Spontanee…è l’ora delle Epipactis

Quest’anno le mie uscite a caccia di spontanee, a causa degli impegni con il nuovo lavoro si erano sostanzialmente azzerate. Ora dopo un ulteriore cambio sono tornato ai vecchi regimi e riesco ad avere i fine settimana liberi per poter dar spazio ai miei hobby.
Approfittando immediatamente di questa ritrovata disponibilità non ci ho pensato due volte nel cogliere al volo una telefonata dell’amico Giovanni e proporgli un’uscita alla caccia (beninteso è sempre fotografica) di alcune spontanee che fioriscono in questo periodo.

Ci troviamo alle 8.30 da Giovanni e partiamo senza indugio alla volta del areale. Giunti sul luogo è immediata la sensazione che la fioritura di quest’anno sia abbastaza copiosa ed infatti parcheggiamo la macchina e facciamo il nostro primo incontro con le Epipactis palustris Epipactis palustris.Ci diamo un’occhiata intorno, mentre spiego a Giovanni che nei diuntorni di questa particolare zona fioriscono anche Iris graminea, Iris sibirica le cui fioriture sono già passate, mente alcune macchie porpora che catturano immediatamente lo sguardo ci fanno notare che il Gladiolus palustris è invece in piena fioritura.
Poco più in la, in una piccola area ben definita e circoscritta, trovano la loro nicchia le Epipactis palustris f. alba variante apocromica dell’Epipactis palustris, scoperta per caso un paio di anni fa ma che non finisce mai di stupirmi, vista anche la quantità di piante presenti (quest’anno oltre una dozzina)
Epipactis palustris f. alba
Tutt’attorno un gioco di cromatismi, dai lilla-violacei delle Gentianaceee ai bianchi delle Parnassia palustris, si notano inoltre alcune orchidee alla fine del loro ciclo di fioritura quali la Listera ovata e le Dactylorhiza incarnata. Memore di un ritrovamento fatto un paio d’anni prima ci spostiamo a piedi verso est percorrendo qualche centinaio di metri, ma con somma delusione l’intervento dell’uomo ha fatto sparire quell’unica pianta a favore di un bordo strada più “pulito”. Al lato opposto uno splendido esemplare, per dimensione di fusto e fiori, di Gymnadenia conopsea Gymnadenia conopsea. Qualche decina di metri più in la un colpo d’occhio mi fa scorgere un bell’esemplare di Epipactis atrorubens che con il suo color vinaccia si staglia dal verde della erba circostante Epipactis atrorubens. Camminiamo ancora un po’ alla ricerca di qualcosa di nuovo, senza successo, ci dirigiamo nuovamente verso la macchina per fare rientro. Giusto il tempo di fare manovra e percorrere qualche metro, che con un colpo d’occhio alcune macchie bianche catturano la mia attenzione, faccio retromarcia e la prima sensazione era quella esatta…alcune piante di orchidea, quattro per la precisione, si sivelano essere delle Platanthera, non la comune bifolia ma la sorella più difficile da trovare chlorantha finora sfuggita alla mia digitale. La fioritura ormai è passata quasi completamente sebbene sia nettamente visibile il piccolo particolare che la distingue dalla sorella: la disposizione delle sacche polliniche che in quest’ultimo caso sono divergenti e non parallele. Dopo aver ben focalizzato il luogo e raccolto l’invidia di Giovanni, che con questi due colpi d’occhio si è prodigato in diversi apprezzamenti sul mio fondoschiena, partiamo per fermarci alcuni chilometri più avanti dove lo scorso anno, sempre con il famoso colpo d’occhio, dalla macchina, passando, sul ciglio della strada avevo notato alcune piante che supponevo essere Epipactis atrorubens...e così era. Epipactis atrorubens In un’area di qualche metro quadro su un suolo abbastanza arido ed esposte in pieno sole diverse piante, almeno una ventina, si lasciano ammirare; ciò che coglie la mia attenzione e si merita lo scatto da pubblicare, è un gruppo di cinque piante dal colore leggermente più pallido, ma nel pieno della loro fioritura. Risalilamo in macchina diretti in un luogo visitato lo scorso anno con Carlo Ivano, Gabriella e Mara, siamo più fortunati rispetto all’anno precedente visto che siamo riusciti a fotografare alcune Epipactis muelleri Epipactis muelleri e notiamo diverse piante di Epipactis che supponiamo essere la specie helleborine distanti ancora un paio di settimane dalla fioritura.
Paghi della bella mattinata facciamo rientro, non senza però un aperitivo, corroborante dopo una mattinata di “fatiche”….alla prossima!!

Aggiunta del 19 luglio
Piccola gitarella fuori porta, con famiglia al seguito in una delle tante valli feltrine, a caccia di una piccola orchidea che però non ho trovato: la Liparis loeselii seguendo le indicazioni dell’amico Barattin che vanta il censimento nella sola provincia di Belluno di 55 delle 80 specie (escluse quindi tutte le sottospecie) di orchidee italiane.Epipactis helleborine Sebbene la gita durata un paio d’ore non abbia portato i frutti sperati, la natura riserva sempre piacevoli sorprese come questa Epipactis helleborine, unica ben fiorita tra le diverse decine di sorelle ancora “indietro”. Sono presenti nella zona spase qua e la anche diverse Epipactis atrorubens e alcune isolate Epipactis palustris.

2 pensieri riguardo “Spontanee…è l’ora delle Epipactis”

  1. L’Helleborine resta sempre la mia preferita, chissà se prima o poi si potrà coltivare anche sui nostri balconi.
    Complimenti per l’articolo!

  2. Bellissimo anche questo reportage! Devo dire che ultimamente i post sono pochi ma uno piu’ bello dell’altro. Caro Massimo, la tua ottima esposizione mi ha fatto entrare nell’atmosfera di “caccia” alle orchidee e mi ha evocato bellissime immagini ed emozioni.
    Grazie!
    Roberta L.

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