Dendrobium azureum, l’orchidea blu che forse non esiste più

L’orchidea blu di Evelyn Cheesman
Dendrobium azureum Schuit 2013.
Una delle tante storie di orchidee perdute, che non ha ancora scatenato la febbre della raccolta in situ, e che forse non si riuscirà più a riscoprire.
Non posso iniziare il racconto senza pensare all’amico collezionista di Dendrobium, Marco Tonnarelli e già lo vedo a prenottare il primo volo per la Nuova Guinea.

Dendrobium azureum è stato scoperto nel 1938, ma è rimasto a riposare nell’erbario del Museo di Storia Naturale a South Kensington (LONDRA), dentro un cassetto, montato su un telaio ma senza nome e comunque non classificato, a parte il suo genere o raggruppamento di specie, fino a qualche anno fa quando un ricercatore di orchidee del Kew (André Schuiteman), analizzando i resoconti cartacei dell’entomologa Evelyn Cheesman, presenti al Museo, ebbe la sorpresa di scoprire delle interessanti novità.
Racconta André Schuiteman: “Per scoprire una nuova spettacolare specie di orchidee endemica solo in isole remote e ricoperte di giungla, non è sempre necessario andare in quei luoghi. A volte basta una breve corsa sulla metropolitana di Londra” – e André ancora aggiunge – “Durante la scansione di materiale essiccato di specie di Dendrobium non identificato proveniente dalla Nuova Guinea, nell’erbario del Museo di storia naturale di Londra, mi sono imbattuto in due fogli su cui erano montati esemplari dall’aspetto insignificante. Ma quando ho letto le loro etichette scritte a mano, si sono rivelate degne di essere viste più da vicino.

LA SCOPERTA
L’intrepida Miss Cheesman, scrisse di aver trovato l’orchidea abbarbicata su di un albero in una foresta muscosa sul Monte Nok, un vulcano spento sull’isola di Waigeo, appena al largo della punta occidentale della Nuova Guinea. I fiori, specificò, erano un ‘blu profondo’.

Pochissime orchidee hanno fiori blu e la maggior parte di esse sono specie terrestri, pensò André. Questa era un’epifita – cresceva sugli alberi – l’orchidea era una specie di Dendrobium e i suoi parenti più stretti hanno fioriture scarlatte. I dubbi si inpadroniscono di André al punto da fargli dubitare che il blu descritto fosse veramente blu –“Ho pensato che forse il blu non era davvero blu – molti orchidofili chiamano le cose blu quando intendono malva o viola”. Ma a un’osservazione più attenta, i fiori essiccati sembravano grigiastri, piuttosto che marroni come i fiori secchi delle specie affini.
Se l’orchidea aveva davvero fiori blu cielo, allora era probabile che fosse una specie non ancora descritta, così André approfondì le sue ricerche e fu felice di scoprire che Miss Cheesman raccontava della sua spedizione sul Mount Nok, anche nel suo libro “Cheesman, E. (1949). Serpenti a sei zampe in Nuova Guinea George G. Harrap e Co. Ltd., Londra, Sydney, Toronto e Bombay. 281 pp.”
A p. 72 del libro descrive mentre si arrampica fino alla cima del monte Nok:
…”Spingendoci attraverso la macchia, si sono imposti alla nostra attenzione bellissimi spruzzi di orchidee, quasi a strofinarci la faccia. Più avanti dovevamo muoverci sotto un tunnel di felce rampicante, e poi ancora orchidee sugli alberi con l’umidità che gocciola continuamente sulle frange del muschio. Grandi grappoli di un fiore leguminoso come l’acacia bianca si affievolivano da piccoli alberi. C’erano fiori color crema, limone pallido e orchidee blu brillanti, ma i colori arancione e scarlatto predominavano, fiammeggiando fuori dal verde.”

Le “orchidee blu brillanti” menzionate nel racconto indubbiamente si riferiscono a D. azureum, mentre tra le orchidee “arancione e scarlatto” vi sono Mediocalcar uniflorum e altre specie di Dendrobium che dovevano essere identificate.
Guardando di nuovo l’esemplare, André nota che i fiori essiccati avevano una strana sfumatura bluastra, piuttosto che una delle tante sfumature di marrone che si vedono di solito in vecchi esemplari di orchidee secche. Questo sembrava confermare che i fiori fossero stati davvero blu.
Le etichette rivelavano che gli esemplari erano stati raccolti da L.E. Cheesman il 17 giugno 1938 sulla cima del Monte. Nok, un vulcano spento sull’isola di Waigeo, davvero remota e ricoperta dalla giungla, al largo della punta occidentale della Nuova Guinea.

LA DESCRIZIONE
André Schuiteman chiede in prestito il materiale osservato al Museo di Storia Naturale onde poter esaminare più dettagliatamente i due esemplari di Cheesman. È pratica comune tra i principali erbari del mondo inviare gli esemplari in prestito gli uni agli altri, in modo che gli esperti tassonomici interessati possano prendersi il loro tempo per studiarli in dettaglio. Dopo un esame approfondito e un confronto con la grande collezione di esemplari di Dendrobium nell’erbario di Kew, Schuiteman giunge alla conclusione che il Dendrobium di Cheesman era in effetti una specie non descritta, anche se probabilmente è strettamente correlata a D. oreodoxa , una specie della Nuova Guinea dai fiori scarlatti. La nuova specie è stata descritta nel 2013, nominandola Dendrobium azureum (Schuiteman, 2013).

CHI ERA LE CHEESMAN
Lucy Evelyn Cheesman (1881-1969) era un’entomologa britannica. Prima curatrice femminile allo zoo di Londra, è diventata successivamente un’esploratrice freelance.

Evelyn Cheesman fece diverse spedizioni in Nuova Guinea e isole circostanti negli anni 30 del secolo scorso, scrisse sedici libri, molti, raccontano i suoi viaggi. Uno di questi, dal titolo pittoresco “Serpenti a sei zampe in Nuova Guinea” (Cheesman, 1949), descrive il suo viaggio nell’isola Waigeo (‘Waigeu’) del 1938 e il suo lavoro in Nuova Guinea.

DENDROBIUM AZUREUM, l’orchidea perduta?
Foto tratta da Internet.
Pare proprio che, D. azureum non sia mai stato raccolto di nuovo. Tre ricercatori che hanno visitato l’isola di Waigeo nell’ultimo decennio (Campbell Webb, Iwein Mauro e Sebastian Schmidt) non sono riusciti a vederlo. Può darsi che l’habitat di endemismo di Dendrobium azureum sia limitato al Monte Nok, o comunque agli areali di alta montagna (800-1000 metri) spesso ricoperti di nuvole.

La permanenza di D. azureum sul Monte Nok dipenderà dal mantenimento del suo habitat e dei suoi impollinatori, eventi che potrebbero subire pressioni dovute alla deforestazione, agli incendi boschivi e ai cambiamenti climatici. Poiché l’isola di Waigeo è situata nella più varia ecoregione marina del mondo, ed è essa stessa sede di una cospicua fauna endemica, come il Red Bird-of-Paradise (Paradisea rossa), sembra necessaria una rigorosa protezione delle foreste rimanenti.
Non si sa nulla degli impollinatori di D. azureum. Specie strettamente correlate (D. oreodoxa, D. lawesii, D. subclausum) sono probabilmente tutte impollinate da uccelli, in particolare dai melari (Meliphagidae), ma in tal senso si hanno scarse osservazioni.
Speriamo che nel futuro ci sia ancora una possibilità di riscoprire il Dendrobium blu!

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