Ciao Tino, con te se ne va anche un po’ della mia vita

Questa mattina, poco prima delle 5, smetteva di battere il cuore stanco di Tino Savio da Vicenza.

Tino Savio, collega di lavoro (entrambi ci guadagnavamo da vivere nell’allora SIP), con la grande passione per la cucina. Cuoco amatoriale di classe superiore. LUI, umile e semplice, rappresentava l’Italia nei grandi concorsi internazionali di gastronomia e vinceva sempre: campione del mondo!
Quanti ricordi, Tino! Fra tutti mi piace rispolverare quel famoso 29 Novembre del 1982 alla frontiera con l’allora Jugoslavia, quando stupisti i poliziotti intenti ad ispezionare il tuo furgone carico di cibi e vettovaglie: “lei commercia?” – chiesero i poliziotti di Tito – e tu candidamente risposi – “no è tutto per me!” – stante la tua possente mole, non ebbero motivo di dubitare e ti lasciarono passare… con tutto l’occorrente per la grande festa di Lussino.
Quella volta, gli inflessibili poliziotti di Tito, bloccarono perfino un innocente regalo (un libro di Tommaso d’Aquino), per un amico Professore di la dal confine: era scritto in latino e per evitare “incidenti diplomatici” ci rimise anche la cultura.
Quello rimarrà il pranzo luculliano più sontuoso del mondo: inizio alle ore 11 di mattina, tu che passeggiavi con fare calmo e le mani nelle tasche della tua salopette per scaldare le uova (troppo fredde da frigo) con le quali dovevi preparare la maionese, e poi, vviiaa! Spaghettate in tutte le varianti possibili, pesce di varia specie appena pescato fra gli scogli dell’isola, vini italiani e croati, slivovitz, in un crescente memorabile, per finire verso l’una di notte… esausti, ma tu no. Eri già pronto per il secondo tempo, da vivere il giorno dopo.

Spezzoni di vita

IMG_5976 Nella foto a sinistra, Tino Savio mentre riceve i complimenti da Donna Malvina, grande interprete della cucina tradizionale della Marca Trevigiana.

La vena creativa e le indubbie qualità professionali hanno portato Tino Savio in tanti luoghi famosi e blasonati, ma caro Tino, lasciamelo dire, la “cucina” dove tu stavi bene, dove la tua semplicità trovava ristoro e diventava poesia, era da Procida, quella storica trattoria sulla strada di Spercenigo, lì, tutto diventava simbiosi, piacere, storia.

IMG_5972Ciao Tino, la tua vita terrena è terminata, mi farebbe piacere ricordarti con questo spezzone della nostra vita: Maggio 1993, da Procida.

Nella foto, in ordine, da sinistra: Tino Savio, Guido De Vidi, Donna Malvina, Amedeo Sandri e Giorgio Procida.
Un nodo alla gola mi chiede di fare il fermo immagine, proprio così: Donna Malvina, Giorgio, Amedeo e Tu, caro Tino… un poker d’ assi, onorato di essere vostro amico.

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