Dialogando: le orchidee di Daniele, la serra di Nori e le osservazioni di M. Fiamma

Si comincia sempre con una o due piante e dopo qualche tempo, chi resiste mette su serra.

Le lettrici ed i lettori di orchids.it , ammaliati dal fantastico mondo delle orchidee, spesso approdano casualmente a questo blog chiedendo consigli e manifestando le loro sensazioni: inizia così il dialogo, la passione, l’amicizia…e le soddisfazioni.

Daniele ci presenta le sue orchidee

Buongiorno Guido
Mi chiamo Daniele sono un ragazzo di 27 anni che si sta appassionando al fantastico mondo delle orchidee.

Che ne pensa a proposito dello stato di salute delle piante, e soprattutto che genere sono?
… le 2 più piccole le ho comperate in Thai in un mercato per 0,7 centesimi di euro.
Grazie e complimenti per la preparazione che dimostra sempre con i suoi lettori.
Daniele.

Caro Daniele, devo farti i complimenti per le tue piante e per le soluzioni di coltivazione che si intravvedono dalle tue foto.
Si vede che fai le cose con passione…sono ben rinvasate, ottima la soluzione dell’argilla espansa per l’umidificazione e poi mi sorprende la qualità del bark e l’ottima salute delle piante, che prelude sicuramente future fioriture.
Le orchidee poste ai lati sono del genere Phalaenopsis, per capire se sono ibridi o specie bisogna aspettare che fioriscano.
Le due piantine “Thai” possono appartenere al genere Aerides oppure Ascocentrum; per una classificazione certa, aspettiamo la crescita e la fioritura.
Con le orchidee valgono tre parole: pazienza, pazienza, pazienza.

La serra di Nori


ho una serra di m 2,30×2,30, come la devo allestire? sono meglio bancali in allumnio/ferro o un ripiano in legno? quando è il momento della stagione per riportarle in serra? d’estate vengono tolte?
grazie
aspetto risposta
nori

Cara Nori, la tua serra ha bisogno di essere “ottimizzata”, ora è una scatola vuota disponibile per contenere tante cose.
L’organizzazione va fatta in funzione delle piante che si intendono coltivare al suo interno.

Per coltivare orchidee bisogna garantire tre fattori importanti: temperatura, umidità e luce. Questi tre parametri vanno sempre valutati insieme, nel senso che sono strettamente dipendenti. Ad esempio 30 gradi di temperatura con il 70% di umidità dell’aria garantiscono una buona crescita delle piante, la stessa temperatura con 30% di umidità le secca inesorabilmente.
I problemi da risolvere sono quindi:
a – impianto di umidificazione (prossimamente su questo blog sarà pubblicato un post con varie soluzioni).
b – ricambio dell’aria interna.
c – ombreggiatura per controllare l’intensità della luce.
d – riscaldamento invernale.
I bancali è meglio farli in alluminio con i ripiani di rete metallica (quella in uso per le gabbie) per evitare ristagni sotto i vasi e per consentire alla luce di propagarsi in tutte le parti della serra.
Le orchidee, certe specie, è meglio tenerle in serra (discorso umidità) anche durante la stagione estiva.
Ad ogni modo, nelle zone geografiche a clima temperato (centro – nord dell’Italia) le orchidee possono essere sistemate in giardino da maggio a settembre, al sud dell’Italia anche fino a Novembre.
Tante altre cose ci sono da fare per rendere una serra funzionale alla coltivazione di orchidee, ma è meglio non mettere troppa carne al fuoco, caso mai possiamo approfondire l’argomento nei commenti.

M. Fiamma osserva
Ciao Guido. Mi rifaccio viva perche’ ho una domanda da farti, la faccio a te perche’ devo cercare di distribuire equamente i miei mille dubbi, tanto per non scontentare nessuno! Oggi, per tirarmi su il morale, ho approfittato della riapertura del mio vivaio e mi sono presa un’altra phalaenopsis (bianca) scelta da mia madre. Guardandola ho notato che al primo internodo di entrambi gli steli floreali sta spuntando qualcosa (per farti capire, la forma e’ quella di un piccolissimo fagiolo verde): non puo’ essere un keiki, perche’ da quel poco che ho capito i keiki nascono a fioritura conclusa (e questa non lo e’), giusto? Ma allora cos’e’? Anzi, cosa sono? Nuovi steli? Lo so, la domanda e’ imbarazzante e mi sto vergognando da morire, ma se non mi rivolgo agli esperti, a chi mi rivolgo? ciao – Fiamma

Cara M. Fiamma, le Phalaenopsis “commerciali” sono il frutto di svariati incroci, fatti apposta per mettere insieme le migliori caratteristiche dei loro progenitori. A volte non si ottengono solo pregi, ma spesso anche qualche difetto o strana caratteristica. Nel caso della tua Phalaenopsis, quella protuberanza può essere solamente l’ingrossamento di una gemma che poi si è bloccata per lasciar vegetare quelle superiori, che hanno prodotto i fiori.
A fioritura ultimata, nel caso in cui si secchi la parte superiore dello stelo fiorale, può anche essere che quella gemma dormiente riparta per dar vita ad uno stelo secondario…quindi, cara Fiamma, aspetta e spera e, anche nel tuo caso: pazienza, pazienza, pazienza.

3 pensieri riguardo “Dialogando: le orchidee di Daniele, la serra di Nori e le osservazioni di M. Fiamma”

  1. Grazie Guido per la risposta, ti confesso che per un attimo ho sperato che mia madre avesse le mani fatate…pero’ anche un nuovo stelo non sarebbe male. Attendero’, fortunatamente le orchidee mi hanno tirato fuori una pazienza che non credevo di avere. Grazie ancora per la tua disponibilita’ e…per questo sito. Con affetto.

Ciao! Che ne pensi?