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	<title>Orchids.it &#187; Opinioni</title>
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		<title>Viva l&#8217;Italia unita!!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 09:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo orchidee]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Musica sul blog: Viva l&#8217;Italia &#8211; De gregori / mannoia / pino daniele / ron Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta &#8220;che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Musica sul blog:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ARDlWDiSrSw"> Viva l&#8217;Italia &#8211; De gregori / mannoia / pino daniele / ron </a><br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2011/03/bandiera_italiana.jpeg"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2011/03/bandiera_italiana.jpeg" alt="" title="bandiera_italiana" width="203" height="248" class="alignleft size-full wp-image-9178" /></a>Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta &#8220;che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti&#8221;. </p>
<p><strong>TREVISO L&#8217;ALTRA!</strong><br />
Treviso l&#8217;altra, non è quella in mano alla &#8220;lega&#8221;. <strong>La mia Treviso</strong>, Treviso l&#8217;altra, c&#8217;è, c&#8217;era prima e ci sarà anche dopo questa notte buia.<br />
Comunque la pensiate, viva l&#8217;Italia unita!</p>
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		<title>Parole chiave&#8230; Orchids.it visto da dentro</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 11:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2004 quando è nato questo blog, il panorama orchidofilo italiano sul web era abbastanza diverso da quello attuale. L&#8217;idea di &#8220;parlare di orchidee&#8221; attraverso un blog &#8211; strumento che per definizione è da considerarsi diario personale &#8211; fu per certi aspetti una scelta innovativa ed inevitabili furono le incognite dei primi tempi: come mantenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2004 quando è nato questo blog, il panorama orchidofilo italiano sul web era abbastanza diverso da quello attuale.<br />
L&#8217;idea di &#8220;parlare di orchidee&#8221; attraverso un blog &#8211; strumento che per definizione è da considerarsi diario personale &#8211; fu per certi aspetti una scelta innovativa ed inevitabili furono le incognite dei primi tempi: come mantenere vivo un filo così esile &#8211; il tema orchidee non attira l&#8217;attenzione delle folle &#8211; e soprattutto, riuscirà questo nuovo strumento a stabilire un dialogo con i suoi visitatori?<br />
Gli anni a seguire hanno dato conferme positive: orchids.it, non solo è diventato meta di frequenti e continue consultazioni, che poi vedremo nel dettaglio, ma è stato ed è anche luogo di unione reale fra appassionati orchidofili&#8230; e questo, a ragion veduta è la linfa che lo tiene vivo nel tempo che cambia.<br />
<span id="more-8427"></span><br />
Musica sul blog:<a href="http://www.youtube.com/watch?v=u2JPOmljdvg"> Rondo&#8217; Veneziano</a><br />
Attivare un forum forse sarebbe stato più semplice. Il forum per antonomasia vive e cresce in forma collegiale &#8211; tutti gli utenti sono parte attiva e propositiva &#8211; questa sua strutturazione ne rappresenta la forza, ma anche il suo limite: tutto si disperde con facilità nel grande mare dei cosiddetti &#8220;Thread&#8221;, al punto da rendere difficile discernere il &#8220;grano dalla paglia&#8221;.</p>
<p><strong>Le prime esperienze interattive</strong><br />
Sul finire del ventesimo secolo erano attivi pochi forum italiani con tema: piante e fiori. Mi par di ricordare che nessuno fosse indirizzato esclusivamente alle orchidee. Da qualche anno era attiva una mailing list, nata proprio per &#8220;parlare di orchidee&#8221;, quale costola interattiva del sito &#8220;Orchidando&#8221; gestito e curato da Giulio Farinelli, giovane orchidofilo dilettante, passato di lì a pochi anni al professionismo vivaistico. La mailing list seppur in forma abbastanza spartana, agli albori della comunicazione su internet è stata un efficace agorà virtuale. Bisogna arrivare ai primi anni di questo secolo per assistere alla nascita di qualche forum italiano, affollato dai &#8211; cosiddetti &#8220;Thread&#8221; &#8211;  sui vari temi e problemi delle orchidee.<br />
I forum nascono con libero accesso alla lettura, ma con l&#8217;artificio dell&#8217;iscrizione quale viatico per poter scrivere, vedere foto e leggere anche le discussioni considerate riservate, artificio che materializza varie e a volte incrociate &#8220;tribù virtuali dei Nickname&#8221;.<br />
Poi è arrivato Facebook a sparigliare le fila. Su Facebook, tutto è più grande, più facile e soprattutto consente di entrare in una dimensione planetaria.<br />
Facebook, mette sicuramente in crisi i forum e nella migliore delle ipotesi crea doppioni o succursali di questi: è la rivoluzione.<br />
Con l&#8217;irruzione di Facebook sul web, la vita dei forum &#8211; in confronto &#8211; assume la dimensione di bisbiglio condominiale, al punto che non di rado i gestori dei forum &#8211; quelli più avveduti &#8211;  attivano una loro pagina di richiamo su Facebook.</p>
<p><strong>I blog</strong><br />
I blog seguono una strada diversa. I blog raccontano, la qualità e la continuità dei contenuti messi in rete, ne alimenta l&#8217;interesse e la durata stessa.</p>
<p>Orchids.it  <strong>- &#8220;is proudly powered by WordPress&#8221; </strong> &#8211; ed è editato in uno spazio web a pagamento.<br />
L&#8217;archivio di questo sito contiene oltre 1400 articoli suddivisi in 27 categorie.<br />
Una buona parte degli articoli è a vocazione scientifico-divulgativa, oltre 100 descrivono e promuovono l&#8217;attività di Orchids Club Italia, altri cercano di rappresentare, a volte in forma polemica, il mondo orchidofilo reale, con i suoi pregi ed i suoi dif<strong></strong>etti.<br />
A distanza di 6 anni dalla sua nascita, Orchids.it, seppur con i cambiamenti citati sopra,  rimane sempre un punto di approdo per il mondo orchidofilo italiano e non solo.<br />
Orchids. it è quotidianalmente consultato da una media di 3-400 visitatori, composti per la maggior parte da orchidofili italiani e stranieri, ma anche da Università, Istituzioni, Fondazioni ed è spesso &#8220;linkato&#8221; da siti web per utilizzare notizie e foto in esso contenute.<br />
Ovviamente, tutto questo fa piacere &#8211; quando è citato &#8211; un po&#8217; meno quando non si cita la fonte.</p>
<p><strong>Un giorno con Orchids.it</strong><br />
Orchids.it è monitorato quotidianamente da &#8220;Google Analytics&#8221;. Questo programma fa una fotografia del numero, della composizione e del gradimento dei visitatori approdati al sito.<br />
E&#8217; interessante quel che si vede, e, qualora il sito fosse a vocazione commerciale, l&#8217;amministrazione potrebbe anche cogliere gli umori  dei suoi visitatori e/o clienti.</p>
<p>Più delle parole può giovare l&#8217;analisi delle statistiche: ecco un riassunto delle visite giornaliere di ieri <strong>7.01.2010 </strong></p>
<p><strong>Visite:338<br />
Visitatori unici: 295<br />
Pagine viste: 1278 </strong></p>
<p>Emergono due dati molto lusinghieri:<br />
- il numero delle pagine visitate.<br />
Il numero medio di pagine lette ogni visita: 4 con alcuni picchi di 28, 18, 17, 11.<br />
- i tempi di permanenza sul sito.<br />
I tempi medi di permanenza: 2 minuti con picchi di 25, 21, 12, 9.<br />
La gran parte delle visite è generata dai motori di ricerca, sul totale di ieri, 50 visite provenivano da traffico diretto  www.orchids.it.</p>
<p><strong>Qualche parola chiave che ieri ha portato i visitatori a Orchids.it </strong></p>
<p>Le più gettonate:<br />
<em>orchids, phalaenopsis, orchids.it, cattleya coltivazione, orchidee, acquario adatto a piccola serra domestica, cymbidium, dove posso comprare un&#8217;orchidea di tipo dracula, orchidea nera, angraecum sesquipedale,  boccioli neri, boccioli orchidea ingialliscono e cadono, cocciniglia cotonosa, coltivare dendrobium nobile, coltivare orchidee, come coltivare le orchidee nei cestini, come combattere la cocciniglia cotonosa, come creare serra orchidee, come fare una zattera per orchidee, concimare le orchidee,corteccia orchidee, cymbidiella pardalina, cymbidium foglie gialle, cymbidium rinvaso, dendrobium, dendrobium fotos, dendrobium star class, dendrobium yamamoto, dipinti fiorale, disegni orchidee, disegni serre, dracula vampira, encyclia citrina coltivare, <strong>epipactis palustris</strong>, erwinia chrysanthemi, esposizioni internazionali orchidee inghilterra, fiore orchidea nera, foglie gialle orchidea cambria, forme parassitarie delle orchidee?, fotosintesi clorofilliana, gemme nodi stelo fiorito phalaenopsis, i grandi scopritori di orchidee, i semi di orchidee, immagini primo nodo orchidea, impollinatori orchidee, indurre fioritura cattleya coltivazione, insetticidi specifici per la cocciniglia, kovachii, le orchidee rebecca tyson northen, le orchidee rebecca tyson northen rizzoli, leggenda mitologica, muffa radici delle orchidee, orchidea phalaenopsis foto,<br />
orchidea vanda blu, orchidee come rinvasarle, orchidee su tronchi, paphiopedilum cura, paphiopedilum hybride, paphiopedilum kovachii, paphiopedilum rothschildianum, phalenopsis, phalenopsis foglie sullo stelo,<br />
phragmipedium coltivazione, phragmipedium kovachii, prezzo della serra al mq, quando la phalaenopsis  sfiorisce, rebecca tyson northen, restrepia, ripichettaggio orchidee, semi di orchidea, seramis argilla espansa orchidee, serra costo, serra fredda, serra orchidee da interno, serra termodinamica, si può mettere le orchidee in camenra da letto, umidificatore per serra, vanda, vanda coltivazione, cattleya violacea, dendrobium yamamoto keiki, keiki, nodi phaleanopsis, restrepia antennifera, restrepia elegans, sophronitis, vanda coerulea. </em></p>
<p>A mio avviso, le parole chiave con le quali il pubblico cerca notizie sulle orchidee, fanno emergere uno  scarsissimo interesse per le orchidee spontanee, quelle delle nostre regioni per intenderci: solamente una parola chiave <strong>(epipactis palustris)</strong>. Ciò non è imputabile alla mancanza sul sito, di notizie sulle orchidee spontanee, sono presenti 57 post riconducibili a questo settore del mondo orchidofilo.<br />
E&#8217; veramente sorprendente questo! Chissà, forse la stagione fredda non concilia con il desiderio di uscite in &#8220;plein air&#8221;.<br />
Scorrendo la sequenza delle parole chiave, emerge altresì un tema fortemente sentito dagli orchidofili &#8211; per la verità, ampiamente prevedibile: il problema della cocciniglia. Seguono a ruota le inmancabili Phalaenpsis, le richieste di notizie su varie specie di orchidee, coltivazione, richieste bibliografiche, e non da ultimo nella scala dei quesiti: tutto quanto riguarda la serra&#8230; sicuramente il massimo dei desideri da realizzare per chi intende coltivare orchidee cosiddette esotiche.<br />
Comunque la si metta, pur con questi pochi dati, emerge la fotografia  dell&#8217;orchidofilia italiana, lascio a voi interpretare la giusta chiave di lettura.  </p>
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		<title>Cara ATAO ti scrivo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 01:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara ATAO, leggendo questo lancio che pubblicizza su internet un evento a Thiene, mi ritorni in mente: leggiamolo insieme: &#8230;.&#8221;Mostra Mercato &#8211; Collezioni di orchidee e altre piante Ritornano le due giornate dedicate al verde nel cuore storico della città di Thiene Apertura straordinaria del parco storico del Castello Porto-Colleoni-Thiene per la mostra-mercato internazionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara ATAO, leggendo questo lancio che pubblicizza su internet un evento a Thiene, mi ritorni in mente: leggiamolo insieme:</p>
<p><em>&#8230;.&#8221;Mostra Mercato &#8211; Collezioni di orchidee e altre piante<br />
Ritornano le due giornate dedicate al verde nel cuore storico della città di Thiene<br />
Apertura straordinaria del parco storico del Castello Porto-Colleoni-Thiene per la mostra-mercato internazionale di orchidee e di tutte le piante da giardino con i principali coltivatori italiani, nuovi ospiti stranieri e le più belle raccolte private in esposizione&#8230; omissis&#8230;e domenica mattina ore 10.00 conferenza per orchidofili “Viaggio in Brasile a caccia di orchidee.<br />
Organizzazione: Paola Thiella, curatrice della mostra in collaborazione con Pro Thiene, Comune di Thiene e Castello di Thiene&#8230;</em></p>
<p>Ma, cara ATAO&#8230; e tu??? Che fine hai fatto? Sarai li a fare il convitato di pietra? Sulle locandine della pubblicità, nemmeno una riga in tuo onore?<br />
Ti ricordi che questo evento nasceva qualche anno fa a Schio &#8211; pochi chilometri a ovest di Thiene &#8211; su proposta dei tuoi soci del posto. In quella occasione sei stata veramente protagonista!<br />
Sono triste, cara ATAO, sono triste perchè vedo cadere il vero scopo per il quale sei nata: dare corpo e vita all&#8217;associazionismo orchidofilo nel Triveneto.<br />
Sai cosa scriveva su questo blog &#8211; commento firmato con nikname Ronin &#8211;  il tuo attuale Presidente, solo qualche anno fa? Ecco, leggi:<br />
<em>&#8230;&#8221;francamente di gruppi, club, associazioni comincio ad essere stanco, pur riconoscendo loro un ruolo (importante o meno lascio a voi deciderlo) nello sviluppo dell’orchidofilia italiana e della passione in me (infatti faccio ancora parte di un’associazione, comunque forse più per abitudine che per reale convinzione)&#8221;&#8230;.</em><br />
I frutti si vedono tutti!<br />
Ciao, cara ATAO, e buona fortuna</p>
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		<title>Samurai&#8230; al servizio di chi???</title>
		<link>http://www.orchids.it/2009/02/16/samurai-al-servizio-di-chi/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 10:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Spazzatura&#8221; sui forum Qualche giorno fa, un visitatore del blog ha inviato in redazione questa mail: Carissimi amici di Orchids Club Italia, a riguardo della mostra di Bussolengo, sul forum &#8220;orchidando&#8221;, leggo alcune frasi di Ronin (in giro per i forum si qualifica con questo &#8220;nik name&#8221; da samurai giapponese, ma all&#8217;anagrafe risponde al nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Spazzatura&#8221; sui forum</strong><br />
Qualche giorno fa, un visitatore del blog ha inviato in redazione questa mail:</p>
<p><strong>Carissimi amici di Orchids Club Italia, a riguardo della mostra di Bussolengo, sul forum &#8220;orchidando&#8221;, leggo alcune frasi di Ronin (in giro per i forum si qualifica con questo &#8220;nik name&#8221; da samurai giapponese, ma all&#8217;anagrafe risponde al nome di Danilo Slaviero), scritte a commento della 20a festa delle orchidee promossa per San Valentino dalla Flover di Bussolengo, che vi invio per vostra opportuna conoscenza:<br />
</strong><br />
<em>&#8220;Grazie, ma&#8230; passo, sia perchè fisicamente impossibilitato, sia perchè tutto sommato non ne vale la pena più di tanto&#8230; non tanto per Giorgio e Tiziano (i 2 amici che sono presenti ogni anno per l&#8217;occasione a dare consigli), ma per il resto della compagnia.<br />
Tutto sommato, molto meglio Padova la settimana successiva: là almeno i prezzi sono un bel po&#8217; migliori e la scelta di piante infinitamente maggiore&#8230; e la compagnia più numerosa e simpatica&#8230;&#8221; </em></p>
<p><strong>Redazione di orchids.it</strong><br />
Slaviero non è nuovo a queste discutibili performance, soprattutto quando scrive di noi. Per la verità la  redazione di orchids.it intendeva anche in questo caso evitare inutili polemiche, si sperava d&#8217;altro canto, che il responsabile del sito ospitante il commento ponesse nel frattempo rimedio, in primis alle scorrettezze contenute in quelle affermazione nei confronti dell&#8217;azienda FLOVER  ed anche agli sprezzanti apprezzamenti nei nostri confronti, sì perché siamo noi ORCHIDS CLUB ITALIA &#8220;il resto della compagnia&#8221;.</p>
<p>Non sappiamo se la nostra compagnia è più o meno simpatica e numerosa di altre, per noi non è un problema essere pochi o tanti, la nostra compagnia sta insieme per coltivare, studiare e divulgare la passione per le orchidee, in forma libera, simpatica ed amichevole e tanto ci basta. Forse di questo, Slaviero prova invidia? Poveri noi orchidofili italiani, sì perchè Danilo Slaviero è un ascoltato dirigente di varie Associazioni orchidofile italiane&#8230; se tanto mi da tanto, un po di vergogna sarebbe utile!</p>
<p>Questo post è dovuto soprattutto a difesa della serietà professionale dei signori Girelli, titolari del Garden Flover, che ha ospitato la nostra esposizione di orchidee&#8230; le nostre, quelle coltivate nelle nostre collezioni amatoriali <strong>quelle del resto della compagnia</strong>, messe gratuitamente in mostra, insieme a tanti consigli per il piacere e lo stupore delle moltissime visitatrici e visitatori.<br />
Un grande grazie al nostro amico Vincenzo Ghirardi, insostituibile baluardo di questa nostra esposizione, sempre presente con consigli e spiegazioni.</p>
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		<title>Charles Darwin: 200 anni dalla sua nascita</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 17:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Orchids]]></category>
		<category><![CDATA[Terza pagina]]></category>
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		<category><![CDATA[Orchidee]]></category>
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		<description><![CDATA[Charles Robert Darwin&#8230; (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882) &#8230;&#8221;Ricorre il 200° anniversario della nascita di Charles Darwin, lo scienziato che ha posto i fondamenti della biologia moderna. L&#8217;assioma fondamentale della sua teoria è che tutti gli organismi viventi generano più individui di quanti ne possano sopravvivere e che la probabilità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Darwin"> Charles Robert Darwin&#8230; </a> (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882)</strong></p>
<p><a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/darwin_1.jpg"rel="lightbox[c-d]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/darwin_1-212x300.jpg" alt="darwin_1" title="darwin_1" width="212" height="300" class="alignright size-medium wp-image-3589" /></a><em>&#8230;&#8221;Ricorre il 200° anniversario della nascita di <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2009/02/11/988485-darwin_intui_origine_comune_viventi.shtml"> Charles Darwin</a>, lo scienziato che ha posto i fondamenti della biologia moderna. L&#8217;assioma fondamentale della sua teoria è che tutti gli organismi viventi generano più individui di quanti ne possano sopravvivere e che la probabilità di sopravvivenza e riproduzione è maggiore in quegli individui che presentano caratteristiche vantaggiose.&#8221;&#8230;</em> tratto da <strong>iltempo.ilsole24ore</strong><br />
Il darwinismo ha cambiato la nostra concezione della biologia e della storia della vita sulla terra ed è stato giustamente definito la più grande teoria unificatrice della biologia. Nella concezione darwiniana, tutto in natura, inclusa l&#8217;origine dei viventi, è il risultato di processi naturali governati da leggi naturali. La teoria fu resa nota nel 1858 con la pubblicazione di <strong>«On the origin of species by meams of natural selection»</strong><br />
<a href="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/angraec_sesqui_fiori.jpg"rel="lightbox[c-d]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2009/02/angraec_sesqui_fiori-150x150.jpg" alt="angraec_sesqui_fiori" title="angraec_sesqui_fiori" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3592" /></a>La grande famiglia delle orchidee ispirò Darwin e gli fu di grande aiuto per suffragare la sua teoria.<br />
Famosa è la specie <a href="http://www.orchids.it/2009/01/01/angraecum-sesquipedale/"> <em>Angraecum sesquipedale</em> </a> nota come l&#8217;orchidea di Darwin, esempio, insieme a <a href="http://www.orchids.it/2005/10/27/plectrelminthus-caudatus/">tante altre, </a> della validità della sua teoria  sull&#8217;evoluzionismo degli organismi viventi. Il dibattito è ancora aperto fra evoluzionismo e creazionismo, ma il pensiero di Darwin ci fa riflettere e discutere&#8230; e parafrasandolo si potrebbe dire anche <strong>&#8220;evolvere&#8221;.<br />
</strong></p>
<p>Che ne pensi?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Orchidee in evoluzione&#8230; verso chi?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sottile linea che divide l&#8217;orchidologia italiana si colloca fra chi desidera veder le associazioni protagoniste degli eventi orchidofili, e chi invece no. Ho paura che stiano vincendo i no! Qualche giorno fa, in redazione di orchids.it è giunta questa mail dal &#8220;Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde del Comune di Milano&#8221; &#8230; &#8220;Oggetto: iniziativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sottile linea che divide l&#8217;orchidologia italiana si colloca fra chi desidera veder le associazioni protagoniste degli eventi orchidofili, e chi invece no. Ho paura che stiano vincendo i no!</p>
<p>Qualche giorno fa, in redazione di orchids.it è giunta questa mail dal<strong> &#8220;Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde del Comune di Milano&#8221;</strong> </p>
<p>&#8230; &#8220;Oggetto: iniziativa “Darwin: orchidee in evoluzione”<br />
<em>Egregio Direttore,<br />
In occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin, il Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde del Comune di Milano, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano, ospiterà, nelle serre comunali di via Zubiani, 1 &#8211; Milano, da sabato 14 febbraio 2009 a sabato 13 marzo 2009, la mostra “Darwin: orchidee in evoluzione” ideata dal Dipartimento Didattico Scientifico Oltremare.<br />
L’esposizione affronta la tematica evolutiva attraverso le orchidee, fiori oggetto degli studi di Darwin ed è costituita da pannelli didattici ed interattivi che illustrano il mondo delle orchidee dal punto di vista evolutivo e da due speciali teche, con habitat ricostruiti, contenenti orchidee.<br />
L’inaugurazione della manifestazione sarà sabato 14 Febbraio 2009 alle ore 10 presso la struttura comunale sede del Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde di via Zubiani,1.<br />
L&#8217;iniziativa, rivolta a tutti i cittadini, vedrà inoltre l’alternarsi nella presenza di enti, associazioni, aziende che contribuiranno ad arricchire la manifestazione con ulteriori momenti didattici e laboratori pratici</em>&#8230; &#8211; <strong>la mail concludeva</strong> -&#8230;<em>Pertanto Le chiediamo, gentilmente, una fattiva collaborazione all&#8217;evento, donando una copia di una pubblicazione da Voi promossa, che sarà consultabile liberamente dai partecipanti, quale valido strumento di ulteriore conoscenza ed approfondimento.&#8221;</em></p>
<p>Interessante, questa iniziativa del Comune di Milano &#8211; mi son detto &#8211; poi ho aperto gli allegati PDF contenenti il programma della manifestazione, e con mia sorpresa l&#8217;ho trovata già bella e confezionata, che senso ha l&#8217;invito?</p>
<p>Giova ricordare che il soggetto è l&#8217;orchidea&#8230; aggiungiamoci pure in evoluzione, Darwin è solo il pretesto per dar corpo all&#8217;iniziativa.<br />
Leggo fra le righe del programma la presenza di alcuni professori, per l&#8217;occasione tirati fuori dalle loro brave università a parlare degli &#8220;inganni seducenti della riproduzione delle orchidee&#8221; e della salvaguardia delle orchidee spontanee.<br />
La manifestazione scende anche sul concreto con un&#8217;esposizione degli esemplari della floricoltura &#8220;Riboni Orchidee&#8221; il cui titolare è anche relatore di una conferenza dal titolo &#8220;Conoscere le diverse specie di orchidee e le tecniche di coltivazione, seguito a ruota da Mario Villa della GAO e da un altro floricoltore lombardo &#8211; Giancarlo Pozzi dell’Orchideria di Morosolo, che disquisirà sull’orchidea di Darwin (Angraecum sesquipedale)<br />
Una domanda: perché questa rassegna sulle orchidee viste nel loro versante &#8220;scientifico e culturale&#8221; trova assenti le Associazioni orchidofile amatoriali più rappresentative (onde evitare conflitti di interesse togliamo pure Orchids Club Italia), quali l&#8217;AIO ad esempio, oppure il GIROS gloriosa creatura del compianto Liverani e ancor di più l&#8217;ALAO, storica e attiva associazione lombarda delle orchidee?<br />
Non ho risposte&#8230;io&#8230; ho paura che stiano vincendo i no.</p>
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		<title>Orchidee&#8230; quando le collezioni finiscono</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 09:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una carissima amica del blog invia questa e-mail: Buon giorno Guido, approfitto della Tua notizia per chiederTi una cosa: a Bolzano c’è un signore un po’ anziano, che ha una serra enorme, non mi ricordo bene le misure esatte, mi sembra 10 metri x 5 metri, pieno di orchidee, specialmente vandee (ca. 500 esemplari), vorrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una carissima amica del blog invia questa e-mail:</strong></p>
<p><em>Buon giorno Guido,<br />
approfitto della Tua notizia per chiederTi una cosa: a Bolzano c’è un signore un po’ anziano, che ha una serra enorme, non mi ricordo bene le misure esatte, mi sembra 10 metri x 5 metri, pieno di orchidee, specialmente vandee (ca. 500 esemplari), vorrebbe vendere tutto. Conosci qualche interessato che possa comprare tutto in blocco?<br />
Buon fine settimana<br />
Johanna<br />
</em><br />
Nello scrivere questo post la mia sensibilità è combattuta da due sentimenti contrapposti: il desiderio di aiutare una persona in difficoltà e la tristezza di veder finire una collezione di orchidee e con essa mille passioni, momenti intensi&#8230; le emozioni di una vita.<br />
Sono triste e non riesco a trovare tante parole per affrontare questo aspetto del collezionismo orchidofilo in Italia.<br />
All&#8217;insorgere della passione si spendono fiumi di parole per  enfatizzare quel magico mondo da poco scoperto, che ti avvolge, che ti ammalia totalmente.<br />
All&#8217;inizio sei coccolato dai venditori, tutto sembra affascinante, facile, quei nomi strani, quello strano stile di vita delle tue nuove amiche ti trasportano in luoghi e spazi temporali dilatati. Comincia l&#8217;avventura, col tempo molti si perdono per la strada&#8230; qualcuno ce la fa. Coltivare orchidee &#8211; va scritto a caratteri cubitali &#8211; non è cosa facile. Sì, si possono ottenere buoni risultati, così come avviene per il giardinaggio in genere, ma creare e mantenere in vita una collezione di orchidee è un&#8217;impresa ardua sotto tutti i punti di vista.<br />
Certo, ce ne sono collezioni in Italia e ci sono anche bravi collezionisti, ma la strada immaginaria del collezionismo orchidofilo italiano è lastricata di storie finite, di collezioni smembrate e di valori umani buttati al vento.<br />
Esempi? Solo alcuni: la collezione Necchi, la collezione Sutter, Ducati e tante, tante altre svanite con l&#8217;insorgere  di problemi o con la morte dei loro collezionisti.<br />
Possibile che in questa Italia, dove si enfatizza l&#8217;italianità laddove questa è solo un pretesto per fare business o per carpire consenso elettorale non ci sia qualche istituzione e/o qualche politico che si faccia carico di questi tesori e della loro integrità?<br />
Gli orti botanici  e magari  qualche altra istituzione botanica italiana, mantenuti in vita da finanziamenti pubblici non potrebbero darci una mano?<br />
Ci sono pochi soldi? No, c&#8217;è poca sensibilità della politica&#8230; e intanto le migliori collezioni se ne vanno.</p>
<p>Dite la vostra, io intanto mi faccio un giro in serra, sono le ore 11 e fuori c&#8217;è un sole splendido&#8230; chissà che non mi metta di buon umore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Guarda che luna!</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 20:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;eclisse di luna vista dalla digitale di G &#038; C.I. &#8230; all&#8217;evidenza non solo orchidofili. Il 16 agosto 2008 c&#8217;è stata un&#8217; eclissi parziale di luna, i nostri amici, Gabriella e Carlo Ivano, si sono piazzati notte tempo nel loro solarium (per l&#8217;occasione utilizzato come osservatorio astronomico) ed hanno fotografato questa strana luna, parzialmente oscurata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;eclisse di luna vista dalla digitale di G &#038; C.I. &#8230; all&#8217;evidenza non solo orchidofili.</strong><br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/08/eclissi_di_luna_del_17_8_8.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/08/eclissi_di_luna_del_17_8_8-300x199.jpg" alt="" title="eclissi_di_luna_del_17_8_8" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2243" /></a> Il 16 agosto 2008 c&#8217;è stata un&#8217; eclissi parziale di luna, i nostri amici, Gabriella e Carlo Ivano, si sono piazzati notte tempo nel loro solarium (per l&#8217;occasione utilizzato come osservatorio astronomico) ed hanno fotografato questa strana luna, parzialmente oscurata dalla terra.<br />
Per sapere cosa è veramente successo quella notte nel solarium dei nostri amici, interrogate questa luna galeotta&#8230; lei ha visto tutto <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vanda in vasi di vetro&#8230; solo moda?</title>
		<link>http://www.orchids.it/2008/06/18/moda-scellerata-vanda-in-vasi-di-vetro/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 21:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Commercio delle orchidee, ora tocca alle Vanda Noi collezionisti usiamo sempre due aggettivi per distinguere i due aspetti del commercio di orchidee: commerciali e botaniche. Nel passato, acquistare orchidee cosiddette commerciali significava portare a casa qualche ibrido di Cymbidium, di Paphiopedilum, di Zygopetalum e quando andava bene di Cambria. Poi venne l&#8217;era delle Phalaenopsis e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Commercio delle orchidee, ora tocca alle Vanda</strong><br />
Noi collezionisti usiamo sempre due aggettivi per distinguere i due aspetti del commercio di orchidee: commerciali e botaniche.<br />
Nel passato, acquistare orchidee cosiddette commerciali significava portare a casa qualche ibrido di <em>Cymbidium, di Paphiopedilum, di Zygopetalum </em>e quando andava bene di <em>Cambria.</em> Poi venne l&#8217;era delle <em>Phalaenopsis</em> e dei <em>Dendrobium.</em><br />
Da qualche anno a questa parte non c&#8217;è casa, ufficio, bar e negozio che non abbia in bella mostra una delle orchidee accennate poco sopra. Una vera invasione, ormai noiosa ed abbastanza normale.<br />
Bisognava  innovare, ed ecco che nelle bancherelle delle mostre, nei negozi specializzati e nei centri commerciali  si cominciano ad acquistare anche le Vanda.<br />
Passi per le <em>Phalaenopsis</em> e per i <em>Paphiopedilum</em>, che in qualche modo si possono coltivare anche fuori serra, con le <em>Vanda</em> la faccenda si presenta un po più complessa, vuoi per la luce e per giusta l&#8217;umidità da garantire a queste varietà di orchidee.<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/vanda-in-vaso-di-vetro.jpg'><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/vanda-in-vaso-di-vetro-150x150.jpg" alt="" title="vanda-in-vaso-di-vetro" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-2018" /></a> Ma ecco che, a soluzione del problema &#8220;umidità&#8221; la fantasia dei commercianti ha pensato bene di inventare la <strong>&#8220;Vanda in bicchiere&#8221;</strong> di vetro trasparente. Una bella trovata, non c&#8217;è che dire! In un colpo solo si vende orchidea e vaso di verto, peccato che non sia una soluzione per far vivere la pianta.<br />
Solo a titolo esemplificativo linko <a href="http://www.greenflowers.it/"> questo sito </a>  che fra le altre cose vende su internet anche la famosa &#8220;Vanda in bicchiere&#8221; dal quale ho anche preso la foto a fianco.</p>
<p>Il genere <a href="http://www.orchids.it/2008/06/15/immagini-di-vanda/"><em>Vanda</em></a> è composto  da orchidee epifite a sviluppo monopodiale, crescono cioè su di un unico fusto. A differenza delle <em>Phalaenopsis</em> anch&#8217;esse orchidee a sviluppo monopodiale, le <em>Vanda</em> hanno una crescita più marcata, accompagnata anche dalla formazione di molte radici aeree. Questa loro peculiarità rende difficile la commercializzazione in vasi (le radici in natura rimangono aeree ed assorbono molta umidità dall&#8217;ambiente tropicale in cui vivono), ed ecco che per sopperire alla mancanza di umidità sono ficcate dentro dei grandi vasi di vetro.<br />
Questa soluzione non può garantire una lunga vita alla pianta&#8230;a breve  va tutto bene, ma  col tempo, la mancanza di aerazione dello spazio interno al vaso procura muffe e marcescenze che portano prima o poi alla fine della pianta stessa.<br />
E&#8217; auspicabile che questa moda di vendere le <strong>&#8220;Vanda in bicchiere&#8221; </strong>finisca e lasci spazio a soluzioni più professionali, ma questa è un&#8217; altra storia che affronteremo in altri post.</p>
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		<title>Miniature spontanee&#8230;Coeloglossum viride</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra tornato l&#8217;autunno anche se, guardando il calendario, non dovrebbe essere così. La stagione delle orchidee spontanee prosegue comunque mantenendo, più o meno, gli stessi ritmi degli anni precedenti. Sebbene preferirei programmare le mie sortite per effettuare le mie ricerche, è diventata ormai consuetudine fare le uscite &#8220;al volo&#8221;&#8230;mi alzo al mattino presto, apro il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra tornato l&#8217;autunno anche se, guardando il calendario, non dovrebbe essere così. La stagione delle orchidee spontanee prosegue comunque mantenendo, più o meno, gli stessi ritmi degli anni precedenti.<br />
Sebbene preferirei programmare le mie sortite per effettuare le mie ricerche, è diventata ormai consuetudine fare le uscite &#8220;al volo&#8221;&#8230;mi alzo al mattino presto, apro il balcone ed in base al tempo decido il da farsi.<br />
Avessi dovuto basare le mie decisioni sulle previsioni meteo, domenica sarei rimasto sotto le coperte a poltrire, ed invece no. Aprendo il balcone ho avuto la piacevole sorpresa di trovare una gionata assolata con il cielo terso, ma con un&#8217;arietta tutt&#8217;altro che tiepida (gli 11° ricordavano l&#8217;autunno piuttosto che l&#8217;estate).<br />
<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/coeloglossum-viride1.jpg'rel="lightbox[coeloglossum]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/coeloglossum-viride1-150x150.jpg" alt="" title="Coeloglossum viride" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1993" /></a>Decido allora di dirigermi verso una meta poco distante da casa, che pensavo di visitare già da un paio di settimane, ma che avevo accantonato a scapito di altre.<br />
Non sapendo bene dove andare, parcheggio l&#8217;auto in una rientranza alla sommità del monte e mi dirigo verso il crinale, dopo aver visto a fianco della strada alcune <em>Orchis mascula</em> quasi completamente sfiorite. Pochi passi, un centinaio di metri circa, e faccio il mio primo, piacevole, nuovo incontro: alcune <em>Coeloglossum viride</em> <strong>(L.) Hartm., Handb. Skand. Fl.: 329 (1820)</strong>, piccola orchidea che passerebbe inosservata all&#8217;occhio medio per la sua taglia minuta, non più di 5/10 cm, e per la colorazione, dal verde chiaro al bruno.<br />
<span id="more-1991"></span><br />
La giornata era rivolta anche alla ricerca delle <em>Nigritella </em> che però non sono ancora in fiore, contrariamente ad altre che non starò qui ad elencare nuovamente.<br />
La piacevole passeggiata continua tra i prati tappezzati di Botton d&#8217;oro,  il sibilo dato dal volo radente e vicino di alcuni volatili simili a rondini (spero che gli ornitologi e gli appassionati di avifauna non inorridiscano) e lo scampanellio delle mucche al pascolo.<a href='http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/coeloglossum-viride11.jpg'rel="lightbox[coeloglossum]"><img src="http://www.orchids.it/wp-content/orchids_uploads/2008/06/coeloglossum-viride11-150x150.jpg" alt="" title="Coeloglossum viride" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-1994" /></a><br />
Inizia ora anche la fioritura della <em>Traunsteinera globosa</em> orchidacea tipica delle aree montane che cresce difficilmente ad altitudini inferiori ai 600 mt.<br />
Bazzico qua e la cercando di trovare se possibile qualche <em>Nigritella</em> che magari sia più avanti nella fioritura ma niente; guardando poi verso un canalone vedo ad una ventina di metri una strana macchia color nocciola ed intuisco che è qualcosa di particolare. Cautamente, allora, tolgo la lente macro dal mio teleobiettivo, inquadro e &#8220;tiro&#8221; lo zoom al massimo.<br />
La sorpresa è grande, quella macchia marrone è pelosa e con due orecchie&#8230;il cuore inizia a palpitare, appoggio a terra la sacca con il cavalletto e mi avvicino quatto quatto, silenzioso come una faina e via uno scatto&#8230;ancora qualche passo e via un altro scatto, ormai sono a meno di dieci metri da quella macchia, fortuna vuole che io sia sopra-vento e che quindi non mi possa fiutare&#8230; un&#8217;altro scatto e l&#8217;animale avverte il suono dell&#8217;otturatore che si apre e chiude, e si alza. E&#8217; una bellissima volpe, non mi nota subito e rimane qualche istante incerta a fiutare l&#8217;aria, poi rivolge il suo sguardo verso di me e mi fissa per una decina di secondi che sembrano un&#8217;eternità, quasi incredula della mia vicinanza, nonostante il momento sia mistico ed il cuore ormai in gola, il dito parte quasi da solo e clic, clic ecco un paio di scatti che rimarranno impressi prima nella mia mente che sulla pellicola, poi la volpe si dirige verso il bosco nemmeno troppo frettolosamente, girandosi un&#8217;ultima volta per vedere, forse, se la stessi seguendo&#8230;ragazzi che mattinata!!!!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cattleya x Dolosa</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ibrido naturale brasiliano conosciuto anche come &#8220;Falsa Catteya&#8221; Probabilmente il nome &#8220;dolosa&#8221; gli è stato dato per quella sua spiccata caratteristica, rivolta ad ingannare chi la osserva, da cui il nome &#8220;Dolosa&#8221; Dolo: la previsione del danno che si compierà e la volontà di compierlo. Nella sostanza, la Cattleya x Dolosa è ingannatrice e pertanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ibrido naturale brasiliano conosciuto anche come &#8220;Falsa Catteya&#8221;</strong><br />
Probabilmente il nome &#8220;dolosa&#8221; gli è stato dato per quella sua spiccata caratteristica, rivolta ad ingannare chi la osserva, da cui il nome &#8220;Dolosa&#8221;<br />
<strong>Dolo</strong>: la previsione del danno che si compierà e la volontà di compierlo.<br />
Nella sostanza, la Cattleya x Dolosa è ingannatrice e pertanto non di facile identificazione.</p>
<p><small>Cattleya x Dolosa &#8211; foto tratta da internet </small><br />
<img src='/img_up/cattleyadolosaplanta_300.jpg' alt=''class="alignleft"/>Questa orchidea è stata per lungo tempo considerata specie assestante (<em>Cattleya walkeriana</em> var. dolosa), ora è universalmente ritenuta il frutto di ibridazioni naturali fra <em>Cattleya loddigesii</em> e <em>Cattleya walkeriana</em> avvenute nei siti dove sono entrambe endemiche.<br />
Le varianti sono molteplici, sia nella loro struttura morfologica che nel colore dei fiori. Con gli incroci artificiali il problema è ancor più complesso in quanto gli ibridatori possono usare varietà di <em>C. walkeriana</em> e di <em>C. loddigesii</em> non necessariamente originarie degli stessi siti.</p>
<p>L&#8217;idea di approfondire questi aspetti mi è frullata in testa alla mostra di Padova, dopo aver visto una Cattleya x Dolosa premiata con &#8220;menzione d&#8217;onore per il colore&#8221;.<br />
Probabilmente la pianta ha tratto in inganno anche i preparatissimi giudici AIO. A  mio avviso la piramide genealogica della Cattleya in giudizio andava oltre il livello primario e quindi poteva anche essere un ibrido più evoluto.<br />
E&#8217; pur vero che, magari raramente, anche la Cattleya x Dolosa presenta pseudobulbi unifoliati,  ma essi mantengono sempre la morfologia dei genitori.. e quelli della pianta in questione insinuavano ragionevoli dubbi.<br />
Per poter produrre un analisi più attenta sarebbe stato utile conoscere l&#8217;albero genealogico della pianta in giudizio.<br />
Sugli incroci fra <em>Cattleya loddigesii</em> e <em>Cattleya walkeriana</em> vi propongo la lettura di questo interessante <a href="http://mvlocatelli.blogspot.com/2008/02/orq-2.html"> post</a> tratto dal blog di Marcus Vinicius Locatelli, un giovane agronomo Brasiliano.</p>
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		<title>Orchidee in mostra &#8220;San valentino al Flover&#8221; 19a edizione</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 19:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Flover di Bussolengo, oggi alle 15 è stata inaugurata l&#8217;esposizione di orchidee botaniche. L&#8217;esposizione è curata dai soci di Orchids Club Italia e le orchidee esposte provengono dalle loro collezioni amatoriali. Leggo con dispiacere che alcune/i amanti delle orchidee sono rimasti delusi, in occasione delle loro visite di sabato e di domenica. Anche a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Al Flover di Bussolengo, oggi alle 15 è  stata inaugurata l&#8217;esposizione di orchidee botaniche.</strong></p>
<p><img src='/img_up/appletonianum_450.jpg' alt='' /></p>
<p>L&#8217;esposizione è curata dai soci di Orchids Club Italia e le orchidee esposte provengono dalle loro collezioni amatoriali. </p>
<p><img src='/img_up/gigantea_300.jpg' alt=''class="alignleft"/>Leggo con dispiacere che alcune/i amanti delle orchidee sono rimasti delusi, in occasione delle loro visite di sabato e di domenica.</p>
<p>Anche a nome di Orchids Club Italia mi scuso con quanti, forse sollecitati dal post divulgativo apparso sul blog &#8211; evidentemente necessitava  di qualche altro ragguaglio, che, a causa di problemi personali non sono riuscito a comunicare &#8211; si sono recati al Flover convinti di trovare esposte anche le nostre orchidee.</p>
<p>Per vari motivi, l&#8217;esposizione delle botaniche è stata aperta solamente oggi 11 Febbraio e rimarrà a vostra disposizione fino a Domenica prossima.</p>
<p><img src='/img_up/cristataesemplare_300.jpg' alt=''class="alignleft"/>Permettetemi però, di fare alcune riflessioni e soprattutto di spezzare una lancia in favore dei gestori della Flover che da 19 anni, in occasione di S. Valentino, oltre alla vendita di orchidee commerciali, danno  spazio ad Associazioni amatoriali per le loro esposizioni.<br />
In questo senso i titolari del Grden Flover sono stati dei sensibili e lungimiranti promotori dell&#8217;amatorialità nel campo orchidofilo. Venti anni fa nessun Garden e nessuna Fiera in Italia si sognavano di spendere tempo e denaro per dare spazio alle Associazioni Orchidofile ed alla loro divulgazione amatoriale&#8230;per la verità in qualche caso nemmeno ora questo avviene, ed è il caso di Padova dove a (verdecasa) anche le associazioni devono pagare gli spazi per presenziare l&#8217;evento&#8230;almeno così ci è stato riferito dall&#8217;organizzazione fieristica.<br />
Ora, ci sono molti eventi e svariate occasioni di mercato dove si radunano i venditori di orchidee&#8230;questo è business. La Flover sceglie di guardare ad una platea ampia e quindi promuove, a mio avviso con molto senso estetico, il tripudio delle orchidee per tutti&#8230;poi uno/a su mille ce la farà!<br />
Il nostro Club non ha come finalità statutaria l&#8217;organizzazione di mercati orchidofili,  cerca solamente di essere un umile compagno di viaggio di quanti s&#8217;incamminano nel fantastico mondo delle orchidee&#8230;.lungo la strada qualche volta si perde, ma ha ben chiara la meta.<br />
Guido<br />
Altre notizie su <a href="http://www.orchidcoltura.it/"> www.orchidcoltura.it </a>, il sito amatoriale curato da <strong>Alberto Ghedin</strong>, socio fondatore di Orchids Club Italia.<br />
PS) &#8211; Fra <em>Cymbidium, Phalaenopsis</em> ed altre orchidee in vendita c&#8217;erano anche alcune piante fiorite di <a href="http://www.orchids.it/2006/09/26/plectrelminthus-caudatus-2/"> <em><strong>Plectrelminthus-caudatus</strong> </em></a> specie africana molto rara e difficile da trovare nei mercati&#8230;peccato che nessuno se ne sia accorto <img src='http://www.orchids.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Due parole sul blog</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2008 11:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo sito internet, forse è eccessivo chiamarlo sito&#8230;questo foglio virtuale, un po blog (inteso come diario personale) ma anche forum di discussione per molti appassionati di orchidee, si avvia verso il suo 4° anno di vita. Forse non sbaglio se definisco questo spazio informativo, un piacevole approdo per chi ama le orchidee, per chi le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo sito internet, forse è eccessivo chiamarlo sito&#8230;questo foglio virtuale, un po blog (inteso come diario personale) ma anche forum di discussione per molti appassionati di orchidee, si avvia verso il suo 4° anno di vita.</p>
<p>Forse non sbaglio se definisco questo spazio informativo, un piacevole approdo per chi ama le orchidee, per chi le coltiva, le studia e le racconta.<br />
L&#8217;aspetto più positivo è che attorno a orchids.it è cresciuto un club orchidofilo reale &#8220;Orchids Club Italia&#8221; che pulsa spontaneamente, che organizza esposizioni, incontri ed occasioni di divulgazione della nostra passione.</p>
<p><img src='/img_up/c_skinneri_200_02.jpg' alt=''class="alignleft"/> L&#8217;archivio di questo blog, le pagine, i post, le foto ed i vostri commenti sono già uno strumento prezioso per molti visitatori,  che quasi giornalmente fanno un click da noi per leggere qualche notizia o per lasciare un commento. </p>
<p>Su orchids.it, voi potete interagire sia con i vostri commenti ai post, ma anche scrivendoli direttamente.</p>
<p>La redazione del blog conta ormai 13 autori abilitati alla scrittura di post.<br />
Forse perché scrivo quasi sempre io, noto che vi sfugge il nome di altri autori, ad esempio l&#8217;ultimo post è stato scritto da Alberto G.</p>
<p>E&#8217; un bel libro questo&#8230; virtuale per il momento.<br />
Buon 2008.<br />
Guido </p>
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		<title>Commercio delle orchidee in Italia, etica e valori</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Sep 2007 11:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Fotografia dei produttori e dei commercianti italiani di orchidee Come si può intuire dal sottotitolo non spendo l&#8217;epiteto &#8220;botaniche&#8221;perché in Italia non esiste più la figura del produttore e venditore di specie botaniche, tanto cara a noi collezionisti di lungo corso: tutti i commercianti del settore hanno capito che conviene puntare anche sulle &#8220;commerciali&#8221;, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fotografia dei produttori e dei commercianti italiani di orchidee</strong></p>
<p>Come si può intuire dal sottotitolo non spendo l&#8217;epiteto &#8220;botaniche&#8221;perché in Italia non esiste più la figura del produttore e venditore di specie botaniche, tanto cara a noi collezionisti di lungo corso: tutti i commercianti del settore hanno capito che conviene puntare anche sulle &#8220;commerciali&#8221;, per capirci, le innominate che andranno al macero dopo la fioritura.<br />
Oggi poi, è molto facile effettuare grosse importazioni di orchidee botaniche, svezzate nei paesi più caldi e con manodopera a basso costo.<br />
E&#8217; difficile trovare in Europa, in Italia quasi impossibile, aziende che producono su larga scala orchidee provenienti da semina asimbiotica o riprodotte da meristemi. Sì le eccezioni ci sono, ma la tendenza è quella della globalizzazione produttiva.<br />
Anni fa era anche fiorente la vendita di specie botaniche raccolte in sito ed importate dai venditori europei, ora, per vari motivi è sempre meno praticabile.<br />
Ecco che nasce il commerciante di orchidee tutto tondo.<br />
Le orchidee botaniche da vendere sono acquistate e tenute in parcheggio in serra in attesa di essere vendute on line, oppure nelle mostre o in occasione di altri eventi, dove il venditore andrà anche con un bel carico di &#8220;commerciali fiorite&#8221; pronta consegna.</p>
<p><strong>Il quadro dei venditori italiani</strong><br />
Esclusi i garden, ed i centri commerciali, che possiamo definire dei meri punti vendita, attualmente in Italia ci sono sette forse otto Aziende che vendono orchidee, commerciali e botaniche. Sostanzialmente sono aziende agricole, la legge lo consente: qualsiasi prodotto vegetale acquistato, per essere considerato di propria produzione è sufficiente che rimanga in serra per un certo periodo&#8230;poi può essere venduto anche senza rilascio di fattura e/o scontrino fiscale (questo è consentito dalla contabilità semplificata prevista per le aziende agricole), mentre per prodotti accessori  (sfagno, corteccia ecc.) è necessario il rilascio di apposita documentazione di vendita perché in questo caso diventa operazione commerciale.<br />
<span id="more-1216"></span><br />
<strong>Chi sono</strong><br />
Le aziende inserite nel giro per così dire &#8220;del collezionismo amatoriale&#8221; sono le seguenti:<br />
Orchideria di Morosolo -Pozzi- Azienda agricola &#8211; Varese<br />
Riboni orchidee &#8211; Riboni &#8211; Azienda agricola &#8211; Varese<br />
Orchidee del lago maggiore &#8211; Callini &#8211; Azienda agricola &#8211; Novara<br />
Orchidee rare &#8211; Bianco &#8211; Azienda agricola &#8211; Torino<br />
N&#038;C &#8211; Nardotto &#8211; Azienda agricola &#8211; Imperia<br />
Il sughereto &#8211; Farinelli &#8211; Azienda agricola &#8211; Grosseto</p>
<p>Per fare il quadro completo dovrei anche inserire l&#8217;azienda agricola e relativo garden Giorgi di Lavagna (GE), ma ormai il titolare si è volutamente messo fuori del giro e nelle sue serre si possono trovare solamente esemplari di vecchie piante oltre a quelle commerciali.<br />
Anche la AF orchidee di Padenghe ha chiuso i battenti da qualche anno, ed ora sembra che la titolare abbia costituito una società in Francia.</p>
<p>I sette &#8220;orchidanti&#8221; italiani rappresentano due distinte generazioni: la vecchia scuola del venditore un po collezionista con un passato di produzione propria e le giovani leve con il piglio della modernizzazione.</p>
<p>Tre aziende della vecchia guardia (Riboni, Pozzi e Callini) formano un gruppetto che ruota attorno a quel che resta di una grossa Associazione, la ALAO, che usano come cinghia di trasmissione della loro attività commerciale. </p>
<p>Franco Bianco (TO) avvia l&#8217;azienda agricola per dare un seguito professionale alla sua vecchia passione di collezionista, si muove con autonomia ed in armonia con Pozzi e Riboni.<br />
N&#038;C, qualche anno fa, da florovivaista generalista si butta nel commercio orchidofilo, forse cercando di coprire gli spazi lasciati liberi dalla cessata attività di altre aziende liguri.<br />
Sin da subito la filosofia di N&#038;C è quella di vendere tanto, soprattutto le specie che vanno per la maggiore e a buon mercato, scompigliando in tal modo le altre aziende esistenti.<br />
Questa operazione risulta abbastanza facile all&#8217;azienda N&#038;C in quanto favorita dalle favorevoli condizioni climatiche del suo vivaio che gli consentono di produrre a costi di gestione competitivi rispetto alle altre aziende italiane.<br />
Nasce il caso Nardotto e le conseguenti  note vicende fra venditori.<br />
Non è mia intenzione entrare nel merito dei problemi fra venditori, anche perché non sempre l&#8217;euro di meno negli acquisti è l&#8217;unico parametro per esprimere giudizi.<br />
Quello che mi pare di rilevare è l&#8217;enorme divario generazionale, da un lato N&#038;C ed Il sughereto di Farinelli, giovani rampanti inseriti nei forum, che li usano come veicoli pubblicitari, e proiettati verso la nuova forma di vendita telematica e-commerce,  d&#8217;altro lato ancora il romanticismo del venditore quasi collezionista vecchio stampo.<br />
A mio modesto avviso, forse tutte questa aziende orchidofile sono troppe per un collezionismo, quello italiano, ancora molto limitato. Ecco che si spiega la loro necessità di vendere anche orchidee &#8220;commerciali&#8221;.</p>
<p>Inoltre, questa realtà italiana, abbastanza fragile, deve anche fare i conti con un mercato senza confini, ne territoriali ne telematici: molti collezionisti italiani trovano conveniente fare i loro acquisti da produttori e commercianti stranieri.</p>
<p>Non so se avete voglia di esprimere pubblicamente le vostre valutazioni sullo stato del commercio orchidofilo italiano: nel bene e nel male se ne parla sempre, ma rigorosamente in privato&#8230;per quella sorta di sindrome da innamoramento del venditore, considerato la fonte di soddisfazione dei propri desideri orchidofili e per questo intoccabile.<br />
Io sono fra quelli, pochi per la verità, che la vede diversamente: sono i venditori che devono elevare a valore il collezionista, che devono creare le occasioni di incontro (in altri paesi europei è una prassi &#8211; a Dresda nel 2009 sarà un produttore venditore e collezionista ad organizzare l&#8217;EOC) ed in questa logica si inserisce anche la vicenda della foto copiata; <strong>qualcuno avrebbe dovuto semplicemente dire la provenienza della foto senza che venisse chiesto un centesimo, senza appropriarsene. Perché se l&#8217;ha presa, significa che in qualche modo la preferisce a quelle che ha. Oppure perché è più comodo.<br />
Ci sono leggi a riguardo e sarebbe ora di finirla di fare all&#8217;italiana che tanto tutto fa lo stesso.</strong></p>
<p>Forse rimarrà senza commenti questo post&#8230;io il sasso sullo stagno l&#8217;ho lanciato, in fondo un blog deve far discutere ed anche un po provocare.</p>
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		<title>Attenti a quei due</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2007 13:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto quello di cui le orchidee non hanno bisogno Non fosse che questi personaggi sono dirigenti dell&#8217;orchidofilia nazionale, la cosa potrebbe sembrare perfino comica e non varrebbe nemmeno la pena di occupare tempo e spazio. Leggete questo &#8220;eclatante&#8221; spaccato di un dialogo, scovato sul web orchidofilo italiano: Siamo in un forum italiano e si sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tutto quello di cui le orchidee non hanno bisogno</strong><br />
Non fosse che questi  personaggi sono dirigenti dell&#8217;orchidofilia nazionale, la cosa potrebbe sembrare perfino  comica e non varrebbe nemmeno la pena di occupare tempo e spazio.<br />
Leggete questo &#8220;eclatante&#8221; spaccato di un dialogo, scovato sul web orchidofilo italiano:</p>
<p>Siamo in un forum italiano e si sta discutendo di <em>Laelie</em> rupicole, la discussione naviga su binari corretti quando ad un certo momento scatta irrefrenabile nella mente del solito Ronin, la voglia di polemica e di denigrazione a cui fa prontamente eco un&#8217;altra &#8220;promessa&#8221; dell&#8217;orchidologia italiana, tale Filippo&#8230;che nel forum è pure moderatore, ovvero riveste il ruolo di chi  dovrebbe frenare eventuali eccessi.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
&#8230;.Ronin<br />
Guru</p>
<p>See&#8230; &#8220;&#8230;.&#8221;, non è che i brasiliani non le riconoscono&#8230; è che certe specie sono difficili da reperire in natura: per l&#8217;itambana, il cui intero territorio di distribuzione ricade in un&#8217;area protetta i raccoglitori, oltre a dover sfidare la sorveglianza di guardiaparco e guide locali (che ci sono), si devono sorbire 30 km tra andata e ritorno dall&#8217;auto, con un dislivello in salita di un migliaio di metri (a temperature tropicali); quindi, chi vuoi che ci vada? Fosse un rotschildianum&#8230;<br />
Visto poi che da piccole son tutte simili ed in pochi sono in grado di distinguerle anche da adulte (dato che la vera itambana in pochi l&#8217;hanno vista), spacciare una briegeri per itambana è un gioco da ragazzi, così come vendere una sanguiloba o una cinnabarina per angereri, altra specie inconfondibile data la &#8220;stazza&#8221;, ma che io sappia non sul mercato.<br />
Alla fine, chissà quante false angereri ed itambana ci saranno in giro, probabilmente tutte (o quasi) quelle vendute come tali! </p>
<p>Comunque, questa è una pratica abbastanza comune e non solo tra i venditori brasiliani: <strong>sono note le colossali fregature che rifila un famoso commerciante asiatico, da cui compri piante particolari (a caro prezzo, naturalmente), magari per migliaia di euro, per poi ritrovarti in fiore un comune (anche se bello) Paphiopedilum helenae  &#8230;</strong><br />
 &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
 Filippo<br />
Moderatore</p>
<p>Ronin ha scritto: citazione<br />
<em>per poi ritrovarti in fiore un comune (anche se bello) Paphiopedilum helenae  &#8230;</em></p>
<p>ahahahah<br />
Ma quell&#8217;helenae non era nemmeno poi così bello&#8230;Almeno, secondo me, non vale i soldoni che certamente sarà costato&#8230;<br />
Fosse capitata una forma di colore particolare, forse&#8230;.ne sarebbe valsa la pena prendere la sola&#8230;.<br />
Ma di helenae così ne trovi in giro anche per qualche decina di euro senza scomodare i cinesi. Basta contattare un qualunque &#8220;spennacchiatore di polli&#8221; per avere uno straccio di garanzia e piante certamente più sane.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<div style="overflow:hidden; background:#EEEEEE; border: 1px dotted gray; padding:3px;"> L&#8217;indecenza di questo dialogo è impressionante perché fa riferimento, con malcelata soddisfazione ed in forma anonima, a fatti specifici  riguardanti scelte personali di un socio del nostro Club.<br />
Ovviamente i fatti  non stanno così come sono stati riportati dai due dialoganti, ma tant&#8217; è, invece di avviare una seria riflessione sulla garanzia degli acquisti di specie botaniche si liquida il tutto con cattiveria e sarcasmo.<br />
Il problema dell&#8217;incertezza tassonomica negli acquisti di orchidee è vecchio e purtroppo non risolvibile (potremo quasi dire che fa parte del gioco), ma usarlo come occasione di &#8220;sfottimento&#8221; cattivo ed anonimo è assai deplorevole, sterile e disgustoso.<br />
Questo è il supporto informativo che si da sul forum agli appassionati? Vergogna!</p>
<p><em><strong>Attenti a quei due&#8230; forse le orchidee non hanno bisogno di loro</strong></em></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Orchidee: associazioni, impresari e soci, brava gente?</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/08/23/orchidee-associazioni-impresari-e-soci-brava-gente/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 11:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.orchids.it/2007/08/23/orchidee-associazioni-impresari-e-soci-brava-gente/</guid>
		<description><![CDATA[Il corsivo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b><i> Il corsivo</i></b></p>
<p><img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/foto-guido-per-web_02.jpg"class="alignleft""/>Riprendo la mia vecchia rubrica <em>&#8220;Il corsivo&#8221;</em> per esprimere qualche opinione strettamente personale sullo stato attuale dell&#8217;orchidofilia italiana.<br />
Questo sito è nato per divulgare la conoscenza del mondo affascinante delle orchidee, ma anche per raccontare senza reticenze, pregi, difetti e limiti dell&#8217;orchidofilia italiana.</p>
<p>Il prossimo mese di Novembre orchids.it compie tre anni ed in questo lasso di tempo, attorno alla sua dimensione virtuale si è consolidata una comunità orchidofila reale<strong> (Orchids Club Italia)</strong>, che aggrega appassionati vicini e lontani.<br />
<strong>Orchids Club Italia</strong> è una libera associazione di persone, che sta insieme per la comune passione delle orchidee, senza tessere d&#8217;iscrizione e che vive solamente della propria dinamicità. In questa nostra Italia con scarse tradizioni orchidofile, dove non è facile coltivare e divulgare il nostro bellissimo hobby, noi cerchiamo di portare il nostro piccolo contributo.<br />
<span id="more-1173"></span><br />
<strong>Strumenti di aggregazione</strong><br />
Il primo ed insostituibile strumento per realizzare compiutamente la nostra conoscenza e coltivazione delle orchidee è, e rimane sempre l&#8217;associazione senza scopo di lucro. Da quando c&#8217;è internet assumono una certa rilevanza anche i forum di discussione ed i blog.</p>
<p><strong>I blog</strong><br />
I blog per vocazione sono i diari dei loro conduttori, non è facile tenere sempre avvincente il filo conduttore, soprattutto quando il tutto fa riferimento ad un unico tema, le orchidee per l&#8217;appunto.<br />
Il successo di orchids.it <strong>(250 &#8211; 350 visite medie giornaliere)</strong>  sta tutto nell&#8217;aver realizzato una  stretta correlazione fra lo spazio virtuale (occasione di conoscenza) e la dimensione reale conseguente, fatta di incontri e di eventi orchidofili, organizzati dalle persone reali che navigano in questo blog.<br />
Pur avendo poco più di due anni di vita (<strong>Orchids Club Italia</strong> nasce ufficialmente i primi giorni di aprile del 2005 a Gorizia), l&#8217;associazione aggrega con successo appassionati di varie località italiane ed europee e vede crescere tra i suoi aderenti, serre e collezioni di ottimo livello.<br />
Nel 2006 alla mostra europea di Padova, con i loro premi, le orchidee dei soci di <strong>Orchids Club Italia </strong>hanno salvato la faccia all&#8217;intera orchidofilia nazionale. </p>
<p><strong>I forum</strong><br />
I forum sono  spazi virtuali di discussione, in Italia ci sono anche forum monotematici sulle orchidee. Io sostengo la tesi che un forum ha due  ragioni d&#8217;essere: la prima per servire da collettore divulgativo ed informativo di prodotti aziendali (nello specifico a produttori e venditori di orchidee)  oppure in seconda ipotesi quale palestra di  discussione di associazioni del settore.</p>
<p>In Italia ci sono vari forum generalisti del verde, orchidee comprese e due monotematici di sole orchidee, di questi ultimi due, uno è gestito da un venditore toscano di orchidee  ed il secondo da due appassionate liguri.</p>
<p><strong>Le associazioni</strong><br />
Sulla carta in Italia ci sono varie associazioni, ma il loro peso complessivo è assai limitato e spesso servono solamente da volano a qualche  &#8220;intellettuale&#8221; o a qualche &#8220;venditore&#8221;.<br />
Dovrebbe succedere l&#8217;opposto, dovrebbero essere loro ad aiutare le associazioni con iniziative (ricerche e lavori botanici ex novo propedeutici alla conoscenza scientifica), oppure con incentivazioni economiche ed altro.</p>
<p>Purtroppo in Italia gli appassionati devono attivarsi autonomamente e spesso si trovano a dover rimorchiare nel loro percorso anche produttori ed intelletuali.<br />
Altra anomalia tutta italiana è la strana figura dell&#8217;impresario, ovvero l&#8217;organizzatore di eventi orchidofili.<br />
Con queste premesse va da se capire perché in Italia gli strumenti di divulgazione sono molto limitati rispetto ad altri paesi.</p>
<p>Solamente per fare qualche esempio giova rilevare che, la notizia più recente che si può leggere sul sito ufficiale dell&#8217;<strong>Associazione Italiana Orchidee </strong> (fatta salva la &#8220;reliquia&#8221;EOC 2006), risale al <strong>Febbraio 2005</strong>, che il sito della gloriosa <strong>ATAO</strong> (fondata da me nel 1987) è spento da anni e che altre realtà vivacchiano. In questo panorama, per la verità, va sottolineato che due associazioni locali, l&#8217;ALO nel Lazio e l&#8217;ALAO in Lombardia danno segnali di dinamicità, ma purtroppo una rondine non fa primavera.</p>
<p><strong>Il collezionismo</strong><br />
La massima soddisfazione per un appassionato di orchidee è quella di poterle coltivare. Collezionarle in tutti i modi: in serra, in casa negli orchidari, nei giardini, comunque coltivarle.<br />
Il collezionista di orchidee va oltre la dimensione del collezionismo inteso come accumulo di oggetti o cose, il collezionista di orchidee acquistando la sua prima pianta inizia una sfida e si incammina in un percorso senza fine.<br />
Molti si perdono subito, altri tengono duro per qualche tempo, pochi riescono a consolidare collezioni importanti.<br />
In Italia ci sono bravi collezionisti, ma ciò nonostante è difficile vedere le loro orchidee in esposizioni, anche questo è un limite tutto italiano.<br />
Le orchidee delle collezioni di Orchids Club Italia, dall&#8217;inizio 2007, hanno già dato vita a 8 esposizioni, a breve saranno presenti in Villa Manin a Passariano (UD) e a Mira (VE), ospiti dell&#8217;AIPC, speriamo che il nostro attivismo sia di buon esempio a tutti.</p>
<p>Fare gli impresari per nome e per conto dei venditori di orchidee o degli organizzatori di fiere può servire, ma finché non vedremo su larga scala anche in Italia,  esposizioni autogestite dalle varie associazioni, dove gli appassionati organizzano il loro piccolo e personalissimo stand, non potremo scrivere associazionismo con la &#8220;A&#8221; maiuscola. </p>
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		<title>Cirrhopetalum picturatum o eberhardtii?</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/07/17/cirrop/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2007 19:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Orchids]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse Philippe A. Eberhardt aveva ragione In questo post del 29 Maggio 2004 ho presentato il Cirrhopetalum picturatum ed in quell&#8217;occasione ho anche raccontato di un acquisto incauto: nel mercatino degli scambi in Fiera a Pordenone ho acquistato il Cirrhopetalum eberhardtii senza sapere che era la stessa specie. Storia La storiografia racconta che il Cirrhopetalum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Forse Philippe A. Eberhardt aveva ragione<br />
</strong><br />
<a href="http://www.orchids.it/2004/05/29/cirrhopetalum-picturatum-esemplare-in-fiore/"> In questo post del 29 Maggio 2004 </a> ho presentato il <em>Cirrhopetalum picturatum</em> ed in quell&#8217;occasione ho anche raccontato di un acquisto incauto: nel mercatino degli scambi in Fiera a Pordenone ho acquistato il <em>Cirrhopetalum eberhardtii</em> senza sapere che era la stessa specie.</p>
<p><strong>Storia</strong><br />
La storiografia racconta che il <em>Cirrhopetalum picturatum</em> è stato introdotto in Inghilterra nel 1836 da <strong>Conrad Loddiges</strong> e descritto nel 1840. Verso gli anni 20 del secolo successivo<strong> Philippe A. Eberhardt</strong> raccoglie una pianta di questa stessa specie , la porta in Francia dove viene nuovamente ed inconsapevolmente descritta  da <strong>Gagnepain</strong>, e registrata con il nome del suo raccoglitore <strong>Eberhardt.</strong><br />
La tassonomia ufficiale accetta questa sequenza di nomi:<br />
<img src="http://www.wannaplay.it/imgs_up/cirr.pict.-particolare.jpg" class=" alignleft"/><em>Cirrhopetalum picturatum</em><br />
Publisher : 	Lodd.<br />
<strong>Origin : 	Thailand, Assam, Burma &#038; Vietnam</strong><br />
Flowering Period : 	October &#8211; January<br />
Flower Size: 	5 mm. wide by 30 mm. long<br />
No. of Flowers : 	7 &#8211; 15 flowers / inflorescence<br />
Publication : 	Bot. Reg. 46, Misc. 49, 1840<br />
<span id="more-1148"></span><br />
G. Loddiges in Bot. Reg. 1840, Misc.49; lateral sepals 1-2 ½ in. linear lanceolate acuminate convex coherent 5-nerved 3-5 times longer than the cymbiform abruptly aristate dorsal , petals caudate acuminate erose 3-nerved , column large, arms subulate. Lindl.in Bot. Reg. 1843, under t. 49; Bot. Mag.t. 6802. <em>Bulbophyllum picturatum</em> , Reichb.f. in Walp. Ann. Vi. 262.</p>
<p><strong>Sinonimi:</strong><br />
<em>Cirrhopetalum eberhardtii</em> Gagnepain<br />
<em>Bulbophyllum eberhardtii</em> (Gangepain) Pham-Hoang<br />
<em>Bulbophyllum picturatum</em> (Loddiges) Reichenbach F.</p>
<p>Tutto regolare? No perchè anche questo in foto è  <em>Cirrhopetalum picturatum</em></p>
<p><small> Collezione Guido De Vidi &#8211; foto 17.07.07 &#8211; diritti riservati </small><br />
<img src='/img_up/cirropetalum_picturatum_450.jpg' alt='' /> </p>
<p><img src='/img_up/cirrhopetalum_picturatum_stampa_lindenia.jpg' alt=''class=2alignleft"/>Come si può notare dalla foto e stampa originale riprodotte sopra, il colore e la forma dei fiori sono diversi rispetto a quelli della prima foto in alto, anch&#8217;essi di <em>Cirrhopetalum  eberhardtii o Cirrhopetalum picturatum</em> descritti nel vecchio post linkato.</p>
<p>Un&#8217;ultima sequenza di nomi e sinonimi riporta questi dati:<br />
<em>Bulbophyllum eberhardtii  </em>(Gagnep.) G.Seidenfaden 1992<br />
<em>Cirrhopetalum picturatum </em>Loddiges of Hackney 1840<br />
<em>Cirrhopetalum eberhardtii</em> Gagnepain 1931<br />
<em>Bulbophyllum eberhardtii </em>( Gagnep. ) Pham Hoang Ho 1972<br />
<em>Bulbophyllum picturatum</em> auct.non. Rchb.f. Seidenfaden 1973</p>
<p>Forse è il caso di dare una sistematina e valutare l&#8217;ipotessi di separare le due specie, che dite?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Phragmipedium kovachii, una ferita ancora aperta</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/01/29/phragmipedium-kovachii-una-ferita-ancora-aperta/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jan 2007 13:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Commenti e riflessioni Questo blog ha avuto modo di trattare la &#8220;storia&#8221; del Phragmipedium kovachii con diversi post &#8211; Pragmipedium kovachii &#8211; Febbre e possesso &#8211; La saga continua&#8230;a distanza di molti mesi , giunge un commento che ad ogni buon conto, ci deve far riflettere ancora: &#8230; jecy jecyyjo ha detto: 28 Gennaio 2007 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Commenti e riflessioni</strong></p>
<p>Questo blog ha avuto modo di trattare la &#8220;storia&#8221; del Phragmipedium kovachii con diversi post &#8211; <a href="http://www.orchids.it/2006/02/20/phragmipedium-kovachii-le-prime-semine-a-padova/"> Pragmipedium kovachii </a> &#8211; <a href="http://www.orchids.it/2006/10/11/phragmipedium-kovachii-febbre-e-possesso/"> Febbre e possesso </a> &#8211; <a href ="http://www.orchids.it/2006/01/02/phragmipedium-paphiopedilum%e2%80%a6la-saga-continua/">La saga continua</a>&#8230;a distanza di  molti mesi , giunge un commento che ad ogni buon conto, ci deve far riflettere ancora:</p>
<div style="overflow:hidden; background:#EEEEEE; border: 1px dotted gray; padding:3px;">
&#8230; jecy jecyyjo ha detto:<br />
28 Gennaio 2007 alle 18:49<br />
<strong>Es es una Orqui que deveria llamarse por su nombre y no la de un ladron, y debe de llamarse por “Phrag. peruviana”</strong></div>
<p><img src='/img_up/Phragmipediumkovachii.jpg' alt='' /></p>
<p>In risposta a &#8220;jecy&#8221;, ho manifestato la mia condivisione del suo pensiero e ho lanciato l&#8217;idea di raccogliere le nostre opinioni in un Post specifico. Serve? Non serve? Facciamo un pre sondaggio: a voi la tastiera!</p>
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		<title>Associazioni orchidofile italiane</title>
		<link>http://www.orchids.it/2007/01/02/lettera-alle-associazioni-orchidofile-italiane/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2007 19:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;anno nuovo che verrà Cara AIO, in primis mi rivolgo te, che per vocazione coordini l&#8217;orchidofilia e l&#8217;orchidologia italiana. Dove sei finita? Cercandoti nel web si legge questo laconico e disarmante messaggio &#8220;This account is suspended&#8221; e non ti dico la desolante sensazione che si prova. Lo so, tu mi dirai che internet non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nell&#8217;anno nuovo che verrà</strong></p>
<p>Cara AIO,<br />
                 in primis mi rivolgo te, che per vocazione coordini l&#8217;orchidofilia e l&#8217;orchidologia italiana.<br />
Dove sei finita? Cercandoti nel web si legge questo laconico e disarmante messaggio &#8220;This account is suspended&#8221; e non ti dico la desolante sensazione che si prova.<br />
Lo so, tu mi dirai che internet non è tutto e che l&#8217;attività associativa è viva, soprattutto con la divulgazione della rivista scientifica <strong>&#8220;Caesiana&#8221;</strong>e con la partecipazione attiva nelle varie esposizioni orchidofile italiane di tuoi dirigenti e giudici.</p>
<p>Già! Le esposizioni orchidofile&#8230;e quando mai!<br />
Tu mi devi scusare, ma tolte le sporadiche ed occasionali mostre mercato, dove &#8220;nell&#8217;angolo della vergogna&#8221; (metafora presa in prestito da un tuo valido collaboratore), fra i commercianti c&#8217;è anche l&#8217;orchidea di qualche appassionato&#8230;ho l&#8217;impressione che in Italia non si riesca ancora a far decollare un corposo e meritorio programma espositivo.<br />
Come mai? Mah! Non stà a me entrare nel merito e non intendo nemmeno abbozzare diagnosi di sorta&#8230; la farsa di MPC edizione 2007 insegna.</p>
<p>Mi permetto solamente di osservare quanto segue:<br />
<strong>Ti sembra giusto che una manifestazione orchidofila organizzata da una Istituzione Pubblica (Amministrazione Comunale), con finanziamenti pubblici, non veda protagoniste le Associazioni del settore?</strong><br />
In che modo? Coinvolgendo preventivamente il mondo dell&#8217;associazionismo italiano, nella responsabilità gestionale e culturale dell’evento.<br />
Nel merito, ti risparmio tutto il frastuono dei giorni trascorsi.</p>
<p><strong>A proposito di eventi, consentimi queste due osservazioni, seppur datate:</strong><br />
1 &#8211; In occasione dell’EOC 2006 a Padova, lo stand Orchids Club Italia ha ricevuto significativi riconoscimenti (in assoluto lo stand amatoriale più premiato), ma di questo non se ne parla…possibile che il tasso di autolesionismo giunga a questi livelli (emblematico in tal senso, l’articolo resoconto della manifestazione, apparso in un bollettino ALAO, che ignora completamente l’esistenza di Orchids Club Italia)<br />
2 &#8211; Orchids Club Italia non ha ancora ricevuto alcuna documentazione (due iscrizioni al congresso EOC &#8211; 140 euro) dei lavori e delle relazioni del congresso di Febbraio 2006 a Padova.<br />
Grazie AIO, se ci sei batti un colpo.<br />
Orchids Club Italia<br />
&#8230;continua</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dove eravamo rimasti?</title>
		<link>http://www.orchids.it/2006/04/26/dove-eravamo-rimasti/</link>
		<comments>http://www.orchids.it/2006/04/26/dove-eravamo-rimasti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2006 20:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Pasqua, Lunedì dell&#8217;Angelo, prosecco da imbottigliare, orto da vangare, compleanni e San Marco (25 Aprile dei venessiani) da festeggiare con Orchids Club da Graziano&#8230;e intanto il blog piange. Per non perdere le buone abitudini iniziamo con la presentazione di una bella specie botanica. Collezione Guido De Vidi foto 26.04.06 Diritti riservati Ascocentrum ampullaceum (Lindley) Schltr.1913 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b> Pasqua, Lunedì dell&#8217;Angelo, prosecco da imbottigliare, orto da vangare, compleanni e San Marco (25 Aprile dei venessiani) da festeggiare con Orchids Club da Graziano&#8230;e intanto il blog piange.</b></p>
<p>Per non perdere le buone abitudini iniziamo con la presentazione di una bella specie botanica.</p>
<div class="cit"><small> Collezione Guido De Vidi foto 26.04.06<br />
Diritti riservati </small></div>
<p><img src='/img_up/ascocentrum_ampullaceum.jpg' alt='' class="aligncentered"/><br />
 <i><b> Ascocentrum   ampullaceum </b></i> (Lindley) Schltr.1913<br />
Una bellissima specie epifita del sud est asiatrico (Nepal, Tailandia, Birmania)<br />
Vive sugli alberi decidui in zone collinose (300 &#8211; 900 metri di altitudine), gradisce buona luce, umidità e temperature intermedie: in coltivazione si sviluppa bene su cestini di asticelle legnose. Fra le bagnature sono utili le asciugature del substrato, in inverno le spruzzature vanno ridotte.</p>
<p><b>Dialogando</b><br />
Bene, riprendiamo il dialogo&#8230;mamma mia, quante cose da scrivere. Direi di partire dalle osservazioni e dalle domande giunte nei post dell&#8217;expò.<br />
<span id="more-691"></span></p>
<p>Chiara:
<div class="cit"><small> Davvero splendide! In fondo, in fondo, in fondo….molto in fondo assomigliano un po’ alle mie orchidee. L’importante è che si assomiglino: foglie verdi, radici penzolanti, si si, si assomigliano; una vera conquista per mè.<br />
Guido, una curiosità; ma su che supporto sono fissate?</small></div>
<p>&#8230;Casualmente, ed in entrambe le piante il supporto d&#8217;origine è un vaso, ad ogni buon conto gli esemplari di 15 &#8211; 20 anni si auto supportano da soli; detta così sembra il segreto di pulcinella, ma effettivamente, così come avviene in natura, le vecchie vegetazioni delle orchidee danno vita ad un micro ambiente che garantisce prosperità alle quelle nuove, indipendentemente dal substrato di coltura&#8230;bisogna farle vivere a lungo però: il biglietto da visita di qualsiasi orchidofilo non è quello che scrive, ma quello che fa.</p>
<p>Paola:
<div class="cit"><small> ho visto che aldo ha consigliato e bay per comprare le piccole piantine di orchidee. ho trovato un venditore tailandese che le manda dentro una bottiglia e mi assicura che nel giro di 7 giorni arriva da me in Italia. Sono stata molto tentata di acquistare una o due piantine di phalaenopsis per tentare di farle crescere e fiorire, ma l’inesperienza in questo genere di cose mi ha fermato. qualcuno ha avuto a che fare con questo genere di acquisti? è effettivamente possibile far crescere le piccole piante senza ricorrere aduna serra climatizzata, visto anche il bel tempo a cui andiamo incontro?</small></div>
<p>&#8230;E’ sicuramente un’esperienza affascinante da provare, anche senza serra. Per riuscire nell&#8217;impresa tira fuori le doti di &#8220;mamma&#8221; che c&#8217;è in ogni donna, perchè quelle che ti arriveranno saranno proprio delle neonate da curare: in bocca al lupo.</p>
<p>Anna:
<div class="cit"><small>ho una Phalaenopsis regalatami il lo scorso 14/2. Ha fatto fiori meravigliosi, ma da un paio di settimane dei due rami uno li ha già persi tutti, l’altro ha cominciato.<br />
AIUTO cosa devo fare?<br />
Ho paura di perderla!<br />
Si trova in un vaso di vetro, con fondo di sassetti, sopra sassi di argilla e torba. Annaffio con cura di non lasciare le radici in acqua stagnante; l’ho sempre tenuta in bagno, temperatura tra i 18 e 22 gradi, molta luce anche se non diretta (non è proprio davanti alla finestra).<br />
Poi me ne hanno regalata un’altra, tuttora piena di fiori, ma ho paura vada a finire nella stessa maniera!<br />
Un’altra cosa: ha le radici aree di aspetto non più turgido come quando è arrivata, ma un po’ secche…<br />
Grazie tanto<br />
ciao</small></div>
<p>&#8230;allora, dopo 3 mesi di fioritura, anche per le Phalaenopsis è normale&#8230; <a href="http://www.orchids.it/2005/01/12/phalaenopsis-in-casa/"> leggi questo post</a>, che ti può indirizzare sul problema del trattamento degli steli dopo la fioritura.<br />
L&#8217;aspetto preoccupante però, è &#8220;il vaso di vetro&#8221;, che penso sia stagno (cioè senza fori sul fondo). In caso affermativo la pianta va rinvasata e sistemata in vaso con drenaggio sul fondo.<br />
Le radici della tua Phalaenopsis sono disidratate, oppure rotte. Nel secondo caso tagliale con un attrezzo sterilizzato sulla fiamma del gas).</p>
<p><b>25 Aprile da Francesca e Graziano&#8230;una giornata stupenda</b><br />
La giornata inizia male, qualche casino con il mio cancello che fa le bizze, ritarda la partenza di quasi un&#8217;ora.</p>
<p>Rosetta (mia moglie) aveva lavorato tutta la notte per preparare le torte salate con i carciofi, il Cous Cous con verdure ed il pane fresco, come solo lei lo sa fare.<br />
Si parte alle ore 10 passate, carichi di leccornie, buon vino e le orchidee messe in palio per la lotteria di &#8220;Orchids Club&#8221;.<br />
In noi c&#8217;è tanta voglia di divertimento per un giorno gravido d’attese e di motivazioni.<br />
Fra le varie cose da festeggiare c&#8217;erano anche 4 compleanni raggruppati in pochi giorni; un Ariete (il sottoscritto 20 Aprile) e tre Tori (Graziano, Giulio il 21 Aprile e, proprio il 25 Aprile, un amico di Graziano).<br />
L&#8217;aria primaverile, gli spazi incantevoli del &#8220;giardinone&#8221; dei padroni di casa, la compagnia eterogenea e sin da subito molto affiatata&#8230; complici anche gli aperitivi e gli stuzzichini, hanno dato il &#8220;la&#8221; ad una giornata indimenticabile conclusasi verso le 8 di sera con la tradizionale &#8220;fortaja de S. Marco&#8221; la mega frittata con uova ed asparagi, uova e salame, uova e &#8220;bruscandoi&#8221; (luppolo selvatico).<br />
Dentro le bellissime ore trascorse, metteteci tutto quel che vi viene in mente &#8211; ci sta tutto &#8211; anche le orchidee, sì perchè abbiamo trovato il tempo per parlare di orchidee&#8230;in fondo c’eravamo dati appuntamento anche per loro!!</p>
<p>La lotteria ha fruttato un bel contributo per il Club, e&#8230; il fortunato vincitore del 1° premio è stato proprio Graziano, che ha vinto il <i>Phragmipedium kovachii </i> battezzato all&#8217;unanimità: <i>Phragmipedium kovachii </i>&#8216;Orchids Club Italia&#8217;.<br />
L&#8217;amico Gianni, dalla lontana Ulm, con una giocata e 5 rilanci, si è aggiudicato il 2° premio <i> Laelia lundii </i> &#8216;Rosetta&#8217; Sm EOC 94 &#8211; Ma EOC 06, che per sua volontà è stata messa poi all&#8217;asta.<br />
Il 3° premio <i> Vanda coerulescens</i> Rosetta Gm EOC 97 e stato vinto da Giulio, che poi si è aggiudicato anche l&#8217;asta.<br />
Altri due premi di consolazione se li sono aggiudicati Adriano ed Aldo.<br />
Desidero chiudere questo post con un’annotazione importante, e non a caso tenuta per ultima:<br />
<b>La serra di Graziano.</b><br />
La serra di Graziano <a href="http://www.orchidcoltura.it/">(vedi foto sul sito di Alberto) </a> non ha tanti anni di vita, nasce qualche anno fa e, con un pizzico di orgoglio personale, si evolve a suon di consigli e suggerimenti anche miei.<br />
La serra si è popolata di mooolte orchidee ed ha già visto passare velocemente tutte le fasi del collezionista neofito, dalle orchidee commerciali, alle specie sui generis, alle epurazioni forzate&#8230;per lasciar spazio alla specializzazione.<br />
Senza ombra di dubbio, Graziano ha già organizzato una delle più importanti collezioni Italiane di Paphiopedilum e li sta coltivando molto bene: complimenti Graziano.</p>
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