Acqua piovana…come recuperarla?

Lo sappiamo bene noi orchidofili che l’acqua è un bene prezioso e non va sprecata, e ancor di più che la valenza dell’acqua piovana rispetto a quella del rubinetto è maggiore.
I trattamenti che l’acqua subisce per essere resa potabile o comunque “legalmente” buona da bere sono a volte eccessivi, aggiunta di cloro, trattamenti ai raggi U.V. per eliminare la carica batterica e chissà quanti altri che non conosciamo.
Sta di fatto che avere a disposizione per noi collezionisti di orchidee dell’acqua piovana per le nostre piante equivale ad avere una bottiglia di buon vino particolarmente pregiato da stappare in particolari occasioni.
Come fare allora per avere a disposizione un po’ di quest’acqua?
Spesso e sovente ci si ingegna nei modo più svariati, dall’esporre all’esterno qualsiasi contenitore utile allo scopo nelle giornate uggiose all’interrare in giardino delle apposite cisterne che dotate di pompa ad immersione consentono l’immagazzinamento di grandi quantità d’acqua ed il loro successivo prelievo.
E se non volessimo o non potessimo utilizzare nessuno dei due sistemi, vuoi per la rottura, nel primo caso, di dover star li tutte le volte a portar fuori secchi e contenitori vari (col rischio che se piove e sei fuori casa, magari, ti mangi anche le unghie per l’occasione persa), vuoi perché non hai la possibilità, nel secondo caso, di fare scavi successivi all’edificazione per interrrare una cisterna.
Come fare allora?
cisterna
Girar per fiere a volte ha la sua utilità, e lo scorso maggio in una di queste a Borgo Valsugana ho incontrato due simpatici e intraprendenti ragazzi che esponevano questa cosa meravigliosa (n.d.r.).
Una cisterna di portata variabile tra i 203 ed i 510 lt per i modelli più semplici ed economici, per arrivare fino ai 2.000 lt per quelli più belli, collegabile con il minimo sforzo alle grondaie di casa, dotata di rubinetto per spinare la “magica sostanza” e di rialzo. Parte dell’impianto è anche il filtro che consente, mediante una leva di commutazione estate/inverno di filtrare l’acqua proveniente dalla grondaia, in estate lasciando entrare in cisterna solamente acqua e dirottando in grondaia tutto il fogliame, in inverno dirottando tutto quello che scende verso lo scarico in fognatura.
filtro E’ da notare che non si tratta di un filtro “totale” e che quindi tutto quello che è il pulviscolo atmosferico o le piccole impurità non potranno essere filtrate…poco male!
Il troppo pieno è dato dal tubo di raccordo filtro/cisterna che una volta pieno d’acqua blocca il passaggio, forzando quindi l’acqua in eccesso a scendere direttamente nelle condutture di scarico.
Dopo tutta sta bella spiegazione ed avendo oramami le dita che vi prudono dalla curiosità vi starete chiedendo ma quanto costerà? Il modello base da 203 litri che ho acquistato io completo di filtro costa poco meno di 100 euro. E dove si trova ‘sta bella roba?….qui

7 pensieri riguardo “Acqua piovana…come recuperarla?”

  1. E’ un articolo molto interessante, io vorrei creare una cisterna in giardino, ma aprendo il link non riesco a vedere la pagina, posso avere altre info.. grazie

  2. Ciao,
    può andare bene anche l’acqua del pozzo?
    I campagna ce l’hanno praticamente tutti, compreso mio padre, quindi potrei andare a rifornirmi quando voglio 🙂

    Ciao,
    Lucio

  3. Da quando utilizzo la cisterna non mi è mai successo, succedeva invece quando la raccoglievo nei secchi perchè prima o poi qualche animaletto ci finiva dentro, e quando questi iniziava a putrefare, l’acqua cominciava ad avere un odore nauseabondo.

  4. Il keiki che ti si è formato lo dovresti lasciare sulla pianta fino a quando non saranno comparse le radici, dopo di che attenti che le radici siano lunghe qualche centimetro, preleva il keiki dallo stelo e lo pianti in un vaso proporzionato alla pianta e la tratti come fosse un phalenopsis normale…ci impiegherà un poco prima di fiorire ma almeno avrai una pHal che camperà!

  5. sono nur ,ciao,pensavo una cosa ….la settimana scorsa ho raccolto un bibone di 10 litri di acqua piovana ma coltempo non deteriora? o si puo’ tenere per un po’?in piu’ mi hanno dato una phal ormai defunta ,ma io caparbia l ho travasata e curata dopo poco alla punta dello stelo è spuntato un keiki,è la prima volta che mi succede aspetto e poi? grazie

Ciao! Che ne pensi?