Cattleya percivalliana, un regalo per Natale.

Un regalo di Natale che può accendere passioni.
Se vivessimo in un altro Paese e magari – se la vita fosse un gambero – e potessimo tornare indietro nel tempo, al posto della “stella di Natale”, potremmo portare in regalo alle persone care, una bella pianta di Cattleya percivaliana, un’orchidea per natale.
Bisognerebbe tornare al 19° secolo con le sue continue e febbrili scoperte di nuove specie di orchidee ed immaginare di vivere nell’Inghilterra Vittoriana o più in generale i quei Paesi dove imperversava la febbre del collezionismo e della coltivazione delle orchidee.
A volte però, al mal capitato collezionista contemporaneo di orchidee, può anche capitare che in attesa del Natale, ci sia qualche sorpresa; là, alto nella serra, al posto di quella che doveva essere una specie di Epidendrum ciliare (così appariva nel cartellino inspiegabilmente con nome sbagliato) si possa ammirare una deliziosa Cattleya percivalliana.
“Il più bel regalo che un collezionista di orchidee possa fare ai suoi nipoti lontani”, – ho escalamato vedendola – Quando la neve cadrà e si illumineranno le luci di Natale…

Christmas Lights

…”La notte di Natale, un altro scontro.
Le lacrime che abbiamo versato sono diventate un diluvio,
ha tutti i tipi di veleno in me,
Di veleno nel mio sangue.

Mi sono incamminato verso Oxford Street,
Cercando il giusto o sbagliato.
Andandomene via da quelle finestre ….,
Ma non posso credere che lei se ne sia andata.

Quando sei ancora in attesa della neve,
Non sembra per niente Natale.”….
…Ohh Luci di Natale,
Illuminano le strade.
Accendono i fuochi d’artificio in me.
Possano tutti i tuoi problemi presto scomparire.
Ohh Le luci di Natale continua a risplendere.

Storia, storie, della Cattleya percivalliana.
Il tassello mancante per i coltivatori di orchidee
Cattleya percivaliana [Rchb.f] O’Brien 1883.
Nativa del Venezuela, era chiamata “Flor Del Libertador” per il fascino che procuravano i suoi fiori a “Simon Bolivar” famoso eroe sudamericano. Conosciuta anche come orchidea di Natale.
Questa specie appare sulla scena del mondo orchidofilo abbastanza tardi rispetto alle già famose Cattleya mossiae, Cattleya trianaei, Cattleya warscewiczii e Cattleya lueddemanniana.
A fine anno del 1881, in Europa giungono notizie della scoperta di una nuova Cattleya fiorita a Dicembre.
Mancava proprio una specie che fiorisse a Dicembre e con l’annuncio della nuova scoperta, Frederick Sander della ditta inglese Sander’s Ltd. poteva finalmente affermare: ora abbiamo Cattleye fiorite tutto l’anno.
L’entusiasmo iniziale durò poco. Allora, i fiori di Cattleya dovevano essere grandi per essere graditi e le prime fioriture di Cattleya percivaliana, in coltivazione nelle serre europee ed americane, furono deludenti: le dimensioni dei fiori erano la metà delle altre specie in coltivazione. Sir Trevor Lawrence, presidente della Royal Horticultural Society rimproverò Frederick Sander accusandolo di aver divulgato notizie fuorvianti, e declassò la nuova specie a varietà minore della già nota C. mossiae
Cattleya percivaliana è stata scoperta da William Arnold, un raccoglitore di orchidee per conto della Sander Ltd., in occasione di una sua spedizione nella cordigliera del Venezuela (vicino al lago di Maracaibo) ad altitudine di 1300 metri sul livello del mare. Nel dicembre del 1881, Arnold informa Sander di aver trovato una bellissima Cattleya, che con molta probabilità poteva essere una nuova specie.
Invia alcune piante a Sander: 20 in Inghilterra e 10 negli Stati Uniti. Quando le piante arrivarono, Federick Sander invitò suo amico, il botanico H.G. Reichenbach a descrivere il nuovo materiale erbario pervenutogli.

Reichenbach, la cui personalità non era delle più facili, presentò formalmente C. percivaliana il 17 giugno 1882 in The Gardeners’ Chronicle (page 796). Nella sua descrizione, Reichenbach si lamentava che aveva a disposizione poco materiale botanico: solo 20 fiori secchi, due piante non fiorite, e alcune note di Federick Sander su cui basare le sue osservazioni.
Il non più giovane Reichenbach, non se la sentì di descriverla come nuova specie. La nominò solamente come una varietà di C. labiata.
Federicck Sander andò su tutte le furie: con quella descrizione le sue piante perdevano metà del loro valore commerciale.
Ad ogni modo Reichenbach, riconoscendo in quelle piante un tasso di novità, nomina questa nuova Cattleya in onore di Mr. R.P. Percival di Clevelands, Birkdale Road, Southport, Inghilterra. Percival era un collezionista privato, conosciuto nel mondo orchidofilo del tempo come “il geniale orchidofilo amatoriale di Birkdale”.
Solamente l’anno seguente James O’Brian, scrivendo in The Gardeners ‘Chronicle, rimedia ed eleva a rango di specie la nuova Cattleya già descritta da Reichenbach come variante di C. labiata. Grande soddisfazione di Sander – non sappiamo quanto spassionata – a tal punto che C.percivaliana è la prima Cattleya raffigurata nel suo famoso libro di orchidee, Reichenbachia.

Reichenbachia
Heinrich Gustav Reichenbach (Lipsia, 3 Gennaio 1823 – Amburgo, 6 Maggio 1889) divenne autorità mondiale in materia di orchidee, nel 1865 dopo la morte del suo amico John Lindley, ‘padre dell’orchidologia’.
Il grande erbario e la fornitissima biblioteca accumulati durante gli anni di studio di Reichenbach, trovarono posto al ‘Museo Naturhistorisches’ a Vienna, Austria (anziché al Kew Gardens), a condizione che rimanessero segretati per 25 anni dopo la sua morte. Reichenbach probabilmente ha agito in questo modo a causa di un evento a lui poco gradito: la nomina di Robert Allen Rolfe, un autodidatta esperto di orchidee, come primo tassonomista a Kew. La secretazione per 25 anni dopo la sua morte, Reichenbach l’ha richiesta quale protezione dei suoi lavori dalla moda imperversante di quel tempo per le orchidee: temeva che andassero distrutti o dispersi. Queste scelte sono state rispettate, ma nel mondo della botanica hanno provocato un gran numero di descrizioni doppie o multiple, risistemate solo successivamente.
Nel 1886, Federick Sander commissiona a Henry George Moon (1857-1905), pittore botanico, la realizzazione di 192 tavole acquerellate di orchidee con le descrizioni di Reichenbach. Questi disegni occuparono altrettante copertine di Reichenbachia la nota pubblicazione mensile, la più completa fonte di riferimento sulle orchidee.

Percival
A differenza di tante persone i cui nomi figurano nella nomenclatura delle orchidee senza particolari meriti di coltivazione, Percival prese sul serio l’onore assegnatogli da Reichenbach e quando questi lo criticò per aver enfatizzato eccessivamente la Cattleya con il suo nome, Percival, per rassicurare il famoso botanico e per testimoniargli la bellezza della Cattleya a lui dedeicata, non esitò ad inviargli un mazzo di fiori dei suoi migliori cloni di C. percivalina.
Percival espose C.percivaliana in varie mostre e nel 1884 ottenne due FCC/RHS Royal Horticultural Society.
Federick Sander, grande sponsor – si direbbe oggi – della C. percivaliana, sosteneva che anche un ragazzo con gli occhi bendati poteva individuare questa specie, seppur nascosta fra centinaia di altre orchidee, perché “la sua fragranza è unica e devi solo odorarala una volta, per essere in grado di identificarla per sempre”.
La fragranza dei fiori di C. percivaliana è piccante, conquista le papille olfattive con quel piccante piacevole, unico e desiderabile.
Un’altra importante caratteristica di identificazione della C. percivaliana è il colore intenso del labello, paragonato da Reichenbach a “un tappeto persiano, in cui prevalgono colori smaglianti.”

I grandi fiori di Cattleya
Nella prima metà del ventesimo secolo andavano di moda i grandi fiori di Cattleya, confezionati a fiore singolo. Purtroppo C. percivaliana, produceva fiori troppo piccoli, e non incontrò molto successo come pianta da fiore reciso. Solo qualche clone, ad esempio C. percivaliana ‘Summit’, AM-FCC/AOS è stato coltivato per i fiori recisi.
Invece come pianta in vaso, C. percivaliana era ed è ideale per essere regalata fiorita in occasione delle festività natalizie.

Coltivazione
Cattleya percivaliana è una specie assai facile da coltivare e cresce vigorosamente senza grossi problemi. In natura è endemica a quote relativamente alte da 1300 a 2000 metri.. Spesso vive sulle roccie come pianta litofita e sopporta una notevole esposizione del sole.
In serra, per evitare la bruciatura delle foglie è consigliabile una leggera ombreggiatura estiva (30-40%). Eventuali rinvasi è consigliabile farli in primavera, quando le piante sono in crescita attiva.
Cattleya percivaliana cresce vigorosamente, compatta e produce pseudobulbi di piccola dimensione, tutte caratteristiche morfologiche ideali per produrre in breve tempo degli splendidi esemplari.

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