Orchidee dai fiori celesti…due Cattleye per cominciare

by: GuidoColtivazione, Orchids Aggiungi un commento

Anche se un po lavanda, il celeste nei fiori di orchidea è sempre affascinante
Se mai potessi scegliere, cercherei tutte le orchidee che producono fiori di tonalità coerulea. Il colore celeste o blu puro è quasi impossibile trovarlo nei fiori di orchidea…ma quando ci si avvicina…
Tendenzialmente le tonalità azzurre sconfinano nel blu lavanda, capita spesso di acquistare orchidee con l’appellativo ‘coerulea’ e trovarci alla prima fioritura con dei bei fiori color lavanda o addirittura porpora. Quando fioriscono delle varietà di Cattleya dai fiori coerulei è sempre un bel spettacolo.
Nel mese di dicembre la mia serra si dipinge di blu… quest’anno un po meno per la verità, causa l’etilene, ma tanto è bastato per godere belle fioriture.
Collezione Guido De Vidi – foto 06.12.07
lc_marine_far_horizonLc. Mariner ‘Far Horizon’
Bellissimo incrocio molto simile alla Cattleya Portia ‘coerulea’, realizzato quasi 50 anni dopo la creazione dei primi ibridi con fiori coerulei.
Lc. Mariner, registrata nel 1961 è un incrocio quasi primario, i suoi genitori sono (C. Ariel x L. purpurata). Come si può notare dai nomi delle orchidee usate per il nuovo incrocio, entra nella genealogia una specie che va a mescolare il suo DNA con quello di un vecchio ibrido primario realizzato nel 1913: C. Ariel (C. bowringiana x C. gaskelliana).
Questo ibrido assomiglia moltissimo alla C. Portia ‘coerulea’, stessa struttura della pianta (geni della C. bowringiana), stesso periodo di fioritura (autunno), unica differenza la si trova nel labello, gola più gialla e la parte esterna più marcata di porpora (geni della L. pururata).

Altra affascinante varietà di Cattleya, profumata e molto variabile nelle tonalità cromatiche dei suoi fiori, compresa quella “coerulea” è la Cattleya walkeriana
Cattleya walkeriana è l’unica specie del genere ad avere un’associazione di orchidofili tutta in suo onore. L’associazione raggruppa studiosi ed orchidofili del Brasile, paese originario della specie e del Giappone che conta numerosi coltivatori trapiantati in terra Brasiliana.
Interno con orchidee – Coll. Guido De Vidi – foto 06.12.07
cattleya_walkeriana Le motivazioni di tanto successo sono molteplici, una per tutte è la gran varietà di forme e colori, che non trovano riscontro in altre specie dello stesso genere. Sono stati dedicati molti libri e varie recensioni in molte riviste scientifiche, ma ciò nonostante è difficile trovare testi corredati di fotografie a testimonianza delle molteplici varietà di Cattleya walkeriana esistenti. Questo lavoro lo potranno perfezionare i collezionisti Brasiliani in quanto fortunati abitatori dei siti endemici di questa specie.
Fra tutte, la varietà coerulea della specie è molto ricercata, eccola rappresentata in una simpatica coreografia fotografica dal titolo “Interno con orchidee”.

Scheda
Cattleya walkeriana Gardner 1843 Subgen Rhizantha
Sinonimi: Cattleya bulbosa Lindley 1847- Cattleya gardneriana Rchb.f 1870; Cattleya princeps B.Rod. 1877 – Cattleya schroederiana Rchb. f. 1883 – Cattleya walkeriana var. bulbosa (Lindl.) Fowlie 1977 – Cattleya walkeriana var. princeps
Orchidea epifita a sviluppo simpodiale originaria del Brasile, vive a circa 2000 metri d’altitudine, sugli alberi lungo i fiumi.

Cenni storici
Eravamo a cavallo degli anni 1839 e 1840 quando George Gardner (botanico inglese del 1800) visitando la zona diamantifera brasiliana “ Minas de Gerais – Il Minas Gerais è uno stato del Brasile situato nella regione del Sudest con capitale la città di Belo Horizonte”- scoprì una piccola orchidea sugli alberi, ai margini di piccoli affluenti del Rio das Velhas e sao Francisco.Gardner descrisse dettagliatamente questa nuova specie chiamandola Cattleya walkeriana in omaggio al suo assistente e compagno di viaggi: Edward Walker.
La descrizione scientifica di questa nuova specie fu pubblicata in “London Journal of Botany 2: 662”, nel 1843.
Successivamente, nel 1847, Lindley inviò al registro botanico, una nuova descrizione di una specie botanica similare, chiamandola però, Cattleya bulbosa. La sua nuova descrizione non ottenne molti consensi ed ora è ampiamente accettata come sinonimo della Cattleya walkeriana. Oggi l’epiteto bulbosa è usato per identificare una sottospecie con pseudobulbi più piccoli e più rotondi della specie tipo.
Ancora più tardi, nel 1877, Rodriguez Barbosa in “generi et specie Orchidearum Novarum” descriverà come nuova specie, un’orchidea molto simile alla walkeriana, chiamandola Cattleya princeps, ora relegata pure questa a sottospecie. A supporto della tesi di Barbosa va detto però, che quella descritta da lui vive in areali differenti e fiorisce in epoca diversa rispetto all’esemplare tipo.

Particolarità morfologica della Cattleya walkeriana.
Collezione Guido De Vidi
cattleya_walkeriana_2Cattleya walcheriana, insieme alla Cattleya nobilior, entrambe appartenenti al gruppo “C. walkeriana” sono le uniche specie a produrre anche infiorescenze basali. In certi casi alla base dell’ultimo pseudobulbo maturo, spunta una nuova vegetazione, che crescendo, invece di strutturarsi in forma di pseudobulbo con foglia/e apicali, produce un peduncolo con uno o più fiori. Questa particolarità si manifesta nelle varietà “ bulbosa e princeps”, mentre la specie tipo forma i peduncoli in piccole guaine apicali dei giovani pseudobulbi maturi. La maggior parte delle varietà fiorisce nel periodo estivo, mentre la“princeps” a fine autunno inizio inverno Europeo.

Struttura
La pianta presenta pseudobulbi relativamente corti (5 – 10 centimetri d’altezza), cilindrici, fusiformi, molto vicini l’uno all’altro e posti in modo disordinato. Ogni pseudobulbo forma foglie elicoidali, coriacee, rigide e di colore verde intenso: una o due secondo la varietà. I fiori, da uno a tre per ogni guaina e/o stelo basale, possono raggiungere anche 10 centimetri di larghezza. La specie tipo produce fiori di colore lilla scuro, vivo e brillante, deliziosamente profumati e di lunga durata.
Le varietà e/o sottospecie, variano forma e colore dei fiori: alba (sepali, petali e labello totalmente bianchi), semi-alba (sepali e petali bianchi e labello tutto colorito o solamente bordato di lilla), cerulea ( fiori azzurrognoli d’intensità variabile), concolor (tutto il fiore dello stesso colore).
cattleya_walkeriana_1Cattleya walkeriana Gardner 1843 – sottospecie “ bulbosa e princeps”. A riguardo delle varianti cromatiche di questa specie, gli orchidofili Brasiliani, noti per la loro pignoleria nella collezione di Cattleya e Laelia, si dilettano a suddividere le varietà quasi in maniera maniacale:
Alba – Albescens – Amoena – Aquinii – Coerulea – Coerulens – Concolor – Fantasia – Flamea – Lilacina – Perola – Rosada – Rubra – Semialba – Striata – Vinicolor.
Coltivazione
Cattleya walkeirana richiede temperatura intermedia e buona luce, ma soffre sia eccessi luminosi che periodi d’ombra prolungata (nel secondo caso gli pseudobulbi tendono ad allungarsi e si pregiudica la fioritura).
La coltivazione su supporti di legno duro, zattere di sughero e pezzi di fibra “xaxim” garantisce ottimi risultati, ad ogni buon conto può essere coltivata anche in vaso con composto di bark ben drenato. Questa specie non tollera eccessiva umidità ed è quindi consigliabile sistemarla in una posizione abbastanza alta e ventilata della serra. Cattleya walkeirana non richiede particolare periodo di riposo è sufficiente un rallentamento delle fertilizzazioni e delle bagnature invernali.
Il nemico principale di questa Cattleya è la cocciniglia cotonosa, che va tenuta sotto controllo con azioni di pronto intervento, ad esempio passando la pianta sospetta con uno spazzolino da denti imbevuto in acqua e sapone.
Nel caso l’infestazione sia estesa si consigliano trattamenti con insetticidi specifici, meglio se sistemici “confidor” ad esempio.

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