ORCHIDEE PER I NOSTRI EROI: Europa in pace per noi


Vivere in pace.
Questa Europa, massacrata, spesso usata per fini di mero interesse elettorale, e quando va bene – a torto o a ragione – snobbata, dovrebbe farci riflettere sulla grande fortuna della pace, che gode la nostra generazione di italiani in Europa Unita: 70 anni senza guerre!
Purtroppo non tutte le parti del mondo sono in pace ed allora teniamocela stretta questa lunga parentesi serena.
Guerra e Pace
E’ già passato più di un secolo dall’inizio della prima guerra mondiale, poi venne anche la seconda, e soprattutto dalle mie parti (Treviso e zone rivierasche del fiume Piave), che sono state teatro di massacri e di eroismi, capita spesso di assistere a commemorazioni del centenario, davanti ai numerosi monumenti ai caduti.
Parcheggi la tua auto negli spazi pubblici della sede del Comune, butti l’occhio distratto verso l’immancabile Monumento ai Caduti e inizi a leggere la lista più o meno lunga dei nomi e cognomi di giovani… caduti per la Patria (si legge) e ti pare quasi normale arredo urbano, ed invece quella stele è lì a ricordarti altra storia, tempi di guerre, e di tragedie.

I luoghi e la storia
Nei luoghi epici di quelle battaglie, ora crescono tante orchidee: orchidee per i nostri eroi, ecco il racconto.

Nella notte tra il 26 ed il 27 ottobre 1918, sotto la pioggia battente, reparti di Arditi della prima Divisione d’Assalto, partendo dal Montello, attraversarono su precari ponti di barche, il Piave in piena e misero piede su un banco di sabbia, fortificato e difeso ad oltranza dagli Honvéd dell’undicesima Divisione Austroungarica.

barche-sul-piaveLa battaglia fu cruenta e costituì una fase decisiva nel contesto della Battaglia di Vittorio Veneto che portò al vittorioso epilogo della Grande Guerra. Quel lembo di terra sabbiosa, intrisa del sangue di tanti Eroi di entrambi gli schieramenti, in seguito prese il nome eloquente di “Isola dei Morti”.
L’Isola dei Morti, una superficie in mezzo al fiume Piave, territorialmente nel Comune di Moriago della Battaglia, il cui nome, purtroppo reale e tragicamente realistico richiama al macabro ritrovamento, nei giorni immediatamente successivi alla Battaglia finale, di migliaia di corpi senza vita di Arditi italiani, trascinati qui dalla corrente oppure colpiti dai proiettili austro-ungarici mentre cercavano di raggiungere l’altra sponda. Erano gli ultimi giorni di guerra.
Luoghi che tutti dovremmo visitare per capire l’orrore della Guerra e il dramma di questi poveri soldati, a volte appena 18enni come i “Ragazzi del 99”, mandati al massacro per difendere un Italia appena conosciuta, più spesso per difendere la loro Terra.
Luoghi di Storia e Silenzio, dove raccogliersi e dedicare Loro un pensiero. Un’intera generazione di vite falciate di europei, giovani e meno giovani.
isola dei morti_cippoOggi la località è stata adibita a parco e zona verde, con un cippo commemorativo, dedicato agli Arditi caduti, e l’attigua Chiesetta consacrata alla Madonna del Piave.
Nell’ambito di una ricerca curata da Luisa De Savi, iniziata alcuni anni fa dal gruppo naturalistico Sperciglanus, sulla presenza ed entità delle orchidee spontanee del Veneto, con particolare attenzione ad un’indagine accurata della sponda sinistra del Fiume Sacro alla Patria, è stato agevole ‘approdare’ all’Isola del Morti.
La zona si trova a circa due chilometri e mezzo a sud di Moriago della Battaglia su terreno erboso a substrato calcareo, formatosi dalle alluvioni del Piave. Il paesaggio vegetale è molto variabile e possiamo incontrare degli ambienti molto diversi caratterizzati all’alternanza di entità vegetali e floristiche.

Dai viali realizzati a raggerà con vertice il piazzale monumentale, si passa alla pineta incolta o al boschetto di latifoglia, per imbatterci poi in aree umide e, successivamente, in prati semi aridi, dove abbondano le Stipa eriocaulis (Lino delle Fate) che localmente vengono chiamate “mamai” ed alle quali viene dedicata un’annuale festa primaverile.

La ricchezza e la variabilità di questo habitat ha permesso l’evolversi di ben ventuno specie di orchidee, fatto estremamente eccezionale per un territorio, tutto sommato, abbastanza limitato.
Ophris-apifera-subsp.-tilavNei boschi ombrosi possiamo riconoscere la Neottia nidus-avis, il Limodorum abortivum, tra le poche orchidee prive di clorofilla, e la Listera ovata, volgarmente chiamata Giglio verde. Ai lati dei viali si rinvengono le Cephalatera, nelle forme tipiche Damasonium e longifolia e le comuni Platanthera chiovanta e bifoliaOphrys apifera subsp. tilaventina (foto a sinistra)

Nei prati soleggiati vegetano l’Anacamptis piramidalis, la Gymnadenia conopsea e le Orchis tridentata e coriophora. Nei radi boschetti di latifoglia troviamo l’Orchis militaris e la Dactyihoriza fucsi, qui rara, altrove molto comune, ed ai loro margini la precoce Orchis morio e le tardive Epipactìs helieborine, muelleri ed atrorubens, mentre la zona umida ospita l’Epipactis palustris.

Ophrys-fuciflora-(holosericMa le vere principesse di quest’insolito regno, sono le splendide Ophrys che possiamo contemplare un po’ ovunque e che ci ammaliano con le loro forme fastose e gli incantevoli colori. Così accanto all’Ophrys insectifera, detta Fior mosca per la forma del suo labello e all’Ophrys apifera, chiamata comunemente Vesparia, incontriamo abbondantissima l’ Ophrys fuciflora (holoserica). Ophrys fuciflora (holoserica)vera ed incontrastata star di questa sfilata di dive.

All’ Isola dei Morti, riveste notevole importanza scientifica il secondo ritrovamento, in ambito mondiale, di una nuova sottospecie di Ophrys apifera, chiamata O. tilaventina, dall’antico nome latino del fiume Tagliamento (Tilaventum), presso cui fu rinvenuta per la prima volta, in provincia di Pordenone.
Questo esplodere incontrastato di meravigliose entità floristiche nella pace di questo luogo consacrato, potrebbe farci ipotizzare che Madre Natura abbia anch’essa voluto rendere omaggio ai nostri Caduti con quanto di meglio previsto dal suo …repertorio.

Aggiornamenti a piè di pagina 19.11.2016:

Luisa De Savi, precisa su Fb. – Grazie Guido per aver condiviso un mio vecchio articolo; volevo chiarire che la situazione attuale è leggermente diversa: alcune specie non ci sono più, mentre sono comparse delle sottospecie e varietà molto interessanti e rare. Vedrò di redigere un aggiornamento.-

Ciao Luisa, ho visto le foto che hai postato, bellissime! Con il tuo permesso le condividerò a piè di pagina di questo post su orchids.it – ti chiedo la cortesia di organizzare un articolo di aggiornamenteo sulle tue ricerche nell’isola: ho in mente di far stampare una rivista (numero unico) da divulgare nel prossimo mese di marzo a Pordenoneorchidea in fiera, e un bel servizio aggiornato sarebbe veramente importante.

Le foto di Luisa:

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Foto a sinistra: Moriago della Battaglia (TV) Isola dei Morti 27 05 2016
Ophrys apifera var. aurita (Moggr.) Gremli 1887.

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Foto a destra: Ophrys apifera var. tilaventina Nonis & Liverani 1997
Moriago della Battaglia (TV) Isola dei Morti
14 05 2016.

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Foto a sinistra: Moriago della Battaglia (TV) Isola dei Morti 27 05 2016
Ophrys apifera var. fulvofusca M.P. Grasso & Scrugli 1987.

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Foto a destra: Ophrys holosericea ssp. untchjii (Schulze) Kreutz 2004
Moriago della Battaglia (TV) Isola dei Morti 14 05 2016.

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