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	<title>Orchids.it &#187; Libri</title>
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		<title>The Stanhopea Book</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 19:14:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era la scorsa estate quando, durante una cena fra appassionati orchidofili, nacque l&#8217;idea di disegnare una Stanhopea per la &#8220;Front Cover&#8221; del novo libro di Rudolf Jenny. Allora pubblicai questo post di presentazione Sembra che il libro di cui si parlava sia in prossima uscita con questo titolo &#8220;The Stanhopea Book&#8221; Fa un certo effetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era la scorsa estate quando, durante una cena fra appassionati orchidofili, nacque l&#8217;idea di disegnare una Stanhopea per la &#8220;Front Cover&#8221; del novo libro di Rudolf Jenny. <a href="http://www.orchids.it/2009/08/20/come-nasce-un-disegno-botanico/"> Allora pubblicai questo post di presentazione</a><br />
Sembra che il libro di cui si parlava sia in prossima uscita con questo titolo<a href="http://www.sborchid.com/plantdisplay.php?ocode=SUPBKSJENN"> &#8220;The Stanhopea Book&#8221;</a></p>
<p>Fa un certo effetto vedere sulla copertina del libro, una delle mie orchidee magistralmente dipinta dalla carissima amica e sublime pittrice botanica, Silvana Rava.<br />
Ricordo a tutti gli appassionati che Silvana Rava sarà presente a Pordenoneorchidea con una rassegna dei suoi dipinti. Sarà possibile acquistare copia firmata del disegno in copertina del libro ed anche organizzare un acquisto collettivo del libro in questione.  </p>
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		<title>Pordenoneorchidea&#8230; il successo continua, con Orchids Club Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 23:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che l&#8217;armonia estetica di questa 10a edizione di Pordenoneorchidea abbia &#8220;bucato il video&#8221; è fuori discussione. Parliamoci chiaro, quest&#8217;anno Ortogiardino registra il dilagare incontrollato di venditori di orchidee presenti in fiera, ma questo fenomeno non spezza alcuna lancia in favore delle stesse e probabilmente per il futuro, la direzione dovrà trovare rimedio, pena l&#8217;esistenza stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/foto_catt.jpg"rel="lightbox[p-o]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/foto_catt-199x300.jpg" alt="foto_catt" title="foto_catt" width="199" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-4150" /></a>Che l&#8217;armonia estetica di questa 10a edizione di Pordenoneorchidea abbia &#8220;bucato il video&#8221; è fuori discussione.<br />
Parliamoci chiaro, quest&#8217;anno Ortogiardino  registra il dilagare incontrollato di venditori di orchidee presenti in fiera, ma questo fenomeno non spezza alcuna lancia in  favore delle stesse e probabilmente per il futuro, la direzione dovrà trovare rimedio, pena l&#8217;esistenza stessa della manifestazione.<br />
Quest&#8217; anno, in tanti padiglioni di questa edizione di &#8220;ortogiardino 2009&#8243; possiamo trovare orchidee commerciali miseramente stipate e svendute  alla stregua di comune &#8220;lattuga&#8221;.<br />
Per fortuna che attorno a tanto fumo esiste l&#8217;oasi deliziosa del padiglione numero 5, sede storica di Pordenoneorchidea.<br />
Un successo coreografico. Un successo indiscusso questa stupenda esposizione organizzata da Orchids Club Italia; la scena coreografica è costruita su quattro isole di orchidee armonicamente disposte su piani e spazi diversi, che fanno da coronamento degli stand di vendita.<br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/foto_paphio.jpg"rel="lightbox[p-o]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/foto_paphio-300x199.jpg" alt="foto_paphio" title="foto_paphio" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-4151" /></a>Mostre di orchidee ne ho viste tante ed ancor di più ne ho organizzate, ma questa mi ha veramente entusiasmato, al punto da volermela godere a fine serata in religiosa solitudine.<br />
Anche quest&#8217;anno molta gente è venuta a farci visita ed è stato come ritrovarsi in famiglia, l&#8217;ormai grande  famiglia rappresentata dalla nostra bella esperienza associativa.<br />
Ho fatto tante foto, peccato di aver lasciato la digitale in fiera, ma&#8230; c&#8217;è sempre un angelo che protegge gli smemorati, il mio questa volta si chiama Alberto Ghedin, è stato lui a spedirmi queste foto in anteprima.<br />
La mostra continua&#8230; vi aspettiamo numerosi anche domani. </p>
<p><strong>AGGIORNAMENTI</strong><br />
In attesa di un reportage completo dell&#8217;evento, inseriamo dei piccoli aggiornamenti quotidiani.</p>
<p><strong>Domenica 8 marzo</strong><br />
Ecco alcune foto linkate dal sito di <a href="http://www.orchidcoltura.it/"> Alberto Ghedin</a><br />
Il Club è vestito a festa per il compleanno di Gianni Morello. C&#8217;è tanta gioia e genuina felicità negli occhi dei  soci presenti allo stand delle associazioni. L&#8217;orgoglio di esserci e di vivere l&#8217;evento in diretta è dilagante,  fra le &#8220;vecchie guardie&#8221;, ma anche e soprattutto fra le giovani risorse.<br />
Il generale successo di pubblico che sta riscontrando questa 30a edizione di &#8220;Ortogiardino&#8221;, si tocca con mano soprattutto nell&#8217;area di &#8220;Pordenoneorchidea&#8221; sempre affollata all&#8217;inverosimile.<br />
Orchids Club Italia&#8230; grande, grande idea senza confini è li ad accogliervi al padiglione n° 5. Se amate le orchidee vi sentirete a casa vostra.</p>
<p><strong>Lunedì 9 Marzo</strong><br />
Record di visite sul blog: oggi abbiamo sfondato il tetto delle 600 visite giornaliere, precisamente 602.<br />
<a href="http://www.orchids.it/2009/03/10/pordenoneorchidea-le-foto-di-vincenzo/"> L&#8217;esposizione vista da Vincenzo Ghirardi</a><br />
Orchids Club Italia ringrazia l&#8217;amico Vincenzo&#8230; per le foto, ma anche per le dolcissime sfogliatine di &#8220;Villafranca&#8221; accompagnate dal suo preziosissimo spumante, evaporato troppo velocemente&#8230; purtroppo <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   </p>
<p><strong>Martedì 10 Marzo</strong><br />
E&#8217; stata la giornata delle televisioni. Radio Capodistria e la prima rete della televisione Slovena. La televisione Slovena presenterà il servizio nella fortunata trasmissione &#8220;Giardinaggio&#8221; in onda il prossimo Sabato mattina.</p>
<p><strong>Mercoledì 11 Marzo</strong><br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/foto_pord_nico.jpg"rel="lightbox[p-o]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/foto_pord_nico-300x187.jpg" alt="foto_pord_nico" title="foto_pord_nico" width="300" height="187" class="aligncenter size-medium wp-image-4220" /></a></p>
<p>Le bellissime foto scattate da Nicoletto, rappresentate in un simpatico collage. </p>
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		<title>Francis Bauer e le sue orchidee</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 16:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dipingere orchidee Franz Andreas Bauer (1758-1840) fu un pittore botanico. Fu molto meno noto del fratello Ferdinand (1760-1826), il cui nome è legato all’illustrazione di Flora Graeca. Non di meno Francis, come venne chiamato successivamente, ci interessa in questo blog dedicato alle orchidee perché parte molte delle sue opere ritraggono specie di orchidee botaniche sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dipingere orchidee</strong></p>
<p><strong>Franz Andreas Bauer</strong> (1758-1840) fu un pittore botanico. Fu molto meno noto del fratello <strong>Ferdinand</strong> (1760-1826), il cui nome è legato all’illustrazione di <em>Flora Graeca</em>. Non di meno <strong>Francis</strong>, come venne chiamato successivamente, ci interessa in questo blog dedicato alle orchidee perché parte molte delle sue opere ritraggono specie di orchidee botaniche sia native dell’Austria, paese nativo, che dell’Inghilterra, dove andò a vivere,  che piante fiorite nelle serre dei già allora famosi Giardini Reali di Kew.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/51bt8rcxsyl_ss500_.jpg"rel="lightbox[f-b]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/03/51bt8rcxsyl_ss500_-300x300.jpg" alt="The Orchid Paintings of Franz Bauer" title="The Orchid Paintings of Franz Bauer" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-4140" /></a>Grazie al sapiente uso del microscopio trasferì immagini dettagliate della struttura di varie parti delle orchidee, dal fiore nel suo insieme, al labello, alla colonna, al frutto, fino ai minuti semi. <strong>Dr. Lindley</strong> scelse  28 opere di <strong>Bauer</strong> a cui ne aggiunse 7 di proprio pugno per pubblicare <em>Illustrations of Orchidaceous Plants</em> (1830-1838). Il libro che vi consiglio, <strong>The Orchid Paintings of Franz Bauer</strong>, raccoglie immagini provenienti da diversi Musei e Biblioteche presenti in Europa, che “nascondono” tesori di inestimabile valore scientifico e artistico. Ciascuna delle 63 opere sono accompagnate da note introduttive  del genere e quindi della specie in questione. Molti di questi disegni non sono altrimenti visibili, perché finora mai pubblicati. I critici ritengono che le opere dei fratelli Bauer siano a tutto oggi quanto di meglio sia mai stato eseguito.        </p>
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		<title>Hugh Low, A botanist in Borneo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 13:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immagino che a tanti di noi, piantofili e non solo orchidofili, sia successo di viaggiare, con la mente per lo meno. A volte è un film o un documentario con una ambientazione appassionante che ci trasporta in luoghi mai abitati. Chi ha maggior fantasia si lascia trasportare dalle parole di un libro, dalle avventure di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che a tanti di noi, piantofili e non solo orchidofili,  sia successo di viaggiare, con la mente per lo meno. A volte è un film o un documentario con una ambientazione appassionante che ci trasporta in luoghi mai abitati.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/742-1.jpg"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/742-1-221x300.jpg" alt="A Botanist in Borneo" title="A Botanist in Borneo" width="221" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3416" /></a> Chi ha maggior fantasia si lascia trasportare dalle parole di un libro, dalle avventure di altri. Può essere un orchidea, un rododendro, una primula o tutto quello che ci passa per la testa; la ricerca, la fatica dell&#8217;avventura, la scoperta di una nuova specie, i pericoli, gli incontri, gli amori. La grande epoca dell&#8217;800 è passata, anche se cacciatori di piante sono tuttora esistenti. Ci sono stati personaggi che in vita hanno fatto molto rumore, altri silenziosamente hanno speso la propria vita al servizio dell&#8217;umanità. <strong>Hugh Low</strong> (1824-1905) appartiene a quella schiera di cacciatori di piante che spediti dal padre, commerciante in piante, in Malesia per soddisfare la domanda di nuove piante per il mercato inglese ed europeo,  venne affascinato da una natura che non era stata ancora indagata, da una popolazione indigena che considerò non solo alla stregua di colonialista, per diventarne amministratore. <strong>&#8220;A Botanist in Borneo&#8221;</strong> è la raccolta dei suoi scritti che tenne dal 1844 al 1848, dei suoi viaggi che fece nella terra di Sarawak, Borneo. In questa terra nel 1846 trovò <em>Dimorphorchis lowii</em>, allora denominato <em>Vanda</em>.<br />
Nella lettera indirizzata a <strong>Dr. John Lindley</strong> scrisse:<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/304931m.jpg" rel="lightbox[d-l]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/304931m-239x300.jpg" alt="Dimorphorchis lowii" title="Dimorphorchis lowii" width="239" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3417" /></a>&#8220;Quando te la mandai ricordo di averti detto che c&#8217;era da aspettarsi qualcosa di spettacolare, e sono sicuro che quando produrrà le sue spighe di fiori in Inghilterra sarà l&#8217;ammirazione di tutti i coltivatori, probabilmente oltre ogni Orchidea finora conosciuta. Quando la vidi niente poteva essere considerato  più bello: circa 200 piante crescevano in orizzontale dal fusto di un  grande albero, e da ciascuna di esse due, tre o quattro catene di fiori, ognuna 10 piedi in lunghezza [2.5 m], e talvolta 12 piedi. Ogni singolo fiore è 3 pollici [7.5 cm] di diametro&#8221;. Le pagine di diario sono precedute da una ampia introduzione riguardante la sua vita e i suoi numerosi scritti riguardanti non solo le piante. Dopo il diario la raccolta di tavole, in parte disegnate da Low stesso, di piante che raggiunsero l&#8217;Inghilterra grazie a lui. Alcune orchidee sono state dedicate a <strong>Low</strong>, <em>Paphiopedilum lowii</em>, <em>Dendrobium lowii</em>, altre vennero introdotte in coltivazione grazie a lui, <em>Coelogyne pandurata</em> e <em>Coelogyne asperata</em>.<br />
<small>La tavola ritrae <em>Dimorphorchis lowii</em>, da <strong>A Second Century of Orchidaceous Plants</strong> di James Bateman, 1867. Si ringrazia Swiss Orchid Foundation</small>  </p>
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		<title>Handbuch der Orchideen-Namen</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 13:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dizionario dei nomi delle orchidee Quante specie di orchidee esistono nel mondo? Alcuni dicono 30.000, altri 15.000. Naturalmente è difficile mettere d’accordo i vari studiosi che ogni anno identificano decine di nuove specie, o rinominano alcune esistenti come appartenenti ad un altro genere, o quando più entità considerate specie vengono invece classificate come sottospecie o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dizionario dei nomi delle orchidee</strong></p>
<p>Quante specie di orchidee esistono nel mondo? Alcuni dicono 30.000, altri 15.000. Naturalmente è difficile mettere d’accordo i vari studiosi che ogni anno identificano decine di nuove specie, o rinominano alcune esistenti come appartenenti ad un altro genere, o  quando più entità  considerate  specie vengono invece classificate come sottospecie o forme, oppure specie già descritte vengono nominate sotto nuovo epiteto.<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/herg-pana1.jpg" rel="lightbox[c-m]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/herg-pana1-185x300.jpg" alt="Handbuch der Orchideen-Namen" title="Handbuch der Orchideen-Namen" width="185" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-3259" /></a> Scherzosamente  ho detto all’autrice  <strong>Henrike Berg Panà</strong> che solo una mente ‘tedesca’ poteva pensare di metter un po’ di ordine, perché effettivamente è questo quanto ha fatto in questo suo libro.Si tratta del frutto di numerosi anni di lavoro, dove non  solo la passione per una famiglia di piante ma la  competenza e la capacità di ricerca ha creato alla fine uno strumento di pratica utilità. Le piante vengono classificate in 1115 generi, quanti sono ritenuti validi secondo le più moderne classificazioni. Per ogni specie viene riferito in maniera concisa l’autore che l’ha descritta, i sinonimi, la pubblicazione in cui trovarne i riferimenti, la eventuale presenza sulla stessa di una immagine fotografica, il nome volgare, la forma di crescita, il paese di origine, l’abbreviazione commerciale del genere di appartenenza. E’ quindi un libro rivolto a tutti gli appassionati di orchidee, sia a livello amatoriale che per professionisti; non serve per identificare una pianta sconosciuta, ma di fronte a due piante con nomi diversi possiamo scoprire trattarsi della stessa specie. E’ il primo passo verso  una uniformità di linguaggio nel mondo delle orchidee.</p>
<p>Il libro è acquistabile direttamente dalla casa editrice Ulmer  (www.ulmer.de) o presso ogni libreria.<br />
Handbuch der Orchideen-Namen. Henrike Berg Panà. 2005. Ulmer. Stuttgart (Germania). 782 pp. 130 x 200 mm. € 39.90.<br />
ISBN 3-8001-4620-7</p>
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		<title>&#8220;Orchid Genera&#8221;&#8230; un nuovo libro da non perdere!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 18:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo dizionario con tutti i generi di orchidea A cura di &#8220;Marie Selby Botanical Gardens&#8221; Le schede concise forniscono i dati dettagliati della nomenclatura, della classificazione, della pubblicazione originale, dell&#8217;etimologia e della zona geografica, con una descrizione sommaria ed immagini a colori dei fiori rappresentativi. Il dizionario descrive non solo tutti generi delle 850 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un nuovo dizionario con tutti i generi di orchidea</strong></p>
<p>A cura di <strong><a href="http://www.orchidsbooks.com/book.asp?id=1833"> &#8220;Marie Selby Botanical Gardens&#8221;</a> </strong><br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/mary_selby_bot.jpg"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/01/mary_selby_bot.jpg" alt="mary_selby_bot" title="mary_selby_bot" width="150" height="192" class="alignleft size-full wp-image-2877" /></a>Le schede concise forniscono i dati dettagliati della nomenclatura, della classificazione, della pubblicazione originale, dell&#8217;etimologia e della zona geografica, con una descrizione sommaria ed immagini a colori dei fiori rappresentativi. Il dizionario descrive non solo tutti generi delle 850 orchidee che sono riconosciuti oggi ma anche quei generi conosciuti soltanto dalle annotazioni fossili, pubblicate prima di Linnaeus, pubblicate (ma non accettate) e non valide pubblicate secondo i campioni del codice internazionale della nomenclatura botanica, così come quelle che hanno  nomi o ortografie variabili.<br />
Oltre alle descrizioni in ordine alfabetico, questo dizionario comprende un&#8217;introduzione della biologia dell&#8217;orchidea, un glossario, una lista dei taxonomists accreditati la pubblicazione di nuovi generi, riferimenti chiave, lista bibliografica delle abbreviazioni e le regole governanti la nomenclatura.</p>
<p><strong>English description</strong><br />
“The hundreds of orchid genera and thousands of species can seem unbelievably complex, but they are beautiful, mysterious, and alluring. Therefore we want reliable ways in which to refer to them—ways that will be understood by those who hear us or read our written communications about these plants. The Marie Selby Botanical Gardens Illustrated Dictionary of Orchid Genera will become a convenient reference for those many people who are fascinated by orchids. By referring to this guide, one can find a secure mooring for any species of orchid, one that makes it possible to understand its relatives and its place in the galaxy of orchid variation.”—from the Foreword by Peter H. Raven</p>
<p>The Marie Selby Botanical Gardens Illustrated Dictionary of Orchid Genera is the most comprehensive and extensively illustrated account of orchid genera to date. Its concise entries provide details of nomenclature, classification, original publication, etymology, and geographic range, along with a brief description and color images of representative flowers.</p>
<p>The dictionary describes not only all of the 850 orchid genera that are recognized today but also those genera known only from fossil records, published before Linnaeus, validly published (but not accepted), and invalidly published according to the standards of the International Code of Botanical Nomenclature, as well as those that have variant names or spellings. In addition to the alphabetic entries, this dictionary includes an introduction to orchid biology, a glossary, a list of taxonomists credited with publishing new orchid genera, key references and bibliographical abbreviation list, and the governing nomenclature rules. The Marie Selby Botanical Gardens Illustrated Dictionary of Orchid Genera also features a Foreword by Peter H. Raven and an Introduction on the biology of orchids by David Benzing that describes the August 2007 discovery of the world&#8217;s oldest unequivically orchidaceous fossil.</p>
<p>The Marie Selby Botanical Gardens in Sarasota, Florida, are extensive botanical gardens dedicated to research and collections of epiphytes, especially orchids and bromeliads, and their canopy ecosystems. The Gardens maintain the most diverse collection of bromeliads in the world and feature over 20,000 plants from some 6,000 species in 1,200 genera from 214 plant families, including 6,000 live orchids. This monumental work is yet another manifestation of the collection-an extension of the Gardens into print.</p>
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		<title>Il fiore degli dei</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2008 16:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse si è capito che adoro i libri: leggerli, sfogliarli, immergermi in un mondo che non potrà mai essere il mio ma che ti illude di far conoscenza col passato, coi personaggi che ne hanno avuto parte integrante, che hanno guidato la storia. Proprio ieri sera ho finito di leggere questo libro &#8220;Il fiore degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse si è capito che adoro i libri: leggerli, sfogliarli, immergermi in un mondo che non potrà mai essere il mio ma che ti illude di far conoscenza col passato, coi personaggi che ne hanno avuto parte integrante, che hanno guidato la storia.  Proprio ieri sera ho finito di leggere questo libro <strong>&#8220;<em>Il fiore degli dei</em>&#8220;</strong> che ha come sottotitolo &#8216;<strong><em>L&#8217;orchidea dal mito alla storia</em></strong>&#8216; di Luigi Berliocchi (1953-1999). Pubblicato in Italia da Stampa Alternativa nel 1996, tradotto e pubblicato nel 2000 dalla Timber Press col titolo &#8220;<strong><em>The Orchid in Lore and Legend</em></strong>&#8220;, l&#8217;autore si propone di ripercorrere la storia dell&#8217;orchidea, nei suoi diversi aspetti e momenti. Apprendo così dei possibili progenitori, <em>Protorchis</em>, <em>Paleorchis</em>, identificati per primi da un italiano, <strong>Abramo Bartolomeo Massalongo</strong> (1824-1860), nei depositi calcarei del Monte Bolca, nel nord Italia, del periodo eocenico; e di <em>Orchidacites</em>, scoperti successivamente in Germania.<br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/berliocchi-l_fiore1.jpg" rel="lightbox[f-d]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/berliocchi-l_fiore1-220x300.jpg" alt="Berliocchi &quot;Il fiore degli dei&quot;" title="Berliocchi &quot;Il fiore degli dei&quot;" width="220" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2740" /></a> Come tanti fiori anche le orchidee sono entrate nella leggenda di molte popolazioni soprattutto delle Americhe, dove questi fiori sono comuni quanto le margherite da noi. Un aspetto meno conosciuto è la popolarità delle orchidee presso le popolazioni asiatiche e giapponesi che possono vantare pubblicazioni dedicate ancora prima che in occidente Linneo desse mano all&#8217;opera fondamentale della botanica moderna. L&#8217;introduzione in Europa dai loro paesi di origine ha dato nell&#8217;ottecento l&#8217;inizio a quella che venne chiamata <em>orchidomania</em> ben più &#8216;dolorosa&#8217; di quanto non fosse stata la <em>tulipomania</em>, quando si era disposti a dilapidare per un singolo bulbo mesi e mesi di salario. Storie di gentiluomini e pirati si intrecciano con l&#8217;arrivo delle <em>Cattleya</em>, delle <em>Stanhopea</em>, dei <em>Dendrobium</em>, degli <em>Oncidium</em> e quanto altro si riuscì a scovare anche a prezzo della propria vita. Il libro si chiude con una carrellata sui generi più conosciuti in coltivazione e sui metodi di coltivazione. 180 pagine che si leggono in maniera scorrevole accompagnate dalle immagini in bianco e nero di orchidee, uomini, situazioni che hanno fatto la storia di questa amata famiglia. Il tutto impreziosito da 16 cartoline a colori di altrettante orchidee, come vennero dipinte nei secoli scorsi. Il libro non può definirsi esaustivo in quanto di ogni capitolo sono state scritte decine di libri e di articoli, ma è un modo di avvicinarsi a questo mondo affascinante, ricco di cultura e storia.</p>
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		<title>Pescatorea, Iconographie des Orchidées</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 20:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavo navigando in internet alla ricerca di materiale riguardante una delle orchidee che preferisco: Cattleya citrina, oggigiorno conosciuta col nome di Euchile citrina e ancora più recentemente come Prosthechea citrina. Venni colpito dalla raffigurazione di una stampa del 1860, tratta da Pescatorea, Iconographie des Orchidées di Jean Jules Linden. Mi prese la curiosità di saperne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/linden07.jpg'rel="lightbox[c-c]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/linden07-225x300.jpg" alt="" title="Cattleya citrina" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2481" /></a>Stavo navigando in internet alla ricerca di materiale riguardante una delle orchidee che preferisco:  <em><strong>Cattleya citrina</strong></em>, oggigiorno conosciuta col nome di <em><strong>Euchile citrina</strong></em> e ancora più recentemente come <em><strong>Prosthechea citrina</strong></em>. Venni colpito dalla raffigurazione di una stampa del 1860, tratta da <em>Pescatorea, Iconographie des Orchidées</em> di <a href="http://www.br.fgov.be/PUBLIC/GENERAL/HISTORY/linden.php">Jean Jules Linden</a>. Mi prese la curiosità di saperne di più di questo libro e tramite un motore di ricerca per libri usati e antichi arrivai ad un antiquario che lo vendeva per la bellezza di $20.000,00. Una altra pagina del web mi condusse ad una casa editrice (<a href="http://www.naturalia-publications.com/catalog/">Naturalia Publications</a>) che nel 1994 decise di ristampare quel volume, mentre nel 1993 aveva già ristampato l&#8217;opera più consistente di Jean Linden, <em>Lindenia</em>, originariamente pubblicata in 20 volumi. Vista la spesa sicuramente più contenuta decisi di farmi un regalo.<br />
Il libro è di grande formato, 33&#215;24 cm, e sono riprodotte le 48 tavole che compongono questa opera. Ogni tavola, a piena pagina, è accompagnata<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/linden21.jpg'rel="lightbox[c-c]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/linden21-221x300.jpg" alt="" title="Laelia purpurata" width="221" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2483" /></a>   da due-tre pagine di testo: la descrizione in latino della pianta, i sinonimi, i riferimenti bibliografici, un breve racconto circa l&#8217;eventuale scopritore, chi la introdusse, chi la coltivò fino a farla fiorire per primo in Europa e così via. Al termine non manca mai un  capitolo dedicato alla coltivazione, dettagliata e molto utile, talvolta con riferimento alle temperature da mantenere nelle diverse stagioni e bagnature  correlate. Purtroppo le tavole non sono riprodotte su carta idonea; di per sé sono comunque un buon esempio di illustrazione botanica applicata all&#8217;orticoltura come era in voga nell&#8217;800, secolo che ha visto nascere tantissime riviste completamente dedicate all&#8217;attività amatoriale del giardinaggio, alcune esclusivamente dedicate alle orchidee.</p>
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		<title>Un regalo da farsi o fare&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri ho ricevuto una copia di &#8220;The New Encyclopedia of Orchids&#8221;, pubblicato da Timber Press. L&#8217;autrice è Isobyl la Croix, nota botanica e coltivatrice di orchidee soprattutto dell&#8217;Africa tropicale, in particolar modo interessata alle angrecoidi. Da quando è ritornata a vivere nel Regno Unito è diventata la direttrice della rivista Orchid Review, la rivista inglese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho ricevuto una copia di &#8220;The New Encyclopedia of Orchids&#8221;, pubblicato da Timber Press. L&#8217;autrice è Isobyl la Croix, nota botanica e coltivatrice di orchidee soprattutto dell&#8217;Africa tropicale, in particolar modo interessata alle angrecoidi. Da quando è ritornata a vivere nel Regno Unito è diventata la direttrice della rivista <em>Orchid Review</em>, la rivista inglese dedicata alle orchidee, arrivata con l&#8217;ultimo numero (Novembre-Dicembre 2008) al vol. 116, n° 1284. </p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/9780881928761l1.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/12/9780881928761l1-231x300.jpg" alt="" title="9780881928761l1" width="231" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2466" /></a>Il tomo di 524 pagine si presenta organizzato in una vera e propria enciclopedia con le piante ordinate in senso alfabetico, da <em>Acampe</em> a <em>Zygostates</em>.  350 sono i generi presentati, che seguono nella nomenclatura le nuove indicazioni dettate dalla biologia molecolare; sinonimi, etimologia, distribuzione, caratterizzazione e coltivazione sono gli argomenti per ciascun genere. Oltre 1500 piante, solo specie, delle 25.000 esistenti, sono presentate in maniera succinta ma sufficiente per la comprensione delle singole entità, con indicazioni di coltivazione se questa si differenzia in modo sostanziale da quelle date per il genere. La parte interessante sono le foto: 1000 immagini, distribuite fra le pagine, anche a piena pagina, di buona-ottima qualità e soprattutto di piante non altrove visibili.<br />
Se ancora avete qualche dubbio per un regalo credo che questo possa soddisfare la maggior parte degli orchidofili. E&#8217; visibile in anteprima limitata <a href="http://books.google.it/books?id=to4rytwGiiwC&#038;printsec=frontcover&#038;dq=the+new+encyclopedia+of+orchids#PPA133,M1">qui.  </a></p>
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		<title>Guarda che luna!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 20:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eclisse di luna vista dalla digitale di G &#038; C.I. &#8230; all&#8217;evidenza non solo orchidofili. Il 16 agosto 2008 c&#8217;è stata un&#8217; eclissi parziale di luna, i nostri amici, Gabriella e Carlo Ivano, si sono piazzati notte tempo nel loro solarium (per l&#8217;occasione utilizzato come osservatorio astronomico) ed hanno fotografato questa strana luna, parzialmente oscurata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;eclisse di luna vista dalla digitale di G &#038; C.I. &#8230; all&#8217;evidenza non solo orchidofili.</strong><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/08/eclissi_di_luna_del_17_8_8.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/08/eclissi_di_luna_del_17_8_8-300x199.jpg" alt="" title="eclissi_di_luna_del_17_8_8" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2243" /></a> Il 16 agosto 2008 c&#8217;è stata un&#8217; eclissi parziale di luna, i nostri amici, Gabriella e Carlo Ivano, si sono piazzati notte tempo nel loro solarium (per l&#8217;occasione utilizzato come osservatorio astronomico) ed hanno fotografato questa strana luna, parzialmente oscurata dalla terra.<br />
Per sapere cosa è veramente successo quella notte nel solarium dei nostri amici, interrogate questa luna galeotta&#8230; lei ha visto tutto <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Polystachya maculata: facile&#8230; anche in casa</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 08:55:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Praticamente sempre fiorita tutto l&#8217;anno Non ci credete? E&#8217; proprio così. Vegeta velocemente e quando gli pseudobulbi giovani mostrano le nuove infiorescenze, quelle dei vecchi hanno ancora qualche fiore aperto. Polystachya maculata P.J.Cribb, Orchidee (Hamburg) 35: 233 (1984). SEZIONE Cultriformis [Thouars] Sprengel Una specie per chi coltiva in casa Specie ideale per le amiche e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Praticamente sempre fiorita tutto l&#8217;anno</strong><br />
Non ci credete? E&#8217; proprio così. Vegeta velocemente e quando gli pseudobulbi giovani mostrano le nuove infiorescenze, quelle dei vecchi hanno ancora qualche fiore aperto.</p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/polystachya_maculata.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/polystachya_maculata-150x150.jpg" alt="" title="polystachya_maculata" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1752" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/polystachya_maculata_p.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/polystachya_maculata_p-150x150.jpg" alt="" title="polystachya_maculata_p" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1753" /></a><br />
<em>Polystachya maculata</em> P.J.Cribb, Orchidee (Hamburg) 35: 233 (1984).<br />
SEZIONE Cultriformis [Thouars] Sprengel</p>
<p><strong>Una specie per chi coltiva in casa</strong><br />
Specie ideale per le amiche e gli amici coltivatori &#8220;casalinghi&#8221;, che desiderano arricchire la loro collezione con un&#8217;orchidea inusuale, facile e generosa.<br />
Come già scritto nel capoverso introduttivo, i suoi fiori sono di lunga durata, spuntano in progressione e spesso anche più volte all&#8217;anno, creando l&#8217;effetto della fioritura persistente sia sulle infiorescenze giovani che su quelle vecchie, da cui l&#8217;origine del nome di genere &#8220;<em>Polystachya&#8221;</em><br />
per l&#8217;appunto.<br />
E&#8217; un&#8217;orchidea epifita africana endemica nel Burundi. La pianta è di dimensione medio piccola ed i fiori seppur piccoli (1 cm) sono abbastanza vistosi, sia per il colore chiaro del labello e giallo verdino vivo dei petali e dei sepali, che per le evidenti maculature  da cui deriva il nome di specie &#8220;maculata&#8221;.</p>
<p><strong></strong><strong>Coltivazione</strong><br />
<em>Polystachya maculata</em> vive bene a temperature intermedie (tra 18 2e 22°C e quindi in sintonia anche con le medie di appartamento), luce filtrata, buona umidità e circolazione d&#8217;aria. Tenere la pianta abbondantemente annaffiata durante la crescita degli pseudobulbi e rallentare le bagnature  quando questi sono maturi: fertilizzazioni regolari ogni una o due settimane con concime equilibrato</p>
<p><strong>Il genere</strong><br />
Il genere <em><strong>Polystachya</strong></em> è stato stabilito da  Hooker 1824 SOTTOFAMIGLIA <em>Epidendrodeae</em>, TRIBU&#8217; <em>Epidendreae</em>, SOTTOTRIBU&#8217; <em>Adrorhizinae.</em><br />
Specie tipo: <em>Polystachya luteola</em> Hooker nome illegale 1824 = <em>Epidendrum minutum </em>Aubl. 1775 = <em>Polystachya minuta</em> [Aubl.]Hooker 1845 = <em>Polystachya concreta</em> [Jacq.] Garay &#038; Sweet 1974<br />
Questo genere è trovato a partire dall&#8217;Africa tropicale ai Caraibi, alla Florida, nel Messico, nel Brasile e verso l&#8217;est attraverso il Pacifico, l&#8217;Asia Sud-Orientale e l&#8217;Indonesia.<br />
Le varie piante del genere <em>Polystachya </em>sono generalmente abbastanza &#8221; solide&#8221; ma è molto difficile generalizzare poiché si incontrano in ambienti assai diversificati (foresta densa, di montagna e di pianura) e su molti continenti. Ci sono quasi 250 specie (su un totale d&#8217; circa 450 sp.) di <em>Polystachya</em>, endemiche in Africa, a volte poco conosciute e poco studiate, la cui classificazione richiederebbe una revisione. </p>
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		<title>Le spontanee di Sassano&#8230;&#8221;pexo el tacon del sbrego&#8221;</title>
		<link>http://www.orchids.it/2008/05/22/le-spontanee-di-sassanopexo-el-tacon-del-sbrego/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 09:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grande idea di portare in tavola qualche ricetta a base di orchidea sta accollandosi, suo malgrado da sola, le colpe e le ire funeste postume, di tutto l&#8217;entourage dei protagonisti. Pare che la soluzione finale sia stata presa: togliere il video Rai incriminato dalla rete ed incaricare un &#8220;esimio professore&#8221; a spiegare agli italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La grande idea di portare in tavola qualche ricetta a base di orchidea sta accollandosi, suo malgrado da sola, le colpe e le ire funeste postume, di tutto l&#8217;entourage dei  protagonisti.</strong></p>
<p>Pare che la soluzione finale sia stata presa: togliere il video Rai incriminato dalla rete ed incaricare un &#8220;esimio professore&#8221; a spiegare agli italiani via etere&#8230; che le orchidee spontanee non si possono toccare perché protette da leggi ferree.<br />
Forse sbaglio, ma io penso che l&#8217;unico effetto che otterrà questa &#8220;azione riparatrice&#8221;, posto che non sarà possibile posizionare una guardia forestale a fianco di ogni esemplare, sarà quello di incentivare ulteriormente la loro raccolta.<br />
Quelle <strong>sassanesi</strong> poi, diventeranno oggetto di culto e di collezionismo prezioso: come a dire &#8211; queste sono quelle famose della <strong>&#8220;frittata galeotta&#8221;</strong> <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_lol.gif' alt=':lol:' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-1749"></span><br />
<strong>Chi ha sbagliato?</strong><br />
Pare che nessuno abbia colpe, tutti bravi, tutti in buona fede&#8230;anzi le orchidee spontanee devono ringraziare per questa imprevista popolarità.<br />
No signori, in questa vicenda si sono sprecate azioni da <strong>&#8220;dilettanti allo sbaraglio&#8221;</strong>, si sono esibite fino all&#8217;assuefazione, credenziali di <strong>&#8220;espertologia orchidofila&#8221;</strong> &#8230; ora tutti sorpresi, e pronti a porre rimedio con dichiarazioni di sgomento, di sdegno e di malcelata difesa del proprio singolo operato.</p>
<p><strong>I protagonisti</strong><br />
Vorrei assolvere l&#8217;ideatore della manifestazione, ma tutta quella sfilza di titoli con i quali si è presentato, eccoli&#8230;.<em>&#8220;Geobotanico, naturalista, farmacista.<br />
Studioso delle orchidee selvatiche dell’Appennino campano lucano<br />
Ideatore della manifestazione “La Settimana delle Orchidee Selvatiche ”<br />
Direttore scientifico del Museo delle Erbe di Teggiano<br />
Direttore scientifico del Museo delle Antiche Coltivazioni di Sassano&#8221; </em>&#8230;non me lo consentono.<br />
Vorrei recepire e condividere la buona fede della curatrice della rubrica Rai &#8220;Terra e Sapori&#8221;, manifestata in risposta alla mia e-mail con un &#8220;copia-incolla&#8221; generico e generale dall&#8217;eloquente intestazione <strong>&#8220;Caro telespettatore&#8221;</strong>, ma non posso farlo. Forse è stato troppo ardire, l&#8217;aver sperato che la curatrice avesse avuto il tempo di leggerla quella mail, se lo avesse fatto avrebbe speso qualche secondo per dare un&#8217;occhiata ai commenti del post apparso sul blog. Forse è stato proprio il poco tempo a sua disposizione, quel folletto che l&#8217;ha portata in questo &#8220;cul de sac&#8221;&#8230;ma tant&#8217;è, alla Rai ci lavora lei e non io, quindi pollice verso anche per la curatrice.<br />
Al Sindaco e a tutta la compagine politica apparsa sulla scena, da cittadino che paga le tasse mi permetterei di dare questo consiglio : meno immagine e più risposte alla soluzione dei veri problemi dei cittadini darebbe più significato alla vostra azione politica.<br />
Vorrei anche spezzare una lancia in favore dei botanici, fisioterapisti&#8230;insomma tutta quella roba elencata nella brochure di presentazione, ma nemmeno loro posso assolvere&#8230;che c&#8217;azzeccano con le orchidee?<br />
<strong>GIROS.</strong>..ragazzi, ma eravate presenti? Se eravate li, cosa facevate. Va bene salvaguardare la vostra immagine di puristi del sapere sulle spontanee&#8230;ma proprio muti no. Mi sa che il buon Liverani si sta rivoltando sulla tomba&#8230;non è sufficiente distribuire il &#8220;decalogo del buon orchidofilo&#8221; e sentirsi apposto con la coscienza.</p>
<p><strong>Orchidee in cucina?</strong><br />
L&#8217;unica cosa bella da assolvere è proprio quella alla quale tutti sparano addosso: l&#8217;orchidea in cucina!<br />
Perché no! A parte la gaffe di chi ha consigliato al cuoco (povero, lui non aveva certamente partecipato al congresso GIROS e quindi non poteva essere erudito al punto da cogliere la differenza), di addobbare i suoi piatti con i fiori delle spontanee, l&#8217;orchidea in cucina è un&#8217;idea geniale, vecchia nel tempo e buona da riscoprire.<br />
Però, questa idea non può essere sviluppata con lo spirito da &#8220;apprendisti stregoni&#8221; o peggio con l&#8217;ardire dei &#8220;dilettanti allo sbaraglio&#8221;. Chi lo desidera fare deve scavare nella storia, deve conoscere le orchidee e deve capire cosa usare di loro per dare significato alla cultura luculliana.<br />
La vaniglia, per esempio è un&#8217;orchidea ed è usata da millenni a soddisfazione del palato. Su questo versante possiamo continuare all&#8217;infinito&#8230;ma questa è un&#8217;altra storia.<br />
Chissà che un giorno non possa invitarvi a casa mia a gustare una bella torta alla <a href="http://www.orchids.it/2006/11/07/902/"><em>&#8220;Vanilla planifolia&#8221;</em></a>, qualche &#8220;petalo caramellato&#8221; di <a href="http://www.orchids.it/2007/12/19/una-vanda-per-natalesuavis-naturalmente/"><em>Vanda suavis</em></a> e magari un bel risottino insaporito con &#8220;pollinia&#8221; di <em>Cymbidium eburneum</em>&#8230;tutte orchidee coltivate nella mia collezione ..naturalmente <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Sl Orpetii&#8230; 107 anni pieni di fascino</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 07:51:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il fascino discreto delle Minicattleye Eravamo nella primavera del 1901 quando il sig. Edward Owen Orpet ammirò le prime fioriture del suo incrocio (Laelia pumila x Sophronitis coccinea ), &#8211; Edward rimase molto soddisfatto dei suoi risultati &#8211; Era proprio quello che voleva ottenere: colori intensi, fiori grandi, consistenti e piante piccole. Decise di registrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il fascino discreto delle Minicattleye</strong><br />
Eravamo nella primavera del 1901 quando il sig. Edward Owen Orpet ammirò le prime fioriture del suo incrocio <em>(Laelia pumila x Sophronitis coccinea ),</em> &#8211; Edward rimase molto soddisfatto dei suoi risultati &#8211; Era proprio quello che voleva ottenere: colori intensi, fiori grandi, consistenti e piante piccole. Decise di registrare quell&#8217;ibrido artificiale&#8230;era il primo realizzato negli USA.</p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/sl_orpetii-_bella-vista.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/sl_orpetii-_bella-vista-246x300.jpg" alt="" title="sl_orpetii-_bella-vista" width="246" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1746" /></a>Questa che si vede nella foto è il cultivar Sl Orprtii &#8216;Bella Vista&#8217;, in fiore attualmente nella mia collezione. Non è un fotomontaggio, le proporzioni sono reali. Per avere il senso delle misure, teniamo conto che il vaso misura 10 centimetri di diametro.<br />
Di questo incrocio non ci sono tante notizie in giro è un ibrido primario quasi dimenticato e seppur molto affascinante, assai raro da trovare nelle collezioni. La sua coltivazione poi, rappresenta la sintesi dei problemi che si incontrano con le orchidee brasiliane: facili e nello stesso tempo delicate.<br />
<strong>Genealogia:</strong><br />
<strong>Sl. Orpetii</strong> = <em>L. pumila x Soph. coccinea</em> (1901) Ibrido registrato da Orpet.<br />
Questo ibrido primario si è guadagnato un posto di prim’ordine nella storia orchidofila degli U.S.A. in quanto è stato il primo incrocio artificiale nato nel continente americano ad essere registrato nella <strong>&#8220;Sander’s List of Orchid Hybrids and The Orchid Stud-Book.&#8221;</strong><br />
Inizialmente, le sue qualità non sono state molto apprezzate e dovranno trascorrere parecchi anni (bisogna attendere il 1977), perché conquisti dei premi RHS e AOS.<br />
<span id="more-1748"></span><br />
Negli anni 70, quando cominciano a cambiare i gusti dei collezionisti e del mercato, le minicattleye salgono ai vertici del gradimento a discapito delle Cattleyae a grandi fiori, regine incontrastate fino agli anni 60, anche questo ibrido primario riconquista la scena nelle collezioni.<br />
Dal 1977 in poi, Sl Orpetii ottiene oltre 18 premi di rilevanza internazionale per la qualità dei suoi fiori.<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_7.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_7-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_7" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1717" /></a>Il cultivar <strong>Sl. Orpetii ‘Bella Vista’ </strong> presentato a concorso da un coltivatore giapponese ha ricevuto  un BM/JOGA.<br />
Le foto vi mostrano la mia Sl Orpetii &#8216;Bella Vista&#8217;, pianta stupenda e molto duttile a varie condizioni di coltivazione. Posizionando varie piante in diverse zone della serra si possono ottenere fioriture a partire da Febbraio fino a Maggio Giugno.<br />
Nel mercato si possono trovare diversi incroci discendenti dalla Sl. Orpetii, ad esempio: Sl Psyche x Sl. Orpetii e Sl. Orpetii’Velvet Doll’ x Slc. Red Gypsy</p>
<p><strong>Qualche nota sui genitori di Sl Orpetii</strong><br />
Le doti importanti di questo incrocio: piccola dimensione della pianta ed intensità del colore dei fiori, caratteristiche ereditate dalla <em>Soph. coccinea</em>, mentre la <em>Laelia pumila</em> ha trasmesso la grande dimensione dei fiori (8 cm)</p>
<p><a href="http://www.orchids.it/2006/04/06/sophronitis-modeste-ma-belle/"><em><strong>Sophronitis coccinea</strong></em></a><br />
Il primo ibrido ottenuto con <em>Soph.coccinea</em> è  Sophrocattleya  Batemanniana <em>(x Cattleya intermedia)</em> registrato nel 1886 da Veitch. Questo incrocio, esibito dal Barone Sir Henry J. Schroder nel 1887,Ha ottenuto un <strong>&#8220;Award of Merit by the Royal Horticultural Society (RHS)&#8221;</strong>. </p>
<p><a href="http://mirandaorchids.com/species26pumilaVGA.htm"><em><strong>Laelia pumila</strong></em></a><br />
<em>Laelia pumila</em> è stata utilizzata come genitore in 51 incroci  dal 1856 fino al 1935. Come  <em>Soph. coccinea</em>, anche <em>L. pumila</em> parcheggia nell&#8217;oblio degli ibridatori fino agli anni 60, successivamente sono registrati altri 90 incroci con genitore <em>Laelia pumila</em>.<br />
Tuttavia, una delle più belle minicattleye con genitore <em>L. pumila</em>  è &#8220;Laeliocattleya Clive (L. pumila x C. dowiana), uno dei primi incroci registrato da Clive Cookson nel 1893. Fra 1894 e 1908, questo incrocio ha ricevuto quattro FCC e tre AM dalla RHS. </p>
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		<title>Seconda visita virtuale alla serra&#8230;qualche fiore</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 09:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tornando in serra Il primo viaggio in serra l&#8217;abbiamo fatto guardando in giro&#8230;e magari senza accorgerci dei fiori che ci stavano attorno. Questo seconda immersione la dedichiamo a nove belle fioriture, a sorpresa cercheremo anche di indovinare i nomi dei generi, delle specie e o degli ibridi eventuali&#8230;troppo difficile?&#8230;mai dire mai, provaci Se fai 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tornando in serra</strong><br />
Il primo viaggio in serra l&#8217;abbiamo fatto guardando in giro&#8230;e magari senza accorgerci dei fiori che ci stavano attorno. Questo seconda immersione la dedichiamo a nove belle fioriture, a sorpresa cercheremo anche di indovinare i nomi dei generi, delle specie e o degli ibridi eventuali&#8230;troppo difficile?&#8230;mai dire mai, provaci <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<span id="more-1710"></span><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_1.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_1-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_1" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1711" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_2.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_2-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_2" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1712" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_3.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_3-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_3" width="150" height="150" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1713" /></a></p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_4.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_4-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_4" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1714" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_5.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_5-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_5" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1715" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_6.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_6-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_6" width="150" height="150" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1716" /></a></p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_7.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_7-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_7" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1717" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_8.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_8-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_8" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1718" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_9.jpg'rel="lightbox[visita 2]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/05/visita_serra_1_9-150x150.jpg" alt="" title="visita_serra_1_9" width="150" height="150" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1719" /></a></p>
<p>Se fai <strong>9 </strong>vinci l&#8217;ultima in basso a destra&#8230;o altra in caso tu ne sia già in possesso.<br />
Buon divertimento<br />
NB) per vedere le foto formato grande, clicca sopra una volta per portarla a media grandezza ed una seconda volta per godertela a dimensione reale.</p>
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		<title>Brutta sorpresa durante il rinvaso dei Paphiopedilum: cocciniglia cotonosa</title>
		<link>http://www.orchids.it/2008/04/29/brutta-sorpresa-durante-il-rinvaso-dei-paphiopedilum/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 09:38:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tanti anni di coltivazione è la prima volta che trovo la presenza di cocciniglia su piante di Paphiopedilum Forse è il prezzo che si paga portando spesso le orchidee fuori dalla serra&#8230;direte voi &#8211; vedi? &#8211; Hanno ragione quei collezionisti che manco a pagarli portano le loro orchidee nelle esposizioni ! Credo che comunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In tanti anni di coltivazione è la prima volta che trovo la presenza di cocciniglia su piante di <em>Paphiopedilum</em><br />
</strong></p>
<p>Forse è il prezzo che si paga portando spesso le orchidee fuori dalla serra&#8230;direte voi &#8211; vedi? &#8211; Hanno ragione quei collezionisti che manco a pagarli portano le loro orchidee nelle esposizioni !<br />
Credo che comunque valga la pena di correre qualche rischio, se la logica della super protezione avesse un fondamento non bisognerebbe mai uscire di casa per non prendersi un raffreddore.<br />
Guardando il lato positivo della vicenda, cercheremo di utilizzare questa situazione per fare qualche indagine e per attivare azioni appropriate di disinfestazione. Ad esempio, lo sapevate che la famosa &#8220;manna degli ebrei&#8221; altro non è che una cocciniglia, la <strong>Trabutina mannipara</strong> e, che un altro appartenente a questa famiglia, il <strong>Kermes vermilio</strong> è utilizzato per la colorazione (rossa) di alcuni famosi aperitivi di uso comune.<br />
Le cocciniglie sono &#8220;cugine&#8221; degli afidi (entrambi Rincoti), il loro alimento è assunto tramite apparato boccale perforante succhiatore ed è costituito dagli umori vegetali delle piante colonizzate. L&#8217;assunzione delle sostanze succhiate nelle piante è significativa, tali insetti dispongono di un filtro che trattiene acqua, zuccheri, sostanze minerali, necessari al loro fabbisogno fisiologico; la rimanenza è espulsa all&#8217;esterno del corpo attraverso specifici orifizi. Di conseguenza attorno ad una colonia di cocciniglia è presente anche la melata zuccherina, alimento di funghi patogeni ed altri insetti.  </p>
<p><strong>L&#8217;infestazione</strong></p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_2.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_2-150x150.jpg" alt="" title="coc_paphio_2" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1566" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_primo_piano.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_primo_piano-150x150.jpg" alt="" title="coc_paphio_primo_piano" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1565" /></a> La foto a sinistra mostra le pagine inferiori di alcune foglie di <em>Papiopedilum urbanianum</em> colonizzate dalla Cocciniglia cotonosa e quella di destra una femmina adulta in primo piano.<br />
E&#8217; stato già scritto anche in altri post del blog, quanto siano pericolose e difficili da debellare le infestazioni di cocciniglia. Ci sono diverse specie, fra le tante, quella cosiddetta &#8220;cotonosa&#8221; è la più subdola perché le prime avvisaglie della sua presenza giungono sempre in ritardo ovvero quando l&#8217;infestazione è già dominante. Nel caso di specie, la prima colonizzazione inizia nelle pagine inferiori delle foglie dei <em>Paphiopedilum</em> e finché qualche individuo adulto non migra è difficile accorgersene. L&#8217;unico segnale di allarme è il progressivo e generale stato di deperimento delle piante infestate.<br />
<span id="more-1564"></span><br />
<strong>Il nome scientifico </strong></p>
<p>Cotonello longispino<br />
Pseudococcus longispinus (Targioni Tozzetti)<br />
Genere: Pseudococcus<br />
Famiglia: Pseudococcidae<br />
Ordine: Hemiptera<br />
Classe: Hexapoda (compresi Insecta) </p>
<p><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_3.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_3-150x150.jpg" alt="" title="coc_paphio_3" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1567" /></a>Questa cocciniglia altamente polifaga cosmopolita  si propaga con enorme facilità nelle serre, ma in zone calde vive anche all&#8217;esterno.<br />
Questo  rincote si riproduce attraverso diverse generazioni <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aphidoidea"> anfigoniche </a> &#8211; fenomeno variabile in funzione delle condizioni ambientali; non si riproduce per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partenogenesi"> partenogenesi</a>, come il suo affine Planococcus citri<br />
La femmina è a forma ovale allungata ed è lunga 2-3 mm, non produce un ovisacco ma un feltro ceroso che aderisce alle foglie; il maschio è di colore marrone e lungo 1 mm.<br />
In regioni a clima caldo si formano 3-4 generazioni l&#8217;anno, mentre nelle serre il numero è superiore.<br />
Le uova vengono deposte all&#8217;interno di una massa bianca di cera feltrosa; le neanidi molto mobili sono in grado di spostarsi da una pianta all&#8217;altra allargando così l&#8217;infestazione.<br />
Svernano all&#8217;aperto in qualsiasi stadio di sviluppo nella parte epigea della pianta e qualche volta sulle radici.<br />
Pseudococcus longispinus ha dei nemici naturali utilizzabili come lotta biologica all&#8217;aperto e sono i parassitoidi Imenotteri calcidoidei Anagyrus sp, Leptomastidea abnormis e Arhopoideus peregrinus ed i predatori Coccinellidi Scymnus e Crytolaenus montrouzieri.<br />
Però la difesa in serra è efficace solamente con l&#8217;uso di prodotti chimici.<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paph_tratt.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paph_tratt-150x150.jpg" alt="" title="coc_paph_tratt" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1568" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_tratt_dopo.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/coc_paphio_tratt_dopo-150x150.jpg" alt="" title="coc_paphio_tratt_dopo" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1570" /></a>Si può ricorrere a oli bianchi attivati con Deltametrina, Fluvinate ecc. oppure con insetticidi come Fenitrothion, Imidacloprid, Quinalphos, Dimethoate.<br />
Le foto ai lati mostrano un individuo adulto, trattato con una miscela di olio bianco e Imidacloprid, come si può vedere dopo 1/2 ora ha mollato la presa.<br />
Nota: l&#8217;intervento con olio bianco e Imidacloprid è applicato nello specifico sulle piante infestate, alla fine dei rinvasi dovrò  eseguire un trattamento generale in tutta la serra.</p>
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		<title>Biotopi particolari a quattro passi da casa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 14:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante le temperature non troppo favorevoli delle scorse settimane e le pioggie incessanti, le orchidee spontanee non si sono fatte spaventare e sabato, dopo un giro perlustrativo, inaspettatamente, ma con mia somma gioia, alcune orchidee hanno già cominciato a ravvivare i prati con i loro colori. foto Massimo Morandin Prima fra tutte, rivelandosi la regina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante le temperature non troppo favorevoli delle scorse settimane e le pioggie incessanti, le orchidee spontanee non si sono fatte spaventare e sabato, dopo un giro perlustrativo, inaspettatamente, ma con mia somma gioia, alcune orchidee hanno già cominciato a ravvivare i prati con i loro colori.<br />
<small>foto Massimo Morandin</small><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0896.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0896-150x150.jpg" alt="" title="Orchis mascula" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1488" /></a>Prima fra tutte, rivelandosi la regina della primavera nella mia zona, l’<em>Orchis mascula</em>     <strong>(L.) L., Fl. Suec., ed. 2: 310 (1755)</strong> che sarà presumibilmente seguita da <em>Listera ovata</em>, <em>Neottia nidus-avis</em> e <em>Cephalanthera longifolia</em>.<br />
La zona di ritrovamento presenta un biotopo particolare costituito da una piccola e stretta valle attraversata da un torrentello sempre alimentato, dove il sole illumina per poche ore primaverili/estive il mattino il versante nord rivolto a sud e la sera il versante sud rivolto a nord.<br />
<span id="more-1487"></span></p>
<p><small>foto Massimo Morandin </small><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0884.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0884-150x150.jpg" alt="" title="Paeonia officinalis" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1489" /></a><br />
Questo particolare areale mi ha permesso di fare incontri sorprendentemente inaspettati, primo fra tutti con la <em>Paeonia officinalis</em> (a sinistra), pianta rara in tutta Italia ed ancor di più alle altitundini dove l’ho rinvenuta.<br />
Altro incontro inaspettato con la <em>Pinguicola alpina</em> (sotto), carnivora anch&#8217;essa rara che si trova in genere ad altitudini maggiori.</p>
<p><small>foto Massimo Morandin </small><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0888.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0888-150x150.jpg" alt="" title="Pinguicola alpina" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1490" /></a><br />
Interessante, nelle orchidee, è l&#8217;evolversi dello sviluppo della pianta per portare la stessa a fioritura. In questo caso è interessante osservare come in un&#8217;area inferiore al metro quadrato si possano trovare le stesse specie di orchidee con stadi di sviluppo completamente diversi, da quelle con i pannicoli fiorali ancora racchiusi dalle brattee via via arrivando a quelle che già hanno aperto i primi 5 o 6 fiori alla base.<br />
Qui di seguito alcuni esempi di quanto sopra detto:<br />
<small>foto Massimo Morandin </small><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0891.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0891-150x150.jpg" alt="" title="Orchis mascula" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1494" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0889.jpg'></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0893.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0893-150x150.jpg" alt="" title="Listera ovata" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1492" /></a><a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0897.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/04/dscf0897-150x150.jpg" alt="" title="Cephalanthera longifolia" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1493" /></a><br />
Si possono osservare nell&#8217;ordine da sinistra a destra <em>Orchis mascula</em> nei diversi stadi di sviluppo dalle &#8220;precoci&#8221; in primo piano alle &#8220;tardive&#8221; in terzo piano, <em>Listera ovata</em> e <em>Cephalanthera longifolia</em>.<br />
<strong>English version next page</strong></p>
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		<title>Protetto: Ordine definitivo libro &#8220;The Classic Cattleyas&#8221;</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/06/29/protetto-ordine-definitivo-libro-the-classic-cattleyas/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jun 2007 12:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è disponibile alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.]]></description>
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		<title>Aggiornamento libro &#8220;The Classic Cattleyas&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2007 07:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti, dopo le molte domande poste ai vari venditori ed aver ricevuto le necessarie delucidazioni, posso finalmente darvi un indicazione abbastanza realistica di quello che sarà il costo finale del libro: costo del libro € 32,93 spese di spedizione a forfait € 4,50 (da ripartire per il numero di libri) spese di spedizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, dopo le molte domande poste ai vari venditori ed aver ricevuto le necessarie delucidazioni, posso finalmente darvi un indicazione abbastanza realistica di quello che sarà il costo finale del libro:<br />
costo del libro € 32,93<br />
spese di spedizione a forfait € 4,50 (da ripartire per il numero di libri)<br />
spese di spedizione x libro € 1,55<br />
Iva da € 1,5 a 7 (a quanto ho capito varia a seconda del contenuto del libro)</p>
<p>Supponendo quindi di acquistare 10 copie del libro ed applicando l&#8217;imposta massima, il costo finale di ogni libro dovrebbe essere di circa € 41,93 (32,93+(4,5:10)+1,55+7).</p>
<p>L&#8217;ordine verrà piazzato su Amazon.fr e l&#8217;evasione dell&#8217;ordine è prevista in 1-3 settimane.</p>
<p>Detto questo sotto con le adesioni.</p>
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		<title>Recensioni: &#8220;The Classic Cattleyas&#8221;</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/04/03/1047/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 09:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Orchids]]></category>

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		<description><![CDATA[Matteo da Firenze invia ad Orchids.it questa interessante segnalazione letteraria Come promesso ti volevo mandare un commento sul libro &#8220;The Classic Cattleyas&#8221; di A.A. Chadwick e A.E. Chadwick. Gli autori sono i proprietari della Chadwick &#038; Son Orchids, situata a Powhatan, in Virginia, e Chadwick senior coltiva orchidee e in particolare Cattleya, sin dal 1943. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Matteo da Firenze invia ad Orchids.it questa interessante segnalazione letteraria</strong></p>
<p><img src='/img_up/classic_cattleyas_200_272.jpg' alt='' class="alignleft"/>Come promesso ti volevo mandare un commento sul libro <strong>&#8220;The Classic Cattleyas&#8221; di A.A. Chadwick e A.E. Chadwick</strong>. Gli autori sono i proprietari della Chadwick &#038; Son Orchids, situata a Powhatan, in Virginia, e Chadwick senior coltiva orchidee e in particolare <em>Cattleya</em>, sin dal 1943. E&#8217; inoltre autore di numerosi articoli per &#8220;Orchids&#8221;, la nota pubblicazione dell&#8217;<strong>American Orchid Society</strong>.<br />
Il libro è rilegato con copertina rigida e sovracopertina, per un totale di 243 pagine, ed edito dalla Timber Press nel 2006.<br />
L&#8217;opera è divisa in 10 capitoli:<br />
I) &#8220;Royal flower of Imperial Europe&#8221; tratta della storia europea delle Cattleya, dalla scoperta della prima specie, C. labiata, fino<br />
all&#8217;inevitabile declino dell&#8217;orticoltura europea con l&#8217;arrivo della II Guerra Mondiale.<br />
<span id="more-1047"></span><br />
II) &#8220;Five- Star American Lady&#8221; parla invece dell&#8217;ascesa delle Cattleya nei prosperosi Stati Uniti e dell&#8217;importanza di queste nel definire a livello comune l&#8217;immagine di &#8220;orchidea&#8221;, insieme alla fiorente industria che queste piante hanno saputo creare.<br />
III) &#8220;A touch of botany&#8221; analizza la botanica delle Cattleya, soffermandosi sull&#8217;anatomia di pianta e fiore, con particolare riguardo alle &#8220;large-flowered Cattleyas&#8221; e ai loro periodi di fioritura, crescita e riposo.</p>
<p>IV) &#8220;The Larg-Flowered Cattleyas&#8221; tratta monograficamente le 17 specie di Cattleya classiche a fiore grande, in ordine cronologico di descrizione:<br />
<em>- C. labiata<br />
- C. maxima<br />
- C. mossiae<br />
- C. warscewiczii<br />
- C. lueddemannia<br />
- C. trianaei<br />
- C. warneri<br />
- C. quadricolor<br />
- C. dowiana<br />
- C. eldorado<br />
- C. mendelii<br />
- C. percivaliana<br />
- C. gaskelliana<br />
- C. lawrenceana<br />
- C. schorederae<br />
- C. rex<br />
- C. jenmanii</em><br />
Di ogni pianta il libro si sofferma sulla storia e sull&#8217;influenza che ognuna di esse ha dato nell&#8217;ibridazione. Di ognuna c&#8217;è anche un piccolo paragrafo sulla coltivazione che aggiunge nozioni oltre a quelle di base trattate in un capitolo aparte.</p>
<p>V) &#8220;The Orphanage- The Brazilian Laelia/Cattleyas&#8221; tratta la discussa<br />
classificazione di 6 specia di Laelia che, secondo l&#8217;autore presentano molte più affinità col genere Cattleya che col genere Laelia e sono:<br />
<em>- C. crispa<br />
- C. perrini<br />
- C. lobata<br />
- C. grandis<br />
- C. purpurata<br />
- C. tenebrosa</em><br />
Anche qui la descrizione delle piante è analoga a quella del capitolo 4.</p>
<p>VI) &#8220;Fiddling with nature- The Cattleyas Hybrids&#8221; cita alcuni tra i migliori ibridi di Cattleya soffermandosi sui genitori e dividendo gli ibridi in white, semialba, lavender e yellow,red and Art-Shade.</p>
<p>VII)&#8221;Cattleyas in Art&#8221; si sofferma sull&#8217;aspetto artisctico che queste piante hanno ispirato, prima venendo ritratte dai botanici per una loro descrizione e poi come protagoniste di vere e proprie opere d&#8217;arte facenti parte di collezioni private o pubbliche.</p>
<p>VII) &#8220;Growing your own Cattleyas&#8221; parla della coltivazione in senso classico<br />
( luce, acqua e umidità, ventilazione, substrato&#8230;)</p>
<p>IX) &#8220;Repotting and Dividing&#8221; parla del rinvaso e divisione delle Cattleya, ma soffermandosi principalmente sulla tecnica del &#8220;potting on&#8221;, attuabile solo se si opera con Osmunda. Interessante invece la parte sulla stimolazione dei vecchi pseudobulbi a produrre un nuovo getto.</p>
<p>X) &#8220;Pests, Diseases an Environmental Problems&#8221; fa una bella carrellata di tutti i problemi che si possono incontrare coltivando queste piante e le loro possibili soluzioni.<br />
Tutti i capitoli sono arricchiti di meravigliose fotografie anche storiche o ritraenti disegi e dipinti.<br />
Nel complesso direi che si tratta sicuramente di un libro intererssante più dal punto di vista storico-culturale, piuttosto che da quello colturale. C&#8217;è anche da considerare che tratta il genere Cattleya solo in parte, escludendo tutte quelle che non sono &#8220;large-flowered Cattleyas&#8221;, ma direi che la trattazione di queste specie è più che esaustiva anche per l&#8217;orchidofilo più<br />
curioso!<br />
Spero di esserti stato utile per un futuro acquisto cartaceo,<br />
a presto,<br />
Matteo<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Matteo, penso proprio di sì.<br />
Ho dato un&#8217;occhiata su <a href="http://www.amazon.com/Classic-Cattleyas-Arthur-Chadwick/dp/0881927643/ref=sr_1_1/104-2644916-7469548?ie=UTF8&#038;s=books&#038;qid=1175610316&#038;sr=8-1"> internet</a>, in USA costa 32, 97  dollari&#8230;con ordini collettivi (10 pezzi ad esempio), ci sono ulteriori sconti ed inoltre le spese di spedizione diminuiscono.<br />
Che dite?<br />
Durante la mostra di Treviso possiamo raccogliere le adesioni, ok?</p>
<p>Grazie Matteo, ad maiora!  </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SOS orchidee:  nuovi libri e consigli di coltivazione.</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/03/30/sos-orchidee-domande-e-consigli/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 14:53:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialogando Riceviamo e pubblichiamo: &#8230;innanzi tutto se le va bene le darei del tu, per semplificare le cose, ciao Guido, ti volevo informare che ho trovato un libro sulle orchidee che sarebbe una buona base per un neofita, certo non come quello della Northen ma in attesa del tuo potrebbe rivelarsi utile. e lo descrivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dialogando</strong></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo:<br />
&#8230;innanzi tutto se le va bene le darei del tu, per semplificare le cose,<br />
ciao Guido,<br />
ti volevo informare che ho trovato un libro sulle orchidee che sarebbe una buona base per un neofita, certo non come quello della Northen ma in attesa del tuo potrebbe rivelarsi utile.<br />
e lo descrivo un pò:<br />
titolo:   <a href=http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=8874474660&#038;pc=000026002003000"> Orchidee </a><br />
autore: <a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_jorn_pinske.php2">  Jorn Pinske </a>(il libro dice che ha lavorato per oltre vent&#8217;anni in una delle serre di orchidee più famose in germania) non lo conosco però spero sia vero.<br />
pagine:  94<br />
edito da : edizioni RED<br />
mi è sembrato interessante parla di un pò tutto con anche alcune tabelle riassuntive che non sono male, molte foto che mostrano i vari processi di rinvaso ecc. ecc.<br />
saluti<br />
Luca</p>
<p><em>Grazie Luca, nel mondo fantastico delle orchidee il tu è d&#8217;obbligo ed è un piacere!</em><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
<strong>Le orchidee di Tullio</strong></p>
<p>&#8230;Buongiorno,<br />
mi chiamo Tullio e volevo avere alcuni consigli per coltivare al meglio alcune orchidee che mi sono state regalate di cui vi allego le foto.<br />
Vi ringrazio gia da ora per le informazioni che mi darete.<br />
<span id="more-1043"></span></p>
<p><img src='/img_up/phalaenopsis_tullio_300.jpg' alt='' class="alignleft"/> <em>Salve Tullio e benvenuto su orchids.it.</p>
<p>Le orchidee che hai ricevuto in regalo appartengono al genere Phalaenopsis. Navigando e cercando fra i vari post di questo sito, troverai molte notizie su questo e su altri generi dalla grande famiglia delle orchidee.</p>
<p>Le tue Phalaenopsis sono ibridi (frutto di impollinazioni artificiali fra varie specie ad opera dell&#8217;uomo), creati apposta per soddisfare il mercato, che richiede piante forti, impressionanti e con fiori di lunga durata.<br />
Quindi fatti coraggio ed inizia senza esitazioni la tua avventura!<br />
Allo scopo di facilitarti l&#8217;impresa ti ho selezionato questo mio vecchio articolo: in bocca al lupo.</em></p>
<p><b> Phalaenopsis</b><br />
L’origine del nome deriva dal greco <em>phalaina </em>“farfalla notturna” ed <em>opsis </em>che significa simile, vista la sua somiglianza con certe falene tropicali.<br />
Esistono circa cinquanta specie; alcune sono assai note, altre più rare nelle collezioni.<br />
Certe specie mostrano splendidi fiori che le rendono preziose, anche se durano pochi giorni, mentre altre, mantengono la fioritura da due a cinque mesi e fioriscono in successione dando quindi l&#8217;impressione di durare assai di più, e rendendole ancor più desiderabili.<br />
Le <em>Phalaenopsis</em> non hanno bisogno di molta luce e richiedono una minima temperatura notturna di 18 gradi, due fattori che rendono facile la loro coltura in serra e non eccessivamente difficile in ambienti domestici.</p>
<p>La divulgazione delle <em>Phalaenopsis </em>“ibridi” che praticamente hanno invaso le nostre case, colloca queste orchidee fra le più richieste. I motivi di tanta popolarità derivano dalla lunga durata dei fiori, dal costo relativamente contenuto e dalla facilità di propagazione.<br />
Le lunghe e ampie foglie che s’incurvano possono essere lucide o coriacee, verdi o chiazzate di grigioverde, e molto spesso pigmentate di porpora nella pagina inferiore. Sono lunghe da 10 a 40 centimetri, perciò una pianta adulta può occupare un&#8217;area abbastanza grande. In altezza la pianta cresce lentamente e forma solo una o due foglie nuove ogni anno. Le piante adulte si compongono di cinque o sei, alcuni esemplari qualcuna di più. Le robuste radici, sovente appiattite, si sviluppano sul fusto, tra le foglie mature, e si allungano verso il basso, dentro e fuori del vaso di coltura, scendendo ancora di qualche centimetro.<br />
Le spighe fiorali nascono all&#8217;ascella delle foglie più basse, sovente dalle zone dove vecchie foglie sono cadute e quindi dalla parte più vecchia della pianta. I fiori si dividono per la loro struttura in due gruppi.<br />
Il primo gruppo, quello dell&#8217;<em>Euphalaenopsis</em>, è caratterizzato da appendici che sporgono dal labello e da petali assai più ampi dei sepali.<br />
Il secondo gruppo, quello delle <em>Stauroglottis</em>, ha i petali simili ai sepali e il labello privo di appendici.<br />
In entrambi i gruppi, il labello, che ha varie forme, è unito alla parte basale della colonna, chiamata «piede» della colonna, per mezzo di un prolungamento.<br />
La stagione vegetativa, durante la quale si formano le nuove foglie e si sviluppano le radici, va dalla primavera all&#8217;autunno e le spighe dei fiori compaiono dalla tarda estate all&#8217;inverno.<br />
Alcuni esemplari sono molto puntuali riguardo l&#8217;epoca di fioritura, molti altri un po’ meno, soprattutto gli ibridi, e quindi le spighe fiorali possono svilupparsi in qualsiasi momento dell&#8217;anno, indipendentemente dallo sviluppo vegetativo della pianta.</p>
<p>In molte specie, lo stelo fiorale è alto ed arcuato senza ramificazioni nelle forme bianche, ramificato in altre.<br />
Alcune piante formano tutti i fiori su una sola spiga e nello stesso tempo. In altre varietà, i fiori si aprono in successione, e lo stelo continua a formare nuove gemme. Le piante che hanno questo comportamento possono rimanere in fiore per buona parte dell&#8217;anno, dato che i singoli fiori durano diversi mesi e che nuovi continuano a formarsi per sostituire quelli appassiti.<br />
Non tagliate la spiga fiorale finché non siete ben sicuri che ha cessato di formare nuove gemme.<br />
In molte specie e ibridi, se lo stelo dei fiori viene reciso proprio sotto il nodo che ha prodotto il primo fiore, può formarsi uno stelo laterale da uno dei nodi inferiori recante una seconda spiga.<br />
Quando una pianta di <em>Phalaenopsis</em> non è coltivata in condizioni ambientali ottimali, difficilmente forma nuovi getti fiorali in presenza di ramificazioni laterali sui vecchi steli; sarà l’esperienza a stabilire se rimuovere uno stelo fiorale o lasciare che formi rami secondari.</p>
<p><b>Coltivazione</b></p>
<p><b>Invasatura.</b><br />
Le <em>Phalaenopsis </em>richiedono vasi piuttosto piccoli e, in generale, non vogliono essere rinvasate con frequenza.<br />
Non si deve tuttavia permettere ad una pianta di esaurirsi. Con questo tipo d&#8217;orchidee, forse più che con qualsiasi altro, è importante scoprire il giusto substrato di coltura, adatto all&#8217;ambiente e alle condizioni climatiche.<br />
Il substrato che incontra generale successo si compone di corteccia d’abete, miscelata con poca torba di sphagno.<br />
Ricordo che la corteccia, va messa a bagno 3-4 giorni  prima allo scopo di prepararla già umida ed inoltre per togliere la polvere e le impurità di vario genere.<br />
Si rinvasa, quando il substrato non è più in buone condizioni o quando una pianta ha perso molte foglie inferiori e rimane fuori del substrato, il fusto nudo. In generale s’interviene, quando le nuove radici si stanno sviluppando, di preferenza, a fioritura finita. </p>
<p>Per rinvasare, rimuovete la pianta dal vaso e ripulitela dal substrato vecchio. Rompete con le dita la parte secca del fusto, posta al di sotto la corona delle radici vive.<br />
Nel caso in cui le radici attive sono troppo lunghe, tagliatele ad una lunghezza conveniente per il nuovo vaso: le radici tagliate daranno rami laterali che penetreranno nel substrato, permettendo un saldo ancoraggio della pianta. Lasciate che le radici superiori assumano la loro posizione naturale, sia all&#8217;interno sia all&#8217;esterno del vaso.<br />
La corteccia dovrà essere in pezzi piuttosto grossi e la pianta sarà sistemata ben al centro del vaso e, qualunque sia il materiale usato, la parte basale dovrà essere coperta da 3 centimetri circa di substrato.<br />
Dopo l&#8217;invasatura, la pianta, va innaffiata con moderazione. Mantenete l&#8217;atmosfera umida (60-70 per cento di umidità relativa) e nebulizzate le piante una volta al giorno.<br />
IL periodo di post rinvaso richiede particolare attenzione, se si nota un eccessivo appassimento delle foglie, vale la pena di ridurre ulteriormente la luce per tutto il periodo necessario alla formazione di nuove radici.<br />
Queste piante, che provengono dalle regioni tropicali dell&#8217;Asia, calde e umide, devono essere coltivate a temperature moderatamente calde.<br />
Durante la notte la temperatura non dovrebbe scendere sotto i 18 gradi centigradi. La temperatura diurna dovrà essere di 5-6 gradi in più di quella notturna, durante l&#8217;inverno, ma potrà aumentare durante l&#8217;estate, purché sì prendano le consuete precauzioni contro un calore eccessivo.</p>
<p><b>Acqua</b>.<br />
Le piante vanno innaffiate di frequente, in modo da non lasciar mai asciugare completamente il substrato di coltura; ma si tenga presente che non amano essere tenute a bagno.<br />
Le piante gradiscono una nebulizzazione nei giorni di bel tempo, ma devono asciugarsi prima della notte. I getti tendono ad essere succulenti e sono particolarmente facili a rovinarsi per eccesso d’umidità. </p>
<p><b>Somministrazione di fertilizzanti</b>.<br />
Le Phalaenopsis traggono profitto dalla somministrazione di fertilizzanti. Il quantitativo opportuno, se coltivate in corteccia, è di un grammo per litro d&#8217;acqua ogni 2 o 3 settimane, scegliendo la formula 30-10-10 nella fase vegetativa e 20-20-20 il restante periodo.</p>
<p><b>Luce.</b><br />
Una luce troppo forte, ingiallisce le foglie e bracchizza la pianta. Le Phalaenopsis crescono bene con luce soffusa da sotto bosco.</p>
<p><b>Ventilazione e circolazione dell&#8217;aria</b>.<br />
L&#8217;aria in circolazione dovrebbe essere umida. Una buona ventilazione e circolazione dell&#8217;aria aiutano a mantenere sane le piante in ogni momento, ma sono particolarmente importanti per impedire che le foglie siano colpite dal fungo Botrytis che prospera a basse temperature in ambiente stagnante.</p>
<p><b>Parassiti delle <em>Phalaenopsis</em></b>.<br />
Il nemico delle <em>Phalaenopsis</em>, ed anche d’altri generi, è il falso ragnetto rosso. La specie <em>Tenuipalpus pacificus</em> è appunto chiamato il parassita delle <em>Phalaenopsis</em>.<br />
Esistono diverse specie simili al <em>Tenuipalpus</em>, appartenenti al genere <em>Brevipalpus</em>, che gli rassomigliano per l&#8217;aspetto e per il comportamento e che attaccano sia le <em>Phalaenopsis</em>, sia altre orchidee.<br />
Il falso ragnetto rosso provoca danni gravissimi alle foglie, manifestandosi dapprima come macchie giallastre irregolari che diventano poi incavate e si necrotizzano, restando bianche o grigie o diventando marrone, e che finiscono per causare una perdita precoce delle foglie. Il danno provocato dal parassita ha l&#8217;aspetto di una malattia fungina o virale. I parassiti sono invisibili ad occhio nudo, cosa che li rende ancor più pericolosi; possono essere visti soltanto con una lente a dieci ingrandimenti, oppure con un microscopio binoculare anche non molto potente.<br />
Sovente in una sola macchia della foglia si annidano più parassiti e altri possono nascondersi lungo le nervature o all&#8217;ascella delle foglie. Si insediano in entrambe le pagine delle foglie e provocano danni, sia sopra sia sotto.<br />
Altro nemico micidiale per tutte le orchidee ed anche per le Phalaenopsis, è la cocciniglia cotonosa.<br />
Un buon insetticida sistemico e poco nocivo per l’uomo è il <a href="http://www.orchids.it/2004/05/22/problemi-di-cocciniglia-cotonosa/"> Confidor.</a></p>
<p>Per finire, attenzione alle lumache ed alle chioccioline: il detto che le orchidee piacciono ai collezionisti ma alle lumache ancor di più è sempre d’attualità. </p>
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