Restrepia nittiorhyncha (Lindl.) Garay 1967

Le orchidee non finiscono mai di attirare l’attenzione, sia per la loro forma, ma anche per i colori, gli aromi e perché no, per i loro nomi.
Le coltivo da anni. La simbiosi con le orchidee della mia collezione è tale, che di loro conosco tutto. Se qualcuno sposta una delle migliaia di piante, me ne accorgo subito, ma ciò nonostante ce n’è sempre qualcuna che riesce a stupirmi. Ed è così che in queste giornate uggiose, buie e nebbiose, mi è capitato di ammirare i piccoli ed originali fiori gialli che, quasi a volermi ringraziare per aver cambiato residenza (ora la pianta vive nella nuova serra), si son mostrati in tutta la loro signorilità.
Con questo post desidero condividere con voi il mio stupore, chissà se riuscirò solamente ad illudervi, mi piacerebbe anche farvi sognare.

016018 Restrepia nittiorhyncha(Lindl.) Garay, Bot. Mus. Leafl. 21: 253, (1967).
Basionimo:
Pleurothallis nittiorhyncha Lindl., Fol. Orchid. 9 Pleurothallis 20, (1859).
Etimologia del nome specifico: dal Greco nittiorhyncos “becco d’anatra” in allusione alla forma del labello.
Sinonimi:
Eterotipo: Restrepia schlimii Rchb.f., Linnaea 41: 45 (1876).
Etimologia del nome specifico: in onore di Louis Schlim, scopritore della specie.
Omotipo: Humboldtia nittiorhyncha (Lindl.) Kuntze, Rev. Gen. Pl. 668, (1891).

Restrepia nittiorhyncha è endemica a nord della Colombia e in Venezuela, dove vive a varie altitudini (1200- 3500 m).
E’ stata scoperta nella Cordigliera orientale della Colombia, intorno al 1850 nella vecchia provincia di Ocaña, da Louis-Joseph Schlim durante la sua spedizione in Nuova Granada per raccogliere orchidee da inviare al suo fratellastro, Jean Linden, a Bruxelles. Esemplari di questa specie sono stati descritti con nome di genere Pleurothallis da Lindley nel 1859, e successivamente, nel 1876, come Restrepia da Heinrich Gustav Reichenbach.
Si tratta di una miniatura epifita (10-15 cm) a sviluppo simpodiale e cespitoso. Preferisce clima fresco e tollera anche periodi di freddo marcato.
Il fiore è molto originale e non deve essere confuso con altre specie. Il sinsepalo è breve (circa 12 mm), e dà una forma concava al fiore. I fiori sono di colore giallo con striature arancioni leggermente segnate di rosso brillante. Il labello è molto breve, con la parte apicale più scura del sinsepalo, ed assomiglia vagamente al becco d’anatra, da cui l’origine etimologica del nome nittiorhyncha.

Questa specie è molto rara nelle collezioni ed è assai diffile trovarla in vendita.

2 pensieri riguardo “Restrepia nittiorhyncha (Lindl.) Garay 1967”

  1. Le tue parole non fanno che metterci l’acquolina in bocca! Visto che preferisce clima fresco, tu per farla fiorire così bene che temperatura di min e max sei riuscito a garantire l’estate scorsa?

    1. Con le Restrepia, in estate si fa il meglio che si può, loro sopportano e vivacchiano, arrossando e a volte anche sacrificando qualche foglia, non prima però di aver prodotto qualche keiki. Questo è il vero segreto della loro longevità. Dopo oltre 20 anni da quando ho ricevuto in eredità una decina di specie, forse ne ho persa solo una.

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