Bulbophyllum rothschildianum

Nella foto in evidenza: Bulbophyllum rothschildianum in fiore nella collezione rio Parnasso – 2.11.2019

Bulbophyllum rothschildianum

Bulbophyllum rothschildianum (O’Brien) J.J. Sm. 1912
Sinonimo e basionimo: Cirrhopetalum rothschildianum O’Brien 1895
Origine etimologica del nome di specie: in onore di Rothschild (banchiere svizzero-inglese e appassionato collezionista di orchidee –1800) – Nome popolare in Cina: Mei Hua Juan Ban Lan.

Specie epifita endemica nel sud della provincia dello Yunnan (Cina), in India nord-orientale e nell’Assam. Si sviluppa lungo un rizoma orizzontale formando pseudobulbi ovoidali che portano una sola foglia apicale; fiorisce su uno stelo basale eretto, formando pochi fiori su infiorescenze umbellate, sia in primavera che in autunno. I fiori emanano un odore sgradevole per i nostri parametri olfattivi. Questa specie può essere coltivata in vaso, ma amche in cestino con substrato molto drenante, ombra parziale, molta acqua, abbondanti fertilizzazioni, umidità costante e buona circolazione di aria.

Note
Ex Cirrhopetalum rothschildianum – nome di genere attulmente valido in World Checklist of Selected Plant Families (WCSFP): Bulbophyllum rothschildianum
E’una delle specie più ammirate fra quelle appartenenti al sottogruppo ex Cirrhopetalum.
I fiori hanno la classica struttura standard per questa parte del genere: il sepalo dorsale a forma di cappuccio appuntito, enormi sepali laterali che avvolgono la parte anteriore del fiore a formare un grande grembiule, petali minimali, e un piccolo labello colorato.

Il labello costituisce una delle parti più affascinanti del fiore; essendo incernierato così delicatamente che al minimo tocco o soffio d’aria si muove su e giù, diventando un attrazione fatale per gli insetti pronubi (mosche). Le mosche si posano sui grandi sepali laterali, risalgono il fiore e quando giungono sul labello, questo le sbilancia facendole cadere all’interno del fiore stesso. Non bastasse questo marchingegno naturale, i ganci posti ai lati della colonna hanno la funzione di trattenere le mosche durante i loro tentativi di fuga per quel tanto che serve ad attaccarsi addosso le masse polliniche, che poi saranno trasportate in un altro fiore.

L’ornamento dei fiori di Bulbophillum serve ad attrarre gli insetti pronubi ed è di diversi tipi. Le parti principali del fiore sono coperte da minute particelle lucide, che gli danno un aspetto finemente satinato. Però, l’ornamento superficiale più evidente in Bulbophyllum rothschildianum e suoi alleati è la presenza di numerose protuberanze dai colori brillanti sulle superfici dei sepali laterali, che formano delle righe longitudinali.
Gli ornamenti più appariscenti sono le pagliuzze o striscioline mobili poste alle estremità del sepalo dorsale e dei petali. Queste strutture colorate variano da peli filamentosi semplici, a larghi nastri come bandiere lungo i margini di tutti e tre gli elementi floreali, quasi ad immaginare una testa di capelli spettinati al di sopra del florido “naso” rosso scuro del labello.

I fiori si strutturano ad ombrello, come grappoli di sette o otto per infiorescenza in esemplari adulti, meno in piante giovani. Bulbophyllum rothschildianum, in coltivazione è un po’ permaloso ed ha uno sviluppo più lento di altre specie del gruppo. Piante eccezionali possono avere formare fiori fino a sette o otto centimetri di lunghezza.

Come spesso capita, anche questa specie presenta delle incertezze tassonomiche di identificazione. Su qualche rivista del settore (Seidenfaden 1973) si legge che Bulbophyllum rothschildianum potrebbe essere solo una forma grande (forse tetraploide) di Bulbophyllum wendlandianum. Il condizionale rimane d’obbligo, tuttavia, ci sono relazioni sicuramente forti ed evidenti tra queste due specie, ed anche tra B. rothschildianum e B. ornatissimum.

3 pensieri su “Bulbophyllum rothschildianum

  1. “larghi nastri come bandiere lungo i margini di tutti e tre gli elementi floreali, quasi ad immaginare una testa di capelli spettinati al di sopra del florido “naso” rosso scuro”….
    Grazie Guido, aggiungi fascino a qualcosa che è già magia.
    Loredana

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