Fu una dura guerra con bombardamenti, distruzione e tanti morti. Prima di giungere al paese, sulla destra, dentro la grotta del Marmo c’era un ospedale militare. Tutto qui intorno era militare… depositi… cannoni… tanta fame.. e giunse l’anno della fame. Zuppa d’ortica, erbe amare e cose impronunciabili erano il pasto quotidiano. Alcune persone raccoglievano il letame dei muli, lo setacciavano accuratamente per raccogliere pochi chicchi d’avena o altro cereale, che ben lavato entrava nelle magre e disperate zuppe.
Il cimitero dopo la guerra e dopo la spagnola era pieno di piccole bianche tombe. Sulle orme di quella Grande Guerra, vent’anni dopo i partigiani della Brigata Matteotti riuscirono a sganciarsi dall’accerchiamento nazi-fascista. Era fine settembre del 1943, le foglie ingiallivano e il sole era ancor caldo ed iniziò il grande rastrellamento… non c’era una sola valle o montagna in cui gli incendi non rischiaravano le notti. I partigiani si nascondevano nelle antiche trincee e dentro i ricoveri fatti molti anni prima dai nostri alpini. I tedeschi arrivarono a Schievenin e la incendiarono, depredando e uccidendo. Questi sentieri ti portano a case abbarbicate, a ruderi del tempo e della violenza e a case del vento dove si riponeva il fieno. Queste case sono vive e sono la storia di questi posti e non c’è angolo, valle o costone dove non ci sia una costruzione. Le persone erano tante e i bambini giocavano liberi. La scuola era a due ore di marcia e la chiesa era a due ore di marcia sotto il sole, sotto la neve e la pioggia. Ma se eri vecchio, per andare a messa non ci volevano due ore ma forse quattro. La parte più magica delle case era il sottotetto con ceste piene di castagne, sacchi di patate, fagioli, uva che passiva, distesa sulle canne e durava fino a Pasqua. I formaggi coperti di sale, i salami appesi e le mele. Tanti e meravigliosi profumi che si mescolavano tra loro e non avevano un nome preciso, ma ora si chiamano nostalgia. Il vino non era una bevanda ma un cibo e si usava per colazione, pranzo e cena.
ago 162007

Ciao Maria Fiamma, i commenti li leggo tutti anche se sono su post vecchi…ma mi sono preso – 2 dico 2 giorni di vacanza in Bassa Sassonia, al mio ritorno riprendo la vita del blog.
Ciao a tutti
Guido
Ciao Guido. Ti ho scritto ne “keiki, le orchidee da bambine”, ma ho visto che la rubrica e’ del 2005, mi sa tanto che ho sbagliato…Comunque se ti capitasse “per caso”, che so, di rileggerla, c’e’ una domandina per te. Grazie, e scusami, sono proprio un impiastro!