Viaggio fra le serre amatoriali dei coltivatori italiani: dimmi che serra hai e ti dirò chi sei.
A Treviso, in una piccola serra appoggiata alla loro abitazione, Gabriella Muraro e Carlo Ivano De Marchi hanno realizzato il loro sogno: coltivare le orchidee esotiche.

Quella che vedete nella foto è la serra di Gabriella Muraro e Carlo Ivano De Marchi, amici orchidofili, strappati alle carnivore ed entrati a pieno titolo nel nostro mondo magico.
Ne ho viste tante di serre amatoriali, alcune decisamente belle, altre quasi impossibili, altre ancora, senza pathos.
Questa di Gabriella e Carlo mi piace chiamarla magica. Magica perchè i suoi, seppur piccoli spazi, riescono a strapparti l’esclamazione: ooooh! Che belle piante. Sì, piante e non solo orchidee.
I loro vecchi amori per altre famiglie vegetali continuano ancora a testimoniare la loro presenza, dentro e fuori della serra ed è forse per questo che il tutto assume una dimensione quasi evanescente. La parete di appoggio alla casa è piena zeppa di Tillandsie, poi, nascoste di quà e di là, trovi qualche succulenta e qualche carnivora, ma le regine, quelle che stanno invadendo tutti gli spazi utili sono le orchidee… e non poteva che essere così!
La serra di Gabriella e Carlo è stata costruita da un artigiano locale – allora non conoscevamo Luca di Serre e Giardini -, ma porta anche qualche mio consiglio nel suo DNA, e di questo ne sono orgoglioso; sembra ieri quando si decideva dove collocarla, che servizi preparare e…soprattutto quali alberi tagliare per far entrare la giusta luce.
La foto sopra a sinistra, mostra la prima fase di avanzamento e poi, via via, le varie implementazioni, fino ad arrivare ad oggi con la completa acclimatazione delle varie specie di orchidee presenti.
Come si può vedere, i nostri amici orchidofili, hanno un debole per le Stanhopeinae e piano piano stanno realizzando una bella collezione di questa fantastica tribù.
Non mancano le Phalaenopsis specie e le Pleurothallidinae ed anche tanti altri rari gioiellini: veramente una bella collezione.

Dopo qualche anno di coltivazione, la serra è perfetta, giusto clima, piante ben coltivate e… come capita a tutti i collezionisti, già troppo piena. Non so quante specie ci siano dentro, forse è bene neanche saperlo, sì perchè si può sempre dire che sono poche quando si decide di acquistarne di nuove ed invece immaginare che sono già migliaia quando il “banco” piange.
Buona coltivazione.


Schomburgkia superbiens (Lindl.) Rolfe 1917.
Questa foto è assai emblematica a riguardo della strutturazione morfologica delle specie in rapporto alle condizioni ambientali in cui vivono. In coltivazione, nelle nostre regioni temperate, le condizioni climatiche sono diverse da quelle di endemicità della nostra specie e quindi torna utile confrontare le caratteristiche vegetative della stessa specie, presente nella mia collezione. Vediamone alcune.
Come si può notare nella foto a sinistra, gli pseudobulbi sono più allungati e le foglie sono più grandi, e più scure rispetto a quelle della specie in sito. Ad ogni buon conto, la pianta in collezione vive bene e prospera con tranquillità.



















Commenti recenti: