SE LA VITA É UN “TROI” Di Vittorio Alberti
Ormai è buio e la luna sta sorgendo sopra queste montagne… le mie montagne. Le mie mani, dopo aver lavorato tutto il giorno nel bosco, profumano di legno e resina. Ora, in questo momento preferisco attendere, seduto nella notte, prima di rientrare mentre il freddo mi gela. Quarant’anni fa sedevo d’innanzi alla laguna e al mio mare che di notte splendeva di luci. “Lampare” su barche da pesca. Da lì, da quel piccolo paese d’ortolani e pescatori, di ponti, calli e salsedine è partita la mia volontà di non cambiare. Perché? E per chi dovevo cambiare? Se la vita è un qualcosa è sicuramente un troì (un sentiero). Uno nasce e non può far altro che crescere, serenamente a volte e combattendo altre. Dicevano: “hai un brutto carattere” perché non facevo quello che loro volevano. Mia sorella aveva un bel carattere, perché non si lamentava mai, e non chiedeva niente. In quel tempo tra prati e canneti trascorreva la mia vita, ma la mia famiglia si trasferì in terra ferma ed io fui mandato a scuola dai salesiani. Una delle cose più terribili è perdere ciò che si ama! La natura e la libertà era il prezzo pagato.
ago 162007

Ciao Maria Fiamma, i commenti li leggo tutti anche se sono su post vecchi…ma mi sono preso – 2 dico 2 giorni di vacanza in Bassa Sassonia, al mio ritorno riprendo la vita del blog.
Ciao a tutti
Guido
Ciao Guido. Ti ho scritto ne “keiki, le orchidee da bambine”, ma ho visto che la rubrica e’ del 2005, mi sa tanto che ho sbagliato…Comunque se ti capitasse “per caso”, che so, di rileggerla, c’e’ una domandina per te. Grazie, e scusami, sono proprio un impiastro!