Ultima cena, pardon… ultimo snack da Guido

foto_ direttivo_ FIO_del_ 13_giugno_2012Foto d’epoca? No, recentissima.

Eccolo il futuro delle orchidee in Italia. Tutti a casa mia sotto l’albero delle orchidee, dopo aver mangiato e ben bevuto. Ma sarà una foto di qualche anno fa – dirà qualcuno di voi. No, eravamo a metà di Giugno 2016.
Chi sono? Il manipolo di Vistorta, verrebbe da definirli, vediamo perché. Da quando è stata scattata la foto ne sono successe di tutti i colori: fra tutte, il “tribunale” delle inquisizioni attivato per mettermi fuori dall’Associazione che ho fondato: la FIO.
Dio mio, vien da dire!
-Ma come –, esclama Delfo (un socio amico mio), –la FIO l’hai fatta tu – ti sei anche messo da parte, per lasciar posto ad un manipolo di ex (ex Presidente ATAO defenestrato, ex cocio ATAO, ex soci AIO compreso VP.) ed hai anche sponsorizzato due giovani leve“NO! Delfo” lo interrompo – “Non ho sponsorizzato proprio nessuno, sia chiaro, altri sono stati i supporter che hanno portato alla Presidenza della nuova Associazione, una persona a digliuno di orchidee e di rapporti con l’intricato mondo dell’orchidofilia italiana, e come vedi, questi sono i risultati: Consigli direttivi fantoccio, messi in scena solamente per togliermi dai piedi”-

Azioni folcloristiche e inquietanti.
Ad esempio risuona sinistra la riunione “carbonara” dei 5 consiglieri dimissionari con presente il Presidente. In quell’occasione si è consumata una delle più maldestre ed illegittime azioni: davanti alle pizze bollenti in una pizzeria del bellunese, i 5 dimissionari ritirano le “irrevocabili” dimissioni e deliberano di cacciarmi dalla Associazione.

Elfo si incazza
Quando e perchè sei stato cacciato – domanda Elfo – “pare il 14 di Agosto, per indegnità” puntualizzo, ” ma che cazzo vuol dire per indegnità, tu indegno di che cosa! E poi, senza uno straccio di regolamento!!” impreca Elfo, visibilmente incazzato – “Cosa significa indegno” continua il socio – “Non lo so amico” – obbietto -, “proprio non lo so.-

-Ad ogni buon conto, caro Delfo, la mia dignità non è nelle disponibilità di sifatti personaggi, di me, orchidofilo, parla la mia storia, i premi e tutto quel mondo dell’orchidofilia che mi rispetta e mi stima-.
Nel gruppetto dei congiurati c’è anche questo gran signore che così si esprimeva pubblicamente sui social:
“L’uomo G.
E’stato piacevole notare come una associazione di coltivatori di orchidee come l’ATO abbia conferito a Guido De Vidi la tessera di Socio Onorario. Sembra di parte fare queste osservazioni, ma appare doveroso il riconoscimento dato ad un Icona dell’orchidofilia Italiana; forse anche qualcun altro dovrebbe ricordare…..
Credo trattarsi di uno dei più competenti coltivatori italiani che aggiunge alla passione grande capacità, cultura ed esperienza, che affascina ed avvicina sempre nuovi proseliti.
Ha inventato l’associazione triveneta, ha riunito in un club diversi collezionisti di orchidee, ha cercato di valorizzare l’associazionismo italiano a cui ha aggiunto lustro esponendo le sue piante ai vari EOC vincendo moltissimi premi ed ha dato il là, alla formazione di una nuova Federazione italiana Orchidee che lo ha riconosciuto come Presidente onorario. Persona autentica e istintiva ha sempre lottato contro il sistema cercando di cambiarlo e spesso nel suo blog esprime e manifesta con chiarezza il proprio pensiero . Un grande dell’orchidofilia Europea!”

Questo grande mio estimatore qualche giorno più in là era tra i congiurati del 14 Agosto: tipico esempio di sdoppiamento alla “dottor Jekyll e Mr. Hyde” … si dirà.

Presidenza
La sequenza e le modalità comportamentali del Presidente di un CD decaduto e quindi inesistente sono a dir poco sconvolgenti e disarmanti allo stesso tempo.
Uno dei motivi della mia scomunica è stata la mia proposta di dimissioni del CD per dare la parola ai soci .

Apriti cielo: “Noi non siamo dei pagliaccetti” fu la reazione. Ora, ovviamente dopo avermi messo inauditamente fuori dall’Associazione ci si imbatte in una strana ed impossibile convocazione di Assemblea straordinaria dei soci alle sette di sera di un venerdì di settembre, casualmente alla vigilia della mostra di Schio. Con all’ordine del giorno: rinnovo delle cariche sociali.
– Dove è convocata l’Assemblea – chiede Delfo -“In una sperduta landa del sacilese, nelle stanze dell’azienda agricola del Conte Brandolini”-preciso io. …. -“nooo, in una casa privata”- scalpita Delfo – , … alle sette di sera di fine settembre, in mezzo alle brume delle colline della pedemontana basso friulana, quasi la trama di un film horror.
E sì caro Delfo, proprio un film horror, ma a qualcuno serve.

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