Giovanni Zallot se l'è portato via il virus

Giovanni Zallot, ultimo socio fondatore della cooperativa vallata feltrina, oggi cooperativa Lattebusche, è stato ucciso dal virus. Zallot è deceduto domenica pomeriggio in Malattie Infettive Covid di Belluno. Era stato trasferito al San Martino dalla casa di riposo Padre Kolbe di Pedavena, dove si era contagiato, nel focolaio scoppiato un paio di settimane fa. Zallot, uomo impegnato e sensibile ai problemi sociali, era classe 1931. Fin da giovane età si è dedicato al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento che ha affiancato al lavoro in altri settori ed alla vita famigliare. Giovanni aveva 88 anni ed era rimasto vedovo da vari anni. Dopo la perdita della moglie, forse per trovare nuovi motivi di interesse si era avvicinato al mondo delle orchidee e appena poteva veniva volentieri a trovarmi, agli inizi con la sua Punto bianca, ultimamente in compagnia dell’ amico Massimo Morandin. Giovanni aveva una piccola serra autocostruita dove coltivava anche orchidee.

Di Giovanni Zallot mi piace ricordare quella memorabile escursione sul Nevegal organizzata da lui nel mese di luglio del 2007… Che la terra ti sia lieve caro Giovanni. Articolo tratto dal blog orchids.it

Nevegal 2007 : resoconto di una gita in montagna tra orchidofili, ma soprattutto tra amici

Pubblicato il da Redazione

Eccoci qui !!!
Ore 10, al parcheggio della seggiovia per il Nevegal ci siamo tutti.
Aldo Agnese e il piccolo Marco, Giovanni Zallot alias il ” Senatur”, Renato e Mirella, Alberto e Luigina, Guido “detto anche il Grande Capo” con Rosetta e Noi, pronti per l’ascesa che ci porterà al rifugio Brigata Cadore, da dove inizierà la nostra escursione.

La partenza verso le cime


La partenza fila liscia, ci imbarchiamo tutti senza problemi, vedi foto esplicative, il tempo si stà sistemando dopo averci fatto un pò preoccupare, durante il viaggio di avvicinamento avevamo incontrato la pioggia, ma ora il sole fa capolino tra gli squarci sempre più ampi nella cappa nuvolosa e la giornata si preannuncia ottima.
La salita è piacevole grazie anche al magnifico panorama e in un quarto d’ora siamo in cima.

Il gruppetto di “prodi” entra subito in azione

Scoperte e consulti, sul libro del “Senatur”

Nella foto sopra: Giovanni Zallot con l’inconfondibile berretto verde
Dopo un breve consulto decidiamo di fare la visita al giardino botanico nel pomeriggio, nel frattempo ci diamo alle ricerche botaniche nei prati

Per una volta le ammaliatrici sono stelle alpine
Intorno al Col Visentin in attesa dell’ appuntamento gastronomico a malga Faverghera.
Il tempo passa veloce, e tra il cercar fiori ” Guido é estasiato dalle stelle alpine” e l’ammirar il paesaggio l’ora di pranzo si avvicina rapidamente, sarà l’aria di montagna ma abbiamo tutti una gran fame, velocemente scendiamo alla malga dove accolti dai gestori, la famiglia Morandi, ci accomodiamo già pregustando le delizie che ci verranno proposte.

La meritata pausa per il pranzo
Infatti non veniamo delusi.
Dopo una serie di assaggi di salumi e formaggi di produzione propria e di un delizioso tortino alle erbe di prato e ricotta arriva il piatto forte : anzi due!! L’agnello da latte al forno e il castrato (giovane agnello che ha gia cominciato a pascolare) in umido, il tutto accompagnato da polenta, pane casareccio e buon vino.
Ragazzi che mangiata, non possiamo esimerci di assaggiare anche il dolce, un tris di crostate sempre fatte in casa e poi ci avviamo al caffè e al temuto grappino.

Nella foto sopra: brindisi di gruppo, Giovanni Zallot secondo a sinistra con la sua tipica camicia da montanaro.

Si, perche in questi posti non te ne danno uno ma te ne propongono una “compilation”.
In ordine alfabetico: bianca, alle erbe di montagna, al mirtillo, al pino mugo, alla rosa canina, ecc. ecc.
Dopo aver assaggiato, come direbbe l’esimio metereologo Col. Giuliacci ” QUA e LA”, soddisfatti ci congediamo ringraziando i nostri bravissimi malgari e ci avviamo al giardino, dove una volta entrati soddisfiamo come si dice “anche l’occhio” grazie alle numerose e in alcuni casi rare fioriture presenti.

Impressioni…lontane e vicine, dal giardino botanico                                                  Nemmeno 1000 foto possono descrivere le grandi emozioni provate, proponiamo solamente un piccolo spaccato degli orizzonti delicati e dei piccoli gioielli della natura assaporati durante la visita al giardino, visitateli anche voi questi posti, sono stupendi!

Val Belluna vista dal giardino botanico

Foto a sinistra: Nigritella rhellicani foto G. & C.I.
Foto a destra: Allium carinatum foto G. & C.I.

Foto a sinistra: Campanula barbata foto G. & C.I.
Foto a destra: Eryngium alpinum G. & C.I.

Vista sul lago di S. Croce

Foto di gruppo sulla vetta panoramica del giardino botanico

Il ritorno
Sono le quattro e mezza, dobbiamo scendere, l’ultima corsa della seggiovia è alle cinque e si stanno avvicinando nuvoloni carichi di pioggia, ne prenderemo qualche goccia durante la discesa.
Non la sentiamo nemmeno, arrivati al piazzale ci salutiamo, siamo un pò stanchi e un pò cotti dal sole, ma felici per la magnifica giornata passata in compagnia e già pensiamo alle prossime avventure con tutti gli amici dell’Orchids Club.
Ciao a Tutti

1 pensiero su “Giovanni Zallot se l'è portato via il virus

  1. Grazie per il post Guido, l’amico Giovanni che avevamo in comune è sempre stato un esempio per la sua semplicità ed umiltà. Se c’è una vita ultra-terrerna spero sia ricca di fiori ed orchidee, piante in cui Giovanni trovava ampi spazi di serenità.

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