Jacquiniella equitantifolia

Origine del nome Jacquiniella – forma diminutiva del genere Jacquinia, così chiamata in onore di Nicolaus Joseph Jacquin, botanico Austriaco/Olandese del diciottesimo secolo – equitantifolia – struttura sequenziale delle foglie, ai lati del fusto di sviluppo.

jaquiniella_eqitant_p_3_1Jacquiniella equitantifolia (Ames) Dressler, Taxon 15: 242 (1966).
Basionimo: Epidendrum equitantifolium Ames, Schedul. Orchid. 4: 39 (1923).
Sinonimi: Briegeria equitantifolia (Ames) Senghas, Orchidee (Hamburg) 31: 30 (1980).- Epidendrum equitans Lindl., Edwards’s Bot. Reg. 24 (Misc.): 44 (1838), nome non accattato.
Luoghi d’origine: Messico (Chiapas), Guatemala, Belize, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Brasile (Pará), Bolivia; vive nelle foreste umide delle prime alture collinari fino ad oltre 1300 metri di altezza. E’ una specie a sviluppo monopodiale pendulo, epifita di medie dimensioni da clima caldo.

I fusti vegetativi a portamento pendente sono appiattiti ed avvolti da foderi e foglie equitanti, sessili, imbricate, ensiformi, acuminate e conduplicate.
jaquiniella_equitant_0jaquiniella_equitantifolia_Le corte infiorescenze si formano in autunno e spuntano dai nodi nascosti nelle parti mediane interne delle foglie apicali. Le infiorescenze producono da uno a tre fiori, piccoli, color arancio – beige scuro, dotati di 4 polliniae e viscidio. I fiori durano circa 5-7 giorni ed emanano una delicata fragranza notturna simile al profumo degli iris.
Pianta di facile coltivazione, va tenuta in ambiente umido della serra intermedia a luce moderata. Fertilizzazione con concime bilanciato a dosi ridotte.
Si consiglia di coltivarla in piccoli vasi con composto di corteccia di pino sminuzzata finemente e mescolata a materiale inerte e drenante.
Jaquiniella equitantifolia è una specie molto inusuale per la forma e disposizione sequenziale delle foglie nastriformi e per la formazione dei ceppi fiorali che producono a più riprese, piccoli fiori ambrati.
E’ abbastanza rara nelle collezioni.
Rara ed inusuale… tanto che un grande esemplare che coltivo da anni nella mia collezione, esposto all’EOC di Dresda è passato ingiustamente inosservato dai giudici
jaquiniella_equitant_0_1Come si può intravvedere nella parte in alto a sinistra della foto (ingrandisci), c’è una grande pianta con le foglie lanceolate… un esemplare di Jaquiniella equitantifolia di circa 80 cm di diametro. Probabilmente è stata considerata solamente come elemento coreografico dello stand (i fiori sono talmente piccoli rispetto alle dimensioni della pianta che si notano a fatica) peccato, a mio avviso meritava più attenzione.
Il genere
Jacquiniella Schlechter, 1920
Origine del nome:
Il nome del genere è dato in onore di Nicolaus Joseph Freiherr von Jacquin (16. Febbraio 1727 Leiden – Olanda; 24. Ottobre 1817 Vienna). Jacquin, professore, botanico, chimico ed esploratore. Le sue opere hanno spaziato dalla botanica, alla micologia, alla mineralogia ed alla zoologia. Molte specie vegetali sono state nominate in onore di questo illustre studioso, ma stante il grande numero di piante con il suo nome, i botanici postumi son dovuti ricorrere a diminutivi ed altre declinazioni.
Alcuni esempi: un genere delle Theophrastaceae porta il nome Jacquinia; il genere delle Orchidaceae che stiamo analizzando porta il nome Jacquiniella Schltr.; anche una specie delle Fabaceae (Oxytropis montana (L.) DC. Subsp. jacquinii (Bunge)Hayek. Secondo IPNI ci sono circa 65 specie con l’Eponyme: jacquiniana, jacquinianum o jacquinianus.
Il genere Jacquiniella è incluso nella tribù Epidendreae e si compone di 14 specie monopodiali ed epifite. Le specie del genere Jacquiniella sono endemiche in Messico, Bolivia, Centro America e Caraibi.
Le specie
Specie tipo: Jacquiniella globosa (Jacq.) Schltr.1920
Jacquiniella aporophylla – Jacquiniella cernua – Jacquiniella cobanensis – Jacquiniella colombiana – Jacquiniella equitantifolia – Jacquiniella gigantea – Jacquiniella globosa – Jacquiniella leucomelana – Jacquiniella miserrima – Jacquiniella pedunculata – Jacquiniella standleyi – Jacquiniella steyermarkii – Jacquiniella teres – Jacquiniella teretifolia.
Il genere Jacquiniella è stato introdotto da Schlecter nel 1920, ma la sua sistemazione attuale è frutto del lavoro di Robert Dressler (negli anni 60), attraverso il quale, molte specie “girovaghe”, caratterizzate proprio dalla particolare struttura dei fiori, sono state raggruppate in questo genere.
Analizzando i fiori da vicino si possono comprendere le motivazioni che hanno separato questo genere da quelli affini (Epidendrum ed altre alleanze), si rimane colpiti soprattutto dalla forma del labello, molto arricciato attorno alla colonna, quasi ad abbracciarla e fondersi con essa. Probabilmente il piccolo pertugio d’ingresso consente l’accesso solamente ad impollinatori dotati di lingua sottile (forse per la selezione naturale dei pronubi a salvaguardia della purezza di specie), che comunque entra a fatica attraverso le protuberanze dello stigma per raggiungere la gola dove c’è il nettare.
Quando la lingua si ritira, i pollinia rimangono inevitabilmente appiccicati allo stigma stesso, garantendo in tal modo la fecondazione del fiore. La capsula fecondata (frutto) matura in circa 90 giorni.
Se volete dilettarvi potete simulare l’azione dei pronubi impollinatori, inserendo e ritirando un sottile ago.
Vista la difficoltà di accesso, tutto lascia pensare che alcune specie di Jacquiniella siano anche auto-fecondanti, per quanto riguarda la Jacquiniella equitantifolia, i pareri sono discordi: nella mia collezione, anche questa specie manifesta fenomeni di autoimpollinazione e sarà mia cura approfondire le osservazioni.
Le infiorescenze si ripresentano sugli stessi fusti per diversi anni di seguito e nel contempo si formano nuovi germogli che maturando in momenti diversi, danno alla pianta l’aspetto di un’esemplare sempre fiorito.
Si è scritto che in natura questa specie è a portamento pendulo e che trova il suo habitat ideale, attaccandosi agli alberi delle foreste umide. Per esperienza di coltivazione ritengo praticabile con successo anche la sistemazione in vasi con substrato di bark od altro materiale drenante e vaporoso, anzi, in questo modo è più agevole ottenere degli esemplari da esposizione: poiché i fusti vegetativi non riescono a mantenersi in posizione retta da soli è sufficiente allestire dei sostegni di accompagnamento della crescita, costituiti da cerchi concentrici elicoidali di filo di ferro – efficaci ed invisibili (vedi foto in alto).

2 pensieri su “Jacquiniella equitantifolia

  1. E’ un orchidea molto particolare, non ci sono parole per descriverla…già che è da caldo e non è molto grande la rende un futuro ospite della mia serra…

  2. Effettivamente è una orchidea particolare e poco appariscente, ad un occhio poco esperto potrebbe non sembrare nemmeno un’orchidea, ricorda come struttura della foglia l’Iris. Il fiore seppur piccolo è bello però.

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.