Paphiopedilum micranthum, quasi 30 anni in mia compagnia

Quanti anni sono trascorsi, ormai ci conosciamo bene caro palloncino rosa.
Ho già scritto vari post su questa orchidea giunta in Italia direttamente dalla Cina, dopo essere stata raccolta in sito – quando ancora si poteva – ed acquistata da Lecoufle in occasione della seconda mostra “ORCHIBO” organizzata dall’AERADO …eravamo negli anni 80 del secolo scorso.
Da allora fiorisce regolarmente in primavera e ad ogni fioritura non manca mai di stupirmi. Nelle esposizioni orchidofile che si sono susseguite nel tempo, ho avuto modo di vedere diversi Paphiopedilum micranthum fioriti, ma …il mio caro ed amato P. micranthum rimane insuperabile.

Paphiopedilum micranthum var. micranthum Tang & Wang 1951
SOTTOGENERE Parvisepalum Karasawa & Saito 1982

Questa particolarissima specie è stata scoperta in Cina nella prima metà del ventesimo secolo – anni 40 – vicino al confine con il Vietnam.
Cresce nel sud est della Cina, vicino Seechan, Maripoa e Wanshan. Nella zona est di Guizhou Plateau, al lato nord di Nyanin a circa 600 ~ 800 m dal livello del mare.
Il fiore è il più grande fra le 5-6 varietà conosciute e il colore rosa è molto marcato. Questa varietà è la più preziosa ed apprezzata.

Paphiopedilum micranthum è sostanzialmente considerato di origine cinese, però si possono trovare delle varietà particolari anche nel Vietnam.
Dopo la scoperta di questa specie, trascorreranno più di 10 anni prima di avere sue notizie ufficiali con la descrizione e registrazione da parte di J.Tang e F.C.Wangt, depositata soltanto nel 1951.
Si può ragionevolmente pensare che qualche botanico cinese abbia descritto questa specie sin dalla sua scoperta, ma il mondo scientifico non possiede documentazione scritta in tal senso.
collezione Guido De vidi – foto 13.04.2011
Passano ancora diversi anni, prima che il Paphiopedilum micranthum sia conosciuto dai collezionisti di orchidee. Siamo ormai negli anni 70 quando questa nuova specie, insieme ad un’altra ugualmente interessante – Paphiopedilum armeniacum – fanno la loro prima comparsa nelle esposizioni internazionali, sorprendendo un po’ tutti i collezionisti, sia per la loro forma che per i colori dei fiori, molto diversi dalle specie cinesi già note.
Karasawa e Saitoh, dopo aver notato la chiara differenza di queste nuove specie hanno deciso di costituire il nuovo sottogenere dei Parvisepalum, che attualmente le raggruppa.

Come è già accaduto in occasione di altre apparizioni di nuove orchidee, anche per queste due specie cinesi, sul finire degli anni 70, fra i collezionisti europei è nata la febbre del possesso. Certo, chi possiede piante originarie, non dertivate da semine successive, ha un valore aggiunto, nella sua collezione… se poi ha la fortuna di avere delle fioriture superbe, possiede anche un piccolo tesoro!

Queste nuove specie hanno il sepalo dorsale più piccolo ed il labello (a forma di sacchetto) molto grande e squilibrato rispetto al resto del fiore. L’infiorescenza è più lunga delle altre specie incluse nei Brachypetalum.
L’area di endemicità diPaphiopedilum micranthum, pur molto ampia ed a diverse altitudini (100 -2000 metri), dal sud di Yunnan a Guangxi, è legata dalla comune composizione del substrato vegetativo costituito da spesse fasce calcaree coperte da strati di sedimenti fogliari e torbosi.
Paphiopedilum micranthum comprende 5 varietà consolidate, micranthum, marginatum, extendatum, eburneum, guangxi, ed una scoperta di recente in Vietnam, P. vietnamense molto simile al P. guangxi.


Collezione Guido De Vidi – Mostra di Pordenone – foto 10.03.05

Brevi note di coltivazione
In natura queste orchidee sono sottoposte a condizioni climatiche molto rigide, ma in coltivazione si adattano con facilità ad ambienti moderatamente temperati: 15 gradi di minima temperatura invernale.
Giova osservare che la temperatura minima di 15 gradi è utile ad un buon sviluppo della pianta, per favorire la fioritura conviene ridurre ulteriormente la temperatura minima invernale (10 gradi circa) ed aumentare l’esposizione luminosa, che normalmente va ridotta del 50% rispetto alla luce del sole.
Si consiglia di non eccedere con le fertilizzazioni è bene ridurle a metà, sia nel dosaggio che nella frequenza rispetto alle dosi medie di etichetta.
Il substrato di coltivazione può essere costituito da corteccia, torba di sfagno, agriperlite e sabbia di fiume opportunamente miscelato nelle quantità che ognuno di voi riterrà opportune a garantire un substrato ben drenante.
La crescita vegetativa del Paphiopedilum micranthum si caratterizza per la produzione di estesi rizomi orizzontali che uscendo dal substrato formano nuovi ceppi abbastanza distanziati dalla vegetazione madre. Questa particolarità consiglia di non dividere le piante ancora giovani. Nel caso che i rizomi orizzontali trasbordino, conviene aumentare la dimensione del vaso senza toccare l’apparato radicale.
Come per tutti i Paphiopedilum, anche il P. micranthum gradisce che il suo substrato rimanga sempre umido, mai bagnato fradicio.

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