EOC di Budapest, aria di flop.

A due mesi dall’evento, sono pochissime le Associzioni accreditate ed altrettanto sguarnita è la presenza di venditori, che sia causa della crisi generale e nello specifico dell’incerta siatuazione economico-politica del Paese ospitante?
Ad oggi, nel sito ufficiale dell’organizzazione si registra l’adesione, oltre alla ovvia presenza dell’Associazione ungherese organizzatrice, la DOG Tedesca, quella Austriaca, che ospiterà la prossima EOC, l’AIO Associazione Italiana di Orchidologia, qualche orto botanico ed una fantomatica sigla italiana di non meglio qualificati hobbisti (noi italiani non ci facciamo mai mancare nulla), critichiamo l’Associazione ufficiale e poi andiamo in ordine sparso se non contrario.
Al momento non sono accreditati Paesi importanti quali Inghilterra, Francia, Spagna, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Romania, Slovenia ed altri.
Il paragone con le passate edizioni deve preoccupare un po’ tutta l’orchidologia europea, certo, la grave situazione politica ungherese che vede in pericolo anche le fondamentali regole democratiche di quel Paese ha sicuramente influito a creare attendismo, ma tant’è!
Auspichiamo che L’AIO valuti con attenzione il da farsi, Orchids Club Italia si rimetterà alle scelte dell’ Associazione Italiana di Orchidologia che rappresenta l’Italia a livello internazionale.

3 pensieri su “EOC di Budapest, aria di flop.

  1. Ma quali amazzoni, se quella è la sigla con la quale si sono iscritti è gente che non conosce nemmeno la lingua italiana, vergogna!
    Scusate l’intrusione
    Rebecca (SR)

  2. Porca l’oca Marco… e sì che di fantasia non me ne manca, ma proprio non l’avevo capita! Effettivamente è vero… vuoi vedere in Italia qualcuno ha rivendicato le quote rosa anche nell’orchidofilia? Da ridere se non fosse da piangere! E portano pure sfiga, vuoi vedere che c’ha ha messo lo zampino la Concordia? 😉

  3. Attenzione Guido, la sigla italiana dei non meglio identificati hobbisti in verità è Associazione orchidofile hobbiste italiane, ossia ne deduco siano le amazzoni italiane dell’orchidea. Un’idea anche simpatica e divertente ma spero vivamente abbiano la serietà necessaria per presentarsi ad un EOC, comunque a conferma che in Italia unire le forze per acquisire maggior valore è praticamente impossibile.

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