REWIND: Prodotti per il rinvaso delle orchidee

Composti per il rinvaso delle orchidee

Posto che il contenitore o il supporto per mettere a dimora un’orchidea sia stato già scelto, si pone il problema del tipo di substrato da usare.
Ad esempio, la foto a sinistra mostra una piantina di Angraecum disticum sistemata con molta fantasia in un guscio di cocco svuotato, forato alla sua base e rimpinguato con fibra d’osmunda e sfagno.

Ci sono diversi composti disponibili per il rinvaso delle orchidee: dalla corteccia d’abete alle miscele composte in più di sette combinazioni tra roccia, corteccia, materiali inerti, carbone di legna e fibre.

Caratteristiche dei prodotti
Le caratteristiche più importanti che tutte le soluzioni di rinvaso delle orchidee devono avere, sono:
– Capacità di trattenere acqua.
– Capacità di trattenere le sostanze nutrienti.
– Permettere il drenaggio dell’acqua di bagnatura.
– Permettere che la superficie delle radici delle orchidee aderisca e si attacchi.

Bark o corteccia d’abete
La corteccia d’abete è il mezzo più popolare per rinvasare le orchidee. È economico e ragionevolmente semplice e facile da maneggiare. Ha la superficie ruvida ed è sufficientemente drenante da consentire una buona aerazione alle radici delle piante.

La corteccia d’abete è disponibile in tre misure:
– Minuta, usata per i mericloni o semenzai, oppure anche piante adulte ma con radici fini.
– Mezzana, usata per orchidee di media dimensione.
– Grossa, usata per le Vanda le Cattleya di grosse dimensioni e le Phalaenopsis.

Gli svantaggi della corteccia dell’abete sono:
– Si decompone, comprime le radici e trattiene l’acqua in maniera eccessiva, favorendo in tal modo la formazione di marciume.
– La corteccia dell’abete rilascia l’azoto, i microrganismi responsabili del deperimento della corteccia lo consumano e quindi bisogna integrare l’alimentazione della pianta con altri minerali, disponibili in sintesi chimica.

Gusci di cocco sminuzzati
Nei paesi dell’Oceano Pacifico dove vive il Cocos ” Cocos nucifera”, i gusci dei frutti di queste piante, svuotati, essicati e sminuizzati, sono usati in alternativa al bark.

Roccia di lava
E’ molto valida per le orchidee di media grandezza. Non si decompone, è ben aerata e mantiene l’acqua. L’unico problema con la roccia di lava è che tende ad accumulare i sali minerali, si consiglia di non usarla quando l’acqua di utilizzo contiene grandi quantità di minerali.

I materiali inerti quali argilla espansa o argilla friabile espansa, roccia di lava, pietra di pomice, perlite e seramis sono molto validi per coltivare orchidee di media e piccola dimensione, perché non si decompongono, sono aerati e mantengono l’acqua. Questi prodotti sono indicati per le orchidee litofite.

Perlite

La perlite è un materiale vulcanico usato spesso come additivo ad altri materiali di rinvaso. La perlite è a basso costo, tiene riserva d’acqua ed è resistente al deperimento.
La seramis è costituita da piccole particelle granulari di cotto espanso ed è molto utile per miscelazioni di composti per piccole orchidee.

Sfagno
Il muschio di Sphagnum “Sfagno” è una pianta color cachi con la parte superiore color verde chiaro, elastica e molle, che si sviluppa sulla superficie delle paludi. Trattiene acqua fino a 10 volte il suo peso. Il muschio di sfagno contiene un antisettico che inibisce lo sviluppo di alcuni funghi, è disponibile sotto forma di fibre lunghe o corte, vivo o secco: lo sfagno vivo è uno dei migliori prodotti per la coltivazione di orchidee. Se non è troppo annaffiato con fertilizzante continuerà a svilupparsi dopo la sua messa a dimora nel vaso. È usato spesso come additivo ad altri materiali di rinvaso, qualche volta anche da solo.

Sughero schiacciato
E’ un altro additivo di miscela. Non dovrebbe essere usato da solo.

Torba di sfagno
La torba di sfagno si forma quando il muschio di sfagno muore ed affonda nella palude. Il muschio di torba trattiene l’acqua ancor più dello sfagno, ma degrada rapidamente.
Non è consigliabile usare la torba da sola per rinvasare le orchidee poiché forma un substrato troppo denso. In commercio si trova la torba di sfagno allo stato puro oppure già miscelata con altri terricci: al momento dell’acquisto controllate che sia molto fibrosa.

Osmunda
La fibra di osmunda si ricava dalle radici di una felce protetta dal CITES: Osmunda regalis. Per questo motivo è vietata la raccolta in sito.
La fibra d’Osmunda era molto usata nella prima metà del secolo scorso, ma come si è detto sopra, non è consentito raccoglierla e pertanto ricordiamocela solamente come esperienza passata.
Quando era possibile ho avuto modo di usarla, ma ad onor del vero non ho avuto grossi risultati, forse perchè non ne ho fatto un uso generalizzato per tutta la coltivazione: la fibra d’osmunda è molto più drenante del bark, per questo motivo le bagnature erano assai problematiche.

Sfagno secco e fibre varie
Le felci d’albero – maxi fern o xaxim – sono abbastanza usati dai coltivatori brasiliani e americani, soprattutto in Florida dove cresce facilmente. Anche per questi prodotti vale quanto scritto per la fibra d’osmunda: la lentezza del loro sviluppo li fa rientrare nella lista delle specie vegetali protette.
La fibra di “ferns” d’albero è resistente a deperimento ed aera bene, ma tende ad essere troppo costosa e per questo motivo viene mescolata con la corteccia d’abete.

Corteccia di redwood
Prende il nome dalle sequoie coast redwood (Sequoia sempervirens), che sono gli alberi più alti del mondo, così chiamate per il colore rossastro del legno. E’ simile alla corteccia dell’abete, ma è più resistente al deperimento.

Carbone di legna
E’ aggiunto al sughero od alla corteccia di redwood per assorbire gli acidi di questi materiali altamente silicei. Il carbone di legna, come la lava, trattiene i sali minerali e quindi evitatelo se avete l’acqua dura.

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