Coltivare le Cattleyae

Dimensione dei vasi
Per le Cattleyae è consigliabile usare vasi non molto alti, in tal modo si evita di dover usare materiale inerte di drenaggio sul fondo ed inoltre sono più stabili. Il giusto diametro dei vasi è garanzia di ottimo equilibrio fra bagnature ed asciugature: normalmente si applica la regola dei 2-3 centimetri di composto fra il bordo del vaso e gli pseudobulbi.
Il vaso ideale rimane sempre quello di cotto, ma presenta alcuni elementi negativi, asciuga troppo velocemente il substrato, le radici si attaccano alle pareti ed inoltre assorbe i sali minerali, per questi motivi da qualche tempo sono preferiti quelli di plastica.

Concimazioni
La regola maestra è, spesso e poco. Si va da metà dose di quella consigliata, ogni due bagnature ad un ulteriore diluizione da somministrare ogni bagnatura. Per i neofiti che si cimentano con queste orchidee, una volta al mese può essere sufficiente.
Volendo si può anche alternare concimazioni inorganiche con quelle organiche e, a seconda dei periodi, intervenire con fertilizzanti di diverso equilibrio NPK.
Qualche occasionale applicazione di solfato di magnesio (sali Epsom) può portare del beneficio alle Cattleyae: due cucchiaini in una caraffa d’acqua possono bastare.

L’importanza di conoscere i nomi delle piante in coltivazione
Tutte le orchidee in vendita dovrebbero essere corredate di apposito cartellino riportante dei dati di identificazione, ma purtroppo non sempre è così. Una pianta senza i suoi dati tassonomici perde già da subito gran parte del suo valore.
Con il capitolo che segue faremo un po di storia per capire l’importanza di quanto enunciato sopra.

Ibridi di Cattleya che hanno fatto storia
Lc. Bonanza
Quando nell’Ottobre del 1943, il famoso ibridatore americano B.O. Bracey, impollinò i fiori di C. Prospector “Grandee” con Lc. Cavalese “n° 206” non aveva forse idea dell’enorme successo che quell’incrocio avrebbe ottenuto in futuro..
I primi “seedlings” fiorirono sul finire degli anni 40 e subito destarono enorme sensazione nel modo orchidofilo di allora, sensazione che rimase viva per diversi anni, durante i quali Lc. Bonanza fu l’orchidea più premiata al mondo.
Tuttavia, oltre alla bellezza dei fiori, questo incrocio ebbe e continua ad avere molta fama perché è un’orchidea tetraploide e quindi molto ricercata per la nuove ibridazioni.
Il vantaggio di utilizzare piante tetraploidi in incroci deriva dalla capacità di influenzare i loro figli ai quali trasferiscono tutte le loro migliori qualità. L’utilizzo di Lc. Bonanza nelle ibridazioni è stato uno dei più grandi successi di tutti i tempi, al punto che è praticamente impossibile parlare di ibridazioni di Cattleye senza sottolineare il contributo di questa splendida pianta. Con più di 1.200 ibridi diretti ed indiretti, i loro geni sono presenza costante nei migliori incroci di colore porpora. Fra i molti ibridi famosi la regina è Blc. Mem. Crispin Rosales, che con Blc. Norman’s Bay costituiscono le piante il più importanti nella ibridazione delle Cattleye porpora.

Blc. Norman’s Bay (Bc. Hartland x Lc. Ishtar), negli anni 60 è stata una pianta molto premiata, ha ricevuto diversi premi AOS, compresi due prestigiosi e difficili FCC con i cloni ‘Lucile’ 94 punti su 100 e ‘Low’ 92 punti. Oltre ai premi ottenuti, questo ibrido ha prodotto ottimi discendenti, che a loro volta hanno conquistato premi significativi.
Blc. Norman’s Bay è stata prodotta in Inghilterra nel 1946 da Stuart Low Orchids,
Prima della seconda guerra mondiale, la produzione di orchidee in Inghilterra era all’avanguardia, sia specie che ibridi. Le migliori piante madri esistenti al mondo si trovavano tutte in Gran Bretagna, ma con l’avvento della guerra, molti collezionisti inglesi si dovettero disfare delle loro collezioni e presto il centro dell’orchidofilia mondiale si spostò negli USA. I più importanti produttori americani approfittarono per acquistare le migliori ibridazioni.
Blc. Norman’s Bay fu uno degli ultimi incroci generati dall’orchidofilia inglese. Una volta salpato l’Oceano Atlantico, questa orchidea riscontrò subito grande successo. Attualmente esistono oltre 1600 ibridazioni con progenitore Blc. Norman’s Bay.
Alcuni esempi:
Blc. War Chant
Blc. Pamela Farell
Blc. Mem. Roselyn Reisman
Blc. Herons Ghyll
Blc. Dark Waters
Blc. Patricia Purves
Blc. Oconee
Blc. Mem. Crispin Rosales
Blc. Mem. Ralph Placentia

Divertiamoci con i nomi di cartellino
Collezione Guido De Vidi

Blc. Lucky Strike ‘Golden Ring’= Lc. Bonanza x Blc. Memoria Crispin Rosales, incrocio creato da Sander’s nursery nel 1966
Blc. Memoria Crispin Rosales ‘Costa Mesa’ AM/AOS) = Lc. Bonanza x Blc. Norman’s Bay, incrocio creato da Bracey’s nursery nel1959
Blc. è l’abbreviazione di Brassavola, Laelia, Cattleya, che sono i generi utilizzati in ibridazione per la produzione di questo incrocio. Le lettere maiuscole dei nomi stanno ad indicare che siamo in presenza di un ibrido.
‘Costa Mesa’ è il nome clonale per questa particolare pianta.
AM/AOS riporta l’ Award of Merit, assegnato a questo clone dall’American Orchid Society.
In altre combinazioni possiamo vedere cartellini con la scrittainiziale Slc. in questi casi nell’ibridazione, al posto della Brassavola è stata usata la Sophronitis.
I fiori ottenuti da queste ibridazioni sono il frutto di ricerche per dar loro fragranza, consistenza e soprattutto sensualità, elementi molto in voga negli anni 60.
Allora, il fiore di “Cattleya” costoso e ricercato, era confezionato in teca trasparente per essere regalato a una donna da conquistare o da farsi perdonare, ma più semplicemente anche per manifestare sentimenti amichevoli.
I genitori di questo incrocio sono molto famosi e successivamente è stato anch’esso usato per generare ottimi discendenti:
Blc. Lucky Strike x Blc. Oconee ‘Mendenhall’ AM/AOS – Blc. Lucky Strike ‘Gold Ring’ AM x Blc. Tubtim Sayam ‘Surin’ AM – Blc Lucky Strike x War Chant ‘Siam Ruby’ – Blc. Lucky Strike Warchant x Lc. Waianae Sunset “Pokai” – Otaara Jaane Fumiye (Ctna.Keith Roth x Blc.Lucky Strike) ed altri ancora.
A proposito di “Otaara”, si tratta di incrocio intragenerico fra Brassavola, Broughtonia, Cattleya, Laelia e Sophronitis.

10 pensieri riguardo “Coltivare le Cattleyae”

  1. non so cosa ho combinato ho spostato tutto il mio albun, ora dovro cancellare molte foto ditemi se i va bene..abbiate pazienza sono un po’ imbranata.
    ps sono felice che siate qui a trieste il 19 di aprile ci vediamo.. lo riferisco alle altre triestine
    mg

  2. mgrazia…se tutto va bene, su invito degli organizzatori, il pomeriggio del 19 Aprile sarò a Trieste per una conversazione sulla coltivazione delle orchidee:

    HORTI TERGESTINI, evento cultural–botanico, mostra mercato di piante e arredi per giardino, aperta al pubblico gratuitamente, si terrà nei giorni 19 e 20 aprile 2008 nell’area del Parco di San Giovanni a Trieste.

    …sarà una bella occasione per parlarne.
    Ciao a presto
    Guido

  3. per le foto, caro Guido, le ho su un photobook, poi che faccio ..
    perchè senza gianni mi sento persa e non so come andare avanti
    grazie per i suggerimenti
    mgrazia

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