Cyrtochilum serratum… chi la dura la vince!

Questa è la storia della prima fioritura del mio Cyrtochilum serratum, storia di orchidee, di passioni e di amore pagato con una splendida ed inaspettata fioritura.

Sono diversi anni che questa strana orchidea proveniente dall’ Ecuador, vive nella mia serra. Strana perchè senza i fiori non da chiare indicazioni, nemmeno del suo genere di appartenenza: forse Odontoglossum o Oncidium.
cyrt_serratum_piantaLe prime e sommarie analisi morfologiche di questa orchidea mi indussero a coltivare la piccola piantina, in area fresca e per trovare queste condizioni climatiche decisi di collocarla su di una zattera da appendere sulla rete di contenimento dei pannelli del raffrescamento.
Scelta indovinata perchè la pianta iniziò a sviluppare radici rigogliosissime, che andarono ad insediarsi dentro i truccioli di legno con cui sono composti i pannelli raffrescanti.
Lo scorso anno, finalmente spuntò il primo stelo fiorale – grande felicità – mal pagata però! La sua crescita si arrestò tragicamente una notte, era già lungo oltre un metro lo stelo, quando ricevette la visita di una malcapitata lumaca!
L’attesa della fioritura sembrò fatalmente compromessa, effettivamente il moncone dello stelo rimase bloccato per molti mesi, poi, inaspettatamente, da un nodo prese corpo una protuberanza che presto diventò la continuazione dello stelo primario. Si allungò ancora di un metro, prima di incontrare nuovamente un ospite indesiderato che gli tranciò l’apice vegetativo: mi rassegnai e per molto tempo non seguii più le vicende vegetative du questa orchidea sfortunata – sì, sfortunata – perchè, oltre a quanto vi sto già raccontando, a più riprese la nostra orchidea dovette anche cedere agli abitatori “accessori” della mia serra, qualche pezzo delle sue succulente radici, ma un bel giorno… ecco la sorpresa. Fui quasi costretto a seguire quello stelo minuto ed attorcigliato, appoggiato lontano sugli pseudobulbi di un ignaro Dendrobium, per capire da dove provenisse.
cyrt_serratumLo stelo in questione era proprio la diramazione fiorale, con germogli ben formati, di quel lungo e tormentato stelo del 2009, proveniente da quella strana orchidea ecuadoregna.
I fiori si aprirono dopo alcuni giorni, belli! Grandi! La mia attenzione fu presto catalizzata dalla strana strutturazione dei due petali laterali, che si mostravano con le punte attaccate.
Non avevo mai visto fiori così strutturati, d’apprima pensai ad una carenza della pianta, dovuta alle sue vicissitudini incontrate durante la formazione dello stelo, ma dopo una veloce ricerca, con soddisfazione trovai i suoi dati tassonomici.

cyrt_serratum_fioreCyrtochilum serratum (Lindl.) Kraenzl.1917
Sinonimi:
1. Oncidium diadema Lindley 1866
2. *Oncidium serratum Lindley 1842 (Basionimo)
E’ endemico in Ecuador occidentale ad altitudini tra i 1200 ei 3000 metri. Descritto da Lindley nel 1842 come Oncidium serratum.
Il genere Cyrtochilum è intermedio tra Oncidium ed Epidendrum differendo da entrambi principalmente per il labello corto e convesso dal qual carattere ha ricevulo il nome di Cyrtochilum composto delle parole greche Cyrto “convesso” chilum “labbro”.
Il nome di specie “serratum” fa chiaro riferimento agli apici chiusi dei due petali laterali.
Le specie che compongono questo genere sono appartenute per lungo tempo al genere Oncidium.

Descrizione:
Il pseudobulbi sono oblunghi-ovoidali, compressi, 15-18 cm di altezza. Le foglie misurano 40-70 cm di lunghezza. L’infiorescenza può raggiungere da 1,5 a 3 metri di lunghezza ed è ramificata. I fiori misurano 7,5 cm di diametro.

Coltivazione:
Le specie del genere Cyrtochilum sono caratterizzate dal fatto che hanno bisogno di temperature di coltivazione fresche e che tutte hanno infiorescenze molto lunghe e ramificate. Da ciò, anche Cyrtochilum serratum va coltivato in serra fredda ed essendo una pianta a forte crescita necessita di annaffiature e buona umidità tutto l’anno. I fiori sono di lunga durata.

4 pensieri su “Cyrtochilum serratum… chi la dura la vince!

  1. Come suggeriva Roberta sembra un’omino con le mani giunte, vista la provenienza a me era subito sembrara una statuetta precolombiana, che raffigura un re inca con il suo copricapo.
    Bella storia che ricorda tanto le vicissitudini subite dal alcune mie piante lo scorso anno….maledette limacce!!

    Massimo M.

  2. Davvero molto bella! Complimenti, anche per la descrizione avventurosa che lascia senza respiro fino a quando non si è compreso come si è arrivati a quella splendida fioritura!
    Posso chiedere in che cosa consistono i pannelli raffrescanti e dove li posso trovare? Ne avrei molto bisogno: coltivo le mie povere orchidee in una serra molto calda d’estate, e non so come fare a raffrescarla, mi sembra che gli ombreggianti di rete non siano sufficienti.
    Grazie molte,
    Alessandra

  3. Veramente particolare questa orchidea. Sembra un omino con le mani giunte in preghiera. Sembra anche dire: “Per favoooore non farmi piu’ mangiare dalle lumacheeee!”.

    Un caro saluto
    Roberta L.

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