Cirrhopetalum picturatum: esemplare in fiore

Cirrhopetalum picturatum “Villa Franchetti” MO – AIO 97 collezione Guido De Vidi

Purtroppo e per motivi non sempre comprensibili e non sempre casuali, botanici e tassonomi si dilettano a rinominare specie di orchideee già registrate e descritte da altri colleghi. L’evoluzione della scienza dimostra che talvolta, risistemare generi e specie di orchidee è cosa utile, ma il più delle volte sarebbe più conveniente lasciare le cose come stanno.

Collezione Guido De Vidi – inizio fioritura, primi giorni di Aprile – foto 29 Maggio 2004 – diritti riservati
Cirrhopetalum picturatum Lindley 1840

Le vittime inconsapevoli siamo sempre noi collezionisti. Spesso, presi dalla foga del possesso di una nuova specie, ci troviamo ad acquistare le stesse specie con nomi diversi.

Nella mia collezione, da molti anni è presente Cirrhopetalum picturatum e come si può vedere dalle foto a fianco, la specie è già diventata un esemplare notevole e, fra l’altro, premiata anche con MO/AIO alla mostra di Villa Franchetti (Preganziol TV nel 1997).

L’incauto acquisto
L’altro anno in fiera a Pordenone…affascinato e tratto in inganno dal nome inusuale (Cirrhopetalum eberhardtii) di una pianta messa in vendita al nostro mercatino degli scambi, senza preoccuparmi di consultare qualche testo dei sinonimi me lo sono acquistato.
Bulbophyllum eberhardtii ( Gagnep. ) Seidenf. 1992
Con mia sorpresa alla prima fioritura ho scoperto che – Cirrhopetalum picturatum e Cirrhopetalum eberhardtii – sono due diverse classificazioni della stessa specie: la foto a sinistra e questa scheda su www.orchidspecie.com ne sono la prova.
Unica consolazione è che il mio inconsapevole errore lo hanno commesso anche quei botanici che nel 1941 descrissero e rinominarono un’ orchidea già classificata un secolo prima.

Paphiopedilum callosum

Collezione Guido De Vidi – diritti riservati

Paphiopedilum callosum (Rchb. f.) Pfitzer 1895
Sottogenere Sigmatopetalum Sez. Barbata Sottosezione Barbata Kraenzlin 1901
Sinonimi:Cordula callosa Rolfe 1912 – Cypripedium callosum Rchb.f 1886
Questa splendida specie di Paphiopedilum fiorisce in tarda primavera, inizio estate. E’ un’orchidea terricola di medie dimensioni ed è molto ricercata per la dimensione dei suoi fiori (possono arrivare anche a 10 cm.), ancor più evidenziata dall’enorme sepalo dorsale. Ogni vegetazione produce un’unica ifiorescenza, raramente due.

Lo stelo a portamento eretto arriva a misurare anche 40 centimetri di altezza e porta al suo apice il fiore con un grande sepalo leggermente ondulato all’estremità superiore, di colore bianco con striature alternativamente corte e lunghe, color verde alla base e porpora all’apice.
I petali sono color verde pallido con verruche scure sulla parte superiore e le punte color porpora. Il labello è di colore marrone-porpora e verdastro nella sua parte inferiore.
Le foglie maculate, sono lunghe circa 15 cm.
In natura vive in tutta la penisola del Siam, dalla Taailandia al Laos ad una altitudine di 1000-1300 metri. In coltivazione va tenuto sempre con substrato umido e leggermente fertilizzato.

Paphiopedilum bellatulum

Specie, varietà o forme diverse

Domenica 23 Maggio durante una discussione fra collezionisti di orchidee, tenuta nella mia serra, si sono confrontate le differenze tra due piante fiorite di Paphiopedilum bellatulum presentate al tavolo, per stabilire se fosse necessario considerarle varietà diverse.

Collezione Guido De Vidi- foto 24.05.04
La prima pianta (foto di sinistra), con due fiori è di provenienza tailandese ed ha i fiori con petali e sepali molto bianchi.
La seconda pianta foto con un fiore singolo è di origine birmana
(ora Myanmar), lo sfondo dei suoi petali e sepali tende al colore giallo-beige.
Alla fine della discussione si è convenuto di classificare le piante in esame con due diversi nomi di cultivar: Paphiopedilum bellatulum ‘Rio Parnasso’ quella pallida, e Paphiopedilum bellatulum ‘Dottori’ quella proveniente dalla Birmania.
Descrizione:
Paphiopedilum bellatulum (Rchb.f) Stein 1895
ex Cipripedium bellatulum da Reichenbach f. 1888)
Ssottobenere: Brachypetalum Haller 1897
Sinonimi: Cordula bellatula Rolfe 1912

Paphiopedilum bellatulum è una specie di piccole dimensioni, le sue foglie sono carnose e maculate, misurano 8-10 cm di lunghezza e 3 cm. di larghezza.
Il periodo della fioritura, oscilla tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate. Ogni vegetazione produce un fiore singolo a forma rotondeggiante e bracchiata con petali, sepali e labello color bianco/crema, dipinti da appariscenti macchie color porpora.
Esiste anche la varietà alba.
Paphiopedilum bellatulum è una specie terricola endemica in tutta l’Indocina, Thailandia e Birmania nei boschi luminoso e decidui a 800 – 1600 metri di altitudine.
Questa specie è soggetta ai climi monsonici, quindi caldo umido in estate e relativamente freddo e secco durante la stagione invernale secca è molto usata nelle ibridazioni, perché le sue particolari caratteristiche genetiche risultano dominanti.

Coltivazione
In coltivazione prospera bene con substrato calcareo, soffice, leggermente umido e drenante, ottenibile con corteccia di pino, torba di sfagno, agriperlite e sabbia grossolana.
Questo Phaphiopedilum va coltivato nella parte più fresca della serra intermedia ed è un’orchidea che si adatta con facilità a situazioni climatiche non ottimali.
Fertilizzare con concime solubile, NPK 20.20.20 – 0,5 g. per litro d’acqua ogni 20 giorni e diradare ulteriormente nella stagione fredda.

LA STORIA SIAMO ANCHE NOI

Aspirazioni idee e fatti, che hanno portato l’EOC del 2006, in Italia. Post III°

EOC DI GINEVRA
L’Italia amatoriale delle orchidee, in occasione dell’EOC di Ginevra ed anche in seguito, non ha potuto contare in una concreta collaborazione generale, perché?
Perchè le menti colte, pur presenti e tanto brave a produrre “trattati”, e ad elaborare “dubbie monografie”, sono sempre assenti, nei momenti di concreto impegno? Io non ho molte risposte e le poche che ho, anche alla luce di attuali e reiterate astiosità , per altro, confinate in angusti anfratti virtuali, restano intime.
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SECONDA LEZIONE DEL CORSO PRATICO

Domenica 24 Maggio 2004

SECONDA LEZIONE DEL CORSO PRATICO


In una splendida mattinata di sole primaverile, si è svolta la seconda lezione del corso pratico sulle orchidee.
Già si respira aria d’amicizia, illuminata per l’occasione, dal cielo blu terso, che si attacca alle cime degli alberi verde vivo.
Il vento e la pioggia della notte, hanno già spazzato via i piumini dei pioppi ed i fiori d’acacia. La stradina del rio Parnasso riceve uno ad uno gli amici orchidofili, puntualissimi al secondo incontro.
Primo ad arrivare è il carissimo amico Antonio, medico di professione, studioso e fine conoscitore del mondo delle orchidee, incaricato per l’occasione, a tenere la lezione sulla tassonomia di questa affascinante famiglia botanica.
Camminando lungo la stradina, si ammirano le Bletilla striata in fiore, cresciute spontaneamente lungo la riva del rio Parnasso.
Molti arrivano forniti di pasticcini, spumanti e vini di qualità, ed insieme, “docenti e discenti”, si prova una gran gioia ad incontrarci.

Ci sono anche gli immancabili i sostenitori ed arriva pure Cristian, fresco di laurea in biologia che la prossima lezione ci palerà della vita delle piante.

La seconda lezione del corso, dal tema: “orchidee, a proposito di nomi”, scivola via veloce, fra l’apprezzamento generale e con gli applausi finali per il relatore.

Nella seconda parte della mattinata, si son’fatti esercizi con vasi, tronchetti, cestini e cassettine, si è parlato di vari materiali per coltivare le orchidee e si sono simulati vari prototipi di tutori, che appena “sfornati” dalle mani esperte del coltivatore stagionato, sparivano magicamente, trafugati bonariamente quale campionatura per future esercitazioni e chi non riusciva ad avere i campioni di ganci vari, disegnava le sagome sul blocco degli appunti.

Sul finire della mattinata, sono arrivate le leccornie di cucina e già si mormora che finito il corso sulle orchidee, si farà un corso pratico di cucina.

La redazione di www.orchids.it, ringrazia il dott. Borsato per la sua disponibilità.