Orchidee: prodotti per substrati di rinvaso

by: GuidoOrchids Aggiungi un commento

Composti per il rinvaso delle orchidee

La foto a sinistra mostra una piantina di Angraecum disticum sistemata in guscio di cocco svuotato, forato alla sua base e rimpinguato con fibra d’osmunda e sfagno.

Ci sono diversi composti disponibili per il rinvaso delle orchidee: dalla corteccia d’abete alle miscele composte in più di sette combinazioni tra roccia, corteccia, materiali inerti, carbone di legna e fibre.

Caratteristiche dei prodotti
Le tre caratteristiche più importanti che tutte le soluzioni di rinvaso delle orchidee dovrebbero possedere sono:
- Capacità di trattenere acqua.
- Capacità di trattenere le sostanze nutrienti.
- Permettere che la superficie delle radici delle orchidee aderisca e si attacchi.

Bark o corteccia d’abete
La corteccia d’abete è il mezzo più popolare per rinvasare le orchidee. È economico e ragionevolmente semplice e facile da maneggiare. Ha la superficie ruvida ed è sufficientemente drenante da consentire una buona aerazione alle radici delle piante.

La corteccia d’abete è disponibile in tre misure:
- Minuta, usata per i mericloni o semenzai, oppure anche piante adulte ma con radici fini.
- Mezzana, usata per orchidee di media dimensione.
- Grossa, usata per le Vanda le Cattleya di grosse dimensioni e le Phalaenopsis.

Gli svantaggi della corteccia dell’abete sono:
- Si decompone, comprime le radici e trattiene l’acqua in maniera eccessiva, favorendo in tal modo la formazione di marciume.
- La corteccia dell’abete rilascia l’azoto, i microrganismi responsabili del deperimento della corteccia lo consumano e quindi bisogna integrare l’alimentazione della pianta con altri minerali, disponibili in sintesi chimica.

Roccia di lava è molto valida per le orchidee di media grandezza. Non si decompone, è ben aerata e mantiene l’acqua. L’unico problema con la roccia di lava è che tende ad accumulare i sali minerali, si consiglia di non usarla quando l’acqua di utilizzo contiene grandi quantità di minerali.

I materiali inerti quali argilla espansa o argilla friabile espansa, roccia di lava, pietra di pomice, perlite e seramis sono molto validi per coltivare orchidee di media e piccola dimensione, perché non si decompongono, sono aerati e mantengono l’acqua.

Perlite

La perlite è un materiale vulcanico usato spesso come additivo ad altri materiali di rinvaso. La perlite è a basso costo, tiene riserva d’acqua ed è resistente al deperimento.
La seramis è costituita da piccole particelle granulari di cotto espanso ed è molto utile per miscelazioni di compostiper piccole orchidee.

Sfagno
Il muschio di Sphagnum ” Sfagno” è una pianta color cachi con la parte superiore color verde chiaro, elastica e molle, che si sviluppa sulla superficie delle paludi. È capace di ritegno fino a 10 volte il suo peso in acqua. Il muschio di sfagno contiene un antisettico che inibisce lo sviluppo di alcuni funghi, è disponibile sotto forma di fibre lunghe o corte, vivo o secco: lo sfagno vivo è la cosa migliore per le orchidee. Se non è troppo annaffiato con fertilizzante continuerà a svilupparsi dopo la sua messa a dimora nel vaso. È usato spesso come additivo ad altri materiali di rinvaso, qualche volta anche da solo.
Il sughero schiacciato è un altro additivo di miscela. Non dovrebbe essere usato da solo.

Torba di sfagno

La torba di sfagno si forma quando il muschio di sfagno muore ed affonda nella palude. Il muschio di torba trattiene l’acqua ancor più dello sfagno, ma degrada rapidamente. Non è consigliabile usare la torba da sola per rinvasare le orchidee poiché è troppo densa.

Osmunda
La fibra di Osmunda proviene dalle radici dell’Osmunda regalis, una felce protetta dalle norme CITES che ora ne vietano la raccolta.
La fibra d’Osmunda era molto usata nella prima metà del secolo scorso, ma come si è detto sopra, non è consentito raccoglierla e pertanto ricordiamocela solamente come esperienza passata.

Sfagno secco e fibre varie
Le felci d’albero – maxi fern o xaxim sono abbastanza usati per le operazioni di rinvaso, in Brasile, negli USA e soprattutto in Florida dove cresce facilmente.
La fibra di “ferns” d’albero è resistente a deperimento ed aera bene, ma tende ad essere troppo costosa e per questo motivo viene mescolata con la corteccia d’abete.
La corteccia del redwood è simile alla corteccia dell’abete, ma è più resistente al deperimento.

Il carbone di legna è aggiunto al sughero od alla corteccia di redwood per assorbire gli acidi di questi materiali altamente silicei. Il carbone di legna, come la lava, trattiene i sali minerali e quindi evitatelo se avete l’acqua dura.

…continua

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4 Responses to “Orchidee: prodotti per substrati di rinvaso”

  1. Vncenzo scrive:

    Ciao a tutti, vorrei porre una domanda perchè l’idea, che vado
    ad esporre mi frulla in testa da un po’ di tempo:
    Dispongo di alcune palme e noto che la “lanugine” che avvolge
    i tronchi sembra non degradare nel tempo. Ti ricordi, Guido,
    quelle gabbiette in rete metallica che abbiamo visto a Bussolengo
    riempite con sfagno e usate, dai tedeschi, a mo’ di zattere?
    Se io facessi altrettanto con la suddetta fibra, magari aggiungendo
    un po’ di sfagno per trattenere di più l’umidità !?
    Che ne dite, potrebbe essere un’idea o una baggianata da scartare a priori?
    Grazie in “advance” a chi vorrà consigliarmi in merito.
    Vincenzo.

    • Riccardo scrive:

      Ciao, io ho usato per le cattleya in vaso la fibra prodotta dalle palme che vengono oramai divorate dal punteruolo rosso, parlo di quei residui di foglia che sembrano una rete…il loro problema è che sono praticamente impermeabili, e dunque vanno abbinati ad altri materiali…anche se sto pensando di utilizzarlo per creare dei cestini in cui inserire le orchi…

  2. Massimo M. scrive:

    Un altro paletto per il tuo libro??

    Ottimo :-) :-)

    Ciao

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