Istantanee di un viaggio

by: Guido Agorà 1 Commento »

Musica sul blog: Santana – moonflower

Così mi è parso…un salto in un’altra dimensione, qualcosa per me inconsueto, come fossi entrata nello schermo di un tv durante un documentario, ma meglio…
La luce diffusa, i colori suadenti, l’ambientazione tropicale e poi….loro!!!
Mi accolgono i giganteschi fiori di alcune Cattleya che pur se allineate sul bancone, porgono al mondo la loro regale autorità di primedonne, vestite dei loro abiti più sgargianti, dal lilla al violetto, col delicato labello frangiato di giallo, porpora e oro…
E le Vande vellutate, di un blu profondo come la notte, che nel piegarsi del petalo rivelano l’argentea luce della luna; imponenti inni alla maestrìa , equilibriste solenni nella danza eterea delle radici, pronte ad afferrare l’aria umida e calda come alito d’estate…
Da un tappeto muschiato si ergono alcune minuscole spighe di Dendrochilum, ed il loro profumo riempie le narici, portandomi via, sempre più addentro a questa foresta incantata…fino ad un piccolo cuore rosso, il Porpax, che, mi spiegano, non sta più né di qua né di là…così minuto eppur così solenne, seduto nel suo guscio di cocco come fosse un trono dorato…
E che dire della regina, Coelogyne, con la sua cascata candida e splendente di fiori a mostrare la gola dorata ed invitante, come trine di tulle di fantastiche ballerine….a contrastare il velluto maculato degli Zygo, dalle sfumature violente del viola e del blu, aperti come ragni pronti a ghermire…
Tornando poi alla delicata evanescenza dei Paphio, alla soavità dei Dendri, alla maestosità degli Angraecum….
Per finire poi, sulle ali di una piccola zatterina, là in fondo…in una parte lontana da questo luogo di mistero…ma così intensa nella sua particolarità da far apparire tutto come questo angolo di paradiso, con i suoi 8 fiori aperti di D. tetragonum.

Nota
Orchidee alla mostra di Bussolengo. Appunti carichi di delicate sensazioni, inviati al blog dalla nostra amica Susanna

Protetto: Se puoi sognarlo, puoi farlo

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Pensando a Meris e Bruno

by: Guido Agorà, Club 11 Commenti »

Musica sul blog: IL TEMPO CHE VA…

Nel panorama della grande famiglia di Orchids Club Italia, la formidabile coppia “Meris e Bruno” di Padova, è sinonimo di grande simpatia e fratellanza. Sempre presenti agli appuntamenti… magari in ritardo per colpa di quel “navigatore dispettoso” che li porta spesso verso strade sconosciute ;)
E’ da qualche tempo che non ci si vede ed allora ho pensato di fare un pubblico appello… qua nel blog, alla maniera di “chi l’ha visto” per ristabilire i contatti.

Scherzi a parte – come scritto nel titolo del post – pensando a voi mentre riordinavo il passaggio dei dati dal vecchio al nuovo computer ho scoperto che il vostro servizio fotografico, spedito via e-mail in occasione dell’inaugurazione della serra di G.& C.I. – evento datato 18.4.2010 – non è mai stato letto e scaricato.

Ho subito pensato, vuoi vedere che non ho scritto nulla a riguardo di quel raduno del Club?
Effettivamente, oltre al post di invito non trovo traccia di altre notizie nel merito.
Di questa dimenticanza mi scuso con tutti, e con imperdonabile ritardo ne do testimonianza.
Da allora, nella vita del Club è passata molta acqua. Fatti salvi gli eventi pubblici – mostre – e la riunione di Settembre dall’amico Camani, l’incontro conviviale dei soci del Club, da Gabriella e Carlo, ha segnato lo spartiacque fra la parentesi primaverile e quella autunnale. Nel mezzo, ognuno ci metta quel che desidera, io ho vissuto un periodo molto critico – a riguardo delle orchidee – che mi ha impedito di corrispondere puntualmente e magari anche non all’altezza delle aspettative del Club. Per questo – a più riprese – ho ricevuto salutari “tirate di orecchie” ed anche qualche “apprezzamento personale” non altrettanto accettabile, da parte di qualche socio, con osservazioni a volte di tenore contrapposto e sicuramente lontane dalle mie intenzioni.
Ho capito quanto è difficile comunicare ed agire. Le attività di Orchids Club Italia non nascono da sole, il Club stesso per vivere ha costantemente bisogno di un grande impegno collegiale, senza esclusioni, senza divisioni e senza tornaconti personali.
Questo è lo spirito che mi ha guidato e che continua a guidarmi nelle mie azioni… sbagliando a volte, ma sempre in buona fede.
Vedo il vostro dolce sorriso, grazie!
Guido

Quella Vanda coerulea tanto desiderata

by: Guido Agorà 1 Commento »

Finalmente siamo riusciti ad organizzare qualche giorno di vacanza… pochi, molto pochi, e per questo io e mia moglie abbiamo pensato bene di tornare noi due soli in quelle isole meravigliose del Quarnaro che rispondono al nome di Cherso e Lussino.
Sono oltre 40 anni che queste strisce di terra in mezzo all’adriatico mi fanno sognare. Mi fanno respirare emozioni allo stato puro. Il mio carattere estroverso e la mia continua voglia di stare con le genti dei posti che visito, hanno facilitato la simbiosi con le genti di quelle terre, tanto da sentirmi a casa mia.
La storia e la politica hanno tracciato solchi profondi in quei luoghi. Nei secoli, oserei dire nei millenni, molte culture si sono sovrapposte, si sono assimilate a vicenda, si sono plasmate a tal punto da renderle universali.
Anticamente chiamate isole Apsirtidi , … o Apsirtides, dal nome del fratello di Medea che la maga, per amore di Giasone, aveva attirato in un tranello mortale su queste acque; dal suo corpo gettato a pezzi in mare nacquero le isole. Gli Argonauti, in fuga dalla Colchide col Vello d’oro rubato, avevano risalito il Danubio, la Sava e altri fiumi, caricandosi la nave sulle spalle nei tragitti da uno all’altro, sino a raggiungere l’Adriatico nel golfo del Quarnero, dove li attendeva la flotta dei colchi mandata a inseguirli e guidata da Absirto, ucciso poi a tradimento a Ossero, Apsirtos, Apsaros” (Claudio Magris, Microcosmi, Garzanti, 1997, pag. 166; l’ovvio riferimento è alle Argonautiche di Apollonio Rodio…).
Robert Graves, del resto, collocava proprio a Lussino l’isola di Circe, seguendo una notazione dello Pseudo-Scilace, nel suo Periplo del IV a.C., raffigurante “Lussino come un’isola in cui le donne governavano gli uomini a piacere e si accoppiavano con gli schiavi, rendendo pure schiavo chi si accoppiava con loro” -Magris, op.cit., pag. 167; cfr.
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Orchidee… l’anima nella collezione

by: Guido Agorà 3 Commenti »

Musiuca sul blog: Vieni via con me Paolo Conte
anima_1lanima_2Bella, ma senz’anima. A volte capita di pensarlo. Capita di pensarlo visitando qualche serra.
Si sa, la passione del collezionismo “verde” in genere ed ancor più quando si tratta di orchidee, assume la fisionomia del suo curatore.
Con le orchidee la scelta è quasi infinita, decine di migliaia di specie a disposizione ed altrettanti ibridi registrati, consentono al collezionista di modulare a suo piacimento – denari permettendo – la sua raccolta.
I soldi? Sì i soldi sono un limite, ma non sempre negativo, a volte la troppa disponibilità di denaro da buttare sull’acquisto di piante, toglie l’anima alla collezione. Toglie anima e storia. Una collezione giovane, seppur ricca di rarità vere o presunte, mostra, ma non racconta e quando racconta lo fa solamente per dirti – sono ricca!
Belle sono le collezioni che via via nel tempo, acquistano personalità, forma ed anima, appunto! Non ha importanza la quantità e la rarità – concetto per altro molto relativo – delle orchidee coltivate, l’anima si manifesta nelle sensazioni che si provano immergendosi fra le piante, quando si entra in serra. Sono i segni del tempo a dettare l’agenda storica di una collezione. Non si possono bruciare le tappe, con le orchidee bisogna dotarsi di umiltà e pazienza. Quattro o cinque mila euro di acquisti valgono meno di quei pochi euro spesi per l’unica e tanto desiderata divisione, bisognosa di amorevoli cure per potercela fare!
Tutto questo è utopia? Mi sa di sì! Alla prima occasione, mercato, vivaio, internet… ricomincerà la scorpacciata… portafoglio permettendo, naturalmente! L’anima?… ma chi se ne frega!
Non chiedetemi i nomi delle collezioni senz’anima… di mia conoscenza, neanche sotto tortura ;) !

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