Orchids Club Italia, una famiglia sempre più grande!

Ieri, Domenica 18 Novembre 2007, una bella giornata con le orchidee

Per tutti, l’appuntamento era a casa dei coniugi Ghedin e ci siamo ritrovati veramente in tanti.
La giornata del Club offriva tre ingredienti:
– Toccare con mano l’evoluzione di una serra amatoriale a due anni dalla sua nascita.
– Idee progetto per un prototipo di serra “domestica” per la coltivazione delle orchidee, presentazione curata dal giovane architetto Paolo Criveller.
– Raduno conviviale.

Alberto nella sua serra – foto Elisabetta
Alberto, l’anfitrione era lì piazzato in serra, pronto ad accoglierci sin dalle ore 10…pochi sono giunti puntuali come da programma, ma si sa, le nostre non sono riunioni burocratiche. Col senno del poi possiamo dire – per fortuna che i soci sono giunti alla spicciolata – altrimenti l’assembramento in serra sarebbe diventato un assalto.

La serra due anni dopo
La visita alla serra di Alberto era uno dei tre ingredienti della giornata; certo, per l’occasione Alberto l’ha vestita a festa, ma cari miei, l’entusiasmo e l’ammirazione per i risultati ottenuti in appena due anni sono stati e rimangono indescrivibili.
Tutte le piante in buona salute, fioriture generose e vegetazioni belle e turgide. Un fusto di Vanilla planifolia sta salendo i piani alti della serra e presto possiamo attenderci anche qualche fiore.

Personalmente sono molto contento perché vedo coronare con successo quel mio vecchio sogno e passatemi anche il termine “missione” di far crescere il numero degli appassionati coltivatori di orchidee; i risultati di questa serra, di tante altre già in funzione e di tutto il fermento di giovani appassionati attorno alla nostra esperienza associativa sono veramente soddisfacenti.
Ieri mattina da Alberto sono giunto anch’io in ritardo causa problemi nella mia di serra, capita sempre così, sta di fatto che durante la rituale visita mattutina alle mie orchidee, in serra ho trovato l’impianto di riscaldamento in tilt – temperatura interna 9 C°- la tele protezione dell’interruttore di rete era inspiegabilmente in off, forse per un eccessivo assorbimento.
C’erano già molte persone quando sono arrivato, dalla serra usciva un brulichio di voci e nel frattempo, la taverna già imbandita con “peccati di gola” giunti in abbondanza – i soci del Club sono dei peccatori luculliani incalliti – era già oggetto di devoto pellegrinaggio dei presenti.
Gli “spacciatori” di bark, seramis, promanal, concime ed altro, erano già al lavoro e l’atmosfera generale si caricava di calore e di soddisfazione: presentazioni con le “new entry”, baci, domande inerenti a problemi di coltivazione e scambi di esperienze.

Il momento conviviale

Momenti del convivio – foto Vincenzo

Il lungo tavolone allestito nella grande ed accogliente taverna non bastava per farci sedere tutti, ma la bravissima Luigina, con impeccabile spirito organizzativo riusciva ugualmente ad inventare altri 15 posti a sedere attorno al capiente “fogher” altrimenti detto anche “larin”(leggi caminetto) acceso.
Il piatto forte di quello, che da programma doveva essere “uno spuntino” l’ha preparato con pazienza e passione, Alberto: baccalà alla Vicentina, ma prima e dopo quel baccalà, c’era tanto di quel ben di dio che risulta impossibile elencare tutto.
Per dare l’idea, nella foto a sinistra potete gustarvi (con gli occhi) solamente l’impressionante quantità di dolci: fra tutti spicca la torta con il logo del nostro Club, portata da Meris e Bruno da Padova. Applausi!


Una porzione della torta l’abbiamo idealmente riservata a Linda, autrice del logo, orchidofila romana iscritta all’ALO e grande amica del nostro Club, ciao Linda.
Serra domestica
L’idea di lavorare attorno ad un progetto di serra “domestica” effettivamente funzionale per la coltivazione delle orchidee in casa, nasce da un mio scambio di vedute con paolo Criveller, giovane architetto molto attento alla creazione di spazi per così dire “verdi” da inserire nel contesto abitativo.
Quale miglior occasione di proporre l’idea ai possibili fruitori e cioè gli appassionati delle orchidee? Per questo abbiamo invitato al nostro incontro anche l’architetto. La sua relazione, seppur necessariamente allo stato embrionale, ha suscitato interesse e condivisione.

Nella foto, l’architetto Criveller, osserva con stupore la struttura vegetativa di un retrobulbo di Eria javanica, illustrarta da Guido
Il dibattito si è subito arricchito di consigli, esperienze già vissute e di proposte.
Le tre componenti da affinare per approdare ad un possibile prototipo sono state individuate e diventeranno oggetto di discussione su questo blog in una pagina specifica alla quale si potrà accedere con password da richiedere a info@orchids.it
Su questa pagina, l’architetto traccerà le linee architettoniche della struttura e noi orchidofili contribuiremo con le nostre osservazioni per affinare le implementazioni tecnologiche. A tal proposito i presenti hanno proposto di avvalersi della professionalità di Marco Belleri, ingegnere elettronico e socio del nostro Club.
Presto usciranno tutte le indicazioni per entrare nell’equipe operativa.

I ringraziamenti
A nome di Orchids Club Italia ringrazio calorosamente Alberto e Luigina per l’ospitalità impareggiabile e tutte le amiche e gli amici del Club, che con passione e semplicità, di volta in volta contribuiscono ad alimentare la nostra bella ed originale esperienza associativa…grazie anche alle orchidee, complici ed ammaliatrici del nostro stare insieme.

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