggiato e substrato sempre umido (non bagnato) temperature 12/25°.
Phalaenopsis, luce soffusa spruzzate frequenti, sia sulle foglie sia sulle radici (non sui fiori) e temperature mai inferiori ai 18°.
Dendrobium (ibridi del D. nobile) caldo umido durante il periodo dello sviluppo degli pseudobulbi “estate” appena formatasi l’ultima foglia all’apice, sospendere le annaffiature e procurare un mese di secco e fresco 10/12°, riportare poi al caldo 18/30°e riprendere le abbondanti annaffiature.
Un aspetto molto importante per mantenere in salute le orchidee, è garantire loro, lo sviluppo di un apparato radicale sano e ben sviluppato.
Questo si ottiene, con la costante cura del substrato che copre le loro radici, cambiandolo ogni tre anni circa.
Il substrato di recupero, se non contiene parti inquinanti (plastica o polistirolo), può essere usato quale materiale emendante, nel giardino.

Orchidee epifite
Queste orchidee, in natura vivono arrampicate sui rami degli alberi o su quant’altro serve da sostegno alle loro radici. In coltivazione, non potendo riprodurre il loro habitat, s’ inventano degli artifici, ad esempio tronchetti di legno poroso e resistente alle bagnature, oppure dei contenitori con substrato molto vaporoso e drenante.

Orchidee terricole
Tutte le orchidee italiane (la cui raccolta è rigorosamente vietata) e molte specie di orchidee esotiche, vivono in terreni soffici e drenanti.
In questi casi la coltivazione in contenitore è per così dire più ovvia, con l’accortezza però, di aggiungere al composto di cui parleremo più avanti, della torba di sfagno (facilmente reperibile) e della sabbia grossa.
Le orchidee terricole reperibili in commercio sono generalmente Cymbidium, Phaius e Paphiopedilum, mentre le Phalaenopsis, Cattleya ecc. sono da considerarsi epifite.

Rinvaso
In commercio si trova corteccia di pino (bark) sminuzzata che contiene azoto: i batteri in essa presenti la decompongono lentamente, avviando così il processo di liberazione dei suoi minerali che verranno assorbiti dalle orchidee. Si possono usare anche altri tipi di composto, ma risultano di difficile reperimento: fibra d’osmunda, sfagno vivo.
Per le orchidee terricole, alla corteccia di pino si aggiunge un po’ dì torba di sfagno e sabbia grossa. La corteccia va messa a bagno, almeno tre giorni prima dell’uso, allo scopo di farle assorbire preventivamente l’umidità indispensabile a sopperire l’assenza di bagnature del post rinvaso (cinque giorni).
Il rinvaso va fatto nel momento in cui la pianta sta vegetando, questo status si nota facilmente perché le punte delle radici sono di colore diverso dal resto; normalmente coincide con la post fioritura e dovrebbe avvenire dalla primavera fino alla tarda estate. Nella stagione fredda le piante non si toccano.

6 pensieri riguardo “Orchidea: il fiore degli dei”

  1. …sbrisson (prima esse dolce, le seconde – esse doppia e dura) dal verbo sbrissar (scivolare)…usato appunto, come scrive Gianni.

    Ciao ragazzi, sono tornato da Pordenone, stanco e felice: grande mostra!!
    Guido

  2. Ciao Salvo,
    te lo traduco io ridendofra me`stesso, sai ogni tanto dimentichiamo che essendo nel nord est, tra di noi ci capiamo ma che il resto del mondo queste parolacce non le conosce, un sbrison significa piu o meno fare una scivolata, o una visitina alle svelte.
    ciao
    Gianni

  3. Caro Guido, grazie mille per questa esaurientissima lezione: ieri non avevo molto tempo per leggerla ma me la sono stampata e “gustata” prima di andare a dormire. Secondo me sai coniugare molto bene la parte scientifica con quella tecnico/empirica che deriva dalle tue personali esperienze. Per me è sempre un arricchimento leggere quanto scrivi…e sono convinta che ti costi non poca fatica!
    Elisa

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