Thunia alba, chi l’ha vista in fiore?

Seppur deliziosa ed affascinante è assai difficile vederla in fiore nelle collezioni
Una bella sorpresa vederla in fiore e seguire la progressione della fioritura: le due foto a sinistra sono state scattate a distanza di un giorno… in quella più sotto si può notare l’apertura del secondo fiore.


Thunia alba (Lindl.) Rchb. f. 1852

Thunia alba è la specie tipo di un piccolo genere composto da circa 6 specie. E’ endemica in India, in Birmania e nella parte nord della Tailandia.


Il genere: specie ed ibridi
Le uniche specie presenti nelle coltivazioni sono: Thunia alba, Thunia bensoniae, Thunia majorensis, Thunia marshalliana, Thunia venosa e Thunia winniana. Fra tutte, quelle più popolari fra i collezionisti sono: Thunia alba e Thunia marshalliana
A tutto il 1998 risultano prodotti questi ibridi primari:
Thunia Veitchiana, incrocio fatto nel 1885 (Thunia bensoniae x Thunia marshalliana); Thunia. Gattonensis, incrocio fatto nel 1917 (Thunia majorensis x Thunia winniana); Thu. Wrigleyana , parenti sconosciuti.
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Costruiamo insieme il mega-orchidario

Visto che la necessità aguzza l’ingegno cerchiamo di costruire assieme un’orchidario di grandi dimensioni, con tutte le problematiche che comporta.
La necessità nasce dal fatto di essere assente per tutto il mese di agosto e di non voler/poter lasciare le orchidee in custodia ad alcuno, vuoi per non arrecare disturbo, vuoi per il timore che mani poco esperte vanifichino il lavoro di un paio d’anni (con tutta la stima possibile per le persone a cui intenderei affidarle, mi dispiacerebbe vedere al mio ritorno piante disidratate, sofferenti o quant’altro).
Ho preso così il coraggio a due mani e mi sono detto: “Come fare?….la serra per quanto automatizzata è troppo soggetta alle variazioni climatiche e l’assenza di un mese potrebbe portare , al mio ritorno, a spiacevoli sorprese. Allora l’unica soluzione che mi rimane è realizzare, in una stanza che non uso, un orchidario di grandi dimensioni che, vista la maggior stabilità dell’ambiente mi consentirebbe di mettere in funzione un “aggeggio” completamente autonomo…”.
Naturalmente il passaggio dalla teoria alla pratica non è così facile, così come non lo è rendere l’ambiente di coltivazione autosufficiente.
Ecco una bozza (o meglio uno scarabocchio, ma non sono un geometra e si vede benissimo! 🙂 ) del progetto

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Orchidee: il genere Amesiella

Il genere Amesiella, un paradosso della tassonomia?

Amesiella Philippinense è stata descritta da Ames nel 1907 come Angraecum philippinense
perchè la fisionomia delle fioriture è molto simile se non identica alle caratteristiche fioriture degli Angraecum e delle Aerides

Garay ha riformato la descrizione nel 1972 mettendola in un genere autonomo – come genere monospecie – assegnandole il nome di Amesiella Philippinense, in onore del famoso botanico americano Ames Oekes.

Schlechter nel 1972 la descrive come una tipica orchidea africana che si è sviluppata in Asia.

Il genere

Amesiella Schlechter ex Garay 1972
Sottofamiglia: Epidendroideae

Tribù: Vandeae
Sottotribù: Aeridinae o Sarcanthinae(qui abbiamo di nuovo delle indecisioni.)

La specie
Collezione e foto Gianni Morello – diritti riservati
Amesiella philippinense (Ames) Garay 1972
Amesiella philippinense, Garay 1972 ex Angraecum philippinense Ames 1907.
Amesiella philippinense ha una storia particolare.

Scoperta da E.D. Merrill nei boschi montani di Halcon (Filippine) a 800 – 1400 metri di altitudine è descritta da O. Ames come Angraecum philippinense sul “Philippines Journal of science (Botany). R. Schlechter proponeva di spostarla dal genere Angraecum con la motivazione che non era endemica nel Madagascar.
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