Esemplari: Cattleya bowringiana

Ho già dedicato un post a questa bellissima Cattleya, eccolo, ma stuzzicato dalla pubblicazione della foto di una sua “figlioletta”sul sito di Alberto Ghedin in orchidcoltura, ho pensato bene di proporvi la “grande mamma”, un esemplare che per fotografarlo per intero ci vorrebbe un obiettivo a grand’angolo.
Ormai la pianta è saldamente ancorata al suo ceppo di robina e può essere ammirata solamente in serra – non è più possibile spostarla.
La foto alla vostra sinistra mostra solamente uno dei quattro lati.
E’ veramente entusiasmante poter ammirare questa grande fioritura. I grappoli di piccoli fiori penduli color lavanda, trascinano verso il basso i lunghi fusti bifoliati sui quali sono cresciuti, quasi ad ostruire gli spazi dedicati alle passeggiate.
Anche questo fa parte del fascino della collezione, quasi un invito a visitarla… direte voi, certo! Se volete e potete, vi aspetto con piacere.
Bella anche la “figlioletta” però e complimenti al suo coltivatore ed al suo sito, piacevole baluardo di testimonianza amatoriale.

Dendrobium chrysotoxum: bagliore giallo oro

Esemplari in serra: quando il giallo ti illumina
Già due anni fa questo blog proponeva una scheda sul Dendrobium chrysotoxum . La pianta madre presente nella mia collezione è ormai un esemplare con oltre 10 anni di vita. Sin dall’inizio la pianta vive nella stessa posizione della serra e nello stesso vaso.
Questo post riporta alla ribalta la pianta, a testimonianza di questa stupenda orchidea chiamata anche “arco dorato” per il colore giallo oro dei suoi fiori e per la forma pendula delle sue infiorescenze.
Dendrobium chrysotoxum Lindley 1847
Sinonimi:
Callista chrysotoxa (Lindl.) Kuntze 1891- Callista suavissima Kuntze 1891- Dendrobium suavissimum Rchb.f 1874.
Sezione: Densiflora

La specie è stata scoperta in Birmania (ora Mianmar) ed è giunta in Europa nel 1858
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Istantanee: Ascocentrum curvifolium

…sono le ore 15 del 9 Giugno 2008, il cielo è terso e splende un sole finalmente estivo, in serra ci sono per mettere ordine ai rinvasi – vari Phaius e Zygopetalum che da anni faccio colpevolmente vivacchiare sotto i bancali della serra…
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ma la mia attenzione è catturata da questa orchidea appesa in alto verso la luce…penso che qualsiasi ulteriore commento sia inutile, solamente una dedica: a Rosetta per il nostro giorno “8”.
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Lepanthes gargoyla

Lepanthes gargoyla: una strana orchidea che evoca miti e leggende d’altri tempi

Classificazione
Sottofamiglia: Epidendroideae
Tribù: Epidendreae
Sottotribù: Pleurothallidinae
Genere: Lepanthes
Specie: gargoyla

Il genere
Il Genere Lepanthes appartiene ad un grande gruppo diorchidee; conosciamo oltre 850 specie.
La dimensione delle piante del genere varia da specie a specie (da 2 a 45 cm), i fiori sono molto piccoli e di una complessità estrema, coriacei e con colori luminosi. Le specie del genere Lepanthes sono incluse nella sottotribù delle Pleurothalldinae, dove troviamo anche generi più conosciuti, quali Masdevallia, Dracula e Restrepia.
Questo genere è caratterizzato da gambi esili “Lepanthiformi “, lunghi 7 -10 cm, portanti foglie apicali ovali e ruvide, dimensione 3×5 cm.
Il gambo è avvolto da una serie di foderi a forma di imbuto prolungato. Le estremità dell’imbuto, od ostia, sono coperte spesso di peluria o di noduli molto piccoli.

Fiori
I fiori sono effimeri e fragili, durano soltanto alcuni giorni, ma si aprono in successione su un racemo congestionato e corto. Ciò fa sembrare la pianta continuamente in fioritura. I petali sono solitamente molto più colorati dei sepali. Il labello è composto da lobi e altri artifici complicati, la colonna è cilindrica senza piede: caratteristica che distingue questo genere rispetto ad altri.

La specie
Lepanthes gargoyla Luer & Hirtz 1988
Il nome specifico “gargoyla”, si riferisce probabilmente alla forma dei fiori, che assomigliano vagamente ai Gargoyle , statue di pietra simili a mostri con dei grandi becchi, in uso nell’archittettura medioevale (i primi Gargoyle appaiono nel 1220 a Parigi) per far defluire l’acqua corrosiva della pioggia, lontano dalle fondamenta e dai tetti delle chiese.
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