Archivio mensile:Ottobre 2015

Barbosella dusenii

Barbosella dusenii – Collezione Rio Parnasso
… Green, Green Grass of Home

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IMG_6454 Barbosella dusenii (A.Samp.) Schltr. – pubblicazione originale in: Repert. Spec. Nov. Regni Veg. 15: 261 1918.
Sinonimi: Barbosella gardneri var. dusenii (Samp.) Hoehne 1947; Basionimo Restrepia dusenii Samp. 1909.
Nome di specie in onore di Per Karl Hjalmar Dusen, ingegnere e botanico svedese, che l’ha scoperta in Brasile a 900 m. di altitudine.

Il Genere
Il genere Barbosella è stato proposto da Schlechter in Repertorium Specierum novarum Regni Vegetabilis 15 (427/433): 259-260, 1918, sulla base di Pleurothallis gardneri,già descritto da Lindley. E’composto da circa 18 specie miniatura, endemiche dal Messico, a tutta l’America tropicale, a nord dell’Argentina e Brasile (10 specie). Nominato in onore di J. Barbosa Rodriguez, noto scopritore di orchidee brasiliane.
Le specie di Barbosella sono simili alle Restrepia, genere al quale sono già state subordinate. Presentano un rizoma strisciante senza ramicaule apparente, in grado di formare spessi tappeti con le loro foglie più o meno carnose. La caretteristica morfologica comune alle varie specie e quella di mostrare un solo esile e delicato fiore per infiorescenza, che si forma all’apice di lunghi gambi sottili.

I fiori sono grandi rispetto alle dimensioni della pianta. I sepali laterali sono attaccati e molto aperti rispetto al sepalo dorsale. I petali sono molto piccoli e stretti. Il labello è mobile, e piuttosto piccolo rispetto ai sepali. Barbosella si differenzia dalla maggior parte dei generi della sua subtribù per avere quattro masse polliniche, tuttavia, la caratteristica principale di questo genere è l’unione tra il labello e la colonna.

Alcune specie hanno fiori quasi uguali tra loro, ma sono distinguibili per la struttura vegetativa, dimensioni, forma e spessore delle foglie, e dei fiori: ad esempio le foglie spesse di Barbosella crassifolia, la fanno assomigliare a Barbosella australis ma quest’ultima si distingue dalla maggiore dimensione dei suoi fiori e delle sue foglie. Barbosella dussenii si caratterizza per la maggior dimensione dei suoi fiori rispetto alle altre specie.

La specie Barbosella dusenii
Barbosella dusenii in situ
Come si può vedere nella bellissima foto di Luciano Zandonà, le condizioni ideali di coltivazione sono riproducibili in ampie zattere di corteccia di sughero, dove la pianta può svilupparsi senza problemi.
L’ambiente ideale in coltivazione è a luce filtrata, temperature fresco intermedie e umidità costante; fertilizzazioni ogni mese a dosi minimali.

Vanda coerulea f. rosea, la vita, continua

010La bella notizia: per pochi intenditori, scrive Diego su Fb., una lunga storia, una lunga storia.
Molti anni fa, Enzo Cantagalli – morto il 24 Ottobre 2013 – mi donò una divisione delle sua Vanda coerulea f. rosea – leggi il post – in tutti questi anni non sono mai riuscito ad ottenere una seconda divisione e per questo motivo, con la collaborazione di Diego Ivan, decidemmo di auto impollinare i suoi fiori.
vanda_coerulea_rosea_piantine

La fecondazione andò bene, ma la pianta madre soffrì tremendamente al punto di non produrre più radici e, cosa assai più grave si seccò il fusto vegetativo: dramma!! nel frattempo, Diego diede inizio alle operazioni di semina, quelle che si vedono sono le nuove piantine. Incrociamo le dita e Grazie Diego!! La pianta madre, o quel che rimane, è in incubatrice… forse riuscirà a dar vita a qualche radice, unica possibilità che gli rimane per continuare a vivere. Capite IMG_6470quanto è delicata la situazione! E quanto sarà difficile avere una nuova piantina!

In sequenza dall’alto al basso, le tre foto ci mostrano: 1) – l’impollinazione dei fiori x self. – 2) – la semina e la formazione dei protocormi. 3) – quel che rimane della pianta madre in “incubatrice” per facilitare la formazione di un nuovo apprato radicale.

Circolo “Isabella”, un successo annunciato.

La genesi di una bella idea.

Leggi il post: 21 Giugno, il giorno più lungo: Festa del sole e della Stanhopea

IMG_4926Per l’allegra compagnia riunita in Vicolo Parnasso n°1, il 21 Giugno 2015 a festeggiare il solstizio d’estate fra le orchidee, venne naturale il desiderio di possedere una divisione di quella grande e storica Stanhopea di Villa Albrizzi, carica di profumatissimi fiori. Ed è così che iniziò ad aleggiare fra i presenti, l’idea di dar vita al Circolo dei possessori della Stanhopea, una divisione ovviamente, che di lì a breve sarebbe stata divisa.
Le condizioni “astrali” c’erano tutte; per l’occasione, in Vicolo Parnasso erano giunti molti orchidofili provenienti da varie località Italiane, c’era anche Mauro Cappagli, fiorentino, bonsaista folgorato sulla via delle Stanhopee, e chi meglio di lui poteva coordinare le varie operazioni?
006 Ecco, già il fermento fra i presenti lasciava trasparire la voglia di essere i protagonisti di questa inedita avventura. Si è detto – non una nuova associazione orchidofila – ma semplicemente un gruppo di “buontemponi”, circolo appunto, senza tessere, statuti o quant’altre diavolerie, con l’unico obiettivo di identificarsi con il possesso di un pezzo di storia della botanica italiana: una divisione di quella Stanhopea, sì proprio di quella pianta madre, con tanto di attestato di certificazione.
Bisognava dividerla, ovviamente, e per lasciar tempo alle necessarie operazioni, intanto si decise di raccogliere le prenotazioni e di effettuare le consegne in occasione della mostra orchidofila settembrina di Schio.

attestato_isabellabrindisi isabella

L’appuntamento di Schio è stato un successo oltre le previsioni, ormai siamo più di 25!
Sono molto soddisfatto! Un ringraziamento particolare a Silvia e Mauro, artisti con la “A” Maiuscola, autori della pergamena di autentica, un vero capolavoro da incorniciare.
Il brindisi, come si può vedere nella foto, assume un significato che per me va oltre la gioia del successo; è stata l’occasione “viva” della ripristinata amicizia con Ezio Carbonere, eclettico orchidofilo trevigiano, che inopportune vicende legate alle orchidee avevano offuscato. A una certa età, i valori umani assumono un significato primario e servono poche parole per far sintesi dei sentimenti: Ezio è una persona di cuore e tanto basta.

Cosa si fa ora?
Bella domanda, intanto cominciamo col dire che sono disponibili ancora una decina o poco più, di divisioni, poi, chi vorrà far parte del circolo dovrà mettersi in lista d’attesa per le successive divisioni, ma intanto potrà aderire nella veste di “Aspirante”, titolo che gli consentirà di far parte del circolo.
Giova anche ricordare che Mauro Cappagli, nella sua veste di coordinatore del circolo, ha attivato un’apposita pagina Fb. dove saranno pubblicate tutte le notizie inerenti la vita del circolo, chi lo desidera può seguirla.

Anteprima attività
Isabella_Teotochi_AlbrizziIl segno del successo che un idea suscita nel pubblico è l’interesse che nasce attorno ad essa. Durante la festa in Vicolo Parnasso ed anche a Schio, ci si domandava – ed ora cosa facciamo? – Sicuramente consolidare la data del solstizio d’estate, quale momento di raduno e di festa.
Bene, già si stanno delineando i contorni di una grande festa per il prossimo 21 Giugno. A quanto pare, la Stanhopea ‘ISABELLA’, venuta a conoscenza di altri esemplari presenti in una Villa del vicentino, sta amoreggiando con loro e già si racconta di un suo possibile matrimonio.
In altre parole, per il prossimo solstizio d’estate, appuntamento in una Villa per il “MATRIMONIO DI ISABELLA”, che nessun dorma: musica, teatro, orchidee e peccati di gola.
Seguiranno notizie più dettagliate, intanto sognate, gli isabelliani stanno creando!

Phragmipedium Fritz Schomburg ed i suoi cugini… la saga continua

Non lo si vuole ammettere apertamente, ma la “maledizione” di quel Phragmipedium peruviano, prosegue anche con i suoi primi figli.
Se la scoperta della specie, per così dire, “madre”, e cioè Phragmipedium kovachii ha scosso intere “tribù” di cercatori, di tassonomi e di botanici, le sue prime ibridazioni non sono state da meno a riguardo della rincorsa alle registrazioni.
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Prima fioritura.
L’occasione per rivisitare quella che chiameremo “febbre da Kovachii”, è la prima fioritura nella mia collezione, di una delle prime ibridazioni (Phragmipedium kovachii x Besseae f. flavum).
Non sarà una novità, mi piacerebbe sapere se ci sono altre fioriture in Italia, ma è sempre una bella soddisfazione.
IMG_6366 Nella foto a sinistra: Phragmipedium Fritz Scomburg.
La pianta mi è stata regalata nel mese di settembre del 2009 dal Presidente AIO, Guido Diana, di ritorno da EOC di Dresda. Era piccolina, del resto in quel periodo non ci potevano essere piante adulte: il genitore Phragmipedium kovachii era stato scoperto da sette anni appena.
Nella mia collezione vivevano (e continuano a vivere), già due piante di Phragmipedium kovachii acquistate a padova EOC 2006 in beuta. E’ stato buon gioco per me, coltivare il “figlio” vicino al “padre”, ma il figlio è stato più veloce a fiorire (a proposito, pare che stia preparando la sua prima fioritura anche il P. kovachii).
Per la coltivazione ho dovuto arrangiarmi non avendo paragoni di letteratura, li ho curati alla stessa stregua delle altre specie di Phragmipedium che coltivo da anni.

Dove eravamo rimasti?
Eravamo rimasti alla saga fra Kovach e Cristenson, che seguì la scoperta del Phragmipedium kovachii nel 2002.
Entrambi sono morti, ma la scoperta di questa nuova specie, che li ha visti protagonisti, oltre ad aver sconvolto l’intera orchidofilia mondiale, ha prodotto anche polemiche postume: vediamole.

La storia e i miti.
Nella storia delle orchidee (scarpetta di Venere), ci sono sempre stati dei momenti topici a seguito della scoperta di nuove specie, in particolare Paphiopedilum sanderianum e Paphiopedilum rothschildianum, e più avanti, Paphiopedilum armeniacum e Paphiopedilum vietnamense.
A partire dagli anni 80, le scoperte che hanno lasciato il segno sono state sostanzialmente due: Phragmipedium besseae nel 1982 in Ecuador, rimasto miracolosamente a riposare nella foresta fino ad allora senza essere scoperto dall’uomo pur essendo facilmente riconoscibile per i suoi colori di un brillante rosso – arancio – – (Padre Andreetta racconta di averlo visto molti anni prima, ma non si è fermato a cercarlo perchè lo attendevano nella sua Missione) -, e venti anni dopo, nel 2002 in Perù, la scoperta più sorprendente di Phragmipedium kovachii

Nuovi personaggi e ibridatori.
Fosse stata solo la nuova specie di Phragmipedium a scatenare i sentimenti compulsivi di mezzo modo orchidofilo, no, subito si misero in azione varie schiere di ibridatori e di esperti della genetica per creare suoi incroci.
In questa fase post scoperta, un personaggio degno di nota è Glen Decker. La sua avventura inizia nel maggio del 2003 con l’invito ad andare in Perù per vedere Phrag. kovachii nel suo habitat, insieme ad Harold Koopowitz, PhD, direttore di Orchid Digest. Un viaggio avventura (escursione all’inferno), messo insieme da Isaías Rolando, MD, un orchidofilo peruviano.
E’ in quell’occasione che Glen Decker conosce Alfredo Manrique, che possiede e gestisce un piccolo vivaio di orchidee a Lima, Perù, attrezzato anche di laboratorio. La sua azienda, Centro de Jardineria Manrique, è stata la prima ad essere autorizzata dal Governo peruviano, alla raccolta di cinque piante per puro scopo di conservazione della specie mediante riproduzione.
E’ lì che nasce l’idea di dar vita ad un progetto articolato, rivolto alla propagazione da seme della nuova specie ed alla sua ibridazione con altre specie. Nella partnership entra anche Fritz Schomburg, PhD, di Tropical Propagations, in Madison, Wisconsin.

Fortunatamente, le varie operazioni possono iniziare in tempi rapidi nel laboratorio Manrique a Lima, con la valida collaborazione di Miluzka Damiano, tecnico di laboratorio di Manrique e per l’occasione, responsabile per la cura delle piante madri e delle beute, poi portate negli Stati Uniti, dove Schomburg continuò il lavoro avviato in Perù.
Ed è in questa atmosfera che inizia l’avventura delle prime ibridazioni del Phragmipedium kovachii
Fortunatamente, gli ibridi si sono dimostrati più facili da crescere rispetto alla specie stessa. La cosa più difficile, e nello stesso tempo più emozionante era l’assoluta incertezza dei risultati: nessuno sa che cosa farà.
Dal momento che la pianta usata era rigorosamente sotto il controllo e la supervisione del governo peruviano, le prime ibridazioni sono state fatte in Perù.

Al momento, i permessi per raccogliere, crescere, ibridare e distribuire kovachii e i suoi ibridi, sono stati concessi a due Vivai peruviani di orchidee: il primo è stato Alfredo Manrique del Centro de Jardineria Manrique e l’altro di Manolo Arias Peruflora.

La filosofia delle prime ibridazioni è stata quella di trovare un giusto equilibrio fra la maggiore dote del Phragmipedium kovachii (la dimensione dei fiori), ed il miglioramento della loro struttura, colore compreso; per questo sin da subito si è scelto come compagno di avventura il Phragmipedium besseae o suoi ibridi.
Altro risultato da ottenere con le ibridazioni e stato quello di migliorare la caratteristica di tutti i nuovi ibridi; a differenza di besseae, kovachii produce infiorescenze più brevi e più rigide, che per la maggior
parte viene trasmesso ai suoi ibridi. Questa peculiarità è molto importante in quanto ci dà l’opportunità di creare ibridi che producono fiori più grandi su steli più corti.

Tutto bene? No! Iinziano le solite diatribe per la paternità delle registrazioni.

Ecco cosa scrive su un forum, Glen Deker:
Dear Fellow Slipper Lovers,

I have asked Heather to post this for me … Since I would like to clarify some “facts” and hope to put all the bad blood on the forum behind us all.

First, I would like to say the Piping Rock Orchids is solely owned and operated by me, Glen Decker. The partnerships that are discussed are with Alfredo Manrique, Centro de Jardineria Manrique, Lima, Peru, not Piping Rock Orchids. There are a few agreements in place regarding Phragmipedium kovachii. The first agreement is between Alfredo Manrique, Fritz Schomburg of Tropical Propagations and myself. This agreement allows Piping Rock Orchids in conjunction with Tropical Propagations to sell kovachii and all of its hybrids produced by Alfredo Manrique for the exception of Canada. With this, there is a second agreement with Peter Croezen, Green Canyon Orchids Laboratories, Canada. Peter is a good friend of Alfredo’s and when we made our agreement, it was Alfredo’s wishes that Peter have control of the Canadian market, which we felt and still feel is more then a reasonable request. So, the second agreement is between Alfredo Manrique and Peter Croezen, which extends to an agreement between Green Canyon Orchids and Piping Rock Orchids … basically stating that Green Canyon has all rights to kovachii in Canada. I offer all this information, since it seems that clarification was needed … We all work together when it involves kovachii, but none of us interfere with each others businesses.

The real purpose is to offer some defense to Peter and the information he offers, whether you want to hear it or not, Peter will offer it to you. I have never met Peter and outside of e-mailing with him, is the only thing I know. I could be standing next to him getting coffee and I would not know who he is. My point … from my experience with dealing with Peter … Peter does his homework! I’m not going to go as far as to say that everything he posts is 100% accurate, because we are only human and all are entitled to make mistakes, but generally speaking his information is usually factual to the best of his knowledge and mine. I will tell you that Peter would never maliciously post false accusation just to get a rise from others, however, I do know that his postings can sometimes stir the pot a little, especially if it is something you don’t care to see.

Moving on … Since I brought kovachii into this country, I have been attacked and accused over and over. I have let most of it slide of my back, but sometimes venting is required …

So, here are some “facts” …

– Piping Rock Orchids has 14 legal hybrids growing stateside, with all approved paperwork.
– We flowered the first kovachii hybrid (2/25/07) … kovachii x Saint Ouen = Haley Decker
– We flowered the second kovachii hybrid (2/28/07) … kovachii x besseae = Fritz Schomburg
– Phragmipediums can flower 10 months out of flask
– The first hybrids that we flowered were out of flask 13 months
– Both registrations were approved by the RHS on March 7, 2007
– The first posting of HP’s plant (as far as I know) was on the Slipper Forum on 3/9/07 – two days after the registration was approved. The applications were sent out on 2/28 and the slides for both registration were imprinted right on the slide as 2/28/07 … over a week before HP’s plant was posted.
… HERE IS WHERE IT GOT UGLY …
– It was posted that I, Glen Decker used HP’s photo to register the hybrid of kovachii x besseae
– The accusation was second hand, and the poster retracted his post to wait for further clarification of information, but the damage was done and isn’t going away.
– It doesn’t seem to matter how much information is sent to HP, he is convinced that his picture was used
– I have personally sent HP four e-mails and called him twice to receive one partial message on my answering machine, frankly stating that he didn’t like my e-mails. The first two e-mails were quite civil, but what else did you expect, you accused me of plagiarism!!!
– Since the first two hybrids, he has since flowered three other kovachii hybrids and are presently awaiting approval of their registrations.
– In Redlands, we received our first flower quality award … kovachii x Cape Sunset = Suzanne Decker ‘Piping Rock’ AM/AOS
– Finally, there was the RHS final decision in favor of Piping Rock Orchids on our registration … e-mail attached.

To this point, I have always considered HP Norton a friend, so it surprised and upset me that he would accuse me of stealing the picture of his plant. My first couple e-mails to him was as a friend and I placed no blame on him for his actions, but blamed Monolo Arias for feeding him (HP) bad information. However, as time has gone by, I find that only three weeks ago (+/-) he was in Pittsburgh speaking of the situation and continuing to accuse me of wrong doing. I was approached by three different people in Redlands about HP’s accusations only last week. So, am I to stand here idle while being accused by a man who many think can do no wrong … well, the answer is NO and I have waited three months for it to go away. All correspondence with the RHS have also been sent to HP, so HP is up to date with the findings from the RHS validating my registration, however it seems that he refuses to acknowledge it. It was requested that the slide I used to register my hybrid be sent to Arias, and I gave permission for the RHS to do so. If HP has any further question, he can contact Monolo and see it for himself. As much as an apology would have been nice from either HP or Monolo, it is not expect nor do I think I will ever get.

Finally, I hold no ill feelings from anyone who has attacked me … I’m a big boy, so for the sake of being civil with each other, the forum should be an avenue for all slipper orchid lovers to converse freely, whether you like the subject matter or not.

“Can’t we all just get along”

Thank you, Glen.

Ed ecco la precisazione di: Julian Shaw
Orchid Registrar
Royal Horticultural Society

Dear Colleagues

I am writing to let you know the results of our discussions and investigations concerning your hybrids involving Pharg. kovachii.

As you both have indicated that there is no dispute over the registration of Phrag. Haley Decker (kovachii x Saint Ouen) I intend to publish this registration in the next list.

The disagreement appears to be over the registration of kovachii x besseae as Phrag. Fritz Schomburg.
As I understand it, there seem to be two mains points of contention 1. the date of application and 2. who owns the plant in the photographs.

1. With regard to the date, the application from Piping Rock was both posted and received at this office before the application from Peruflora. We always go by date priority for registration in cases such as this where two or more applications compete for the same hybrid.

2. Having examined both sets of photographs, I (and the independant reviewer) both agree they are of different plants taken on different dates. The photograph as was supplied by Peruflora and which appeared on the web is not the same plant that appears in the colour slide from Piping Rock.

Further to this both the e-mail from INRENA forwarded to me and the copies of CITES permits which we have examined show that both hybrids originated in Peru and are legitimate.

Both names proposed have been with the consent of the Peruvian originators.

In view of these findings I can see no reason to reject the application from Piping Rock to register kovachii x besseae as Fritz Schomburg.

I would like to obtain the agreement of both parties to this conclusion.

At the RHS Orchid Registration we try to be impartial and fair when disputes arise, as they occassionally do over such registration cases as this. We (the registrar and external reviewer) have examined all the claims and evidence presented to us and come to the same conclusions.

I would like to suggest that the images of the hybrid kovachii x besseae supplied by Piping Rock, be made available to Peruflora, that it may be evident a different plant is involved, and that consequently this disagreement might be resolved, in order that we can all continue to work together to grow and register interesting orchid hybrids.

I take this opportunity to extend my best wishes and greetings to the parties involved.

Yours sincerely

Julian Shaw
Orchid Registrar
Royal Horticultural Society

Storia di: Phragmipedium Fritz Schomburg (kovachii x besseae)
3/7/2007 – Piping Rock Orchidee / Alfredo Manrique.

IMG_6379La prima fioritura di Phragmipedium Fritz Schomburg avviene due o tre giorni dopo quella di Phrag. Haley Decker
Solo una pianta, però, e nemmeno tanto bella, ma sufficente per poterla registrare alla RHS. Ironia della sorte, la concorrenza, H.P. Norton della Carolina del Sud, coltivatore eccezionale di Phragmipedium, ha avuto ottimi risultati con beute ottenute da Peruflora, ma il nome a questo ibrido spetta alla Piping Rock Orchidee di Glen Decker.

IMG_6376Nelle foto si possono vedere la dimensione del fiore e della pianta nella sua prima fioritura nella collezione “Rio Parnasso” di (Phragmipedium kovachii x besseae f. flavum).

Questo ibrido è stato realizzato con Phrag. besseae nella sua forma flavum. Il colore può essere molto variabile: da arancione a rosso per il tipo, e colori pastello per il flavum. La dimensione del fiore varia da 9 a 12 cm. Le qualità appariscenti del fiore sono la sua sostanza e consistenza velutata.