Storie di orchidee: “The lost orchid”

In qualsiasi collezione di orchidee esotiche c’è sicuramente qualche figlio della famosa Cattleya labiata. Gli ibridi ad essa collegati sono più di dodicimila.
Quando questa orchidea fece la sua comparsa sulla scena, cambiò radicalmente il collezionismo mondiale e diede inizio ad una delle avventure più intense della storia dell’orchidofilia – un’avventura che portò all’introduzione di un intero gruppo di specie dal fiore grande color lavanda, che avrebbe dominato il mondo delle orchidee e la percezione del pubblico orchidofilo, per i successivi 150 anni.

cattleya_labiata_stampaCattleya labiata Lindley 1821
Il nome al genere Cattleya è stato dato in onore del coltivatore inglese Sir William Cattley da Barnet. Sir William Cattley era un collezionista di felci tropicali, che si faceva spedire da vari Paesi coloniali. Fu in occasione di una spedizione del signor Swainson che ricevette anche delle nuove orchidee. Così, dopo il rinvaso di tutte quelle piante dalle strane sembianze, nell’autunno del 1819, nelle serre di Cattley, comparvero dei fiori che nessuno prima di allora aveva mai visto.

Nel 1817, il signor Swainson inviò diverse piante simili, anche ai Giardini Botanici di Glasgow, dove fiorirono in seguito, ma il botanico John Lindley (8 febbraio 1799 – 1º novembre 1865), pubblicando nel 1821, la descrizione di questa nuova ed affascinante orchidea, nel libro “Collectanea Botanica”, la nominò Cattleya labiata ‘ autumnalis’ – Cattleya nome di genere, labiata epiteto della specie, ad evidenziare il labello impressionante del fiore e ‘autumnalis’ per il suo periodo di fioritura -, e, con pochi tratti di penna, immortalò per sempre William Cattley nel mondo delle orchidee.
I misteri ed i racconti attorno ai fatti di allora, occuparono molte pagine delle riviste specializzate ed alimentarono discussioni fra raccoglitori e collezionisti di piante tropicali dell’epoca.
La storia più colorita racconta che William Cattley, coltivatore e collezionista di felci tropicali ricevette da William Swainson uno stock di piante raccolte in Brasile, avvolte da strane foglie turgide, che Cattley sistemò fra i bancali della sua serra. Con sua sorpresa dopo qualche tempo scoprì che le strane foglie producevano dei grandi fiori molto appariscenti, erano i fiori della Cattleya labiata.

Il mito della nuova orchidea
Il mito dell’orchidea fiorita incidentalmente fu alimentato anche dal racconto “THE LOST ORCHID.” a pag. 173 del libro di Frederick Boyle (1893) dal titolo “ABOUT ORCHIDS A CHAT”
Probabilmente con quel racconto Boyle intendeva ironizzare sul fatto che il raccoglitore William Swainson non avesse colto l’importanza di quella pianta, né sapesse o volesse spiegare dove era stata trovata; più tardi Swainson raccontò che quelle strane piante forse erano state raccolte in altri luoghi da uno sfortunato cercatore morto a Rio e successivamente usate per proteggere le felci da spedire in Europa.
Effettivamente, nel 1893 nessuno sapeva ancora dove era stata trovata la strana orchidea, ma quell’assurda storia raccontata da Boyle fu presa molto sul serio dai produttori del tempo.
Solamente sul finire del dicianovesimo secolo, quando fu pubblicato il resoconto di un viaggio effettuato da Swainson attraverso il Brasile tra il 1817 ed il 1818, si fece chiarezza degli avvenimenti.
Swainson raccontò che quelle piante le scoprì in Pernambuco e non a Rio de Janeiro. In quell’occasione, vedendole in piena fioritura le descrisse a William Cattley che manifestò di gradirle. Furono inviate successivamente a Barnet e William Cattley se le prese in cura e le fece fiorire alcuni anni dopo.

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