Mostra di orchidee a Interneppo, cronaca e impressioni

Non avevo capito bene il contesto nel quale andava collocata questa mostra di orchidee. Aderii istintivamente alla richiesta di collaborazione chiestami da Giulio e Claudio, due giovani orchidofil ed appassionati della botanica in generale, protagonisti insieme ad altri giovani impegnati nell’associazionismo ecologico della zona.
Ora, a cose fatte, è grande la mia soddisfazione per essere stato, grazie alle orchidee, attore in un “film” inedito e gravido di auspici positivi e propedeutici alla conoscenza di un angolo d’Italia ecologicamente incontaminato e per molti aspetti ancora vero.
Arrivarci è stata un’avventura, bella e traumatizzante avventura. Interneppo è una piccola frazione di Bordano (UD)- il paese delle farfalle -, affacciato sul lago di Cavazzo.
Il navigatore mi ha accompagnato all’indirizzo concordato – Via principale n°87 -, ma questo sarebbe stato solo il punto d’incontro con Claudio, propedeutico alle successive e determinanti indicazioni per giungere giù al lago dove si trova il Centro visite, altrimenti noto come “Eco Museo”, una bella edificazione in legno, immersa nel verde in riva al lago.
Prosegui per un Km. – mi dice Claudio – subito dopo il cartello con la scritta “Mandi” (arrivederci in lingua friulana), gira giù a sinistra… e stai attento perché il sentiero è assai impervio.
Ed è quì che inizia l’avventura. La prima parte del sentiero, già strutturata con pavimentazione legata da calcestruzzo, a parte gli scossoni che sin da subito hanno allarmato il carico di piante stipate dentro l’auto, prometteva bene, ma e durato poco. Subito dopo mi son trovato ad affrontare ripidi tornanti in pietrisco, già abbondantemente sgretolato dalle ruote delle auto durante le risalite.

L’avventura
E’ a questo punto che, io e le orchidee, mie compagne di viaggio ci sian messi le mani sui capelli, convinti che non saremmo mai più risaliti per il ritorno… ed invece dopo alcuni tornanti la stradina mi ha accompagnato a destinazione costeggiando il lago ed immergendomi in un paesaggio mozza fiato.
Ovviamente, la stradina è percorribile in auto solamente per questioni di servizio.
Giunto a destinazione e fatti i convenevoli con Nando, Presidente dell’AUSER, Associazione che, su mandato della locale Comunità Montana cura le gestione del Centro visite, si inizia subito a studiare l’allestimento, sì perché era tutto da inventare… o quasi.
Ad aiutarmi c’erano l’infaticabile Claudio e Barbara dell’Associazione “Di tutti i colori”, gruppo locale di giovani impegnati nella divulgazione del patrimonio ecologico dei loro territori. Massimo, il Presidente dell’Associazione, insieme a Giulio, erano già al lavoro con un gruppo di escursionisti in visita guidata, a caccia (fotografica) di orchidee spontanee e dei grifoni.
E’ stato tutto facile, mi verrebbe quasi a dire che le divinità poste a protezione di Geo ci hanno dato una mano.
Forse è stata solamente quella ventata di gioventù impegnata, libera da schemi ed incrostazioni temporali a galvanizzarmi, e, memore delle mie giovanili esperienze associative vissute nel sociale, mi son ritrovato carico di energia e di passione.

Aria nuova
In quest’atmosfera, l’autostima è subito risalita al giusto livello. Lontane mi son apparse le ingratitudini dei “ladri di idee e di orchidee”, o per dirla più schietta di tutto quel sottobosco di ambizioni frustrate, fatto di gelosie di invidie sedimentate nel tempo e nei meandri di vite insignificanti, che mi erano gravitate addosso con l’inganno dell’adulazione iniziale. Lontane le ingratitudini e lontani pure i loro portatori, non ci sono più… se ne sono andati, ma l’aria pura del Club, che pensavo essersi rarefatta da sì tante insidie, si è ritrovata ancora, poca e sporca cosa se n’è andata.

La mostra
L’esposizione di orchidee esotiche può contare oltre 60 specie botaniche in mostra, poche per competere con le grandi mostre, ma carica di significati e di prestigiosi esemplari. Senza ombra di smentita, chi visiterà questa mostra avrà la possibilità di ammirare e di fotografare esemplari unici in Europa. Uno per tutti Ascocentrum garayi E.A. Christenson 1992 eccolo nella foto a sinistra in bella mostra! Purtroppo i fiori sono nella loro fase senile ma pur sempre affascinanti.

I significati
Nei tanti anni passati a coltivare orchidee ed anche ad organizzare mostre, ho sempre cercato di dare un significato ad ogni esposizione, con l’obiettivo di renderle uniche e non ripetitive. In questo conteso, degni di nota sono i temi dati alle varie edizioni di Pordenoneorchidea.
La mostra di Interneppo, questa che vi sto raccontando, viste le orchidee fiorite in Giugno, ho voluto dedicarla a persone e momenti particolari, che hanno costruito il mio stare con le orchidee e con gli amici.

Le dediche
La prima dedica si lega ad un momento triste della vita di un mio compagno di lavoro, quando il destino e un male incurabile gli tolse la figlia Vera, ancora bambina.
Ricordo che in quella occasione chiesi a Guido, sì pure lui Guido, di poter dare il nome della sua bambina scomparsa, ad una mia orchidea in fiore. Non conoscevo ed ancora non conosco il nome di una minuscola piantina dai piccoli fiori bianchi e delicati. Appartiene al genere Eria, ma il nome di specie ancora non mi è noto e da allora l’ho nominata Eria sp.’VERA’, nella speranza che il tempo e l’aiuto di qualche esperto riescano di individuare anche il suo nome di specie, oppure ci diano l’onore di classificarla ex novo.

La seconda dedica mi porta con i pensieri al mio grande Maestro Enzo Cantagalli. Enzo, maestro di vita e di orchidee, vive a Pieris (GO), giuliano e nel contempo friulano. Come avrete potuto leggere nel link, a quest uomo mi legano un grande affetto e tante dazioni di orchidee della sua collezione. Ora Enzo non può più immergersi nel mondo fatato delle orchidee, l’età ha reso buie le sue giornate e la sua mente.
Ecco, quella pianta che mi portai a casa in occasione della prima visita è rifiorita da poco nella mia collezione, una piccola divisione che ho voluto portare in mostra proprio in omaggio al grande Enzo che la coltivò per molti anni: Bifrenaria inodora. Lindl. 1843
Il nome del cultivar esposto a Interneppo sarà : Bifrenaria inodora ‘ENZO’

La terza dedica porta con sé il sapore profondo del Friuli e di un amico friulano dotato di una semplicità e di una generosità uniche: Luigi Peano di Udine.
La sua passione per le orchidee, nasce in Brasile, Paese dove Luigi decise di emigrare tanti anni fa.
Ritornato in patria portò con sé la passione per le orchidee ed anche “qualche” pianta.
Ci conoscemmo un bel giorno, lui venne a casa mia e con quel fare apparentemente riservato che caratterizza i friulani, in quell’occasione mi mostrò delle vere rarità… non solo orchidee.
Allora, mi propose di dividere ogni cosa – sai – disse, così sono sicuro che rimangono vive!
Eccola una di queste “cose”: Laelia purpurata Lindley & Paxton 1852-3
I brasiliani classificano le Laelae e non solo, in una miriade di varietà. Il cultivar della foto e Laelia purpurata semi alba e in omaggio a Luigi desidero nominarla Laelia purpurata semi alba ‘Peanensis’

Spero di aver fatto tesoro degli esempi avuti dalle persone che ho nominato nel post, almeno nelle intenzioni ho cercato di farlo, se ci son riuscito giudicatelo voi.

Il video
Per una completa rassegna dell’evento vi rimando ad un video che a breve sarà pubblicato nel blog.

Orchids Club Italia, adesioni 2013

Nella foto: Vanda coerulescens ‘RAPITA’
Orchids Club Italia, un’idea che non muore: vita nuova, nuove idee.

Perché Orchids Club Italia? Perché nel mondo di Orchids Club Italia sono protagoniste le orchidee delle nostre collezioni e non le cariche o le ambizioni.

In quanto idea, non ha confini né divieti e può essere condivisa anche da lontano. Si aderisce inviando solamente una e-mail a info@orchids.it

Rinnova la tua appartenenza o entra ex novo nel magico mondo di Orchids Club Italia, non farti rubare le idee, le orchidee ti aspettano.

Pordenoneorchidea 2013… pochi giorni al via!

Questa edizione di Pordenoneorchidea presenterà la magica coreografia di un vascello naufragato, carico di orchidee, di spezie e di botti di vino.
L’evento avrà inizio sabato 2 marzo 2013 e chiuderà i battenti Domenica 10 Marzo 2013.

La coreografia sarà allestita dal “Garden Anna” e come al solito, l’esposizione orchidofila sarà preparata da Orchids Club Italia.

Com’è costume nel nostro Club, chiunque lo desideri, potrà portare le sue orchidee fiorite in mostra.
La mostra sarà allestita venerdì 01 Marzo, chi non ce la farà ad arrivare per Venerdì, potrà raggiungere il padiglione n°5 anche sabato mattina prima delle ore 10.

Problema agibilità durante i giorni della mostra
Per poter accedere in fiera senza transitare dalle biglietterie, servono dei pass nominativi che dovranno essere predisposti per tempo. I pass saranno assegnati a quanti avranno neccessità di accesso per portare le loro piante in mostra oppure per collaborare alla gestione ell’evento.
Chiunque desideri essere protagonista nel Club, usi la cortesia di inviare i suoi dati anagrafici a info@orchids.it quanto prima possibile, al fine di predisporre i relativi pass di accesso.

La leggenda del vascello fantasma
Nel secolo XVII la Repubblica di Venezia, assegnò alle imbarcazioni provenienti da Pordenone, l’approdo in Venezia alla “riva del carbon, dalla parte del traghetto di san Luca” (30 marzo 1616), mentre il 27 gennaio 1690, il “Collegio alla milizia da mar” destinò ai Pordenonesi la “riva del ferro vicino a Rialto”.
Leggi tutto “Pordenoneorchidea 2013… pochi giorni al via!”

Paolo Casanova, osservazioni sulle sue Laelie

… voci da Orchids Club Italia

Paolo Casanova presenta alcune sue soluzioni di coltivazione
Splendida la veduta della Laelia endsfeldzii che comincia a schiudere i suoi boccioli; evidentemente questa rupicola in natura deve innalzare di quasi un metro i propri fiori per consentire l’impollinazione tra innumerevoli ostacoli e mostrare la spettacolare vista agli insetti ad essi proposti.

Note
Laelia endsfeldzii è una specie rupicola dai fiori gialli con lunghe infiorescenze, tipica caratteristica per i gialli che crescono in una zona estremamante limitata a circa un centinaio di chilometri a sud di Belo Horizonte. La specie è strettamente correlata alla Laelia crispata (sin. L.flava).

Zattera orizzontale
La foto a sinistra mostra una mia interpretazione di un’altra Laelia, la lundii.
Avevo messo questa pianta lo scorso anno in vaso, ma i risultati non mi soddisfacevano con i suoi pseudobulbi che parevano sofferenti e quindi ho realizzato ciò che ho battezzato una “zattera orizzontale”. Ho utilizzato un sughero che mi hanno portato direttamente dalla Sardegna e nel quale è nata (probabilmente già presente) un’erba autoctona sarda (aio’!) che rende la cosa “sardobrasiliana” 😉