Non poter più giocare o andare dove il vento e le stagioni mi portavano… d’inverno sopra i canali ghiacciati, d’estate in riva al mare o in laguna a pescare ostriche. Fu una cosa orribile. Mi obbligarono a rinunciare alla parte migliore di me, per diventare uno studente di cose che non m’interessavano e un cittadino senza terra e radici. Per quanto tempo poteva durare questa mia rinuncia? Come gli antichi popoli, che scendevano dal nord guidati dalle veridiche, donne che vedevano oltre l’apparente realtà e potevano senza sapere, trovare la strada e il sentiero giusto, io attendevo… e una donna, la mia donna, decise per me. La valle era stretta in una giornata di pioggia, fulmini e tuoni. Non fu un amore a prima vista, ma dopo un anno da quella visita decidemmo di vivere in Valle di Schievenin. Continuare a lavorare in pianura diventa ogni giorno sempre più difficile e stressante. Mi prende le ossa, i muscoli e le tempie e a volte guido con fatica e dolore, ma come giungo all’altezza del capitello della “Madonetta”, il verde m’acceca e il cuore s’apre in un respiro: sono a casa! Gli ultimi chilometri si consumano tra il torrente Tegorzo, gli alberi, le prime case, il ponte Cagnin e le pecore a destra. Le oche, le galline e il cavallo fulvo a sinistra. Là in alto la chiesa su uno sperone di roccia, gli orti, la trattoria, le case, il panificio, il borgo e l’ultima casa con il solito cane bianco e nero, sempre in agguato. Il paese è superato e si entra nel bosco con gli abeti, i larici, le betulle, ancora pecore, un ponte e una lapide dove furono uccisi dei partigiani. Sulla sinistra un altro ponte e un sentiero che porta alla Madonna di Lourdes e poi la cava di pietra dei fratelli Rech e le mucche.
ago 162007

Ciao Maria Fiamma, i commenti li leggo tutti anche se sono su post vecchi…ma mi sono preso – 2 dico 2 giorni di vacanza in Bassa Sassonia, al mio ritorno riprendo la vita del blog.
Ciao a tutti
Guido
Ciao Guido. Ti ho scritto ne “keiki, le orchidee da bambine”, ma ho visto che la rubrica e’ del 2005, mi sa tanto che ho sbagliato…Comunque se ti capitasse “per caso”, che so, di rileggerla, c’e’ una domandina per te. Grazie, e scusami, sono proprio un impiastro!