Vanda tricolor, anche in cucina.

Stasera mi faccio un buon risotto con i fiori della mia Vanda tricolor

Accanto al nome originario di specie sono stati affiancati vari sinonimi: Vanda tricolor var. suavis – Vanda tricolor var. planilabris – Vanda suavis Lindl. 1848 – Vanda suaveolens Blume 1849 – Limodorum suaveolens Reinw. ex Blume 1849.
Il motivo di questa incertezza è da ricercarsi nella grande variabilità della forma tipo (tricolor, appunto = tre colori: petali e sepali macchiati di viola/marrone con colore giallo di fondo e labello viola).

V. suavis (foto sopra), si distingue per il colore bianco del fondo dei suoi fiori, che è giallo pallido nella V.tricolor
Bot. Eeg. 1847, sub t. 59 ; Bot. Mag. t. 4432, PI. des Serres, 1850, torn. vi. t. 641 ;
Veitchs’ Man. Orch. PI. pt. vii. p. 106.

* Thomas Lobb (1817-1894) è nato in Cornovaglia ed ha vissuto tra Perranarworthal e Egloshayle, vicino Wadebridge. All’età di 13 anni inizia la sua attività nel campo orticolo nella ditta Veitch dove da 3 anni lavorava suo fratello William. Per Thomas Lobb, l’ avventura di cacciatore di orchidee ha inizio verso il 1840 con i suoi primi viaggi ad oriente. Le sue spedizioni si caratterizzano per la massima libertà d’azione conferitagli dalla ditta Veitch e dalle limitate e mirate raccolte di nuove specie e di orchidee. Nei suoi viaggi esplorò l’isola di Giava dove raccolse diverse nuove specie, poi si spostò in India, in Birmania, nel Borneo e poi ancora ad est fino alle Filippine. Fra le tante specie trovate da Thomas Lobb vanno ricordate: Aerides fieldingii, Bulbophyllum lobbi, Calanthe rosea, Coelogyne speciosa, Paphiopedilum barbatum, Paphiopedilum villosum, Pleione maculata, Vanda coerulea e Vanda tricolor

Note botaniche

Vanda tricolor var.suavis

Origine (Laos, Java) è stata descritta con il nome Vanda tricolor nel 1847 da John Lindley: Edwards’s Bot. Reg. 33: t. 59 (1847).
Successivamente (1853) in un lavoro comune fra John Lindley e Joseph Paxton (Paxton’s Flower Garden, Vol. 2) è stata ancora pubblicata con lo stesso nome.

Si ritiene che ci siano oltre 50 forme/varietà diverse ed inoltre questa specie è di facile ibridazione naturale con altre specie di Vanda endemiche negli stessi siti della Vanda tricolor.
Un vecchio coltivatore di cui non ricordo il nome, mi spiegò che il distinguo fra Vanda tricolor tipica e Vanda suavis o var. suavis sta tutto nel colore delle maculature (rosso/marrone nella prima e viola scuro nella seconda), questa osservazione è verosimile però è utile tener conto anche delle caratteristiche seguenti:
Le tante varianti con petali e sepali dei fiori dal fondo colorato (generalmente giallo) posti in verticale rispetto a chi li guarda e ben aperti, sono da considerarsi Vanda tricolor, mentre esemplari con i fiori (fondo bianco di sepali e petali), con maculature tendenti al viola-rosso e con le attaccature dei due petali poste orizzontalmente rispetto a chi le guarda fanno riferimento alla Vanda suavis.
Inoltre nella Vanda suavis la caratteristica forma del labello carenato è più stretta e leggermente rivolta verso il basso rispetto alla Vanda tricolor.
Sintesi: fondo bianco, macchie viola-rosso e labello viola scuro = suavis.

Vanda suavis: stampa tratta dalla rivista “The Garden” 1895.

Curiosità: le orchidee in cucina un ottimo risotto alla “Vanda suavis” è una ricetta esclusiva degna di Nero Wolfe
Tante, ma non tutte le orchidee sono commestibili. Nel periodo della grande febbre per le orchidee, l’Inghilterra annoverava una cucina molto ricca con menu a base di orchidee, poi con il tempo le varie ricette andarono in disuso.
Nel XVII° secolo, intrugli a base di orchidee erano consumati in abbondanza anche nel resto dell’Europa, forse e soprattutto, alcune, solamente per la malcelata convinzione che possedessero virtù afrodisiache…ad onor del vero, mai dimostrate.

Ricette: Le infiorescenze delle orchidee possono essere la base di varie ricette, dal risotto alla Vanda tricolor, oppure tagliatelle alle orchidee, insalata di Dendrobium nobile, fiori di Laelia superbiens caramellati, non da ultima, marmellata di orchidee del Madagascar.
Visti i costi, se le orchidee non sono di vostra produzione è consigliabile lasciar perdere la cena “orchidluculliana”.
Se disponete di qualche Vanda tricolor fiorita, potete spendere qualche fiore per farvi un toast afrodisiaco.
Preparazione:
Tagliare del pane al latte a fette, farlo tostare, imburrarlo, disporre tre fiori di Vanda Suavis sulle fette, aggiungere e qualche scaglia molto sottile di parmigiano, gratinare al forno.
Degustare sorseggiando del buon prosecco… naturalmente!

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