Una vera esplosione di colori è la mia Cattleya leopoldii generosa e puntuale come ogni anno con la sua fioritura.
L’anno scorso è stata la regina della notte bianca di Schio, quest’ anno, forse per gelosia di qualche altra pretendente non è stata invitata (non abbiamo avuto notizie da Schio) e lei ha deciso di mostrarsi al raffinatissimo pubblico di Torri del Benaco.
Cattleya leopoldii – diritti riservati

Cattleya leopoldii i Versch. 1854 sottogen. Falcata sez. Guttatae. Sinonimi: Cattleya tigrina; Cattleya guttata Lindley var. leopoldii Lem 1885; Epidendrum eliatus var. leopoldii Rchb.f 1862.
Gli amici e l’angolo dei desideri
L’angolo dei desideri, ovvero scambi di orchidee inusuali, ha creato occasione di interesse: l’ormai famoso Paphiopedilum appletonianum per Roberta, che all’ultimo momento non è potuta essere presente, se l’è aggiudicato Alberto (non temere Roberta…quella specie ha ancora fratelli), altre piante sono andate a destinazione ed ora attendiamo con trepidazione qualche divisione “particolare.
Il pomeriggio è stato molto interessante soprattutto per le visite di tanti nuovi amici delle orchidee e del Club.
Appena dopo l’ora di pranzo, sono giunti in bici da Brescia (traghettando il lago) Alessio e la sua splendida moglie.
Più tardi abbiamo ricevuto la graditissima visita di Graziella e Graziano dell’AIPC, insieme a Fatima sua sorella, giunta con il marito ed i suoi due deliziosissimi bambini dalla Sardegna.
Sono venuti a trovarci molti amici di Verona, di Rovereto ed anche dell’interland milanese: grazie a tutti.
E’ sera, si torna a casa.
In attesa del brindisi finale
Il sole sta già facendo capolino oltre le montagne Bresciane, c’è ancora gente che passeggia ma le nostre orchidee, stanche e molto asciugate dalla brezza del lago hanno voglia di tornare nelle loro serre, noi si beve uno spritz, si fanno i bilanci della giornata e ci si ripromette di tornare l’anno prossimo, intanto il sole scompare verso ovest ed il lago si colora di sfumature color argento, la magica giornata volge al termine, bella e struggente.
Tramonto sul lago

Ulteriori notizie ed altre foto della mostra le puoi trovare sul sito di Alberto Ghedin

Altrimenti come facciamo a trovarci poi con due specie uguali ma nomi dissimili?
a dire il vero non mi piace neanche tanto chiamarla “tigrina”…leopoldi è più affascinante, almeno è in onore di un re (non sono monarchico ovviamente)
ciao ragazzi
Guido
appunto e poi cerca nei cataloghi dei vivaisti se la trovi la tigrina, e pure la trichopilophyla, un altro nome “fantasma!
Eh già la tassonomia l’e na bruta bestia. Non è facile stare al passo con lei, così anch’io continuo a chiamarle con il nome con il quale sono meglio conosciute.
Ciao
Benissimo, solo che io in tutti i miei libri recenti ho questa informazione che poi si facciano la guerra con le definizioni, e`un altra cosa.
io faccio cosi`do ragione a tutti e resto in pace, vecchio proverbio svevo ” Du hast recht und ich mein ruh”
ciao
Gianni