La tre giorni di Bussolengo

Ed anche la 22a edizione ha aperto il sipario alla grande.
Veramente una bella mostra! Eravamo tutti abbastanza preoccupati… Ochids Club Italia non poteva aprire la rassegna delle sue esposizioni sotto tono.

Foto di copertina: Coelogyne cristata, splendido esemplare della collezione “Gianni Faccioli”
Alla fine le piante dei soci sono giunte numerose e… come una cigliegina sulla torta, verso sera è arrivato anche Frank Roelke dalla lontana Hannover con bellissimi esemplari da aggiungere alla nostra bella esposizione.
Grazie a tutti, Al FLOVER che ha reso possibile l’evento, a Frank Roelke – persona solare -, agli amici, Claudio e Paolo dell’ATO – Associazione Trentina Orchidee – con i quali è nato uno splendido e gogliardico sodalizio -, ed infine ai nostri soci… che a vario modo hanno contribuito alla ripartenza.

L’amico Alberto mi ha preceduto sul suo sito www.orchidcoltura.it con le news dell’evento… finalmente ho capito perchè alla sera vuole tornare a casa sempre prima di tutti 😉 … si scherza, ovviamente.

Non ho altre parole da aggiungere, consentitemi solamente di manifestare la mia grande felicità per la splendida riuscita… un evento orchidofilo amatoriale da incorniciare.

Ecco una galleria fotografica delle piante esposte… tanto per giocare insieme, trovateli voi i nomi delle specie fotografate.

5 pensieri su “La tre giorni di Bussolengo

  1. Pingback: Un anno pieno di soddisfazioni | Orchids.it

  2. Anche dalle fotografie si può evincere la bellezza e la richezza delle piante di orchidee in esposizione, complimenti!! . Complimenti anche al Flover che quest’anno ha allestito una superba coreografia.
    Arrivederci a Pordenone.
    Severino ed Orietta.

  3. Un bell’evento davvero riuscito come sempre che che ci ha fatto respirare l’aria della vicina primavera e la vicinanza della prossima mostra top che sarà quella di Pordenone Orchidea, a presto un saluto a tutti.

    Alberto

  4. Ciao Guido, complimenti per la bellissima mostra.
    Vedendo quella splendida Coelogyne cristata, vorrei chiederti un consiglio. Ne ho una che da 3 anni mi dà discrete soddisfazioni, è in un cesto di ferro a maglie larghe, dentro a una specie di “nido” di muschio e con
    scorza di pino. Dovrei rinvasare tra un pò, adesso è in fiore, ma sono indecisa su alcuni punti.
    1′ quanto più grande deve essere il cesto? adesso ha un diametro di cm.20
    2′ ho in casa un contenitore fatto di fibra di cocco,
    di quelli che vendono nei negozi di piante: posso usarlo al posto del muschio, per contenere la scorza (che mi uscirebbe dalle maglie) o è troppo compatto?
    3′ consigli altro da aggiungere al momento del rinvaso?
    Scusa per le molte domande e grazie in anticipo.
    Cari saluti
    Marina

    • Ciao Marina,
      se la pianta sta bene io non la rinvaserei.
      Quel nido di muschio e bark è il composto ideale, comunque, se la corteccia è troppo decomposta e la pianta tende a fuoriuscire dal cesto, procedi pure con il rinvaso… aspetta che finisca la fioritura però.
      Non ho presente il contenitore di fibra di cui tu fai cenno, ad ogni buon conto deve essere resistente, cioè deve durare alcuni anni senza sgretolarsi, deve drenare l’acqua delle bagnature e deve lasciare mediamente 2 cm di spazio tra la pianta ed il bordo esterno.
      Va bene la corteccia, ma aggiungi anche un po’ di torba di sfagno.
      Durante le operazioni di rinvaso, togli tutte le parti secche o marcite… senza disturbare troppo le radici della pianta – atrezzi sterili, mi raccomando.
      A presto
      Guido

Ciao! Che ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.