Il sidro di mele era venduto in pianura e il vino di bacche di corniolo o l’acqua di fiori di sambuco serviva per dissetare le aride gole durante il taglio del foraggio. Ora in nessuna strada, paese o città si canta. Ma fino a pochi anni fa si cantava lavorando, si cantava camminando, si cantava facendo i lavori domestici, si cantava in ostaria bevendo vino e giocando alle bocce. Il bello di camminare lungo questi sentieri sono le scoperte che la natura ci riserva, secondo la stagione o la caduta delle foglie. Gradini di pietra scavati nella roccia, muretti a secco che trattengono la montagna e tante e tante grotte come occhi e bocche, come magazzini e stalle. Grotte per pregare le divinità delle acque e del vento, per la fertilità delle donne e dei pascoli. Grotte diventate chiese per la Madonna o per Santa Barbara. Il cucculo è tornato e siamo in maggio. Cammina… cammina e vedi… cammina e scopri piante e fiori per ogni stagione. La rossa erica tra la neve, le gialle primule, l’azzurra e viola polmonaria, la farfara, la timida pervinca, il tarassaco, la menta, il timo, il sambuco, il corniolo, il rovo, il lampone e il mirtillo. Sono pura magia, anche i rumori furtivi della volpe, del tasso, delle martore, dei ghiri sugli alberi e le corse dei caprioli e del cervo. Il passo felpato, dell’ultima arrivata, la lince. Il volo nell’azzurro degli uccelli irraggiungibili, e sopra la casa degli spiriti a Sassumà l’aquila osserva. Come non chiedersi un solo motivo per ridiscendere a valle e in pianura. In questo luogo e in questa notte, cosa sta pensando il mio grande cane bianco che da un’ora guarda la luna, e poi guarda Orione, e poi sospira.
ago 162007

Ciao Maria Fiamma, i commenti li leggo tutti anche se sono su post vecchi…ma mi sono preso – 2 dico 2 giorni di vacanza in Bassa Sassonia, al mio ritorno riprendo la vita del blog.
Ciao a tutti
Guido
Ciao Guido. Ti ho scritto ne “keiki, le orchidee da bambine”, ma ho visto che la rubrica e’ del 2005, mi sa tanto che ho sbagliato…Comunque se ti capitasse “per caso”, che so, di rileggerla, c’e’ una domandina per te. Grazie, e scusami, sono proprio un impiastro!